Quanto guadagna un magistrato in Italia?

Di Team editoriale di Indeed

Aggiornato in data 1 settembre 2022 | Pubblicato in data 18 novembre 2021

Aggiornato in data 1 settembre 2022

Pubblicato in data 18 novembre 2021

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Molti studenti di giurisprudenza sognano un giorno di ottenere una posizione lavorativa nella magistratura. Il percorso per diventare un magistrato è arduo e, oltre a un'ottima preparazione, occorrono tenacia e perseveranza, ma una volta approdati a questa posizione ci si trova davanti a ottime possibilità di carriera e di guadagno. Ma quanto guadagna un magistrato?

In questa guida parleremo non solo degli stipendi medi dei magistrati in Italia, ma approfondiremo anche le possibilità di carriera che si spalancano a chi supera il concorso in base all'ambito in cui desidera specializzarsi. Accenneremo infine al percorso formativo da seguire per svolgere questa professione e alle modalità di accesso al mondo della magistratura.

Quanto può guadagnare un magistrato?

Il processo per accedere alla professione di magistrato, nelle sue varie articolazioni, è molto complesso. Una volta superato il concorso, completato il tirocinio retribuito ed entrati in servizio, tuttavia, i magistrati iniziano a guadagnare cifre già importanti fin dal primo incarico.

In media, lo stipendio lordo di un magistrato in Italia è pari a circa 138.000 euro all'anno.

Questa cifra può variare in funzione dell'anzianità di servizio: un magistrato al culmine della carriera, ormai prossimo al pensionamento, solitamente guadagna cifre più elevate rispetto a un magistrato ordinario, e quest'ultimo a sua volta guadagna di più rispetto a un magistrato ordinario in tirocinio, ovvero una persona che ha da poco superato il concorso e sta appunto svolgendo il relativo tirocinio.

Anche l'ambito scelto (civile, penale, amministrativo e così via) influisce molto sulla retribuzione. I giudici amministrativi, come quelli che lavorano presso i TAR (Tribunali Amministrativi Regionali) hanno in genere stipendi più elevati rispetto ai giudici ordinari.

La cifra varia anche a seconda del tipo di giurisdizione a cui si appartiene: i giudici al servizio dei gradi di giurisdizione più elevati, come la Corte d'Appello o la Corte di Cassazione, ricevono generalmente stipendi più elevati rispetto a un magistrato ordinario (a fronte però di una vasta esperienza e di diversi anni di carriera alle spalle per poter ottenere il ruolo).

Infine, si parla di cifre ancora più importanti nel caso dei giudici della Corte Costituzionale, ovvero il più importante organo italiano di garanzia costituzionale.

Stipendi e lavoro nella magistratura

Anche pensando a un magistrato ordinario, gli stipendi dei magistrati rimangono tra i più elevati nella Pubblica Amministrazione. Lo stipendio annuo di un magistrato è composto dalla somma di voci diverse: allo stipendio base si aggiunge infatti "l'indennità integrativa speciale", a cui si aggiunge inoltre la cosiddetta Ria, o retribuzione individuale di anzianità, nonché la tredicesima e altre indennità (come le indennità di trasferta per i magistrati che lavorano fuori sede).

Il perché di queste cifre più elevate risiede nel ruolo e nelle caratteristiche della magistratura. Questo ordine (autonomo e indipendente ai sensi dell'Art. 104 della Costituzione italiana) ha infatti il compito di amministrare la giustizia in modo efficace e sereno, e ciò passa anche da un trattamento professionale dignitoso, sia per quanto riguarda le condizioni lavorative, che per la retribuzione. Queste condizioni vantaggiose consentono di preservare gli elevati standard qualitativi di questa istituzione, nonché la sua dignità e il suo prestigio. Questo criterio viene seguito non solo in Italia, ma è sancito anche dalle legislazioni di altri Paesi europei e a livello internazionale.

A livello di numero di impiegati e posti disponibili, la magistratura è uno dei pochi settori della Pubblica Amministrazione che negli ultimi anni ha visto un lieve incremento nel numero di impiegati.

Contestualmente si sta inoltre assistendo a un graduale ricambio generazionale: man mano che i giudici con più anzianità raggiungono l'età pensionabile, vengono sostituiti con magistrati più giovani che hanno da poco superato il concorso, sebbene l'età media dei giudici italiani rimanga attualmente piuttosto elevata.

Il ricambio a cui si assiste non è solo generazionale, ma anche di genere: nonostante le donne siano ammesse ai pubblici uffici fin dalla legge n. 66 del 9 febbraio 1963, negli scorsi decenni lo squilibrio tra uomini e donne nella magistratura era molto elevato a sfavore di queste ultime. Tuttavia, negli ultimi anni il numero di donne che superano il concorso e accedono a questa professione è in netta crescita e ciò si riflette nella composizione dei magistrati ordinari. Sono ancora poche le donne che rivestono incarichi semidirettivi e direttivi, ma la situazione potrebbe riequilibrarsi nel corso dei prossimi anni.

Che cosa fanno i magistrati?

Vediamo ora nel dettaglio di che cosa si occupano i magistrati italiani a fronte di stipendi in genere più alti della media nazionale.

I magistrati sono funzionari pubblici che esercitano i poteri giudiziari nel rispetto delle leggi dello Stato. Appartengono alla magistratura, un ordine autonomo e indipendente governato dal Consiglio Superiore della Magistratura, che è presieduto dal Presidente della Repubblica.

A seconda del ruolo, i magistrati si occupano di processi amministrativi, civili, pecuniari o penali. Nel dettaglio, in base a ciò di cui si occupano, è possibile suddividere i magistrati nelle seguenti categorie:

  • Magistrati ordinari: operano in ambito civile e penale

  • Magistrati contabili: si occupano di controversie in ambito di tasse e imposte

  • Magistrati amministrativi: si occupano di controversie che coinvolgono la Pubblica Amministrazione

  • Magistrati militari: si occupano dei reati commessi dai membri delle forze armate

Le attività dei magistrati si suddividono in due macrocategorie: giudicanti e requirenti. Questa suddivisione garantisce l'imparzialità del giudizio. Nel dettaglio, ecco ciò che significano tali categorie:

  • Giudicanti: attività in cui il magistrato giudica controversie e processi, sia nel settore civile, sia in quello penale. In questo caso i magistrati prendono più propriamente il nome di giudici.

  • Requirenti: attività limitate al settore penale in cui il magistrato si occupa di condurre le indagini, formulando e sostenendo le accuse. È il caso dei pubblici ministeri.

La differenza tra giudici e magistrati

La differenza tra magistrati e giudici, che abbiamo citato al paragrafo precedente, non è sempre chiara. I giudici sono in effetti dei magistrati, ma non tutti i magistrati sono giudici. Vediamo nel dettaglio la differenza.

I giudici sono magistrati che si occupano di pronunciare le sentenze di condanna e assoluzione; fanno parte della magistratura giudicante e sono considerati organi super partes.

Esistono però altre tipologie di magistrati: tra questi troviamo la magistratura requirente, ovvero i pubblici ministeri (che conducono le indagini, ma non emettono alcun giudizio in merito), oltre ai magistrati che svolgono una funzione amministrativa.

Il percorso per diventare magistrato in Italia

Il percorso per diventare magistrato è estremamente lungo e complesso. Il primo passo è sempre il conseguimento della laurea in giurisprudenza, che dura 5 anni e che consente di acquisire le competenze specialistiche di base.

In seguito è possibile seguire diversi percorsi professionali e di formazione, come ad esempio seguire il percorso per diventare avvocato. Solo dopo aver completato una delle strade stabilite dalla normativa sarà possibile accedere al concorso per entrare in magistratura.

Il concorso per la magistratura è uno dei più difficili del panorama italiano e si compone di tre prove scritte e una orale. Chi lo supera deve poi svolgere un tirocinio (retribuito) della durata minima di 18 mesi come "magistrato ordinario in tirocinio" e solo a quel punto, se il tirocinio avrà esito positivo, potrà essere nominato magistrato ordinario e dare il via alla sua carriera.

In questa guida abbiamo visto quanto guadagna un magistrato e quali sono le diverse possibilità di crescita in questo ambito molto stimolante e variegato. Come accennato, il percorso parte necessariamente con il conseguimento della laurea in giurisprudenza. Pertanto, se diventare magistrato è il tuo sogno, ti consigliamo di informarti sulle università che offrono questo corso e sui passaggi successivi che ti permetteranno di approdare al concorso.

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