Quanto guadagna un doppiatore

Di Team editoriale di Indeed

Aggiornato in data 17 gennaio 2023

Pubblicato in data 11 novembre 2021

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Un tempo era un lavoretto di ripiego svolto dagli attori per arrotondare lo stipendio; oggi, invece, fare il doppiatore è un ruolo professionale di primo piano. Se ti appassiona questo settore, ti stai forse chiedendo come intraprendere questa carriera, e probabilmente ti interesserà anche un altro dettaglio non indifferente: quanto guadagna un doppiatore?

In questo articolo, proviamo a definire quanto è pagato un doppiatore e vediamo come farsi un'idea verosimile del compenso giornaliero di questa categoria professionale. Sogni di prestare la voce a divi di Hollywood e cartoni animati? Ti spieghiamo anche come intraprendere questa carriera.

Come capire quanto guadagna un doppiatore

La prima cosa da sapere sulla professione del doppiatore è che nella stragrande maggioranza dei casi viene svolta come lavoro autonomo. Quindi, se vuoi diventare doppiatore devi familiarizzare anche con l'idea di gestire la tua vita professionale da libero professionista, con tutti i pro e i contro: più lavori, più guadagni, ma dovrai scordarti la tredicesima e le ferie pagate.
Le linee guida per tutelare i diritti, indicare l'organizzazione e stabilire i riferimenti per la remunerazione dei doppiatori sono impartite dal CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di settore del 2008 e Accordo Ponte del 2017): un accordo stipulato tra i rappresentanti sindacali della categoria dei lavoratori e le associazioni delle imprese, in particolare l'ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Digitali).
In sostanza, il CCNL stabilisce alcune regole basilari per il funzionamento dello studio di doppiaggio e indica su quali parametri conteggiare i compensi dei lavoratori che vi operano.

Come è organizzato il lavoro in uno studio di doppiaggio

Il luogo di lavoro dei professionisti dell'edizione italiana di prodotti televisivi e cinematografici è lo studio di doppiaggio. Il funzionamento dello studio è regolato dai citati accordi nazionali. Sarà utile capirci qualcosa, visto che contribuisce a definire il compenso di ciascun doppiatore.

  1. Il direttore del doppiaggio e l'assistente del doppiaggio preparano il piano di lavorazione, ovvero l'organizzazione del progetto per giornate, turni, e righe assegnate a ciascun personaggio.

  2. Le giornate lavorative sono strutturate in tre turni di lavoro di tre ore ciascuno.

  3. Ciascun doppiatore riceve una convocazione, che precisa quando e in quali turni è richiesta la sua presenza in sala di doppiaggio.

  4. In funzione del suo ruolo nel progetto, il doppiatore può lavorare per uno o più turni al giorno.

I parametri per il calcolo del compenso del doppiatore

Il CCNL e l'Accordo Ponte indicano gli elementi in base ai quali stabilire il compenso di un doppiatore per ogni prestazione.

1. Il gettone di presenza

Per ogni convocazione, al doppiatore è corrisposto innanzitutto un compenso lordo di presenza, che equivale a 72,71 € a turno di tre ore. Il doppiatore riceve dunque un gettone di presenza per ogni turno, a prescindere dal lavoro che va a svolgere.
Il lavoro vero e proprio, invece, è remunerato in base a righe e frazioni di riga, secondo le fasce di produttività.

2. Le tariffe per prodotto

Il doppiatore può prestare la voce per prodotti molto vari. Prova a pensare, per esempio, al brusio in una scena che si svolge in un luogo molto frequentato: si tratta di frasi indistinte che restano come sottofondo e non richiedono sincrono del labiale. La qualità richiesta e l'impegno del doppiatore sono ben diversi quando si tratta di doppiare le battute pronunciate dai personaggi di un film.
In ragione di queste differenze nella prestazione, il doppiatore è retribuito con tariffe diverse a seconda del prodotto su cui lavora:

  • Film, miniserie, sceneggiati o trailer: 2,31 € a riga

  • Serie tv e telefilm: 1,99 € a riga

  • Cartoni animati, soap-opera, documentari voice-over: 1, 54 € a riga

  • Per il brusio di sottofondo: solo il gettone di convocazione.

Quindi, nella fattura del doppiatore, il compenso della prestazione "a riga" va a sommarsi al fisso del gettone di convocazione al turno di lavoro.
Tieni sempre presente che si tratta di tariffe lorde.

3. Il numero di righe

Abbiamo dunque chiarito che l'unità di base su cui conteggiare il compenso del doppiatore è la riga, ma è bene specificare di che si tratta. La riga è definita come una porzione del testo del copione composta da 50 battute dattiloscritte, compresi gli spazi, la punteggiatura e le indicazioni tecniche.
Il Contratto Collettivo indica un numero massimo di righe doppiate per turno a seconda della tipologia di prodotto. Così, per doppiare un film, uno studio di registrazione dovrà attenersi a 140 righe per ciascun turno, mentre per le soap-opera il numero medio di righe a turno deve aggirarsi intorno alle 225.
L'assistente al doppiaggio ne dovrà tenere conto al momento della stesura del piano di lavorazione.

4. Gli straordinari

Di norma, il lavoro dello studio di doppiaggio si svolge su tre turni giornalieri, ma casi eccezionali è possibile che vengano programmate sessioni straordinarie di lavoro. Vanno in tal caso computate delle maggiorazioni nel compenso del doppiatore:

  • 30% in più per il lavoro serale o notturno

  • 50% in più per i turni nella giornata di sabato

  • 100% in più per i turni nella giornata di domenica.

Esempi di compenso per un turno di doppiaggio

Come avrai capito, i fattori per stabilire il compenso di un doppiatore sono leggermente articolati.
Proviamo a fare un calcolo a titolo di esempio.

Esempio 1. Sei un doppiatore che deve prestare la voce al personaggio di un film per il cinema. Ricevi una convocazione per un turno di lavoro, durante il quale devi doppiare 50 righe di copione. Il calcolo per contare il tuo compenso per quella giornata è il seguente:
72,71 € per la convocazione + (50 righe × 2,31 € di tariffa fissa per la fascia film) = 188,21 €.

Esempio 2. Per una produzione televisiva, ti è stato assegnato un personaggio da doppiare in una soap-opera. Hai ricevuto la convocazione per tre turni in una giornata di lavoro, e per ciascun turno dovrai effettuare 30 righe di doppiaggio. Il tuo compenso sarà calcolato in questo modo:
3 turni (72,71 € per la convocazione + (30 righe × 1,54 € di tariffa fissa per la fascia soap-opera)) = 356,73 €.

I due esempi ti aiutano a visualizzare l'ammontare indicativo che potresti ricavare in un giorno di lavoro come doppiatore. Ma attenzione: il carico di lavoro può essere discontinuo, la tua voce può essere particolarmente richiesta in certi periodi e finire fuori moda in altri. Puoi avere la fortuna di doppiare un personaggio centrale di una serie tv prodotta in dieci stagioni, oppure tante piccole particine di personaggi secondari qua e là.

Inoltre, le tariffe indicate dal CCNL restano indicative. Esistono doppiatori più quotati che possono negoziare delle tariffe più elevate, o si affidano ad agenti in grado di procurare loro ingaggi con condizioni più vantaggiose.

Come lavorare come doppiatore

Se ti incuriosisce questa professione, devi sapere che il doppiaggio costituisce una specializzazione del lavoro di attore o attrice. Per lavorare come doppiatore devi quindi innanzitutto avere una formazione attoriale in alcune tecniche fondamentali, come:

  • Dizione, per pronunciare correttamente le parole e frasi italiane

  • Fonetica, per imparare a padroneggiare e gestire bene la tua voce

  • Recitazione, per essere in grado di restituire in italiano ciò che l'attore doppiato o il cartone animato esprime nella versione originale.

La formazione per diventare doppiatore

Non è necessario un titolo di studio né una formazione specifica per lavorare come doppiatori.
Tuttavia, una laurea in scienze dello spettacolo può permetterti di capire come funziona il settore, e le scuole di recitazione ti forniscono le competenze di base per iniziare a gestire l'espressività, l'intonazione, la pronuncia, la respirazione e molti altri aspetti del lavoro degli attori e dei doppiatori. Esistono anche le scuole di doppiaggio, espressamente propedeutiche all'esercizio della professione.

Imparare a doppiare

I corsi di recitazione e doppiaggio ti forniscono alcune competenze di base, ma il lavoro vero si impara sul campo. Un buon modo per integrare gli aspetti più tecnici del mestiere è iniziare a frequentare le sale di doppiaggio: sarà molto formativo osservare i professionisti al leggio e il loro approccio al copione mentre il video scorre.
Per fare ciò, puoi provare a contattare gli studi di doppiaggio e chiedere di poter accedere agli studi durante le sessioni. Non tutti ti spalancheranno le porte, ma è fondamentale non demordere e cercare di seguire il lavoro di direttori del doppiaggio diversi.
Col tempo, potrai fare dei provini e proporti per i ruoli minori, magari di brusio o scene di gruppo. Inizierai a percepire un compenso in cambio di prestazioni vocali, e man mano che acquisirai esperienza dai ruoli più marginali, ti verranno affidati incarichi più importanti.

Aspiranti doppiatori e doppiatrici: 5 consigli pratici

Se vuoi iniziare la tua carriera nel doppiaggio, abbiamo dei consigli per te.

  1. Trasferirsi a Roma o a Milano costituisce un passaggio obbligato. Per fare carriera nel mondo dello spettacolo le due città sono the place to be.

  2. Frequenta più che puoi le sale di doppiaggio per assistere alle sessioni di lavoro. È fondamentale, non trascurare questo passaggio.

  3. Prendi in considerazione l'idea di utilizzare i social media come spazio per esercitarti, liberare la tua creatività e costruire una community che ti sostenga.

  4. Avere una buona dizione e saper recitare sono le basi. Per darti più chances, dovrai imparare a fare i caratteri, le vocine, le imitazioni e idealmente anche a cantare.

  5. Comincia a studiare prima possibile. Essendo un settore molto meritocratico, se hai questa vocazione devi usare tutto il tempo che hai per sviluppare il tuo talento con studio, esercizio e perseveranza.

Le retribuzioni indicate riflettono i dati riportati sui siti citati nel momento in cui questo articolo è stato redatto. Le cifre possono variare in base all'azienda, alla zona, all'esperienza e alla formazione dei candidati.

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