In un colloquio di selezione quanto pesa la comunicazione non verbale?

Di Team editoriale di Indeed

Pubblicato in data 13 settembre 2021

La comunicazione non verbale, soprattutto in fase di colloquio, può arrivare a essere altrettanto importante che quella verbale e può rivelarsi determinante nella selezione del candidato.

Per ottenere risultati ottimali è importante conoscerla e imparare a gestirla al meglio, in modo da trasmettere al nostro recruiter sensazioni positive. In questo articolo vedremo che cos'è la comunicazione non verbale, perché conta così tanto durante un colloquio di selezione e qualche esempio pratico per renderla tua alleata.

Comunicazione non verbale: che cos'è?

Generalmente, quando si parla di comunicazione si pensa subito alle parole: una conversazione, una lettera, un'e-mail sono le prime immagini che affiorano alla mente.

Le capacità comunicative, al contrario, spaziano su più livelli: oltre alle parole, c'è un mondo di segnali non verbali che comunicano al nostro interlocutore emozioni e aspetti caratteriali.

Esempi di comunicazione non verbale

Per capire bene di cosa si tratta, analizziamo di quali aspetti si compone la comunicazione non verbale e vediamo degli esempi pratici.

Paralinguistica

La paralinguistica affronta il modo con cui qualcosa viene detto, concentrandosi su aspetti come tono di voce, volume, velocità e timbro.

Alcuni la considerano una tipologia di comunicazione a sé stante, paraverbale, una sorta di terra di mezzo tra la comunicazione verbale e quella non verbale.

Gli elementi che la costituiscono sono i cosiddetti tratti prosodici. Scopriamoli insieme:

  • Tono. Può articolarsi in varie sfaccettature e può fare assumere al linguaggio un determinato significato, a prescindere dal contenuto verbale. Attraverso il tono di voce, si può comunicare, ad esempio, entusiasmo, tristezza, sarcasmo, rabbia, serenità. Il tono determina lo stile della conversazione.

  • Ritmo. La velocità della conversazione, così come le pause, indicano un tratto della personalità o uno stato d'animo momentaneo. Se parli velocemente, senza mai fare pause per prendere fiato, molto probabilmente è perché in quel momento ti senti in imbarazzo oppure perché sei una persona di indole nervosa. Il ritmo della tua conversazione dice molto di te.

  • Timbro. Si tratta del carattere distintivo della tua voce. Possiamo definirlo anche colore vocale. Un timbro di voce può essere caldo, squillante, vivace, profondo. Questo aspetto è innato e difficilmente si può modificare. Tuttavia, sulla base del nostro timbro possiamo modificare gli altri aspetti della comunicazione non verbale per fare una buona impressione sull'interlocutore.

  • Volume. Parlare a voce più o meno alta conferisce un determinato significato al nostro discorso o alla singola parola che vogliamo enfatizzare. Attraverso il volume della nostra voce possiamo anche dire qualcosa di noi, della nostra personalità. Di solito, una persona timida e insicura tenderà a parlare a bassa voce, mentre una persona sicura di sé userà un volume più alto. Anche qui, modulando questo aspetto, possiamo trasmettere informazioni importanti al nostro recruiter.

Linguaggio del corpo

Oltre ai tratti prosodici, che ruotano attorno alla voce, anche il modo in cui ci muoviamo, gesticoliamo e le nostre espressioni facciali trasmettono informazioni su di noi e aggiungono significato al nostro messaggio.

Nello specifico, il linguaggio del corpo è costituito da:

  • Gestualità. Spesso gesticolare aiuta inconsciamente a ordinare i pensieri, a ricordare meglio e a non perdere il filo del discorso. Si tratta di una sorta di supporto alla comunicazione verbale che avviene in automatico: infatti, chi tende a gesticolare di più lo fa anche quando parla al telefono, pur sapendo che l'interlocutore non può di certo vedere i gesti. Il motivo è che gesticolare dà la sensazione di comunicare meglio un concetto. Infine, i gesti raccontano qualcosa della propria personalità: ad esempio, giocherellare con un orecchino è indice di stress, stringere i pugni esprime rabbia. Anche il più piccolo gesto comunica qualcosa di noi.

  • Mimica. Le espressioni del volto hanno un ruolo determinante nel dare significato alle nostre parole. Nella lingua dei segni, dove la comunicazione avviene solo in forma visiva, la mimica può addirittura dare valore grammaticale ai movimenti delle mani. In una conversazione verbale le espressioni facciali sono altrettanto importanti. È capitato a tutti di inviare un messaggio scritto e generare un fraintendimento, mentre di persona questo non sarebbe successo perché elementi non verbali come la mimica rendono le nostre parole più chiare: un sorriso, delle sopracciglia aggrottate, uno sguardo sorpreso, possono fare la differenza.

  • Postura e distanziamento. Anche l'atteggiamento posturale è un aspetto importante della comunicazione non verbale. Solitamente, la postura si automatizza con gli anni e diventa parte del nostro modo di essere. Una persona sicura di sé, ad esempio, tenderà a camminare bene eretta, a testa alta e con il petto in fuori. Inoltre, la distanza fisica con l'interlocutore comunica ulteriori informazioni su di noi e sulle nostre intenzioni.

Quanto pesa la comunicazione non verbale in un colloquio di selezione?

Dietro alle parole potrebbero nascondersi informazioni importanti sulla persona che sta parlando. Se ci pensi bene, con le parole si può mentire facilmente, con l'atteggiamento è decisamente più difficile.

Il comportamento non verbale è più spontaneo e sincero di quello verbale, quindi generalmente è più attendibile. Un recruiter lo sa bene: in fase di colloquio, porrà attenzione a ciò che dirai, ma anche a come lo dirai.

Essendo più naturale, questo tipo di comunicazione è più difficilmente controllabile, ma è comunque possibile lavorarci e imparare a migliorarne alcuni aspetti, per un colloquio di lavoro vincente.

Come migliorare la comunicazione non verbale in fase di colloquio

Abbiamo visto nel dettaglio di cosa si compone una comunicazione non verbale e quanto pesa sulla buona riuscita di un colloquio di selezione. Come si fa allora ad agire sulle varie componenti per migliorarla?

Rilassati

Prima di tutto, prenditi del tempo per preparare il colloquio. In particolar modo, affinché la comunicazione non verbale sia efficace è molto importante imparare a rilassarsi.

Respira profondamente e senti gratitudine per ciò che hai. Poi focalizzati sul lavoro che vorresti ottenere e sulle emozioni positive che ti suscita la sola idea di svolgerlo. Devi riempirti di queste sensazioni per poi trasmetterle attraverso la comunicazione non verbale.

L'ansia da colloquio non è una buona amica. Rilassandoti potrai lasciare scaturire questo circolo di emozioni positive spontanee. Potrai usare la stessa tecnica il giorno del colloquio, per fare emergere, in maniera disinvolta, tutto il tuo entusiasmo e tutta la tua determinazione.

Lavora sui tratti prosodici

  • Parla con un tono di voce pacato, ma non piatto e monotono.

  • Modera il volume della tua voce in modo che ciò che dici si senta chiaramente, ma senza urlare.

  • Modula questo aspetto in base al tuo timbro vocale. Ad esempio, se hai una voce molto squillante dovresti allenarti ad abbassare un po' il volume.

  • Non parlare troppo velocemente e fai qualche pausa per prendere fiato. Parlare piano consente di essere più concentrati e di esprimere i concetti nel migliore dei modi. Respirare, inoltre, è sempre utile per diminuire il livello di stress.

Fai delle prove a casa, magari con qualcuno che ti ascolta e che può correggerti. Trova un equilibrio nel tuo modo di parlare per trasmettere entusiasmo, serenità e sicurezza.

Allena il linguaggio del corpo

  • Mantieni il contatto visivo, mostrando uno sguardo attento e interessato. L'obiettivo è risultare sicuri, ma non arroganti.

  • Se tendi a gesticolare tanto, prova a ridurre i movimenti. I gesti possono essere apprezzati, perché mostrano entusiasmo, intraprendenza e creatività, ma bisogna evitare le esagerazioni, poiché si risulterebbe eccessivamente nervosi o egocentrici.

  • Evita di giocherellare con anelli o ciocche di capelli e, se proprio non ci riesci, trova un'alternativa meno visibile che ti consenta di scaricare la tensione.

  • Siediti con la schiena dritta, ma senza mostrare rigidità, con le spalle e il petto bene aperti. Una tale postura indica sicurezza e affidabilità.

  • Evita di appoggiare i gomiti sul tavolo o peggio ancora di tenerti la testa con le mani. Ricorda che non stai parlando con un amico, ma con un potenziale datore di lavoro e devi mostrare rispetto e professionalità.

  • Sorridi in maniera rilassata mentre parli di te. Infonderai tranquillità nel tuo interlocutore e darai l'impressione di avere un buon equilibrio interiore.

Come abbiamo visto, la comunicazione non verbale è molto importante e influisce notevolmente in fase di colloquio.

Innanzitutto, contribuisce fortemente alla prima impressione che darai al recruiter. In secondo luogo, è una dimostrazione pratica delle soft skills elencate nel tuo CV: ad esempio, se hai scritto sul CV di saper gestire lo stress in maniera ottimale e in fase di colloquio picchietti con il piede a terra per tutto il tempo, risulterai poco credibile.

Ma non bisogna disperare, perché sono tutti aspetti su cui si può lavorare. Con un po'di allenamento e seguendo i nostri consigli, riuscirai a migliorare la tua comunicazione non verbale e potrai dare il meglio di te durante il tuo colloquio di selezione.

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