Dietologo, nutrizionista e dietista: definizioni e differenze

Di Team editoriale di Indeed

8 dicembre 2021

Ogni anno sono tante le persone che hanno necessità di perdere peso o di migliorare la propria condizione fisica attraverso l'alimentazione e per questo si rivolgono a specialisti qualificati.
Questi sono il dietologo, il dietista e il nutrizionista: vediamo chi sono e quali sono le differenze tra queste tre figure professionali.

La cultura del cibo

Quando si parla di cultura del cibo si intende quasi sempre l'insieme di tradizioni e piatti caratteristici di una regione o di una nazione. L'Italia, da sempre, si caratterizza per una cultura alimentare molto legata al territorio e sinonimo sia di nutrizione sia di convivialità. Il cibo viene spesso vissuto anche come una “scusa” per stare insieme e ha una rilevanza non solo nutrizionale ma anche sociale.
La cultura del cibo è anche associata all'idea di genuinità, grazie a una lunga tradizioni di prodotti artigianali che caratterizzano la cucina italiana.

Nonostante queste tradizioni e le sempre maggiori informazioni riguardo l'alimentazione, la necessità di diete sane ed equilibrate e la consapevolezza dei danni che una cattiva alimentazione può apportare all'organismo, le statistiche rivelano che sono aumentati i casi di obesità non solo tra gli adulti ma anche tra i giovanissimi e i numeri non sono rassicuranti.

Perché si ingrassa

Le ragioni della tendenza all'aumento di peso sono da ricercare in diversi fattori legati, oltre che a patologie che favoriscono l'obesità, anche a cambiamenti radicali nello stile di vita.

La vita dagli anni '80 ha subito una notevole trasformazione. Basti pensare che i bambini si limitavano a guardare la televisione in fasce orarie pomeridiane di circa 60 minuti e trascorrevano più tempo a giocare all'aperto, facendo di conseguenza molta più attività fisica rispetto a oggi. Anche se molti ragazzi praticano attività sportive 2 o 3 giorni la settimana, il tempo non dedicato a queste attività viene spesso trascorso sul divano con videogiochi.

I ritmi lavorativi degli adulti sono poi sono diventati più frenetici e spesso non si rientra a casa per il pranzo, privilegiando piatti pronti non sempre salutari, come capita quando si mangia al fast-food, per esempio. Anche la preparazione dei cibi in casa è cambiata: gli adulti del 2020 sono più impegnati in attività sportive rispetto ai loro corrispondenti di 40 anni fa e il tempo da dedicare alla preparazione di piatti genuini viene spesso sacrificato per impegni extra-lavorativi a favore di pietanze surgelate, la cui offerta e varietà è aumentata in modo esponenziale.
Sebbene lo sport per i 40/50enni sia importante, è innegabile che spesso l'esercizio fisico venga incastrato nelle brevi pause di lavoro o alla fine della giornata lavorativa, dopo aver accompagnato i figli a svolgere le loro lezioni sportive e prima di riprendersi al termine delle stesse.

È comprensibile come il tempo a disposizione per la scelta e la preparazione dei cibi sia spesso limitato al fine settimana.

Se è vero che una parte della popolazione adulta svolge attività sportiva, un'altra parte conduce uno stile di vita sedentario, caratterizzato da lunghe ore alla scrivania, alla fine delle quali rientra a casa e guarda la TV. Anche i giovani, come già accennato, trascorrono gran parte del tempo davanti a uno schermo, se si escludono le attività sportive programmate. Per loro è cambiato anche l'impegno scolastico, che li porta a passare più tempo sui libri, con un'ulteriore riduzione della possibilità di dedicarsi ad altro.

Con i ritmi frenetici della società moderna è aumentata l'offerta di fast-food o cibi precotti pronti in pochi minuti. Purtroppo, oltre che dalla qualità del cibo, si finisce per essere penalizzati anche dal fatto che, quando si pranza fuori, si tende a lasciarsi guidare dall'istinto e a non prestare troppa attenzione alle quantità, che superano spesso quelle realmente necessarie per il fabbisogno nutrizionale.

Oltre che a un'alimentazione scorretta e allo scarso esercizio fisico, l'aumento di peso può essere influenzato anche da patologie e farmaci, così come la genetica, che spesso non è di aiuto.

La dieta e l'importanza di una figura qualificata

In una società in cui tutte le attività vengono svolte in fretta, il tempo libero scarseggia e le scelte sono spesso frutto di compromessi tra il desiderio e la reale possibilità di dedicare tempo a qualcosa di piacevole, l'attenzione all'alimentazione viene considerata come una privazione e un'ulteriore ragione di stress.
Pertanto, quando ci si accorge di avere necessità di rivedere la propria dieta per perdere peso, il primo pensiero che viene in mente è quello di privazioni alimentari che non tutti si sentono in grado di sostenere.
Per questa ragione è importante capire quali sono le ragioni che portano a rivolgersi a uno specialista, e soprattutto quale è lo specialista più adatto alle proprie esigenze.
Ormai è risaputo che le cosiddette “diete fa da te” sono sconsigliate perché, oltre a essere poco funzionali sul lungo periodo, possono indurre un peggioramento della condizione di partenza o addirittura provocare problemi di salute dovuti a una alimentazione sbilanciata. Uno specialista competente può riuscire a conciliare le esigenze alimentari anche in forma restrittiva con i gusti della persona, riuscendo così a rendere il percorso alimentare più accettabile.

Le tre figure specialistiche per affrontare una dieta

In Italia esistono tre figure che possono aiutare a perdere peso e/o a cambiare abitudini alimentari: ognuna è adatta a un determinato tipo di esigenze e ha caratteristiche diverse.

Il dietista

Il dietista è definito come un tecnico dell'alimentazione. Il requisito necessario è una laurea triennale in dietistica. Questa figura professionale si occupa di elaborare e monitorare diete, laddove la terapia medica preveda un intervento dietetico. Il dietista non è un medico e pertanto non può effettuare diagnosi e non può prescrivere farmaci.
Tra le sue funzioni rientrano:

  • elaborazione e controllo diete

  • valutazione della composizione corporea

  • monitoraggio della qualità dei servizi di mense scolastiche, ospedaliere.

Leggi anche: Come diventare dietista

Il dietologo

Il dietologo è la figura più completa nel panorama degli specialisti. Il dietologo è, infatti, un medico chirurgo, iscritto all'albo, con specializzazione in Scienza dell'alimentazione, che può operare nella dietetica o nella dietoterapia.
In quanto medico può eseguire diagnosi e prescrivere farmaci. Ci si rivolge a un dietologo per:

  • diagnosticare e curare patologie come diabete, obesità, disturbi alimentari, celiachia

  • gestire forme di intolleranza o allergia alimentare

  • perdere peso in modo equilibrato.

Compiti del dietologo

Nello svolgimento del proprio lavoro il dietologo si occupa di quanto segue:

  • raccolta di informazioni di carattere medico su malattie, patologie pregresse, interventi chirurgici, assunzione di farmaci, allergie

  • raccolta di informazioni sullo storico del peso corporeo, eventuali diete effettuate in precedenza, abitudini alimentari, stile di vita

  • conduzione di visite specifiche per conoscere la composizione corporea, massa muscolare, la pressione arteriosa, peso, altezza e indice di massa corporea; in genere per la prima visita richiede anche esami del sangue per una valutazione clinica più completa

  • elaborazione e prescrizione della terapia, che comprende un piano alimentare ed eventuali integratori o farmaci.

Leggi anche: Come diventare dietologo

Nutrizionista

Il nutrizionista è un professionista, non medico, che si occupa di alimentazione e dietetica.
La definizione del nutrizionista è molto generica e include qualsiasi specialista dell'alimentazione umana di estrazione professionale medica e/o non medica (per esempio, tra gli altri, biologo o farmacista). Il nutrizionista, quindi, possiede una laurea diversa e si occupa di alimentazione, ma non è un medico, pertanto può indicare l'uso di integratori e in generale prodotti dietetici da banco ma non può prescrivere farmaci.
Negli ultimi anni la figura più comune è quella del biologo nutrizionista. Questo specialista conosce le proprietà degli alimenti e gli effetti della loro integrazione ed è quindi capace di elaborare piani alimentari mirati grazie alle sue competenze specifiche in ambito alimentare.
Il nutrizionista è la persona più indicata per persone sane che desiderino migliorare la propria condizione fisica e il proprio benessere. Per esempio, nel caso di sportivi che aspirino a migliorare le proprie prestazioni, il biologo nutrizionista può formulare piani alimentari adeguati allo stile di vita, al tipo di sport praticato e agli obiettivi da raggiungere.
Per quanto riguarda persone non sane, il biologo nutrizionista può stilare piani dietetici solo dopo una diagnosi medica.

Cosa fa il nutrizionista

Oltre a redarre piani alimentari specifici, il biologo nutrizionista si occupa di:

  • eseguire esami per valutare la composizione corporea e il metabolismo

  • preparare piani alimentari specifici

  • dare indicazioni sull'uso di integratori.

Il dietista e il biologo nutrizionista sono quindi due figure laureate, sebbene con una formazione non medica, che si occupano di alimentazione senza essere in grado di prescrivere farmaci o effettuare diagnosi. L'unica figura professionale che può prescrivere farmaci e fare diagnosi è il dietologo, che è un medico specializzato in scienze dell'alimentazione.
È importante ricordare che per poter ottenere risultati ed essere sicuri di non commettere errori che potrebbero compromettere la salute è necessario rivolgersi a una di queste figure professionali scegliendo quella più adatta alle proprie esigenze, evitando di ricorrere a persone con qualifiche completamente diverse ma che dichiarano di poter predisporre piani alimentari.

Articoli correlati:

  • Come diventare nutrizionista

  • Come diventare nutrizionista sportivo

  • Curriculum vitae per nutrizionista: consigli ed esempi