Indennità di contingenza in busta paga: cos'è, come funziona, come si calcola

Di Team editoriale di Indeed

Pubblicato in data 2 novembre 2022

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Tra le varie voci della busta paga, compare anche l'indennità di contingenza. In questo articolo ti spiegheremo cos'è esattamente la contingenza in busta paga e come funziona.

Contingenza in busta paga: cos'è

I CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) stabiliscono l'importo minimo da erogare come paga base e tutte le ulteriori voci retributive per i lavoratori dipendenti. Tra queste, figura anche l'indennità di contingenza.

Si tratta di una voce retributiva che risale al sistema di adeguamento automatico dei salari relativo all'inflazione, noto come "scala mobile", che in Italia è rimasto in vigore fino all'anno 1992. Spesso, però, la contingenza in busta paga è ancora presente in molti CCNL.

Quali sono le componenti della retribuzione

Ogni lavoratore dipendente dovrebbe sapere identificare ogni voce presente in busta paga: per questo facciamo un passo indietro e vediamo quali sono tutte le componenti possibili di una retribuzione (per lavoratori e lavoratrici dipendenti).

In gran parte dei casi, la retribuzione include:

  • paga base;

  • indennità di contingenza;

  • terzo elemento (operai agricoli);

  • scatti di anzianità;

  • superminimo individuale;

  • indennità per mansioni specifiche.

La paga base rappresenta il cosiddetto minimo salariale, ossia l'importo minimo che deve essere corrisposto al lavoratore in base al livello di inquadramento. Il CCNL definisce la paga base spettante ai lavoratori nelle tabelle salariali.

In poche parole, si tratta dello stipendio minimo stabilito: al di sotto di esso qualsiasi altra retribuzione sarebbe illegale.

La paga base può essere soggetta a incrementi nel tempo in seguito, ad esempio, al rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro di riferimento.

Oggi però parleremo nello specifico dell'indennità di contingenza.

Leggi anche: Come leggere la busta paga

L'indennità di contingenza

L'indennità di contingenza, come già accennato, deriva dal sistema di adeguamento dei salari all'inflazione che in Italia è rimasto in vigore fino al 1992. Tale sistema prevedeva un adeguamento automatico dei salari al costo della vita ed era soggetto a un aggiornamento trimestrale. L'indennità di contingenza aveva quindi il compito di adeguare i salari dei lavoratori e di tutelarne il potere di acquisto (proteggendo anche l'economia stessa).

Questo meccanismo automatico, detto "scala mobile" venne interrotto dal Protocollo d'Intesa tra parti sociali e Governo il 31 luglio 1992. A partire da quella data il compito di tutelare il salario dei lavoratori, e il loro potere di acquisto, spetta alla contrattazione collettiva attraverso i rinnovi.

Nonostante la scala mobile non sia più in uso, in molti CCNL l'indennità di contingenza resta ancora presente tra le voci retributive.

Definizione e scopo

L'indennità di contingenza è una parte di reddito che serve ad adeguare la retribuzione dei lavoratori dipendenti alla variazione del costo della vita. La paga base, infatti, in alcuni casi potrebbe non essere sufficiente: per questo motivo venne introdotta questa voce dalla contrattazione collettiva nel dopoguerra.

Il costo della vita veniva calcolato su base periodica da una Commissione costituita presso l'ISTAT (Istituto Centrale di Statistica) con riferimento ai prezzi di alcuni beni di uso comune delle famiglie italiane (detto "paniere della spesa").

Veniva determinato l'indice del costo della vita su un periodo e le variazioni diventavano "punti di contingenza". L'importo veniva determinato e ricalcolato periodicamente.

Dal gennaio 1992, con il Protocollo d'Intesa stipulato tra le parti sociali contrapposte e il Governo, tale meccanismo di adeguamento è stato rimosso e da allora viene pagato solo l'importo dell'indennità di contingenza maturata sino a quella data.

Da quel momento la contingenza non è più aumentata né diminuita: in alcuni CCNL non esiste neanche più, o meglio, è stata direttamente sommata alla paga base. Per questo motivo spesso si parla di "ex contingenza".

In molti contratti collettivi la contingenza in busta paga è conglobata nel minimo contrattuale.

Come funziona la contingenza: i dettagli

La contingenza non è più stata aggiornata, per nessun CCNL, a partire dal 1992.

Ciò significa che è sempre la stessa: vari CCNL l'hanno quindi inglobata direttamente alla paga base e pertanto questa voce non compare più in busta paga.

Questo, però, non significa che gli stipendi non vengono più adeguati al costo della vita. I CCNL vengono rinnovati periodicamente, grazie ai sindacati che adeguano gli stipendi minimi.

Come si calcola l'indennità di contingenza?

La contingenza in busta paga è considerata una voce fissa come la paga base. Questa viene determinata dalla contrattazione collettiva e l'importo varia a seconda del settore economico di appartenenza e alla qualifica del lavoratore stabilita nel contratto.

La funzione di proteggere il potere di acquisto della retribuzione del lavoratore è svolta oggi dalla contrattazione collettiva. Ecco perché, pur con il congelamento dell'indennità di contingenza, il potere di acquisto delle famiglie viene tutelato e gli stipendi adeguati al costo della vita.

Leggi anche:

  • Bonus per disoccupati: una panoramica

  • Calcolo NASPI: come viene calcolata l'indennità di disoccupazione

Gli altri elementi della busta paga

Poiché li abbiamo citati, passiamo velocemente in rassegna anche gli altri elementi di una busta paga.

Il terzo elemento

Il terzo elemento è uno degli elementi della retribuzione degli operai agricoli a tempo determinato.

Questo elemento include diversi valori riconosciuti agli operai a tempo indeterminato, calcolati su 312 giorni lavorativi.

Il terzo elemento consiste in una maggiorazione retributiva che comprende le voci di retribuzione diretta e indiretta che non vengono corrisposte a causa della discontinuità del rapporto di lavoro.

Il superminimo individuale

Il superminimo individuale è una prestazione retributiva versata al lavoratore o alla lavoratrice. Deriva da un accordo tra le parti per la corresponsione al dipendente di un trattamento retributivo superiore al minimo salariale previsto dal contratto.

Si tratta di una voce retributiva che viene riconosciuta in base alle caratteristiche personali del dipendente e che infatti viene detta anche ad personam.

Gli scatti di anzianità

Gli scatti di anzianità servono a premiare i dipendenti particolarmente fedeli al datore di lavoro e che maturano una certa anzianità di servizio in azienda.

I CCNL prevedono le modalità di maturazione degli scatti di anzianità della categoria e stabiliscono ogni quanti anni di anzianità di servizio si matura il diritto allo scatto, oltre all'ammontare dello scatto stesso.

Le indennità per mansioni specifiche

Le indennità per mansioni specifiche sono delle componenti retributive che vengono riconosciute ai lavoratori che svolgono determinate mansioni.

Questa indennità serve a compensare il lavoratore per un particolare disagio derivante da alcune modalità di svolgimento della prestazione di lavoro, come turni di notte, lavori particolarmente impegnativi, ecc.

Il calcolo finale della busta paga

Sommando tutte queste voci si ottiene lo stipendio lordo, a cui occorre sottrarre:

  • IRPEF;

  • addizionali regionali e comunali IRPEF;

  • contributi INPS.

In questo modo si arriva allo stipendio netto in busta paga.

Leggi anche:

  • Come calcolare lo stipendio: RAL e stipendio netto

  • Che differenza c'è tra salario e stipendio?

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In questo articolo ti abbiamo fornito informazioni sulla contingenza in busta paga e gli altri elementi che compongono lo stipendio.

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