Iniziare un nuovo lavoro

Tutto quello che c’è da sapere su come dare le dimissioni

Sono tanti i motivi per i quali, a un certo punto della propria carriera lavorativa, si può prendere la decisione di dare le dimissioni: migliori prospettive di lavoro, il desiderio di cambiare settore, un eventuale trasferimento, la volontà di mettersi in proprio. Eppure, a prescindere da quale sia il motivo, è importante seguire una serie di strategie per farlo nel migliore dei modi.

In questo articolo, scoprirai come dare le dimissioni rispettando le giuste tempistiche e, soprattutto, mostrandoti rispettoso e professionale.

Le tempistiche per dare le dimissioni

Il primo passo da compiere prima di dare le dimissioni è quello di considerare il momento più opportuno per farlo; non solo per se stessi, ma anche per l’azienda per cui si lavora. Ricevere una lettera di dimissioni, infatti, può comportare diverse preoccupazioni per l’impresa, soprattutto se si trova in un momento lavorativo piuttosto delicato o frenetico. In più, è importante considerare che il processo di reclutamento richiede del tempo per essere organizzato e potrebbe quindi volerci qualche settimana o qualche mese perché l’azienda riesca a sostituirti, a maggior ragione se il tuo profilo è altamente specializzato.

Calcolare i tempi più opportuni per dare le dimissioni può essere talvolta anche obbligatorio: in alcuni casi, infatti, i contratti di lavoro possono prevedere che le dimissioni siano date con un certo numero di giorni di preavviso. Che sia per un motivo etico o per un obbligo contrattuale, calcolare le giuste tempistiche è un passaggio fondamentale per dare le dimissioni in modo professionale.

Come si calcolano le tempistiche

Calcolare le tempistiche per dare le dimissioni può non essere una procedura immediata. Quest’ultima, infatti, può variare sulla base di diversi fattori: il tipo di contratto, il livello di anzianità, il livello di qualifica e il settore professionale. Per questi motivi, è consigliabile fare attenzione a questi parametri per calcolare i giorni di preavviso in modo opportuno, magari facendosi aiutare da un professionista.

Nel caso in cui si abbia un contratto a tempo determinato, ad esempio, non è necessario inviare una lettera in anticipo per comunicare le proprie dimissioni, ma è sufficiente trovare un accordo con il proprio datore di lavoro; al contrario, nel caso in cui si abbia un contratto a tempo indeterminato o un contratto di apprendistato, inviare una lettera di dimissioni in anticipo è obbligatorio per legge.

Di solito, per i lavoratori a tempo indeterminato, i giorni di preavviso vanno da un minimo di quattro, per i dipendenti part-time con non più di due anni di anzianità, a un massimo di novanta, per casi specifici come quello degli impiegati nel settore terziario con più di dieci anni di anzianità e la qualifica di primo livello.

A questo punto, chiariti i tempi, approfondiamo i modi per scrivere la nostra lettera di dimissioni.

Come scrivere una lettera di dimissioni

Una volta valutati i tempi e calcolati i giorni di preavviso necessari, è importante capire come strutturare la lettera di dimissioni. Innanzitutto, è bene sapere che dal 2016 molte categorie di lavoratori possono inviare le dimissioni in modalità telematica, senza dover ricorrere alla lettera cartacea. Per farlo, basta consultare il sito del Ministero del Lavoro e compilare i moduli scaricabili dal portale; in alternativa, è possibile sbrigare la questione in autonomia o con l’aiuto di un professionista del settore.

Nel caso in cui si proceda in autonomia per scelta o perché si appartiene a quelle categorie escluse dalle dimissioni in modalità telematica, è essenziale capire in che modo strutturare la lettera per renderla il più chiara e professionale possibile. Alcuni dati, innanzitutto, non dovrebbero assolutamente mancare. Eccoli a seguire:

  • Dati anagrafici: ricorda di inserire sempre i tuoi dati e quelli dell’azienda dalla quale vuoi dimetterti all’inizio della tua lettera, e quindi come intestazione.
  • Oggetto: specifica l’oggetto della lettera che, ovviamente, sono le dimissioni dal lavoro.
  • Volontà di rassegnare le proprie dimissioni: ribadisci l’oggetto specificando che stai dando le dimissioni in maniera volontaria.
  • Ultimo giorno di lavoro: assicurati che nella tua lettera sia presente l’indicazione di quello che sarà il tuo ultimo giorno di lavoro.
  • Luogo e data: ricorda di dedicare uno spazio della lettera all’indicazione del luogo e della data di stesura della medesima.
  • Firma: in ultimo, assicurati di riservare uno spazio per la tua firma e per quella del tuo datore di lavoro.

Infine, ricorda di essere chiaro anche nel contenuto, così da rendere il messaggio efficace e diretto. Se ci sono delle motivazioni specifiche che ti hanno portato a concludere il rapporto di lavoro, puoi menzionarle nella lettera, ma ricorda di essere sintetico e di mantenere un tono positivo. La lettera di dimissioni non è il documento nel quale sfogare il tuo malcontento e la tua frustrazione, ma un elemento per certificare la comunicazione della decisione presa.

Non dimenticare che per chiudere il rapporto in modo professionale, è opportuno richiedere un colloquio e comunicare i motivi alla base di questa scelta. Continua a leggere per approfondire.

Comunicare i motivi delle proprie dimissioni

Che ci si dimetta attraverso una lettera o dopo una breve discussione con il proprio datore di lavoro, comunicare i motivi delle dimissioni è da molti ritenuto un segno di rispetto e un elemento di grande aiuto, per far sì che l’azienda possa comprendere le ragioni che hanno spinto il dipendente a fare una scelta simile. Che tu sia tenuto a dare le dimissioni per iscritto o meno, è quindi consigliabile fissare un appuntamento con il tuo datore di lavoro per comunicargli personalmente i motivi della scelta.

In occasioni come questa, è molto probabile che il tuo datore ti chieda di fornirgli un feedback sulla tua esperienza all’interno dell’impresa: cerca quindi di preparare in anticipo il tuo discorso, in modo da potergli dare consigli effettivamente utili per il miglioramento della realtà aziendale, senza tralasciarne però i punti di forza.

In ogni caso, ricorda che l’obiettivo principale è quello di dare le dimissioni in modo professionale e di mantenere un buon rapporto con il tuo capo e con i tuoi colleghi. Per questo, anche se il vostro rapporto professionale è prossimo alla conclusione, sii sempre rispettoso e mostrati grato per l’opportunità che ti è stata data fino a questo momento.

Impegnarsi per concludere i lavori in corso

Un altro modo per dare le dimissioni in modo professionale ed etico è quello di farlo impegnandoti a concludere tutto il lavoro in sospeso prima di lasciare definitivamente l’ufficio. Considerato il buon costume (e, in alcuni casi, l’obbligo) di dare le dimissioni con un periodo di preavviso, infatti, avrai comunque del tempo prima che le tue dimissioni entrino in vigore.

In quei giorni, quindi, potresti impegnarti con il tuo datore di lavoro e con i tuoi colleghi a concludere ciò che avevi iniziato e a rendere le tue dimissioni il meno gravose possibile per l’azienda. Nel caso in cui sia già stato deciso chi ti sostituirà, inoltre, potrebbe essere utile, e gentile da parte tua, dedicare i tuoi ultimi giorni di lavoro a fare da mentore al tuo sostituto, spiegandogli le principali dinamiche aziendali, ma anche come gestire al meglio il suo nuovo lavoro.

Chiedere una lettera di referenze

Concludere un rapporto professionale in modo educato e rispettoso può esserti di vantaggio anche nel caso in cui tu abbia bisogno di una lettera di referenze per il nuovo lavoro. In casi come questo, avere un buon rapporto con il tuo capo è essenziale: potresti chiedergli senza troppo imbarazzo di mettere per iscritto i tuoi maggiori successi all’interno dell’azienda, i tuoi punti di forza e le tue capacità, così da partire avvantaggiato anche con il nuovo lavoro.

Ricordarsi di ringraziare i colleghi

Se per dare le dimissioni in modo professionale è innanzitutto necessario assicurarsi di mantenere un buon rapporto con il capo, altrettanto importante è dedicare un po’ di tempo ai colleghi di lavoro, soprattutto se di lunga data. Potresti quindi organizzare un pranzo o una cena per cogliere l’occasione di annunciare loro la tua decisione e per ringraziarli per l’esperienza condivisa.

Non si tratta solo di buona educazione, ma anche di un atteggiamento che potrebbe tornarti utile in futuro: fare networking è sempre importante in ambito lavorativo e, chi lo sa, potresti aver bisogno di loro un giorno.

Restituire gli oggetti di proprietà aziendale

Prima che giunga il tuo ultimo giorno lavorativo, dovresti infine assicurarti di riportare in azienda tutto ciò che ti è stato dato in prestito per svolgere il tuo lavoro al meglio: smartphone, computer, tablet e così via. Tutti gli oggetti di proprietà aziendale dovrebbero essere restituiti nelle stesse condizioni in cui ti sono stati dati in prestito: assicurati quindi di cancellare ogni informazione e documento personale dai dispositivi.

In più, fai in modo di lasciare la tua postazione di lavoro nel modo più ordinato e pulito possibile, affinché risulti più facile accogliere colui o colei che ti sostituirà. Riporta a casa tutti i tuoi oggetti personali e, se necessario, cancella le tue note dal computer dell’ufficio.

Cosa fare in caso di ripensamento

La scelta di dare le dimissioni non è una decisione irrevocabile. Nel caso in cui tu abbia un ripensamento, quindi, ricorda sempre che è possibile revocare le dimissioni entro 7 giorni dall’invio della lettera di dimissioni.

Potrebbe capitare, infatti, soprattutto in occasione dell’ultimo colloquio, che il tuo datore di lavoro tenti di convincerti a restare, magari proponendoti migliori condizioni lavorative o un aumento di stipendio. Se hai già inviato la tua lettera di dimissioni ma hai cambiato idea, ricorda quindi che, entro certi termini, è un tuo diritto farlo.

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