Colloqui di lavoro

Come gestire le domande trabocchetto a un colloquio di lavoro

Il colloquio di lavoro è un’occasione importante per dimostrare il proprio valore e convincere i recruiter che sei la persona giusta a ricoprire l’incarico offerto. Dopo aver letto questo articolo saprai come rispondere adeguatamente a tutte le domande che possono essere fatte durante un colloquio di lavoro, soprattutto a quelle che potrebbero metterti più in difficoltà, ovvero le domande trabocchetto.

Come gestire le domande trabocchetto ai colloqui di lavoro

Affinché il colloquio di lavoro vada a buon fine, è importante che tu sia pronto a rispondere alle domande che i recruiter potrebbero fare, comprese le domande trabocchetto. Essere consapevoli delle domande che potrebbero esserti poste, infatti, è il primo passo per fare una buona impressione: alcune potrebbero apparire insolite, perché sono fatte appositamente per testare alcune tue capacità.

Che cosa si intende quando si parla di domande trabocchetto

Innanzitutto, è necessario capire che cosa sono le domande trabocchetto. Si tratta di domande particolari o insolite, utili a scovare eventuali incongruenze nel profilo di chi si sta candidando. Le domande trabocchetto, inoltre, possono servire ai recruiter per capire come la persona che hanno di fronte reagisce agli imprevisti e fino a che punto è in grado di resistere alla pressione e allo stress.

Per quanto ogni situazione sia diversa, e ogni recruiter possa scegliere di chiedere ciò che preferisce, conoscere le domande trabocchetto più comuni è un ottimo punto di partenza per arrivare preparati a un colloquio di lavoro.

Le domande trabocchetto sulla personalità

Alcune domande trabocchetto potrebbero servire per inquadrare meglio il tuo carattere e la tua personalità. Non dimenticare che i recruiter non ti conosco e che il loro compito è quello di capire in un breve lasso di tempo che tipo di persona sei e se potresti ricoprire una determinata posizione lavorativa.

Ecco una serie di domande trabocchetto sulla personalità e alcuni consigli su come rispondere.

Come si descriverebbe in una sola parola?

Partendo dal presupposto che ogni personalità è molto complessa, è chiaro che rispondere a una domanda del genere in modo esauriente è piuttosto difficile. Se ti viene posta questa domanda, significa che i recruiter vogliono capire se la tua personalità è in linea con il posto di lavoro offerto.

Per rispondere in modo efficace a questa domanda trabocchetto, considera innanzitutto la posizione per cui ti stai candidando e chiediti quali siano le caratteristiche principali che chi ricopre quel ruolo dovrebbe possedere. A quel punto, scegli la qualità che più ti rappresenta. Se ti candidi per il ruolo di visual designer, per esempio, sarà più importante sottolineare il tuo estro e la tua creatività piuttosto che la tua puntualità, nonostante siano entrambe caratteristiche rilevanti.

Come si vede tra dieci anni?

Tra le domande che potrebbero metterti in difficoltà ci sono quelle relative alle prospettive future. Tra questo tipo di domande, una delle più comuni si riferisce alla visione della propria vita nei prossimi cinque o dieci anni. Fare una domanda del genere permette ai recruiter di capire se i piani e le prospettive future di chi si sta candidando sono in linea con la figura che l’azienda sta ricercando.

Se, per esempio, l’azienda è alla ricerca di una collaborazione a lungo termine, è molto più probabile che la scelta ricada su una persona che ha intenzione di crescere all’interno della stessa realtà, piuttosto che su una che sogna di avviare una propria attività. Al di là del singolo caso, chiediti quali siano le reali necessità dell’azienda in questione e metti in luce quelle che tra le tue ambizioni personali potrebbero combaciare con il profilo di cui sono in cerca i recruiter.

Ricordati che l’onestà è sempre importante; non è detto che le tue ambizioni siano perfettamente in linea con quanto ricercato dall’azienda, ma non c’è bisogno di mentire: focalizzati sulle aspirazioni che possono farti emergere in modo positivo (per esempio avere voglia di imparare e di migliorare le tue competenze oppure avere un buon rapporto con chi lavora insieme a te e guadagnarti la loro stima) e farai una buona impressione in ogni caso.

Quali sono i suoi peggiori difetti?

Una delle domande trabocchetto più comuni durante i colloqui di lavoro è quella relativa a pregi e difetti. La risposta a questa domanda permette ai recruiter di conoscere meglio la persona che hanno di fronte e di capire il suo approccio alle domande personali.

Se durante un colloquio di lavoro ti viene chiesto quali sono i tuoi peggior difetti, uno degli errori da evitare è rispondere di non averne. Tutti hanno dei difetti: affermare il contrario ti farebbe apparire arrogante e poco incline all’onestà.

Tuttavia, ci sono dei difetti che è meglio evitare di menzionare, come l’irritabilità, l’impazienza o la pigrizia. È meglio indicare dei difetti che potrebbero essere interpretati anche come pregi: l’eccessiva auto critica, per esempio, è sia un difetto sia un pregio, perché scaturisce dalla voglia di voler dare sempre il massimo e di raggiungere ottimi risultati.

Le domande trabocchetto sull’esperienza professionale

Un’altra tipologia di domande trabocchetto che potrebbero esserti poste durante un colloquio di lavoro è quella inerente alle domande sulla tua esperienza professionale: i risultati ottenuti grazie agli incarichi che hai svolto in passato e le tue ambizioni sulle mansioni a cui potresti assolvere in futuro. Anche in questo caso, è meglio essere preparati.

Ecco qualche esempio e alcuni consigli su come rispondere.

Perché vuole lavorare in questa azienda?

Chiedere perché si vuole lavorare con l’azienda per la quale si sta facendo il colloquio è un modo per capire se la persona che si è candidata è davvero interessata a quella posizione lavorativa o se è alla ricerca di un impiego qualsiasi.

Per rispondere in modo adeguato a una domanda come questa è fondamentale raccogliere qualche informazione sull’azienda prima di presentarsi al colloquio. Visita il sito web e i canali Social ufficiali dell’azienda per cui ti candidi e cerca di identificare tra le caratteristiche che la contraddistinguono quelle che sembrano essere più in linea con i tuoi valori e con l’impiego che stai cercando. Dimostrare ai recruiter di esserti documentato prima di fare domanda ti farà apparire serio e professionale.

Perché vuole cambiare lavoro?

Se non sei alla tua prima esperienza lavorativa, e stai cercando un nuovo impiego, i recruiter potrebbero chiederti quali sono i motivi che ti spingono a voler cambiare lavoro.

Questa domanda può essere davvero insidiosa, il rischio è quello di lasciarsi andare a critiche nei confronti dell’azienda per cui ancora si lavora o che si è appena lasciata, e magari anche nei confronti delle persone con cui si è collaborato. I recruiter potrebbero pensare che sei una persona che tende a lamentarsi e che esprimeresti commenti negativi anche sulla nuova azienda qualora si creasse la possibilità di cambiare nuovamente lavoro in futuro.

Se ti viene posta una domanda del genere, quindi, cerca di focalizzarti sugli elementi e sui valori che vorresti trovare nel nuovo contesto lavorativo, anziché lamentarti della loro assenza in quello attuale o passato. In questo modo, dimostrerai di essere una persona ambiziosa e pronta a migliorarsi in ambito professionale e anche di essere in grado di mantenere un rapporto corretto e rispettoso con l’azienda dall’inizio alla fine.

Quanto si aspetta di guadagnare?

Parlare di retribuzione può mettere a disagio, soprattutto se si tratta di un primo colloquio. Ciononostante, è bene ricordare che qualsiasi attività lavorativa deve essere retribuita in modo adeguato, anche se si ha poca esperienza. Se ti viene chiesto di esprimere un parere sullo stipendio che desidereresti percepire, cerca di mostrarti a tuo agio: servirà a dimostrare ai recruiter che dai valore al tuo lavoro e alla tua professionalità.

Preparati in anticipo a rispondere a questa domanda, soprattutto se nell’annuncio non è specificata una retribuzione indicativa. Fa’ una ricerca approfondita su quale sia lo stipendio medio di coloro che già svolgono il lavoro che desideri e che hanno il tuo stesso livello di esperienza, così da proporre una cifra ragionevole. Infine, dimostrati disponibile a negoziare e precisa che sei disposto a discutere in modo più dettagliato dello stipendio in un secondo momento, una volta superata la fase conoscitiva.

Ha mai considerato di entrare a far parte della classe imprenditoriale?

Questa domanda, per quanto insolita, può essere utile ai recruiter per farsi un’idea di quali siano le aspirazioni e le ambizioni della persona che stanno intervistando, oltre che per capire se tra le sue intenzioni c’è quella di continuare a lavorare in un contesto aziendale anche in futuro o se invece desidera mettersi in proprio.

È probabile che tu abbia considerato almeno una volta di intraprendere la strada imprenditoriale. Nel caso in cui ti venisse posta questa domanda, però, cerca di focalizzarti su quali reputi che siano gli aspetti migliori del lavoro in azienda, così da far trasparire la tua preferenza per un lavoro di quel tipo. Potresti, per esempio, menzionare l’importanza del lavoro di squadra e la tua propensione a lavorare in gruppo. L’importante è comunicare l’idea di essere alla ricerca di un lavoro a lungo termine e non ti una collaborazione a breve termine.

Adesso che conosci tutti i trucchi del mestiere non ti resta che seguire i consigli che hai appena letto e prepararti al meglio per il tuo prossimo colloquio di lavoro.

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