Quanto guadagna un podologo in Italia

Di Team editoriale di Indeed

24 giugno 2022

Se ti stai chiedendo quanto guadagna un podologo e vuoi capire di cosa si occupa, questo è l'articolo giusto. I podologi assistono i pazienti che necessitano di cure mediche a causa di problemi riguardanti piedi e caviglie. Capire quanto guadagna un podologo e i passi necessari per esercitare questa professione può esserti utile se ti interessano le discipline mediche e sanitarie e se stai valutando questo percorso. In questo articolo ti forniremo delle informazioni sul lavoro del podologo e sugli studi necessari per esercitare questa professione. Andremo poi a vedere quanto guadagna un podologo in Italia, le opportunità di lavoro per questa professione e la relativa richiesta sul mercato.

Podologo: chi è e di cosa si occupa

La podologia si occupa di studiare le patologie e le problematiche legate alla struttura e alla conformazione del piede. Il podologo pertanto è un professionista specializzato della sanità che si occupa della cura e della prevenzione delle patologie dei piedi, in grado di trattare numerose patologie, da quelle che riguardano la pelle e le unghie a quelle relative all'apparato muscolo-scheletrico. Tra le patologie trattate più comuni troviamo le malformazioni anatomiche del piede, l'alluce valgo, l'ipercheratosi (callosità), l'onicomicosi, l'unghia incarnita e il piede diabetico. Attraverso un'analisi approfondita del paziente, il podologo individua la causa della patologia per poi mettere a punto delle strategie di cura per risolvere la problematica. A consultare questa figura professionale sono soprattutto gli sportivi, le persone anziane, le persone disabili con difficoltà deambulatorie, coloro che soffrono di diabete e malattie nefrologiche o i lavoratori che trascorrono molto tempo in piedi.

Il lavoro del podologo

Al fine di valutare correttamente il paziente e di trattare in modo corretto l'eventuale patologia osservata, il podologo o la podologa procede in questo modo:

  • Effettua l'anamnesi del paziente. Osserva e dialoga con il paziente, in modo da raccogliere le informazioni utili a valutarne le caratteristiche (altezza, età, peso, struttura fisica, conformazione del piede e storia sanitaria del paziente) e a indirizzarsi verso la diagnosi di una certa patologia.

  • Effettua visite podologiche. Durante le visita analizza alcuni aspetti del piede, come la struttura ossea e muscolare, nonché lo stato della pelle del piede.

  • Esegue alcuni esami specifici. Tipicamente, il podologo effettua l'esame baropodometrico e quello podoscopico. L'esame baropodometrico è utile per studiare la posizione che il piede assume quando viene appoggiato sul terreno. L'esame podoscopico invece viene effettuato tramite l'utilizzo del podoscopio, strumento fondamentale per il lavoro del podologo, che permette di valutare l'impronta plantare e analizzare le caratteristiche dell’arco plantare, al fine di capire come viene distribuito il peso sulla pianta del piede e sulle dita.

  • Tratta le patologie rilevate. Il podologo o la podologa segue diversi metodi di cura, ad esempio utilizzando plantari e ortesi che correggono i problemi funzionali dei piedi oppure effettuando trattamenti di idromassoterapia, ovvero dei massaggi con getti d’acqua. Inoltre, svolge la medicazione delle ulcerazioni e delle verruche del piede.

  • Collabora e comunica con i medici specialisti. Questo vale sia nel caso di pazienti che soffrono di malattie specifiche (come il diabete) sia quando il podologo riconosce patologie sospette che richiedono approfondimenti da parte di un medico.

  • Svolge un compito educativo e di prevenzione. Il podologo infatti suggerisce ai pazienti tecniche per alleviare il dolore, esercizi e massaggi, suggerendo ai pazienti prodotti specifici e le calzature più adatte alla loro situazione.

Gli studi necessari per diventare podologo

Vediamo ora qual è il percorso necessario per diventare podologo. Iniziamo dicendo che in Italia esiste un percorso ben preciso per accedere alla professione di podologo che prevede il conseguimento della laurea triennale dedicata a questa materia. Inoltre, esiste un'associazione italiana dei podologi. Vediamo insieme come è strutturato questo percorso accademico e professionale.

1. Superare il test di ammissione alla Laurea in Podologia

Questo è il primo passo: il corso di Laurea triennale in Podologia (L/SNT2) è infatti a numero chiuso. Ciò significa che esiste un test di ammissione, che è necessario superare per poter accedere a questo percorso di studi. È da tener presente inoltre che non sono molte le università che offrono questo percorso di laurea e che ogni università ha un numero limitato di posti disponibili. È possibile sapere quali università apriranno questo corso di laurea e i relativi posti a disposizione consultando il bando che viene pubblicato ogni anno sul sito web del MIUR. È quindi consigliabile arrivare all'esame di ammissione ben preparati per avere buone possibilità di passarlo. Nel test di ammissione verranno posti quesiti di matematica e fisica, di cultura generale, di biologia, di chimica e di logica.

2. Conseguire la laurea in podologia.

Dopo aver passato con successo il test di ammissione, l'aspirante podologo potrà frequentare il corso di Laurea triennale in Podologia, che fa parte della classe delle lauree delle professioni sanitarie della riabilitazione. Non è possibile diventare podologi senza aver conseguito questa laurea. Tra le materie di studio di questo corso troviamo scienze biomediche, scienze della podologia, scienze interdisciplinari e cliniche, scienze medico-chirurgiche, management sanitario.

3. Svolgere il tirocinio formativo

Durante il corso di studi è inoltre previsto un tirocinio formativo che consentirà ai futuri podologi di acquisire una preziosa esperienza sul campo.

4. Superare la prova finale del corso di laurea

La prova finale dei corsi di laurea delle professioni sanitarie ha valore di esame di Stato e conferisce a chi la termina la possibilità di esercitare la professione presso studi podologici e strutture sanitarie poliambulatoriali.

5. Frequentare specializzazioni e continuare a formarsi

Dopo la laurea, è possibile accedere a una laurea magistrale/specialistica o a un master, oppure a dei corsi specifici, ad esempio per diventare podologo dello sport. Il podologo inoltre si aggiornerà continuamente, frequentando convegni e corsi di formazione accreditati dal Ministero della Salute.

Quanto guadagna un podologo in Italia

In media un podologo in Italia guadagna circa 27 € all'ora. Esistono vari fattori che influenzano questo dato: gli anni di esperienza, se si svolge il proprio lavoro da libero professionista o presso una struttura ospedaliera o, ancora, come dipendente in uno studio privato, se si possiede una specializzazione in un determinato ambito della podologia, come ad esempio podologia dello sport, la città in cui si vive, gli straordinari e i turni di lavoro che si svolgono.

Opportunità professionali

Quella del podologo è una professione sempre più richiesta che è possibile esercitare sia come dipendente sia come libero professionista: navigando in Internet puoi trovare numerose opportunità professionali.

I laureati in podologia lavorano presso studi privati di podologia, ma anche presso strutture sanitarie, sia pubbliche che private, come ospedali, cliniche, poliambulatori, centri di riabilitazione e case di cura. Possono anche lavorare a domicilio dai pazienti, se si tratta di persone con difficoltà deambulatorie. Un discorso a parte merita il podologo dello sport: la grande maggioranza delle attività sportive sollecitano articolazioni, ossa, muscoli e derma, quindi il piede risulta fondamentale nelle discipline sportive. Se le sue problematiche vengono sottovalutate, possono sorgere vari problemi. Il podologo dello sport lavorerà quindi con sportivi, sia professionisti sia amatori, per ottimizzare la meccanica di appoggio del piede, fondamentale nelle discipline sportive.

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Dati occupazionali

Per darti un quadro più preciso sulle opportunità lavorative di questa professione, citiamo il Rapporto AlmaLaurea 2021, svolto tenendo conto dei laureati di primo livello del 2019, da cui emerge che in generale le professioni sanitarie in era Covid hanno subito una crescita per quanto riguarda i dati occupazionali. Infatti, tra i laureati nell’area delle Professioni sanitarie si registra un aumento della quota di occupati del 2,1%. Questo gruppo di lauree si conferma essere tra i più solidi relativamente alle prospettive d'impiego. Come messo in luce in questo articolo, la professione del podologo però registra un calo di occupazione, diminuendo il suo tasso di occupazione di 11 punti percentuali rispetto all'anno precedente: a un anno dalla laurea, il 70,4% dei podologi laureati nel 2019 è occupato (rispetto all'81,5% dell'anno precedente). Rispetto alla media italiana del tasso di occupazione dei laureati, che si attesta sui 33,1 punti percentuali (considerando anche gli altri gruppi di laurea, non solo quelle sanitarie) si tratta comunque di un ottimo dato.

Le retribuzioni indicate riflettono i dati riportati su Indeed Stipendi nel momento in cui questo articolo è stato redatto. Le cifre possono variare in base all'azienda, alla zona, all'esperienza e alla formazione dei candidati.

Si prega di notare che nessuna delle aziende, istituzioni o organizzazioni menzionate in questo articolo è associata a Indeed.

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