CV e lettere di presentazione

Come creare il curriculum perfetto: inserire gli interessi

Non c’è una seconda occasione per fare una buona prima impressione, diceva qualcuno. E se queste parole valgono in tante occasioni, nessuno può negare che siano particolarmente importanti quando si parla di curriculum: poche righe nelle quali raccontare la professionalità di una persona, una facciata nella quale inserire le informazioni che possono cambiare la vita lavorativa. Accanto alle informazioni essenziali, come la formazione scolastica o le esperienze professionali, ci sono poi altri elementi che possono aiutare a regalare a un curriculum quel quid in più che gli permette di differenziarsi dagli altri: fra le altre cose, gli interessi.

E qui si apre il dibattito: inserirli, oppure no? Scopriamo insieme cosa fare.

Gli interessi nel curriculum

Viene spesso da chiedersi se occorre inserire gli interessi nel curriculum. Partiamo dicendo che ci sono alcune informazioni che sono necessarie in qualsiasi cv: corsi di studio, università, master e specializzazioni, per esempio; e poi esperienze lavorative precedenti, ruoli e posizioni ricoperte, competenze acquisite e risultati raggiunti. Questi sono elementi essenziali che devono apparire in ogni cv, per presentare a un selezionatore un candidato sotto la migliore luce. Permettono a chi deve scegliere un nuovo collaboratore di farsi un’idea precisa del suo percorso lavorativo, del suo background scolastico: forse, però, dicono poco della persona a cui queste informazioni si riferiscono.

Se un brillante corso di studi, magari concluso cum laude, permette di apprezzare la formazione di un candidato, è anche vero che poco ci racconta della persona, del suo carattere e del suo modo di essere. Chiaramente, se consideriamo quanto per le professionalità di oggi siano importanti le competenze trasversali, o soft skills, e dunque la comunicazione, l’interazione e il lavoro in team, ecco che appare chiaro quanto sia fondamentale conoscere la persona che si sta assumendo anche per le sue sfaccettature personali.

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Come inserire gli interessi e gli hobby nel curriculum

Partendo quindi da queste considerazioni, vediamo ora quali sono le occasioni in cui è fortemente indicato inserire nel curriculum vitae i propri interessi, e quali sono invece quelle in cui parlare dei propri hobby può sfavorire la propria presentazione.

Quando inserire gli interessi nel cv

Ecco di seguito alcune indicazioni per capire quando è necessario aggiungere un tocco più personale:

  • Viene espressamente richiesto dal selezionatore: può apparire scontato, ma ci sono alcuni processi di selezione che richiedono esplicitamente che il candidato fornisca queste informazioni, raccontando qualcosa di sé.
  • Nell’annuncio vengono indicate come essenziali caratteristiche e qualità che gli interessi del candidato permettono di rendere esplicite e accertate, regalando una possibilità che altrimenti sarebbe esclusa.
  • Gli interessi permettono di arricchire e rendere più interessante un curriculum che sarebbe altrimenti molto conciso e limitato, così come può essere quello di chi ha ancora un’esperienza lavorativa breve.

Tutti questi sono esempi di circostanze nelle quali è essenziale arricchire il curriculum con i propri interessi e le proprie passioni; in questi casi, non è necessario fare particolari distinzioni fra gli hobby, basta solo inserire informazioni veritiere che sia possibile portare avanti e sostenere in fase di colloquio. A questo punto, non resta che chiedersi quali interessi inserire. Vediamolo a seguire.

Quali interessi inserire nel cv

Ci sono poi particolari interessi che può essere interessante inserire nella propria presentazione perché sono in grado di sottolineare e dare valore a qualità e capacità universali del candidato, che possono essere facilmente spese in qualsiasi ambiente lavorativo e per qualsiasi posizione.

Vediamone insieme alcuni:

  • Sport: fra gli interessi, lo sport è sicuramente uno di quelli che maggiormente permette di dare un’immagine precisa e composita del candidato a seconda della disciplina che sceglie di praticare. Uno sport di squadra permette di porre l’accento sulla capacità di lavorare in team, mentre le discipline di resistenza consentono di dimostrare di essere perseveranti e tenaci. D’altra parte, gli sport estremi mostrano una grande capacità di assumersi i propri rischi e una voglia importante di superare, ogni giorno, i propri limiti.
  • Volontariato: tutti coloro che scelgono di dedicare del tempo agli altri mostrano di avere grande empatia, dote fondamentale in qualsiasi ambiente in cui è necessario interagire con gli altri, perché permette di imparare a vestire i panni di un’altra persona, sentendo ciò che lei stessa sente.
  • Musica: chi suona uno strumento, da solo oppure anche in una band, è una persona che ha scelto di dedicare le proprie energie a un’attività che richiede concentrazione e perseveranza, dote molto importante nel mondo del lavoro di oggi, che è sempre più esigente.
  • Teatro: chi ama stare su un palcoscenico è una persona capace di stare al centro dell’attenzione e di gestire l’attenzione del pubblico, cosa che è molto importante per tutti quei ruoli che prevedono momenti in cui bisogna esporre davanti ad altri idee, concetti o strategie.

Come detto in precedenza, sono questi gli interessi che possono rappresentare importanti elementi di valutazione che un selezionatore si può trovare a tenere in considerazione nel momento in cui analizza un curriculum, perché rispecchiano la presenza, in un candidato, di doti trasversali che ben si adattano, pur con le dovute differenziazioni, a qualsiasi ambiente lavorativo. Ci sono poi altri hobby che potrebbero essere inseriti in un cv, ma hanno bisogno di essere maggiormente spiegati e contestualizzati.

Gli hobby da inserire nel cv

Come abbiamo anticipato, mentre per gli interessi esposti sopra risulta subito lampante la competenza trasversale a essi connessa, nel caso degli hobby elencati qui sotto, occorre rendere esplicita l’abilità maturata.

  • Libri: la lettura è sicuramente un’attività interessante e di grande valore; tuttavia, se non ben descritta, poco dice del carattere del candidato. Del resto tutti sappiamo leggere, e sicuramente tutti abbiamo letto, chi prima e chi poi, almeno un libro. Quello che può fare la differenza è spiegare per bene questa passione, dando magari indicazioni sulla tipologia di libri che si ama leggere, oppure sul genere, spiegando e motivando il proprio interesse, per dargli valore e consistenza.
  • Cinema: così come la lettura, anche l’interesse per il cinema deve essere ben spiegato per apparire accattivante. Se un candidato è appassionato di film, è bene che specifichi, per esempio, il proprio genere preferito, o il regista di cui ama particolarmente il lavoro.
  • Viaggi: avere la passione per i viaggi è sicuramente un punto importante all’interno di un curriculum, che permette di mettere in buona luce qualsiasi candidato. Chi ama viaggiare, infatti, ama anche andare alla scoperta di persone e posti nuovi ed è animato da un’importante e sana curiosità, dote molto apprezzata in qualsiasi ufficio perché indica la volontà e il desiderio di andare oltre le apparenze, scoprire nuove “mete” e mettersi in gioco. Chi ama creare itinerari di viaggio è anche una persona dotata di doti organizzative e gestionali, che sa costruire e mettere in piedi, dal nulla, un’esperienza condivisa.

Anche in questo caso, però, scrivere che si ha la passione dei viaggi può non essere sufficiente: è importante entrare maggiormente nei dettagli, indicando per esempio le destinazioni più interessanti che si sono visitate oppure le esperienze di viaggio più memorabili.

Sono questi, quindi, gli interessi che devono essere circostanziati con maggiore attenzione per riuscire ad apportare ancora più sostanza e significato al tuo curriculum: se lasciati generici, poco dicono di una persona, mentre se ben raccontati riescono a dare un importante valore aggiunto.

Ci sono infine degli interessi che acquistano senso se inseriti in un curriculum a seconda di quella che è la specificità dell’offerta alla quale si risponde oppure dell’ambito lavorativo nel quale si ambisce ad entrare. Alcuni hobby, infatti, possono permettere di esercitare competenze che, in una professione piuttosto che in un'altra, consentono di assumere un valore differenziante rispetto a tutti gli altri candidati.

Pensiamo per esempio alla scrittura: chi ha un blog può avere una marcia in più all’interno di un processo di selezione se quella che si sta ricercando è una figura professionale che deve fare della scrittura una delle proprie attività principali; ugualmente, la fotografia può diventare un interesse importante se ci si candida per un ruolo, come può essere ad esempio quello dell’art director, nel quale l’aspetto estetico gioca un ruolo prevalente e predominante.

Inseriamo allora gli interessi? Dipende!

Se la domanda è quindi “si devono inserire i propri interessi nel curriculum?”, la risposta non può che essere “dipende”: ci sono infatti numerose varianti che devono essere valutate per poter dare un riscontro univoco a questa domanda.

Quello che è necessario è valutare il proprio curriculum, capire quanto sia ricco di esperienze di valore che sappiano catturare l’attenzione di un selezionatore, definire a fondo quale sia la posizione che viene ricercata, farsi un’idea chiara delle caratteristiche e dei requisiti che possono essere importanti per apparire brillanti agli occhi di chi effettua il primo screening dei profili e infine valutare con oggettività e obiettività il valore dei propri interessi e la loro coerenza rispetto alla ricerca per la quale ci si sta candidando.

Anche in questo, così come spesso succede in tanti passaggi della ricerca di lavoro, è importante avere l’accortezza e la lucidità di capire quale sia, in quelle precise circostanze, la scelta migliore per mostrarsi nel modo più adeguato agli occhi del selezionatore, muovendosi con intelligenza all’interno di linee guida generali, come quelle che ti abbiamo presentato nell’articolo.