Iniziare un nuovo lavoro

Lavorare in ufficio: vantaggi e svantaggi

Fino a poco tempo fa andare a lavorare in ufficio era la normalità, ultimamente lo scenario si sta modificando. Il passaggio dal lavoro in ufficio allo smart working rappresenta una svolta epocale, ma qual è l’opzione migliore tra le due? Leggi questo articolo per scoprire e valutare i pro e i contro di queste due modalità lavorative.

Lavorare in ufficio: vantaggi e svantaggi

Recentemente, molte aziende hanno iniziato a scegliere l’opzione dello smart working. Nonostante il progresso della tecnologia abbia facilitato questo processo, non tutte le persone si sono trovate a loro agio con questa nuova modalità di lavoro cosiddetto “agile”.

Non andare a lavorare in ufficio, infatti, comporta sia vantaggi sia svantaggi, vediamo quali nello specifico.

I vantaggi di lavorare in ufficio

I principali vantaggi legati alla modalità lavorativa in presenza sono connessi alla componente sociale. Per gli esseri umani, infatti, la socialità è essenziale in ogni aspetto della vita, sia personale sia lavorativa. Le espressioni del viso, la postura, il tono della voce sono tutti elementi della comunicazione non verbale che contribuiscono – insieme alle parole – a veicolare i messaggi in modo chiaro e univoco.

Fortunatamente, nessun sistema tecnologico, neppure il più sofisticato, potrà mai sostituire l’importanza che possono avere sul posto di lavoro una stretta di mano, una pacca sulla spalla, un “buongiorno” dato con il sorriso oppure quattro chiacchiere con una persona con cui si lavora.

Vediamo ora nel dettaglio quali sono i vantaggi di lavorare in ufficio proprio dal punto di vista della socialità e della condivisione.

Comunicazione

Google Meet, Skype, FaceTime e altri software con la medesima funzionalità consentono la comunicazione interpersonale anche quando si lavora in smart working, ovvero da remoto. Eppure, lo scambio faccia a faccia è senza dubbio più spontaneo rispetto a quello attraverso uno schermo e facilita un naturale flusso di idee.

Se sei in ufficio e vuoi confrontarti con una persona che lavora con te non hai bisogno di avviare una chat o di alzare il telefono per comunicare con lei: ti basterà avvicinarti alla sua scrivania. In questo modo, inoltre, non rischierai di disturbarla, perché potrai prima dare un’occhiata verso la sua postazione per capire se è il momento adatto per parlare oppure se è meglio aspettare.

Un altro aspetto fondamentale di cui tenere conto riguarda tutti i comportamenti legati al linguaggio non verbale che due persone mettono in atto mentre sostengono una conversazione in presenza, molto importanti soprattutto in caso di confronti, perché permettono a chi sta comunicando di evitare fraintendimenti. Osservare gli atteggiamenti e ascoltare i discorsi delle persone con cui si lavora, infine, rappresenta l’opportunità di crescere professionalmente e di carpire i segreti delle dinamiche lavorative.

Lavoro di squadra

Il lavoro di squadra, le attività di team building, le riunioni fra persone con competenze diverse contribuiscono a rendere più fluidi i processi aziendali, sia produttivi sia di pianificazione.

Lavorare in un gruppo e sentirsi parte attiva in un progetto, inoltre, aumenta l’autostima, perché fornisce a chi svolge un lavoro e alle persone con cui collabora una forte dose di gratificazione personale.

La tecnologia, tramite l’uso di programmi e di piattaforme in grado di mettere in comunicazione più persone, permette di creare gruppi di lavoro anche a distanza, ma dal punto di vista della soddisfazione personale l’esperienza non è in alcun modo paragonabile a quella in presenza.

Interazione

Come abbiamo già detto all’inizio dell’articolo, gli esseri umani sono degli animali sociali e l’isolamento non è una condizione naturale per la nostra specie. Fare parte di un gruppo, piccolo o grande che sia, è fondamentale per la crescita personale in ogni fase dell’esistenza.

Questo vale anche quando ci inseriamo in un contesto aziendale ed entriamo a far parte di una squadra di lavoro. Le interazioni che avvengono in ufficio danno l’opportunità di allargare la propria rete di conoscenze sia professionali sia private.

Lo scambio di battute alla macchinetta del caffè piuttosto che le conversazioni durante la pausa pranzo rappresentano occasioni di arricchimento personale. Parlare del più e del meno, delle proprie passioni o dei propri interessi serve, inoltre, ad alleggerire le tensioni derivanti dal lavoro.

Gli svantaggi di lavorare in ufficio

Ogni medaglia ha il suo rovescio: lavorare in ufficio non fa eccezione. Dopo aver parlato dei vantaggi legati a questa modalità di lavoro, vediamo adesso quali seccature si possono evitare lavorando da remoto.

Addio al pendolarismo

Il traffico mattutino e quello del tardo pomeriggio sono un vero incubo per tutte le persone che ogni giorno devono raggiungere il proprio posto di lavoro. Le statistiche sul tempo passato in macchina per recarsi al lavoro sono sconfortanti: la media nazionale in Italia si attesta sulle 40 ore all’anno. In pratica, un’intera settimana lavorativa trascorsa nel traffico.

Se la postazione lavorativa coincide con l’abitazione, invece, o con un luogo ad essa vicino dotato di una buona connessione Wi-Fi, come ad esempio un locale pubblico o uno spazio di coworking, le ore sprecate nel traffico diventano solo un brutto ricordo. Riesci a immaginare quanto tempo e quanto stress permette di risparmiare questa soluzione?

Evitare un ambiente tossico

In certe situazioni, recarsi in ufficio può diventare causa di malessere e di insoddisfazione. Ci riferiamo agli ambienti di lavoro tossici, nei quali le condizioni sono tali da creare problemi di natura psicologica alle persone che ci lavorano.

Uno tra i fenomeni più gravi che rendono la vita in ufficio impossibile è quello del mobbing, ovvero l’abuso esercitato da alcune persone nei confronti di altre con cui lavorano o che sono alle loro dipendenze, sfruttando una posizione di potere ed esercitando soprusi in modo reiterato.

Ma non occorre arrivare a situazioni così gravi per accusare il “mal di ufficio”, che può essere connesso anche a fattori quali: la scarsa tutela sul posto di lavoro, la cattiva comunicazione con le persone con cui si è a stretto contatto lavorativo, l’atteggiamento troppo autoritario delle figure manageriali.

Comfort e flessibilità

Lavorare in ufficio significa adeguarsi a dei ritmi serrati: sveglia, colazione al volo, igiene personale, scelta degli abiti e partenza. Per quanto il codice di abbigliamento estremamente formale sia sempre meno richiesto nelle aziende, certamente non ti puoi presentare in ciabatte o con la tuta da ginnastica (tantomeno con quel pigiama con la renna che hai ricevuto a Natale).

Lavorando in smart working, invece, puoi scegliere di vestirti in modo più confortevole e magari di far suonare la sveglia un po’ più tardi, visto che non dovrai perdere tempo a spostarti. Ad ogni modo, cerca di non esagerare con la comodità: molti studi consigliano di rispettare orari standard e di attuare comportamenti sani anche in modalità di lavoro agile per favorire corrette abitudini di vita.

Lavarsi e sistemarsi, scegliere che cosa indossare (anche se si tratta di capi comodi e meno impegnativi rispetto a quelli sceglieresti per l’ufficio), fare delle pause programmate sono tutti atteggiamenti che consentono di mantenere un sano equilibrio e di evitare i pericoli derivanti dall’alienazione e dall’abbrutimento che l’isolamento e la mancanza di “stacco” fra casa e lavoro possono comportare.

Lavorare da casa: è tutto oro quello che luccica?

Infine, ribaltiamo di nuovo la prospettiva e cerchiamo di capire se lo smart working è davvero più conveniente rispetto al lavorare in ufficio e, soprattutto, per chi.

Costi

Pensi che lavorare da casa sia a costo zero? Non è esattamente così. Se da un lato per le aziende lo smart working rappresenta l’opportunità di ridurre i costi – basti pensare all’interruzione del servizio mensa, alla riduzione del personale addetto alle pulizie e alla vigilanza, al calo del consumo delle utenze – per chi deve lavorare da casa la prospettiva è leggermente diversa.

Le spese di spostamento (come il carburante per chi usa un mezzo privato o i titoli di viaggio per chi usa i trasporti pubblici) scompariranno dalle spese mensili, ma chi lavora da casa dovrà sostenere costi maggiori per quanto riguarda l’elettricità e il gas e magari anche per assicurarsi una connessione Internet a banda larga, se non la possiede già.

Ci sono poi altri costi meno evidenti sui quali comunque ti invitiamo a riflettere, come per esempio quelli relativi all’attrezzatura per una postazione di lavoro comoda, che non abbia controindicazioni dal punto di vista della salute: una sedia ergonomica e un monitor sufficientemente grande.

I confini tra casa e lavoro

Come abbiamo accennato nei paragrafi precedenti, non recarsi in ufficio può comportare la mancanza di uno “stacco” tra vita lavorativa e vita privata, spesso con conseguenze spiacevoli. Le aziende registrano con soddisfazione i risultati di alcuni studi di settore secondo cui l’introduzione dello smart working apporta un aumento della produttività.

Questo dato, però, ha anche dei risvolti negativi: l’aumento della produttività, infatti, corrisponde all’aumento delle ore lavorate, ciò significa che in smart working si lavora molto di più, evidentemente togliendo tempo ad altre attività.

Uscire dall’ufficio rende psicologicamente più facile lasciarsi alle spalle le problematiche lavorative. Il viaggio per tornare a casa offre poi la possibilità di staccare la mente e di riappropriarsi della propria sfera privata, magari ascoltando della buona musica oppure parlando al telefono con amici e familiari.

Riappropriarsi dei propri spazi

Lavorando da casa, invece, si correre il rischio di non riconoscere più quando è il momento di staccare la spina e di riappropriarsi degli spazi domestici e della propria vita. Ecco alcuni esempi di comportamenti scorretti: alzarsi dal letto e accendere immediatamente il computer per scaricare la posta; restare connessi con lo smartphone di lavoro dall’alba fino a notte fonda; saltare la pausa pranzo.

Se si riscontrano questi atteggiamenti significa che è necessario modificare le proprie abitudini, per esempio chiedendo all’azienda se è possibile andare a lavorare in ufficio almeno per alcuni giorni della settimana, così da spezzare la routine dello smart working e tornare a un ritmo più sano.

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