Cos'è il lavoro a cottimo (pagamento a cottimo)

Di Team editoriale di Indeed

9 maggio 2022

Cosa significa lavoro a cottimo o con pagamento a cottimo? A chi spetta e in quali condizioni? In questo articolo spiegheremo cos'è la retribuzione a cottimo e per che tipi di lavoro può essere corrisposta. Iniziamo dalle basi.

Pagamento a cottimo, pagamento a tempo e altre tipologie di retribuzione

Prima di tutto, è importante ricordare che esistono diverse tipologie di retribuzione. Ecco le principali:

  • a tempo: tutti conosciamo questa forma di retribuzione, che si basa sulla durata della prestazione lavorativa (ad esempio, 10€ all'ora)

  • provvigioni: il lavoratore può essere pagato, interamente o parzialmente con provvigioni, ossia una commissione sull'affare concluso (ad esempio una vendita o un contratto andato a buon fine)

  • partecipazione agli utili: il datore di lavoro si impegna a distribuire, in aggiunta al pagamento del salario, una parte degli utili netti, senza partecipazione alle perdite

  • cottimo: si viene pagati sulla base della quantità di lavoro prodotto e non del tempo, ad esempio obiettivi raggiunti o risultati.

Le due modalità più diffuse sono la retribuzione a tempo e quella a cottimo. Se quella a tempo è conosciuta da tutti, il pagamento a cottimo è indubbiamente meno noto. Vediamo di seguito esattamente di cosa si tratta e come funziona.

Il pagamento a cottimo: cos'è esattamente?

La retribuzione a cottimo è prevista per legge (art. 2099 c.c) per le attività in cui i lavoratori sono obbligati a mantenere un determinato ritmo di produzione, per i lavoratori a domicilio e in altri casi specifici.

Il cottimo può essere di due tipi:

  • individuale: si considera il rendimento di un singolo lavoratore

  • collettivo: si considera il rendimento di un gruppo di lavoratori

Per rientrare nei termini stabiliti dall'art. 36 della Costituzione, il pagamento non può essere esclusivamente a cottimo: per questo si parla di "cottimo parziale".

Oltre al cottimo, infatti, spettano ai lavoratori:

  • una retribuzione minima di base

  • una retribuzione a cottimo garantito, ossia una percentuale della paga base, a condizione che sia stato raggiunto il livello minimo di produzione stabilito. Tale retribuzione spetta anche se tale minimo non è stato raggiunto per cause non dipendenti dalla volontà e capacità del lavoratore

  • un utile effettivo di cottimo: un ulteriore compenso crescente in modo progressivo quando il lavoratore supera il livello minimo di produzione pattuito.

Il pagamento a cottimo può essere:

  • a pezzo: la determinazione della retribuzione avviene moltiplicando il compenso pattuito per il numero di unità prodotte in un dato periodo

  • a tempo: viene considerato il tempo risparmiato nello svolgimento della prestazione lavorativa rispetto alla tempistica standard.

Il minimo di cottimo è stabilito dalla contrattazione collettiva, che ne regola anche le modalità di calcolo.

Il datore di lavoro è obbligato a comunicare ai lavoratori pagati a cottimo:

  1. i dati riguardanti la tariffa di cottimo, le lavorazioni e il relativo compenso

  2. i dati relativi alla quantità di lavoro da eseguire e al tempo impiegato.

Cosa sono il cottimo pieno e il cottimo misto?

Come detto poco sopra, i lavoratori non possono essere pagati esclusivamente a cottimo.

Solo nel caso del lavoro a domicilio o del lavoro autonomo esiste il cottimo pieno, cioè il pagamento a cottimo rappresenta la totalità della retribuzione del lavoratore.

Il cottimo non è mai previsto per l'apprendistato, come da D.Lgs. 276/2003 artt. 48 co. 3 lett. b) e 49 co. 3 lett. b). Perché? Semplicemente per evitare che l'apprendista intensifichi il lavoro per avere una maggiore retribuzione, in un momento in cui invece la priorità è apprendere una professione.

Quali sono le tariffe per il pagamento a cottimo?

Il pagamento a cottimo viene retribuito diversamente a seconda dell'unità di misura utilizzata per stimare il rendimento.

Le singole disposizioni dei contratti collettivi nazionali di lavoro, i cosiddetti CCNL, si occupano di gestire il pagamento a cottimo.

A seconda del settore di appartenenza del lavoratore, si dovrà fare fede quindi al CCNL di riferimento.

Tra le tipologie di cottimo abbiamo:

  • cottimo a forfait: il compenso del lavoratore è commisurato all'opera finita

  • cottimo a tariffa: il salario è determinato in base alla quantità di lavoro eseguito nell'unità di tempo assegnata (ad esempio in un'ora)

  • cottimo a tempo: per definire il salario viene considerato il tempo risparmiato rispetto al tempo standard.

Le tariffe sono fissate nell'ambito della contrattazione collettiva, che fissa anche la percentuale del minimo di paga base che l'azienda è tenuta a corrispondere in conseguenza del maggior rendimento del lavoratore.

La contrattazione collettiva stabilisce inoltre i tempi e le modalità, così da poter verificare le tariffe e i rendimenti in un determinato periodo di tempo.

Secondo l'art. 2101 co. 2, si possono effettuare modifiche alle modalità di pagamento a cottimo in caso di mutamenti nelle condizioni di esecuzione del lavoro.

Inoltre, il lavoratore a cottimo ottiene il pagamento solo una volta terminato il lavoro in questione.

Quali lavori vengono retribuiti con pagamento a cottimo?

Ci sono vari lavori che offrono un pagamento a cottimo. Si tratta soprattutto di settori in cui i risultati sono facilmente misurabili. Ad esempio molti lavoratori agricoli, soprattutto stagionali, vengono pagati secondo questa modalità. Basti pensare alla raccolta di frutta o verdura. Prendiamo come esempio un agricoltore che paga a cottimo i propri lavoratori per la raccolta delle mele. Invece di pagarli all'ora, li pagherà in base ai chili raccolti. Così, se un chilo viene pagato 5€, a fine giornata si moltiplicheranno i chili raccolti per 5€.

Altri lavoratori pagati a cottimo possono essere gli artigiani (di qualsiasi tipo, dai liutai, ai fabbri, ai muratori, agli imbianchini e così via), i freelance (scrittori, traduttori, editor, informatici, web designer, ecc), i call center, i camionisti, i venditori e molti altri.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi del lavoro a cottimo?

Tutto è sempre relativo. Se sei una persona che ama prendersi il proprio tempo, anche al lavoro, il pagamento a cottimo potrebbe non essere la scelta giusta per te, e forse sarebbe meglio orientarsi verso un lavoro retribuito a tempo.

Per le persone che sono molto motivate, proattive e che restano concentrate dall'inizio alla fine della giornata lavorativa, il pagamento a cottimo potrebbe rivelarsi la scelta ideale.

Riprendiamo l'esempio del lavoratore o della lavoratrice del settore agricolo assunti stagionalmente per la raccolta delle mele. Se si ha un buon ritmo di lavoro e si conoscono già bene le mansioni e i trucchi del mestiere per aumentare il rendimento, la retribuzione a cottimo potrebbe risultare molto remunerativa; in caso contrario, invece, lo stipendio rischia di non essere adeguato.

Molto dipende anche da come ti approcci al lavoro: sei una persona autonoma oppure preferisci che i tuoi incarichi siano regolarmente monitorati da un superiore? Riesci a organizzare il tuo lavoro in modo efficace attraverso un piano d'azione ben definito?

La convenienza del pagamento a cottimo, quindi, dipende dai singoli casi e da diversi fattori, come esperienza e familiarità col tipo di lavoro, velocità di esecuzione e livello di motivazione nell'approccio al lavoro.

Come trovare un lavoro con pagamento a cottimo?

Ora che sai esattamente di cosa si tratta e come funziona, se pensi che il pagamento a cottimo faccia al caso tuo, potrebbe essere il momento per trovare un lavoro che offra questo tipo di retribuzione.

Abbiamo parlato dei settori in cui questo metodo di retribuzione è più diffuso, ma ciò non significa che non ci siano anche altre professioni che offrono il pagamento a cottimo. Ecco perché ti consigliamo di metterti subito alla ricerca di un lavoro in linea con le tue aspettative e che ti permetta di raggiungere i tuoi obiettivi.

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