Come fare volontariato può farti scoprire la tua vocazione

Di Team editoriale di Indeed

Aggiornato in data 30 novembre 2022 | Pubblicato in data 21 maggio 2021

Aggiornato in data 30 novembre 2022

Pubblicato in data 21 maggio 2021

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Le attività senza scopo di lucro, le associazioni dilettantistiche e gli enti culturali sono sempre alla ricerca di persone che possano dare una mano. Metterti a disposizione può essere un'occasione non solo per offrire un contributo alla società, ma anche per dare un'impronta distintiva al tuo curriculum vitae, nonché per maturare competenze utili dal punto di vista lavorativo.

In questo articolo analizziamo il settore delle organizzazioni non profit e cerchiamo di capire come possono aiutarti a riconoscere la tua vocazione personale. Con questa guida potrai approfondire come fare volontariato e come trasformarlo in un'esperienza appagante dal lato umano e professionale.

Come fare volontariato: 6 passaggi chiave per iniziare

Decidere di dedicare tempo ed energie ad attività di volontariato richiede una scelta ponderata. La tua azione deve essere utile alla comunità, ripagarti dal punto di vista della gratificazione personale e darti modo di migliorare abilità tecniche e competenze trasversali spendibili anche nel mondo del lavoro. Perciò, è importante avere le idee chiare su come fare volontariato. A tal proposito, ti consigliamo di seguire i seguenti passaggi.

1. Scegli la causa che ti sta a cuore

Ciascuno di noi ha interessi personali che possono trasformarsi in una vera vocazione. Scegliere di fare volontariato per una causa che ti coinvolge emotivamente e umanamente è fondamentale per trovare la motivazione necessaria a iniziare e poi a perseverare. Se hai una passione per i libri potresti dedicarti al volontariato in un archivio o in una biblioteca oppure, se hai fatto tua la causa dei diritti dei diversamente abili, potresti investire il tuo tempo in un centro per persone con bisogni speciali.

Leggi anche: Dove fare volontariato: enti, modalità e opportunità

2. Misura le tue abilità e conoscenze

Spesso, la buona volontà non è sufficiente per fare volontariato. Alcune organizzazioni infatti richiedono competenze specifiche per svolgere alcuni ruoli. Tornando all'esempio dell'archivio di una biblioteca, potrebbe essere necessaria la conoscenza di Excel, o di altri fogli di calcolo, oppure di programmi di catalogazione. È anche vero che molte associazioni organizzate, così come enti del terzo settore del welfare, hanno programmi formativi per i nuovi volontari.

3. Stabilisci tempo e impegno

Bisogna essere onesti quando si decide di prendere un impegno di questo tipo. Se, sull'onda dello slancio iniziale, offri una disponibilità maggiore a quella che effettivamente sei in grado di garantire, potresti creare dei disagi all'interno dell'organizzazione di volontariato. Laddove le risorse sono limitate è ancora più importante che siano gestite in modo rigoroso ed è strettamente necessario sapere in modo certo su chi si può contare.

L'ideale è iniziare in modo graduale, pianificando il tuo impegno su base settimanale o mensile, o comunque in un orizzonte di tempo limitato, per esempio per i 3/4 mesi successivi. Questo metodo ti permetterà di capire se il volontariato è davvero la tua strada e se è compatibile con i tuoi impegni.

4. Trova informazioni e candidati

Inizia la ricerca dal tuo ambito di conoscenze: amici e parenti che hanno già avuto esperienze simili possono fornirti indicazioni utili. Successivamente, allarga la ricerca al web ed esplora i siti delle associazioni e degli enti non profit attivi nella tua zona e nella tua comunità di riferimento. Se sono in corso selezioni per volontari, valuta con attenzione i dettagli relativi alle mansioni, al livello di impegno richiesto e alla formazione necessaria.

Per candidarti, è possibile che ti venga richiesta la compilazione una domanda in formato cartaceo o digitale, a cui potrebbe seguire anche un colloquio conoscitivo. Come vedi, il procedimento è molto simile a quello necessario per candidarsi a un nuovo lavoro o a uno stage.

5. Segui la candidatura

Dopo aver inoltrato la tua candidatura per la posizione di volontariato scelta, è importante monitorarne l'esito. Le associazioni senza scopo di lucro e le organizzazioni non profit, infatti, spesso non dispongono di personale sufficiente per rispondere a tutte le candidature. Dovrai quindi essere tu a seguire il percorso della tua domanda, accertandoti che sia stata ricevuta e che sia in fase di valutazione. Il follow-up dimostrerà inoltre ai responsabili della selezione il tuo forte interesse per la posizione in oggetto.

6. Formazione e professionalità

Generalmente, è l'ente o l'associazione a farsi carico della formazione del volontario, che può spaziare da un breve training a un corso con certificazione. Da parte tua sarà richiesta la disponibilità a completare la preparazione necessaria a svolgere il ruolo assegnato.

L'ultimo aspetto è di primaria importanza e riguarda la professionalità. Considera la tua attività di volontariato come una "palestra" per la puntualità, il rispetto delle consegne e la determinazione al raggiungimento degli obiettivi. Questi aspetti sono essenziali sia in ambito lavorativo sia in strutture di volontariato, che puntano tutto sulla disponibilità e sul senso di responsabilità delle persone.

Può migliorare il tuo CV?

Sì! Se hai le idee chiare sul tipo di volontariato che fa per te, potrai mettere a frutto tale esperienza anche nella ricerca di lavoro. Di seguito trovi alcuni punti di forza che rendono l'attività di volontario un'ottima risorsa per la carriera professionale:

  • Offre buone possibilità in settori affini: fare volontariato aumenta le tue probabilità di assunzione quando ti candidi per posizioni lavorative in settori nei quali il non profit viene considerato strategico, come le organizzazioni umanitarie e le associazioni culturali.

  • Riempie i vuoti: dedicarsi al volontariato può contestualizzare le eventuali lacune nel tuo curriculum vitae; dedicandoti ad attività benefiche, infatti, potrai "giustificare" un periodo di assenza dal mondo del lavoro.

  • Aggiunge esperienza: quando si è freschi di laurea o di diploma, la propria esperienza professionale è per forza di cose limitata. Il volontariato ti offre l'occasione di acquisire competenze trasversali e hard skill che potrai poi inserire nel CV.

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Come inserire le attività di volontariato nel curriculum vitae

Dipende dalla tua esperienza pregressa. Facciamo due ipotesi: nella prima immaginiamo che ci si candidi avendo già acquisito delle competenze nel mondo del lavoro, nella seconda che ci si presenti come possibili neoassunti.

  • Ipotesi numero 1: se hai già maturato esperienza professionale, la sezione relativa al volontariato deve essere posta dopo le 3/5 posizioni lavorative più recenti e più qualificanti. Puoi utilizzare la stessa formattazione impiegata nella sezione relativa all'esperienza professionale, avendo cura di sottolineare il ruolo ricoperto, specialmente se è utile per mettere in risalto le tue hard skill e le tue soft skill.

  • Ipotesi numero 2: per chi ha appena conseguito la laurea, o è alle prime esperienze nel mondo del lavoro, le attività di volontariato possono essere un importante asso nella manica. È fondamentale, per attirare l'attenzione dei recruiter, descrivere quali mansioni ti sono state affidate e quali abilità hai messo in campo per portarle a termine.

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  • CV studente universitario: consigli ed esempio

  • Come inserire le proprie esperienze lavorative nel CV

Consigli per valorizzare il volontariato nella ricerca di lavoro

Se sei in cerca di occupazione, o ti stai guardando attorno per nuove possibilità, devi essere capace di valorizzare ogni risorsa in tuo possesso. In un mercato del lavoro sempre più competitivo, nessun aspetto può essere lasciato al caso: la cura del dettaglio, nel curriculum vitae così come nel colloquio, può fare la differenza. Scopriamo insieme quali sono i dettagli da tenere sott'occhio quando decidi di inserire l'attività di volontariato nel CV.

1. Usa le parole chiave dell'offerta di lavoro

Le parole chiave dell'offerta di lavoro identificano le qualifiche e le competenze richieste. Dopo averle analizzate, dovrai essere in grado di inserirle nelle varie sezioni del tuo CV, anche in quella relativa al volontariato. Per esempio, se l'azienda sta cercando qualcuno che abbia esperienza con Excel per la gestione carico-scarico di magazzino, potresti evidenziare in quali occasioni hai avuto modo di utilizzare questo software e a che livello.

2. Separa le esperienze di volontariato non correlate

Se ritieni opportuno inserire comunque le esperienze di volontariato anche quando non direttamente correlate alla candidatura in corso, posizionale nella sezione finale del tuo CV. Valuta se l'attività di volontariato, per quanto non pertinente alle hard skill richieste, possa in qualche modo fare risaltare alcune tue competenze trasversali, mettendoti in buona luce rispetto agli altri candidati.

Per esempio, se il contesto lavorativo premia i dipendenti che dimostrano di svolgere attività extra lavorative, allora può essere utile fare conoscere il tuo impegno nel settore del non profit. Oppure, potresti dimostrare coerenza e determinazione verso l'obiettivo sottolineando come il tuo percorso di studi e di carriera sia il proseguimento di una determinata causa sposata in età giovanile, come può essere il caso di un avvocato che si è specializzato in diritti dei migranti dopo avere prestato servizio di volontariato in un centro di accoglienza.

3. Includi il volontariato solo se utile

La finalità di un CV è quella di fare colpo e di evidenziare tutte le tue potenzialità senza “rubare” tempo ai selezionatori. La presenza di una sezione relativa al volontariato deve avere una qualche utilità, ad esempio per "compensare" la poca esperienza lavorativa. Se sottrae spazio alle esperienze lavorative professionali più coerenti con i tuoi obiettivi di carriera, potresti valutare di non inserirla.

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