Colloqui di lavoro

Cosa dire ad un colloquio di lavoro (prima, dopo e durante)

Il colloquio di lavoro è un momento cruciale per fare una buona impressione e sperare di suscitare l’interesse dei selezionatori. Per questo, per fare in modo che l’incontro con i recruiter vada nel miglior modo possibile, è importante avere bene a mente in che modo potrebbe svolgersi il colloquio di lavoro, quali sono le domande che potrebbero farti, quali risposte potresti dare e quali dovresti evitare. Vediamo, quindi cosa dire prima, durante e dopo un colloquio di lavoro.

Cosa dire ad un colloquio di lavoro

I colloqui di lavoro non si svolgono tutti allo stesso modo, eppure ci sono sicuramente alcuni elementi in comune tra un colloquio e l’altro. Una cosa utile da tenere a mente è che fare una buona impressione ad un colloquio di lavoro non dipende solo dal colloquio in sé e da come si risponde alle domande dei selezionatori, ma anche da come ci si pone nei confronti di chi ci sta davanti e da cosa si dice prima e dopo l’intervista.

Prima del colloquio

Prima che il colloquio abbia inizio, ad esempio, è importante anche essere in grado di scambiare qualche convenevole con il selezionatore, così da ridurre un po’ la tensione del momento. Innanzitutto, dopo essersi presentati, si potrebbe esprimere la propria gratitudine per essere stati presi in considerazione, o confermare il proprio interesse per la posizione lavorativa a cui ci si sta candidando.

Per fare un esempio più pratico, potresti esordire con qualcosa di questo tipo: “Buongiorno, sono [], piacere di conoscerla. Grazie per avermi preso in considerazione per questa posizione lavorativa”. Oppure: “Salve, sono []. Ci tengo molto a ringraziarla per il tempo che mi sta dedicando, questo è un lavoro a cui tengo molto”.

Come vedi, si tratta di una semplice formula, che puoi adattare al contesto e alla tua personalità come meglio credi, che permette di creare un legame immediato con il selezionatore e di evitare imbarazzi inutili. Starà poi al recruiter avviare la discussione e iniziare a farti le domande che più ritiene opportune per capire se sei la persona adatta per quella determinata posizione lavorativa.

Durante il colloquio

Per quanto la fase iniziale e finale del colloquio siano importanti per fare una buona impressione, soprattutto dal punto di vista umano e relazionale, è durante il colloquio che si decidono le sorti dell’eventuale rapporto lavorativo. Durante il colloquio di lavoro, infatti, ti verranno probabilmente fatte tante domande di diverso tipo. Alcune, ad esempio, verteranno maggiormente sulla personalità e sulle tue competenze trasversali, mentre altre mireranno a capire meglio quale sia la tua formazione o quali siano le tue esperienze lavorative passate.

In questa fase, quindi, bisognerebbe cercare di essere il più naturali e sinceri possibile, provando allo stesso tempo a mettere in evidenza i propri punti di forza. Se, ad esempio, si pensa che un’esperienza lavorativa o formativa passata sia stata particolarmente utile per sviluppare una certa abilità o competenza (magari richiesta anche per la posizione a cui aspiri), potrebbe essere utile metterlo in evidenza, così da far capire ai recruiter in che modo si è stati in grado di sviluppare quella determinata competenza e come è stata messa in atto nella pratica.

Lo stesso principio dovrebbe essere valido anche per le domande basate più sulla personalità: ci saranno sicuramente state delle esperienze in cui un lato del tuo carattere si è rivelato particolarmente utile per portare a termine un compito importante. Inoltre, nel caso in cui i selezionatori dovessero chiederti di focalizzarti sui tuoi più grandi pregi, cerca di mettere in evidenza quelli che potrebbero rivelarsi più utili per svolgere bene il lavoro per il quale ti stai candidando, così da far capire loro come il tuo contributo potrebbe essere utile per l’azienda.

Dopo il colloquio

Una volta finito il colloquio di lavoro, potresti prenderti qualche minuto per porre a tua volta qualche domanda ai selezionatori. Di solito, sono gli stessi recruiter a concedere un po’ di tempo per le domande finali; se così non dovesse essere, non aver timore di farti avanti e chiedere di poter fare qualche domanda, perché sarà visto come un semplice segno di interesse. Tra le cose che potresti chiedere, ad esempio, alcune potrebbero riguardare l’azienda più in generale, mentre altre potrebbero riguardare la posizione per la quale vorresti candidarti.

Potresti, ad esempio, chiedere quali saranno le figure professionali con le quali dovrai interfacciarti più spesso, quali sono le mansioni che svolgerai, o quali sono gli obiettivi dell’azienda a lungo termine. Se hai dato un’occhiata al sito web dell’azienda prima di fare il colloquio di lavoro, potresti fare qualche domanda su un aspetto specifico che ti ha incuriosito in modo particolare o citare qualcosa che ti ha colpito e su cui vorresti sapere di più.

Dopo aver dedicato un po’ di spazio a domande e curiosità, non dimenticare di ringraziare i selezionatori per l’opportunità che ti è stata data e di dimostrarti disponibile a dare maggiori informazioni su di te, se necessario, o a fissare un secondo incontro con i recruiter.

Gli errori da non fare

Che sia per inesperienza o per sbadataggine, durante i colloqui di lavoro si possono commettere errori abbastanza comuni e grossolani, che possono però essere evitati se si impara a riconoscerli e a prevenirli. Vediamo quali sono i più diffusi.

Affermare di non avere difetti

Durante i colloqui di lavoro, è molto comune che i recruiter chiedano ai candidati quali siano i loro principali pregi e difetti. È chiaro che in un momento così importante non ci si voglia mettere a nudo e si vogliano mostrare solo i lati migliori della propria personalità, ma affermare di non avere difetti è sicuramente una mossa sbagliata, perché tutti ne hanno almeno uno.

Ciò che potresti fare, quindi, è scegliere di condividere dei difetti che potrebbero essere interpretati anche come pregi. Un esempio potrebbe essere la tendenza al perfezionismo: per quanto per te possa essere percepito come un difetto (perché, magari, porta ad essere eccessivamente critici con se stessi o con gli altri), questa caratteristica potrebbe essere interpretata dai selezionatori come una semplice volontà di fare le cose al meglio, e quindi come un punto di forza per l’azienda.

Parlare male di ex colleghi o dell’ex datore

Un altro errore da non fare durante un colloquio di lavoro è quello di parlare male di ex colleghi o dell’ex datore di lavoro. Se non sei alla tua prima esperienza di lavoro, infatti, i recruiter potrebbero chiederti come mai hai lasciato il tuo precedente lavoro o perché sei alla ricerca di una nuova opportunità lavorativa. In questo caso, cerca di focalizzarti su quelli che sono i tuoi obiettivi professionali per il futuro e su cosa vorresti cambiare nella tua vita lavorativa piuttosto che soffermarti su ciò che non andava nel tuo precedente lavoro.

D’altronde, in un colloquio di lavoro vengono valutate anche le competenze interpersonali e le abilità trasversali, e assumere una persona che non fa altro che parlare male delle persone con cui ha lavorato in precedenza non è proprio il massimo. Ci sarà sicuramente qualcosa di positivo che hai appreso dalle tue esperienze passate: focalizzati su quello, così da far capire cosa potresti offrire a quell’azienda.

Fare subito domande sulla retribuzione

È sicuramente un tuo diritto sapere quante ore dovrai lavorare e quale sarà il tuo stipendio, ma chiederlo al primo colloquio potrebbe essere troppo affrettato. Il primo incont[ro tra selezionatori e candidati, infatti, serve più che altro a conoscersi e a capire se ci siano o meno le condizioni per lavorare insieme. In questa fase, quindi, concentrati soprattutto sul far capire chi sei e quali sono le tue competenze, e prova anche a capire se l’azienda in questione ti piace davvero e se la posizione per cui ti stai candidando fa davvero al caso tuo.

Per quanto riguarda i dettagli pratici, invece, come ad esempio il tipo di contratto e la retribuzione, meglio aspettare un secondo momento, così da non dare l’idea di una persona troppo legata al denaro e poco interessata al lavoro in sé.

Mentire

Per quanto tutti vogliano fare una buona impressione ai colloqui di lavoro, non dovresti fare l’errore di mentire per colpire i selezionatori a tutti i costi. Mostrati per quel che sei, con pregi e difetti. Non fingere di avere competenze che non hai, perché nei colloqui successivi (o se sceglieranno di assumerti) verrà sicuramente a galla. Se, ad esempio, non hai un inglese così fluente, non far finta di saperlo parlare alla perfezione. Fai emergere il meglio di te, ma senza per questo fingere di essere una persona che non sei.

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