Calcolo NASPI: come viene calcolata l'indennità di disoccupazione

Di Team editoriale di Indeed

Aggiornato in data 17 giugno 2022 | Pubblicato in data 7 ottobre 2021

Aggiornato in data 17 giugno 2022

Pubblicato in data 7 ottobre 2021

Al 30 giugno 2021, secondo i dati Istat la disoccupazione in Italia riguardava 2,4 milioni di persone, con un tasso di disoccupazione femminile vicino all'11% (2 punti in più rispetto a quello maschile) e un tasso di disoccupazione giovanile oltre il 27%. Se anche tu hai perso il lavoro, verifica se hai diritto all'indennità di disoccupazione. In questo articolo, scoprirai se puoi accedere all'indennità di disoccupazione e come si calcola la NASPI.

Che cos'è la NASPI

La NASPI, Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego, è un ammortizzatore sociale pensato per chi ha perso involontariamente il lavoro a causa di eventi successivi al 1° maggio 2015. Questa indennità di disoccupazione è rivolta a determinate categorie di lavoratori:

  • lavoratori dipendenti;

  • apprendisti;

  • soci di cooperativa con rapporto di lavoro subordinato;

  • personale artistico con rapporto di lavoro subordinato;

  • dipendenti della pubblica amministrazione con rapporto di lavoro a tempo determinato.

Non copre invece:

  • i dipendenti a tempo indeterminato della pubblica amministrazione;

  • operai agricoli;

  • lavoratori titolari di assegno ordinario di invalidità salvo che optino per la NASPI;

  • lavoratori autonomi.

Leggi anche: Cosa sono Naspi e Discoll

Requisiti per accedere alla NASPI

Per accedere all'indennità di disoccupazione è indispensabile, in primo luogo, rientrare in una delle categorie elencate sopra: ad esempio aver interrotto un rapporto di lavoro subordinato o apprendistato oppure essere stati dipendenti della pubblica amministrazione con contratto a tempo determinato.

Esistono poi altre condizioni indispensabili per aver diritto all'indennità di disoccupazione. In generale, per accedere alla NASPI devi soddisfare tre criteri: oggettivo, contributivo e lavorativo.

1. Criterio oggettivo

Il criterio principale, quello oggettivo, è che il tuo rapporto di lavoro subordinato si sia interrotto per cause indipendenti dalla tua volontà. Esistono tuttavia alcune eccezioni a questo primo criterio. Puoi infatti accedere alla NASPI anche in caso di dimissioni volontarie nei seguenti casi:

  • durante il periodo tutelato di maternità;

  • per giusta causa;

  • a seguito di risoluzione consensuale oppure di accettazione dell'offerta di conciliazione proposta dal datore di lavoro;

  • a seguito del tuo rifiuto di trasferimento ad altra sede distante oltre 50 km oppure raggiungibile con mezzi pubblici in un tempo medio di 80 minuti dalla tua residenza;

  • licenziamento disciplinare.

2. Criterio retributivo

In base a questo criterio, devi aver maturato almeno 13 settimane di contributi contro la disoccupazione nei quattro anni precedenti la perdita del lavoro. Anche il requisito contributivo delle 13 settimane prevede alcune eccezioni, ad esempio periodi di maternità e congedi parentali o apprendistato.

3. Criterio lavorativo

Infine, in base al criterio lavorativo devi aver maturato almeno trenta giorni di lavoro effettivo nei dodici mesi precedenti l'inizio della disoccupazione. Tuttavia, sappi che, fino al 31 dicembre 2021, il requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi che precedono l'inizio del periodo di disoccupazione è sospeso.

Calcolo della NASPI

Se soddisfi i tre criteri elencati sopra, vorrai probabilmente capire a quanto può ammontare il sussidio. Per calcolarlo, è necessario stabilire innanzitutto due parametri: la base di calcolo dell'indennità di disoccupazione e successivamente la percentuale spettante di NASPI.

Base di calcolo

La base di calcolo della NASPI è costituita dalla media settimanale del tuo imponibile previdenziale degli ultimi 4 anni moltiplicata per un coefficiente numerico, vale a dire 4,33. Vediamo come giungere alla media settimanale dell'imponibile previdenziale e moltiplicarla per il coefficiente numerico ottenendo la base di calcolo per la NASPI.

Media settimanale dell'imponibile previdenziale

Innanzitutto, per imponibile previdenziale si intende l'imponibile su cui sono stati calcolati i contributi pensionistici. Puoi verificare il tuo imponibile previdenziale mensile semplicemente esaminando il tuo cedolino. Nel cedolino l'imponibile previdenziale è identificato spesso come "Impon. Prev." o "Imponibile Previdenziale".

Supponiamo che il tuo imponibile previdenziale mensile sia di 1.500 euro negli ultimi 24 mesi e di 1.000 euro nei 24 mesi precedenti: la tua retribuzione imponibile complessiva nei 4 anni sarà uguale a 60 mila euro. A questo punto, per ricavare la media settimanale del tuo imponibile previdenziale devi dividere questo importo per il numero totale di settimane contributive nei 4 anni. Supponendo che il numero totale ammonti a 208 settimane (4 anni × 52 settimane all'anno), dividendo per 208 la tua retribuzione imponibile complessiva di 60 mila euro otterrai la media settimanale di 288,46 euro.

Il coefficiente 4,33

Il coefficiente 4,33 rappresenta il numero medio di settimane al mese (52 settimane diviso 12 mesi). In pratica, moltiplicando la media settimanale del tuo imponibile previdenziale per questo coefficiente numerico otterrai la media mensile dell'imponibile previdenziale, che fungerà da base di calcolo della NASPI.

Tornando al nostro esempio, moltiplicando la media settimanale dell'imponibile previdenziale che abbiamo calcolato sopra (288,46 euro) per il coefficiente numerico 4,33m si ottiene 1.249,03 euro, cifra che rappresenta la "retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni", la base di calcolo della NASPI del nostro esempio.

Percentuali di calcolo della NASPI

La base di calcolo della NASPI stabilita sopra determina la percentuale di calcolo della NASPI. Le percentuali di calcolo della NASPI infatti sono due:

  • 75% se la base di calcolo è inferiore a un importo di riferimento stabilito annualmente, fissato per l'anno 2021 a 1.227,55 euro.

  • 75% + 25% se la base di calcolo è superiore all'importo di riferimento stabilito annualmente. In tal caso verrà applicato il 75% fino all'importo di riferimento sopra indicato e il 25% per la parte eccedente tale importo.

Calcolo d'esempio

Tornando al nostro esempio, la base di calcolo è pari a 1.249,03 euro, di poco superiore all'importo definito per il 2021. In tal caso, oltre al 75%, avrai diritto al 25% della differenza tra la tua base di calcolo e l'importo definito. Oltre al 75% della tua retribuzione media mensile, cioè, ti spetterà il 25% della differenza tra 1.249,03 euro e 1.227,55 euro, pari a 21,48 euro. Nel tuo caso avrai dunque diritto a un'indennità NASPI di 920,66 euro (1.227,55 x 75%) + 5,37 euro (21,48 x 25%), pari dunque a un totale di 926,03 euro.

Inizio e durata della NASPI

L'indennità di disoccupazione ti spetta a partire dall'ottavo giorno successivo alla fine del rapporto di lavoro. La durata della disoccupazione dipenderà dalla tua storia contributiva. Viene infatti corrisposta, mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà del numero totale di settimane di contribuzione dei tuoi ultimi quattro anni, fino ad un massimo di 24 mesi.

Tetto massimo e riduzione progressiva della NASPI

È previsto un tetto massimo per l'indennità di disoccupazione, che, secondo quanto stabilito per il 2021, non può comunque superare i 1.335,40 euro al mese.

A partire dal 91° giorno, l'importo erogato per l'indennità di disoccupazione viene ridotto del 3% al mese. Tuttavia, per il periodo compreso tra il 1° giugno e il 31 dicembre 2021, queste decurtazioni mensili sulle indennità di disoccupazione NASPI sono state sospese dal decreto Sostegni bis.

In che modo richiedere la NASPI e cosa implica la domanda

Puoi richiedere l'indennità di disoccupazione direttamente all'INPS, in modalità telematica, entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Nel trasmettere la tua domanda, dichiari la tua immediata disponibilità al lavoro e alla partecipazione alle misure di politica attiva. Pertanto, entro due settimane dalla presentazione della domanda, dovrai recarti presso il centro per l'impiego per la stipula del patto di servizio. In caso contrario, sarà lo stesso centro per l'impiego a convocarti.

Se desideri approfondire l'argomento, consulta il dossier INPS dedicato alla NASPI. Per tematiche come la ricerca di lavoro e la creazione di CV e lettere di presentazione, consulta le risorse di Indeed, in particolare la Guida alla carriera e la pagina Cerca lavoro.

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