CV e lettere di presentazione

Esempi di hard skills: le competenze che migliorano il CV

Competenze: una delle parole magiche per aprirsi tante porte quando “si bussa” al mercato del lavoro. Se nel tuo bagaglio di esperienza lavorativa puoi già vantare le cosiddette competenze trasversali, soft skills, ma punti a migliorare quelle tecniche, dedica qualche minuto alla lettura della nostra guida. Troverai esempi delle hard skills più richieste, consigli su come acquisirle e su come valorizzarle nel tuo curriculum vitae.

Esempi pratici di hard skills: cosa sono e perché valgono tanto?

Entriamo subito nel merito, definendo le hard skills come quelle competenze, ovvero quelle conoscenze pratiche e teoriche, che si apprendono con la formazione durante il percorso di studi e di perfezionamento e che poi vengono messe a punto con l'esperienza sul posto di lavoro.

Si tratta, per riassumere, di abilità tecniche, misurabili e dimostrabili, che le aziende individuano come caratteristiche fondamentali nella ricerca dei profili più adatti a loro. Ecco alcuni esempi di hard skills, divise per macro categorie:

  • Linguaggi di programmazione: HTML per i siti web, TensorFlow e Python per algoritmi e per intelligenza artificiale, PHP per mobile. La programmazione è una competenza richiesta in moltissimi ambiti lavorativi;
  • Sicurezza delle reti informatiche: difendere i dati sensibili degli utenti, così come le informazioni riservate delle aziende di piccole e grandi dimensioni e dei loro dipendenti, è diventata una priorità. Ecco perché essere specialisti nella protezione dagli attacchi, sempre più sofisticati, degli hacker è come essere dei supereroi del mondo tecnologico;
  • Fondamenti di SEO e SEM: saper sfruttare i motori di ricerca e le loro infinite potenzialità in ambito di digital marketing, è compito di chi si occupa della Search Engine Optimization e del Search Engine Marketing;
  • Editing e produzione video: YouTube, Vimeo, TikTok, Facebook, Instagram e tutti gli altri social network affidano la diffusione del proprio contenuto alla produzione di video di qualità. Chi è in grado di realizzare un filmato con il cellulare o con la videocamera e di editarlo, gestendo ogni fase della produzione, può a ragion veduta dire di possedere hard skills molto richieste;
  • Conoscenza delle lingue straniere: dobbiamo davvero soffermarci sul fatto che “il tuo orizzonte è il mondo”? Il mercato del lavoro è ormai globalizzato e lo smart working amplia le possibilità di proporsi a realtà lontane anche migliaia di chilometri dal luogo di residenza. A patto, ovviamente, che si sappia padroneggiare quanto meno l'inglese, in maniera fluida e naturale;
  • Utilizzo di macchinari della produzione: per candidarsi all'interno di industrie specializzate in determinati processi produttivi, è necessario conoscere il funzionamento e la gestione operativa dei principali macchinari usati in quei contesti.

Richiamiamo la tua attenzione su due caratteristiche salienti delle hard skills che le rendono molto appetibili sul mercato del lavoro e davvero ricercate in fase di colloquio e selezione: sono sia misurabili, che trasmissibili. Ogni competenza tecnica è dimostrabile dagli attestati ottenuti, nonché dalle precedenti esperienze di lavoro. Al contempo, queste abilità possono essere trasmesse dai dipendenti più esperti a quelli meno esperti, in un processo essenziale che salvaguarda il know-how dell'azienda. Per tale motivo, le hard skills non sono soltanto la risposta a un'esigenza pratica e tecnica, ma rappresentano il fondamento dello sviluppo del business aziendale.

Hard skills: come si acquisiscono e come si valorizzano nel CV?

Dopo aver passato in rassegna alcuni esempi di hard skills e averle definite in relazione a cosa sono e alla loro importanza strategica nel mondo del lavoro, vediamo come si fa a “rimpinguare” la tua cassetta degli attrezzi professionali. In prima battuta sarà il percorso di studi a delineare, passo per passo, le specifiche competenze tecniche, dopodiché le varie esperienze lavorative aggiungeranno valore al tuo curriculum vitae mediante l'acquisizione di ulteriori abilità sul campo.

L'aggiornamento continuo aiuta ad arricchire le proprie hard skills

Un passaggio essenziale per “tirare a lucido” le proprie hard skills e renderle più attraenti di quelle degli altri candidati, è l'aggiornamento professionale continuo: tutti i settori nel mondo del lavoro sono in rapida trasformazione, quindi riuscire a restare al passo e talvolta anche ad anticipare i tempi rappresenta la chiave non solo per migliorare il tuo CV, ma anche per renderlo irresistibile per recruiter e aziende. Se sarai in grado di farlo, studiando le tendenze nel settore di riferimento e applicandoti per specializzare la tua conoscenza teorica e pratica, potrai presentarti con un grande valore aggiunto.

E sai perché è così importante? Perché l'esperienza e le competenze tecniche e pratiche hanno un valore tangibile per chi è in cerca di personale qualificato e pronto a svolgere una determinata mansione: questo significa che le aziende sono disposte a corrispondere a chi le possiede un compenso mediamente più alto.

Come presentare al meglio le competenze tecniche acquisite

Per risultare vincente nella selezione, dovrai riuscire a presentare nel migliore dei modi le competenze tecniche che hai acquisito: soltanto in questo modo avrai la possibilità di fare emergere il tuo CV nella moltitudine di quelli presi in esame quotidianamente. Ti sarà sufficiente seguire alcuni facili consigli:

  • Elenca cosa sai fare: un elenco dettagliato e preciso resta il metodo più facile ed efficace per aiutare i recruiter a farsi un quadro esaustivo, dal punto di vista professionale, della persona di cui sta leggendo il curriculum. Includi ogni percorso formativo svolto e tutte le esperienze lavorative maturate, senza dimenticare di sottolineare come la competenza è stata acquisita e quali certificati la attestano. Altrettanto importante è stabilire una priorità nell'ordine della lista delle proprie competenze, soprattutto perché iniziare da quelle che rispondono esplicitamente alla dicitura “Requisiti richiesti” colpirà immediatamente l'attenzione di chi sta selezionando il profilo ricercato;
  • Separa le diverse competenze: le competenze professionali teoriche vengono solitamente raccolte sotto la voce “Istruzione e formazione professionale”, mentre quelle tecniche e pratiche possono essere evidenziate quando si entra nel dettaglio delle diverse posizioni lavorative ricoperte.

Hard skills e colloquio di lavoro

Se fino a questo punto tutto è filato liscio − dopo avere acquisito conoscenze teoriche, maturato esperienza sul campo e dopo avere arricchito il tuo curriculum con le competenze perfezionate nel percorso professionale e lavorativo − è molto probabile che si passi alla fase del colloquio vero e proprio. Ricordati che, anche in questo contesto, le hard skills svolgono un ruolo prioritario.

Chi si occupa della selezione − consulente del lavoro, recruiter, responsabile della selezione −, dopo avere analizzato le competenze dichiarate sul curriculum vitae, passerà a verificarle durante il colloquio conoscitivo. Come? Per esempio ponendo una serie di quesiti tecnici, volti a testare l'effettivo livello di ognuna delle tue hard skills. Le domande che ti verranno rivolte saranno concrete e puntuali e riguarderanno ogni singola competenza ricercata per la posizione lavorativa.

Soft skills e hard skills: “Chi sono e cosa so fare”

Le hard skills quindi dicono cosa sai fare, misurando il tuo grado di abilità nell'ambito lavorativo e raccontando il tuo percorso di perfezionamento teorico e pratico. Dall'altro lato, occorre sottolineare che sebbene la cassetta degli attrezzi lavorativi possa essere comune a più lavoratori, come la si utilizza è invece totalmente soggettivo. Dipende da te, da come sei, da come ti poni e da come valorizzi ogni singola hard skill maturata. Ed è qui che entrano in gioco le soft skills, anche dette “competenze morbide”.

Se in inglese il termine soft, ovvero “morbide”, definisce questa tipologia di competenze per contrasto rispetto alle competenze hard, ovvero “dure”, la traduzione in italiano “competenze trasversali”, è decisamente più esaustiva, poiché pone in evidenza come tali competenze possano essere messe in campo anche in contesti molto diversi, lavorativi e non.

Le competenze trasversali, ovvero quelle che riguardano la persona, le sue attitudini e il suo vissuto, portate a confronto con le competenze tecniche, evidenziano due differenze preminenti: sono difficilmente misurabili e sono difficili da trasmettere e da insegnare agli altri. Vale infatti una massima di principio, che dice: “Ciò che non sappiamo si può imparare, ma quello che non siamo è molto complicato diventarlo”.

Tipologie di skills a confronto

Se da un lato le hard skills vertono su abilità pratiche e conoscenze teoriche, dall'altro le soft skills riguardano il carattere di ogni individuo, le attitudini e le doti interpersonali, come le capacità comunicative e sociali. Sono in sostanza il frutto di un mix fra DNA, influenze socio-culturali ed esperienze vissute: quel quid unico che non si certifica con alcun attestato, ma che ha un peso rilevante nel curriculum vitae e nel processo di selezione del personale.

Le aziende infatti, in uno scenario lavorativo fluido come quello post Covid-19, puntano molto sulla capacità della persona di adattarsi e di evolvere, consapevoli che le mancanze tecniche possono, nella maggior parte dei casi, essere compensate dai corsi di formazione e dal training on the job.

Per inserire correttamente le competenze trasversali nel CV è fondamentale contestualizzare ogni singola voce e raccontare in modo efficace, ma sintetico, quando quella specifica competenza è emersa con maggiore evidenza e se si è già avuto modo di testarla in ambito lavorativo. Ecco qualche esempio di soft skills:

  • Resistenza allo stress;
  • Problem solving ;
  • Capacità di ascolto;
  • Creatività e comunicatività;
  • Gestione del tempo e delle priorità;
  • Flessibilità mentale e disponibilità al cambiamento;
  • Capacità di lavorare in team.

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