Premio di produzione: cos'è, a chi spetta e come funziona

Di Team editoriale di Indeed

Pubblicato in data 9 aprile 2022

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All'interno dei contratti di lavoro viene spesso inserito un premio di produzione. Dietro a questo termine generico si nasconde un'ampia varietà di possibilità e di condizioni. Leggi questo articolo per scoprire a chi spetta questo compenso, quali benefit comporta e altre informazioni importanti.

Premio di produzione: cos'è e a chi spetta?

I premi di produzione sono dei bonus in denaro o in servizi che possono integrare lo stipendio di base. Si tratta di compensi aggiuntivi che vengono assegnati a un singolo o a un gruppo di dipendenti sulla base di alcuni criteri specifici, di solito legati alla produttività e ai risultati dell'azienda, ma non solo.

I premi possono essere giustificati da diversi motivi, come per esempio l'incremento di produttività, qualità, efficienza, redditività o innovazione. In generale, si tratta di riconoscimenti assegnati a chi è particolarmente meritevole per l'azienda.

Sono nati nella seconda metà del secolo scorso per incentivare la produttività aziendale e si rivelano ancora oggi un ottimo strumento per raggiungere più facilmente e più efficacemente gli obiettivi di produzione e di fatturato stabiliti. Infatti, questi premi vengono attribuiti solamente ai dipendenti o ai reparti che ottengono i migliori risultati e che hanno le migliori prestazioni sul lavoro. Se una singola persona o un intero reparto contribuisce in maniera significativa al conseguimento degli obiettivi aziendali, riceve un premio di produzione.

Questi premi fungono appunto da incentivi per i dipendenti e sono un ottimo metodo per migliorare l'ambiente di lavoro: motivando le persone a essere più produttive, aumentano anche le prestazioni dell'azienda. Questo dato viene dimostrato anche tramite dati e statistiche, come i bilanci. I premi possono essere assegnati ai dipendenti una volta all'anno, in chiusura del bilancio aziendale, oppure dalle due alle quattro volte l'anno nel caso in cui siano relazionati con i bilanci intermedi.

Quali tipi di premio di produzione esistono?

Il dipendente può scegliere tra due diverse tipologie di premio di produzione:

  • ricevere un premio in busta paga, quindi in denaro, soggetto a tassazione agevolata al 10% per importi fino a 3.000 € (sempre che il reddito del lavoratore non superi gli 80.000 €);

  • convertire la somma che gli spetta in voucher da utilizzare per ottenere servizi di welfare aziendale, che in questo caso sono totalmente esenti dalle tasse fino a un importo massimo di 3.000 €.

Con i voucher, il dipendente può riscattare vari beni e servizi definiti dall'azienda, tra cui:

  • buoni spesa;

  • assistenza domiciliare per familiari anziani e disabili;

  • baby-sitter;

  • asilo nido;

  • borse di studio per i familiari;

  • servizi di trasporto;

  • acquisto di libri scolastici;

  • servizi di mensa;

  • servizi di assistenza sanitaria integrativa;

  • polizze di previdenza complementare;

  • investimenti in azioni.

Il datore di lavoro potrebbe anche decidere di somministrare il premio di produzione al dipendente sotto forma di partecipazione agli utili dell'azienda.

I tipi di premi di produzione

I premi di produzione possono essere di diversi tipi a seconda del soggetto a cui sono attribuiti: possono essere assegnati a un gruppo (come un intero reparto) o a lavoratori singoli in base a determinati risultati conseguiti. Ogni persona può ricevere un premio diverso a discrezione del datore di lavoro, quindi non deve per forza essere elargita la stessa somma a tutti i dipendenti.

Di base, esistono due tipologie diverse di premi di produzione: quelli che dipendono da criteri di giudizio oggettivi e i premi discrezionali, che vengono assegnati a prescindere da parametri specifici.

I compensi premiali hanno di norma natura retributiva quando si tratta di premi ricorrenti e abituali. Non sussiste tale forma quando il premio viene assegnato una tantum.

Stabilire la natura retributiva del premio è fondamentale per diverse ragioni, ad esempio, se il premio retributivo diventa parte stessa del compenso dei dipendenti, il datore di lavoro non può decidere di ridurlo o di revocarlo.

Tassazione del premio di produzione

Dal 2016 si applica la tassazione agevolata dei premi di produzione: se erogati secondo le modalità previste, non sono soggetti alle aliquote progressive IRPEF, bensì solamente a un'aliquota agevolata del 10%.

Questa agevolazione spetta ai lavoratori del settore privato che nell'anno d'imposta non abbiano superato gli 80.000  di redditi da lavoro dipendente.

L'importo massimo del premio di produzione assoggettabile alla tassazione agevolata è di 3.000 €, aumentato a 4.000 € se l'azienda ha coinvolto i dipendenti nell'organizzazione del lavoro, attraverso il confronto con i sindacati. Se un lavoratore o una lavoratrice percepisce più premi da diversi datori di lavoro, il limite stabilito resta lo stesso.

Se il dipendente decide di convertire il premio di produzione in servizi (elencati sopra), questo sarà totalmente esente da tassazione.

Soggetti ammessi alla detassazione del premio di produzione

Alcuni soggetti possono usufruire della detassazione dei premi di produzione. Tra questi vi sono, per esempio, tutti i dipendenti di aziende private, i dipendenti di lavoratori autonomi e i titolari di ditte o di studi privati.

I soggetti esclusi dalla detassazione del premio di produzione sono:

  • i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, anche se assunti con contratti di natura privata;

  • chi percepisce redditi assimilati a quelli di lavoro, derivanti da collaborazioni a progetto, coordinate e continuative;

  • i dipendenti che lavorano all'estero per più di 183 giorni all'anno.

In alcuni casi, esiste l'esonero dalla tassazione del bonus di produzione. Come incentivo al versamento dei propri contributi alla previdenza complementare, è previsto che il bonus di produzione sia totalmente detassato e che non contribuisca al raggiungimento del limite massimo di deduzione dal reddito. I suddetti versamenti sono deducibili dal reddito fino a 5.164,57 € all'anno, e in caso di versamento del premio di produzione il limite passa a 8.164,57 €.

Il bonus di produzione è esente da tassazione per enti e casse di assistenza. In questo caso, la soglia massima deducibile dal reddito è di 3.615,20 €, ma, in caso di versamento del premio di produzione, essa viene portata a 6.615,20 €.

Come funzionano i premi di produzione

Per usufruire dell'agevolazione della detassazione dei premi di produzione, le aziende devono depositare telematicamente i contratti di livello con tutti i riferimenti del datore di lavoro, il numero dei lavoratori interessati dai premi di produzione, i parametri prefissati e il contratto aziendale in uso.

Cause di esclusione dalla detassazione del premio di produzione

Se il lavoratore subordinato decide di sostituire totalmente o in parte il premio di produzione per ottenere alcuni benefit aziendali, decade l'agevolazione della detassazione dei premi di produzione. Si viene esclusi quindi dalla detassazione dei premi di produzione per:

  • uso dell'auto aziendale da parte del dipendente;

  • prestiti concessi dal datore di lavoro;

  • alloggio concesso al dipendente;

  • viaggi gratuiti per i dipendenti del settore ferroviario.

Quali aziende assegnano i premi di produzione?

Sono moltissime le aziende che assegnano premi di produzione ai propri dipendenti. Ogni azienda ha premi diversi, quindi è importante essere sempre chiari su quali siano i tipi di premi, i criteri, i requisiti e gli obiettivi da raggiungere per ottenerli.

Ora che sai cos'è un premio di produzione e cosa comporta in termini di benefit e tassazione, non ti resta che dimostrare ai tuoi datori di lavoro di meritarlo, dando il massimo e contribuendo al raggiungimento degli obiettivi aziendali.

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