Guida al contratto di lavoro domestico a ore

Di Team editoriale di Indeed

Pubblicato in data 12 agosto 2022

La Redazione Indeed, un team eterogeneo e di talento che include scrittori, ricercatori ed esperti del settore, dispone delle analisi e dei dati di Indeed necessari per fornire consigli utili durante il tuo percorso lavorativo.

Vuoi scoprire di più sul contratto di lavoro domestico a ore? Nel presente articolo potrai approfondire questa modalità lavorativa e quali livelli di tutela e vantaggi può offrire.

Secondo il più recente Osservatorio sui lavoratori domestici dell'INPS, nel 2020 gli occupati erano oltre 920 mila. Di questi, soltanto il 5% aveva un contratto di lavoro per meno di 5 ore settimanali.

Che tutele e vantaggi offre la collaborazione domestica a ore?

Prima di entrare nel merito, approfondendo elementi quali gli orari di lavoro, il trattamento economico e le ferie, è opportuno chiarire che cosa si intende per:

  • lavoro domestico;

  • lavoro domestico a ore.

Cosa si intende per lavoro domestico?

Prendendo spunto dalla definizione che ne diede l'art. 1 della Legge n. 339 del 1958, è possibile dire che il lavoro domestico ha per oggetto la prestazione di servizi diretti al funzionamento della vita familiare. Riguarda dunque tutti i lavoratori e le lavoratrici che svolgono mansioni inerenti all'andamento della casa, quali:

  • governanti;

  • maggiordomi;

  • cuochi;

  • assistenti a malati, anziani, diversamente abili;

  • babysitter;

  • camerieri;

  • autisti;

  • custodi;

  • addetti a pulizie, giardinaggio, animali.

Leggi anche:

  • Qual è la differenza tra colf e badante?

  • Come scrivere un cv da babysitter (con esempio)

Cosa si intende per lavoro domestico a ore?

Diversamente dalla legge del 1958 di cui sopra, che regolava il lavoro domestico purché prevedesse almeno 4 ore giornaliere presso lo stesso datore di lavoro, oggi la normativa prescinde dal numero di ore lavorate.

Pertanto, per lavoro domestico a ore si intende la collaborazione domestica che preveda un compenso per qualsiasi numero di ore giornaliere, settimanali o mensili. Tipicamente, si usa questa accezione quando si escludono l'occupazione a tempo pieno e la convivenza.

Leggi anche: Il contratto part-time: vantaggi e svantaggi

Quali condizioni si applicano al contratto di lavoro domestico a ore?

Le condizioni di lavoro sono quelle del contratto stipulato a livello nazionale per il settore. Quando si parla di contratto di lavoro domestico, sia per quello a ore sia per quello a tempo pieno, è necessario rifarsi al CCNL o Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. È l'accordo nazionale che disciplina il rapporto di lavoro domestico, stipulato tra le organizzazioni sindacali e le associazioni dei datori di lavoro. L'ultimo in ordine di tempo è stato sottoscritto il 13 dicembre 2021 ed è reperibile presso l'archivio del CNEL.

Il CCNL stabilisce numerose condizioni e alcuni vantaggi. Tra i punti salienti si possono citare:

  • l'inquadramento dei lavoratori;

  • come si instaura il rapporto di lavoro;

  • l'orario di lavoro e le ferie;

  • il trattamento di malattia;

  • il trattamento economico.

Inquadramento dei lavoratori

Il CCNL inquadra i lavoratori domestici secondo i seguenti livelli:

  • A: collaboratori generici, con esperienza inferiore ai 12 mesi;

  • A super: addetti alla compagnia, babysitter;

  • B: collaboratori con esperienza;

  • B super: assistenti a persone autosufficienti;

  • C: collaboratori che svolgono il proprio lavoro in totale autonomia, ad esempio cuoco;

  • C super: collaboratori sprovvisti di diploma che assistono persone non autosufficienti;

  • D: collaboratori che ricoprono posizioni di lavoro caratterizzate da responsabilità, autonomia decisionale e/o coordinamento, quali governanti, maggiordomi e affini;

  • D super: lavoratori con piena autonomia decisionale e che vantano specifici attestati professionali, quale, a titolo di esempio, l'assistente con diploma in geriatria.

Il livello di inquadramento determina la retribuzione oraria.

Come si instaura il rapporto di lavoro

Il CCNL del lavoro domestico impone l'assunzione, alternativamente attraverso:

  • un contratto scritto;

  • una lettera di assunzione.

Il documento deve includere obbligatoriamente alcuni elementi, fra i quali:

  • data di inizio del rapporto di lavoro;

  • durata del periodo di prova;

  • livello e mansione;

  • retribuzione;

  • orario di lavoro, mensile, settimanale e giornaliero;

  • durata dell'orario e distribuzione;

  • periodi concordati per le ferie annuali.

Dal 1° aprile 2011 è obbligatorio comunicare all'INPS l'assunzione per via telematica. Tale obbligo vale anche nel caso in cui il lavoro sia saltuario o discontinuo, mentre non riguarda le prestazioni occasionali.

Quali documenti servono per il contratto di lavoro domestico a ore?

Per l'assunzione, i lavoratori devono presentare ai datori di lavoro i seguenti documenti:

  • documento di identità;

  • codice fiscale;

  • permesso/carta di soggiorno (se extra-comunitari);

  • residenza anagrafica.

L'orario di lavoro e le ferie

Per quanto riguarda l'orario di lavoro, il CCNL stabilisce:

  • il libero accordo tra le parti

  • un tetto massimo di ore lavorabili.

Per i lavoratori non conviventi il tetto è di 40 ore settimanali, distribuite in 5 o 6 giorni, per un massimo di 8 ore giornaliere non consecutive. Quanto al numero minimo di ore di lavoro, nulla è sancito al riguardo. Secondo il CCNL è dunque possibile sottoscrivere un contratto di lavoro domestico a ore anche per 1 sola ora.

Le ferie

Il CCNL stabilisce per i lavoratori domestici il diritto a 26 giorni di ferie all'anno, durante i quali ricevono un compenso pari a quello percepito in servizio. Nel caso di lavoro domestico a ore, le ferie possono essere godute in proporzione alle ore lavorate. L'INPS mette a disposizione un simulatore online e una guida per facilitare il calcolo delle ferie.

Leggi anche: Richiesta ferie: come chiedere le ferie al datore di lavoro

Il trattamento di malattia

Poiché ai lavoratori domestici non spettano prestazioni INPS per malattia, in base al CCNL del lavoro domestico tale trattamento ricade sul datore di lavoro. Questo comprende la tutela del posto di lavoro secondo il seguente schema di anzianità di servizio:

  • 10 giorni di calendario ai lavoratori con anzianità di servizio fino a 6 mesi;

  • 45 giorni di calendario per anzianità di servizio fino a 2 anni;

  • 180 giorni di calendario negli altri casi.

Il trattamento corrisposto dal datore di lavoro è un'indennità pari al:

  • 50% della retribuzione globale per i primi 3 giorni;

  • 100% della retribuzione globale per i giorni successivi, per un massimo di 8, 10 e 15 giorni all'anno in funzione dello stesso schema di anzianità di servizio indicato sopra.

Che cosa è necessario fare per aver diritto al trattamento di malattia?

In caso di malattia, per avere diritto alle tutele previste i lavoratori devono:

  1. informare i datori di lavoro dello stato di malattia entro l'orario di inizio attività, salvo causa di forza maggiore;

  2. ottenere, entro il giorno successivo, un certificato medico che attesti la malattia;

  3. far pervenire il certificato ai datori di lavoro entro due giorni dal rilascio, con qualsiasi mezzo di trasmissione idoneo.

Leggi anche: Differenza tra infortunio sul lavoro e malattia professionale

Il trattamento economico

Nel mese di febbraio 2022 è stato stipulato l'accordo sui nuovi minimi retributivi relativi al lavoro domestico con decorrenza dal 1° gennaio.

Qual è la paga oraria riconosciuta ai lavoratori domestici?

La retribuzione oraria minima netta va da 4,83 a 8,57 €, secondo il livello di inquadramento. Naturalmente queste cifre si riferiscono ai valori minimi. Secondo un'analisi di Indeed sugli stipendi dei collaboratori domestici in Italia, lo stipendio base medio è di 14,47 € all'ora. La località con lo stipendio orario più elevato risulta essere Milano con 20,83 €, quella con lo stipendio più basso è Roma con 8,23 €.

È obbligatorio versare i contributi per un contratto di lavoro domestico a ore?

I contributi previdenziali sono dovuti per legge anche per un contratto di lavoro domestico a ore e sono calcolati in base alla retribuzione oraria e al numero di ore lavorate in un trimestre. L'INPS offre un comodo simulatore per il calcolo dei contributi che indica l'importo dei contributi trimestrali che i datori di lavoro sono tenuti a versare, oltre alla parte a carico dei lavoratori trattenuta dal compenso.

Quali vantaggi offre il versamento dei contributi per il lavoro domestico?

I versamenti effettuati all'INPS dai datori di lavoro offrono notevoli vantaggi ai collaboratori, fra i quali:

  • l'accesso alla pensione;

  • l'accesso ad alcune prestazioni assicurative, ad esempio l'indennità di disoccupazione;

  • l'assegno per il nucleo familiare.

Una quota dei contributi versati all'Inps, inoltre, riguarda l'assicurazione Inail per malattie professionali e infortuni. Per maggiori dettagli, consulta Le prestazioni per il lavoratore domestico dell'INPS.

La collaborazione domestica a ore può essere una prestazione occasionale?

Può essere una prestazione occasionale soltanto se l'attività è saltuaria. Inoltre, le prestazioni di lavoro occasionale sono soggette a:

  • un limite annuo di 2.500 € per ogni singolo rapporto di lavoro;

  • un limite complessivo annuo di 5.000 € in prestazioni occasionali sia per i collaboratori sia per i datori di lavoro.

Per poter usufruire di questa forma lavorativa è obbligatorio registrarsi sulla piattaforma dell'INPS per le prestazioni occasionali. Il pagamento avviene attraverso l'attivazione del Libretto di famiglia, un sistema che consente il pagamento diretto dei lavoratori domestici da parte dell'INPS, compresi contributi previdenziali e premio assicurativo INAIL.

Quali sono i vantaggi della prestazione occasionale?

Configurare la collaborazione domestica a ore come prestazione occasionale offre l'indubbio vantaggio di:

  • evitare le pratiche di assunzione e relativa comunicazione all'INPS dell'inizio del rapporto di lavoro;

  • semplificare il versamento dei contributi previdenziali.

Opportunità di lavoro domestico a ore

Puoi trovare interessanti offerte sul sito di ricerca del lavoro Indeed. Attualmente questa ricerca restituisce oltre 500 risultati.

Ora sai cos'è il contratto di lavoro domestico a ore e quali tutele e vantaggi offre. Il portale dell'INPS comprende un'intera sezione dedicata ai lavoratori domestici che include pagine di orientamento e approfondimenti. Se invece desideri altre informazioni sull'inserimento nel mondo del lavoro, consulta la Guida alla carriera di Indeed e le diverse sezioni che comprendono numerosi articoli su temi relativi all'occupazione.

Si prega di notare che nessuna delle aziende, istituzioni o organizzazioni menzionate in questo articolo è associata a Indeed.

Le retribuzioni indicate riflettono i dati riportati su Indeed Stipendi nel momento in cui questo articolo è stato redatto. Le cifre possono variare in base all'azienda, alla zona, all'esperienza e alla formazione dei candidati.

Articoli correlati:

  • Guida al contratto a tempo indeterminato

  • Contratto a tempo determinato: durata minima, massima, proroga, rinnovo

  • Contratto a chiamata (contratto intermittente)

  • Contratto part-time misto: che cos’è

  • Contratto a tutele crescenti (CTC): caratteristiche, vantaggi e novità

  • Cos'è un contratto di somministrazione di lavoro

  • I tipi di contratto di lavoro più comuni

  • Guida agli scatti di anzianità per colf e badanti





Articoli correlati

Come scrivere un curriculum vitae per badante: guida ed esempio

Esplora altri articoli