Quando arriva la tredicesima e a chi spetta?

Di Team editoriale di Indeed

Pubblicato in data 19 novembre 2022

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Chi si affaccia al mondo del lavoro per la prima volta potrebbe non avere ancora chiari alcuni aspetti relativi ai pagamenti e ai bonus che si percepiscono, per questo noi di Indeed cerchiamo sempre di fornirti le guide più complete riguardanti vari aspetti della vita lavorativa. In questo articolo chiariremo "quando arriva la tredicesima" e altre questioni a essa collegate. Continua la lettura per saperne di più!

Tredicesima: di cosa si tratta e come si calcola in breve

Partiamo fornendo una definizione del termine tredicesima: si tratta di una retribuzione aggiuntiva che funziona come una sorta di tredicesimo stipendio dell'anno. Vediamo brevemente la sua genesi e come è regolata.

In origine la tredicesima era conosciuta come una sorta di gratifica natalizia liberamente e arbitrariamente data dai datori di lavoro ai propri dipendenti; non esisteva, dunque, alcun vincolo legale.

Con l'articolo 13 del Contratto collettivo nazionale di lavoro del 5 agosto del 1937, però, viene introdotto l'obbligo per i datori di lavoro di corrispondere una tredicesima mensilità all'anno per tutti gli impiegati nel settore industriale, obbligo esteso successivamente agli operai con il nome di gratifica natalizia, grazie all'Accordo Interconfederale per l'Industria datato 27 ottobre 1946.

Solamente più tardi, grazie al Decreto del Presidente della Repubblica n. 1070 del 28 luglio 1960, la tredicesima viene estesa a varie categorie di lavoratori e introdotta a regime nell'ordinamento italiano.

Si tratta, quindi, di un extra monetario che viene corrisposto per legge, al contrario dell'altrettanto famosa quattordicesima, che non sempre è regolata da contratti o dai CCNL.

Leggi anche: Come si calcola la tredicesima mensilità e quando viene pagata

Quando e come viene erogata la tredicesima? Differenze tra settore pubblico e privato

Non esiste una legge che indica un vero e proprio giorno in cui la somma aggiuntiva viene erogata a tutti: in base al beneficiario, la data di emissione cambia.
Ad esempio, l'INPS eroga la tredicesima dei pensionati dal 25 novembre se l'accredito è fatto in circuiti Posta (i pagamenti vengono scaglionati su più giorni in ordine alfabetico), e dal 1° dicembre per chi, invece, fa riferimento alla banca.

Per quanto riguarda i lavoratori, c'è differenza tra dipendenti pubblici e privati:

  • I privati vedranno corrisposta la tredicesima in base al proprio contratto collettivo: ogni settore ha scadenze diverse, ad esempio, nel 2021, il CCNL Metalmeccanica prevedeva l'erogazione il giorno della Vigilia di Natale, mentre il CCNL per il settore Pulizia esigeva il pagamento entro il 20 dicembre.

  • I dipendenti pubblici, invece, vedono erogata la propria tredicesima in concomitanza dell'ultimo stipendio dell'anno e la data del pagamento è fissata e regolata dall'allegato n.1 del decreto legge 350 del 25 settembre 2001, che fissa l'emissione della tredicesima alla prima metà del mese, settimane in cui viene anche dato il cedolino NoiPA contenente lo stipendio del mese. Ogni campo pubblico ha la sua data di scadenza, ad esempio:

  1. Gli insegnanti delle scuole dell'infanzia ed elementari riceveranno la tredicesima il 14 dicembre.

  2. Tutto il personale amministrato dalle direzioni provinciali del Tesoro che ha un ruolo di spesa fissa vedrà erogata la tredicesima il 15 dicembre.

  3. Il restante personale statale, inclusi gli insegnanti supplenti temporanei, potrà usufruire della propria tredicesima a partire dal 16 dicembre.

L'erogazione della tredicesima deve essere, per legge, tracciabile, di conseguenza i datori di lavoro devono avvalersi di strumenti tracciabili per effettuare il pagamento, esattamente come accade per lo stipendio mensile. Se hai lavorato per un anno intero presso lo stesso datore di lavoro, non ti allarmare se la tredicesima non corrisponderà esattamente a un mese di stipendio. L'extra, infatti, viene sottoposto a tassazione differente: vengono applicati sia i contributi previdenziali INPS che le trattenute fiscali con le aliquote contributive IRPEF, senza le detrazioni che sono previste per lo stipendio. Perciò, se percepisci uno stipendio di 1.000 €, la tredicesima sarà pari a circa 900 €.

Fino al 31 dicembre 2022, grazie al Decreto legge n.115 del 9 agosto 2022 conosciuto anche come "Aiuti-bis", l'esonero sulla quota dei contributi previdenziali per vecchiaia, invalidità e familiari a carico del lavoratore è incrementato dell'1,2% (articolo 20) a favore di tutti i lavoratori dipendenti con redditi fino a un massimo di 35.000 €.

Un modo alternativo per farsi erogare la tredicesima è quello di far versare mensilmente una parte sullo stipendio e dilazionare quindi l'intera somma sull'arco di un anno. Questa soluzione deve essere accordata privatamente tra datore di lavoro e dipendente.

Come si calcola?

La tredicesima si calcola con una formula semplice: bisogna prendere in considerazione:

  • lo stipendio lordo mensile

  • il numero di mesi effettivamente lavorati

Una volta conosciuti questi due dati si moltiplicano tra loro e poi si divide il tutto per 12.

Quindi: stipendio lordo mensile x numero mesi lavorati / 12

Esempio: 1.500 (stipendio lordo mensile) x 8 (mesi di lavoro effettivo) = 12.000 / 12 = 1.000 €

Bisogna tenere conto che nel calcolo dello stipendio lordo non rientrano:

  • i contributi previdenziali e fiscali

  • gli straordinari

  • i premi

  • i bonus

  • il lavoro notturno

  • il lavoro festivo

  • l'indennità per ferie non godute

  • i rimborsi spese mensili

Leggi anche: A quanto ammonta la maggiorazione per il lavoro notturno?

A chi spetta la tredicesima

La tredicesima viene erogata a lavoratori dipendenti, sia pubblici (come insegnanti, dipendenti comunali, regionali, servizi sanitari, ecc.) che privati (dipendenti nel settore del turismo, del commercio, metalmeccanici, ecc.) senza distinzione di contratto, ai pensionati con pensione minima e anche a coloro che ricevono la pensione di reversibilità (in quest'ultimo caso, però, se il pensionato è ancora attivo lavorativamente e percepisce già una tredicesima, non avrà diritto ad un'ulteriore gratifica), apprendisti e ai lavoratori domestici, come ad esempio badanti, baby sitter e colf.

La gratifica matura anche in caso di assenza per:

  • malattia

  • infortunio sul lavoro

  • maternità

In questi casi, siccome si tratta di assenze retribuite, non sarà applicata alcuna decurtazione, esattamente come non è applicato alcun taglio in caso di festività nazionali e infrasettimanali. Solamente nel caso in cui la maternità fosse di tipo facoltativo, la tredicesima non viene corrisposta, dal momento che si tratta di un periodo non convertibile in lavoro effettivo.

Ci sono anche alcune persone che non ne hanno diritto, come ad esempio:

  • lavoratori straordinari discontinui;

  • disoccupati che ricevono l'indennità di disoccupazione NAPSI (la disoccupazione non è una retribuzione, si tratta solamente di un sostegno erogato dall'INPS e non matura mensilità aggiuntive);

  • lavoratori in cassa integrazione sia ordinaria che straordinaria;

  • lavoratori con Partita IVA;

  • liberi professionisti;

  • tirocinanti e stagisti;

  • lavoratori che percepiscono l'indennità di mobilità (l'INPS nel calcolo di questa indennità prende come riferimento il tuo stipendio già comprensivo della parte destinata alla tredicesima).

Ora che ti abbiamo spiegato in dettaglio che cosa è la tredicesima, quando viene erogata e a chi aspetta, puoi calcolare la tua ed eventualmente chiedere ulteriori chiarimenti o modifiche al tuo datore di lavoro. Buona fortuna!

Si prega di notare che nessuna delle aziende, istituzioni o organizzazioni menzionate in questo articolo è associata a Indeed.

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