Quanto guadagna un procuratore sportivo

Di Team editoriale di Indeed

Pubblicato in data 11 novembre 2021

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L'amore sconfinato per il calcio porta tanti italiani e italiane a desiderare di far parte di quel mondo. Fermo restando che la stoffa del grande campione è cosa rara, tante professioni che ruotano intorno al pallone possono invece celare interessanti opportunità lavorative. Una carriera calcistica, ma non sportiva, è quella del procuratore sportivo, noto anche come agente.

Se, ancor più che la carriera, sogni lo stipendio del calciatore, non disperare. I procuratori sportivi possono avere margini di ricavo molto interessanti. Dato che ormai ti sei incuriosito, continua a leggere: l'argomento di questa guida è proprio quanto guadagna un procuratore sportivo.

Cosa fa e quanto guadagna un procuratore sportivo

Se si chiama calciomercato, è proprio perché il denaro occupa un posto centrale. Ma prima ancora di parlare di affari, sarà utile delineare la figura professionale del procuratore sportivo. Nei prossimi paragrafi scopriremo come si diventa procuratore sportivo, di cosa si occupa questa figura professionale e quanto guadagna.

Procuratore sportivo: che cosa fa

Chi lavora col proprio talento, come gli attori, i cantanti e gli sportivi, deve potersi concentrare sulle prestazioni: allenarsi, esercitarsi e dare il meglio di sé in tutte le prove. Per tutto il resto, ci pensa l'agente.
Il compito del procuratore sportivo è proprio questo: curare gli interessi degli atleti che rappresenta. In concreto, il procuratore sportivo:

  • Negozia per l'atleta le condizioni contrattuali con le società sportive al fine di assicurare il migliore ingaggio

  • Tutela e gestisce l'immagine dell'atleta

  • Può in alcuni casi fare da manager, gestendo l'agenda degli impegni, le sponsorizzazioni e le relazioni pubbliche dell'atleta

Il procuratore sportivo, oltre a curare gli aspetti commerciali e legali dei singoli giocatori, può rappresentare anche squadre sportive.

Le competenze richieste

Il mestiere dell'agente sportivo, anche se inquadrato da un Registro nazionale, non prevede una formazione specifica obbligatoria. Esistono corsi facoltativi di preparazione agli esami, ma ognuno è libero di studiare anche per conto proprio.

Quali competenze servono per lavorare in questo settore?

  • Una conoscenza calcistica che spazia dal grande calcio internazionale al dilettantismo giovanile, meglio se con una specializzazione in un'area ben definita (geografica, di età, di categoria)

  • Una buona preparazione in diritto dello sport, diritto privato e diritto amministrativo

  • Una buona preparazione in diritto commerciale, in trattative economiche e sponsorizzazioni e competenze contrattualistiche

  • Capacità di counseling e scouting

  • Conoscenza dei regolamenti federali

  • Capacità di fare networking

Come si diventa procuratore sportivo

Il ruolo professionale dell'agente sportivo in Italia è definito dalla legge. A onor del vero, ad oggi il quadro normativo che disciplina questo mestiere è in fase di definizione. Vediamo i punti chiariti dalla legge in vigore.

  • L'agente sportivo deve essere iscritto al Registro nazionale degli agenti sportivi.

  • Per iscriversi al registro bisogna superare un esame di abilitazione.

La legge, in vigore da aprile 2021, annuncia che ulteriori dettagli verranno stabiliti entro il 2 gennaio 2022. Fino alla pubblicazione delle nuove disposizioni, bisognerà attenersi a quelle vigenti.
A dettagliare le norme di legge statale, ci sono i regolamenti del Comitato Olimpico Nazionale Italiano – CONI e della Federazione Italiana Giuoco Calcio – FIGC.

L'esame di abilitazione

Attualmente, chi aspira a esercitare la professione di agente calcistico, deve seguire le tappe di un percorso ben preciso.

  1. L'aspirante agente deve svolgere un tirocinio di almeno sei mesi presso un agente sportivo oppure deve seguire un corso di formazione per agenti sportivi della durata minima di 80 ore presso il CONI.

  2. Il secondo step è il superamento, entro un anno dalla fine del tirocinio o del corso, della prova generale, che si svolge presso il CONI e consiste in un test scritto e uno orale.

  3. Dopo il superamento della prova generale del CONI, per ottenere l'abilitazione il futuro agente deve sostenere con successo anche la prova speciale, che si svolge presso le Federazioni sportive nazionali professionistiche. Per l'agente calcistico, l'ente di riferimento è la FIGC.

La prova generale del CONI consiste in un esame scritto e uno orale su argomenti di diritto dello sport, diritto privato e diritto amministrativo.
La prova speciale FIGC prevede la verifica della conoscenza delle normative federali. La Federazione richiede inoltre un versamento di 500 € per i diritti di segreteria al momento dell'iscrizione dell'agente al registro federale.

I guadagni del procuratore sportivo

Dopo aver definito il percorso di abilitazione, ora passiamo alla remunerazione del procuratore sportivo.
Alla base del lavoro dell'agente sportivo c'è il contratto di mandato, un tempo detto procura (termine all'origine della denominazione di procuratore sportivo). Si tratta in sostanza di un accordo scritto tra l'agente e il calciatore o la società sportiva che rappresenta, contenente tutti i dati contrattuali. Tra gli elementi obbligatori nel contratto di mandato, figura il corrispettivo dovuto all'agente, il soggetto tenuto al pagamento, le modalità e le condizioni di pagamento.
La legge stabilisce dunque che la remunerazione dell'agente debba essere sancita in tutti suoi dettagli nel contratto e può essere di due tipi:

  • Una commissione forfettaria, oppure una percentuale sul trasferimento di un giocatore da un club calcistico all'altro

  • Una commissione forfettaria, oppure una percentuale sulla retribuzione lorda complessiva dell'ingaggio del calciatore

La percentuale concordata può aggirarsi intorno al 3%, ma al momento non è stato stabilito un limite. I parametri specifici saranno definiti dai regolamenti in via di pubblicazione.

I procuratori di calcio più pagati al mondo

Una classifica di Forbes del 2020 nomina Jonathan Barnett il procuratore calcistico più potente e meglio pagato al mondo. Pare che in un solo anno Barnett abbia concluso contratti per la strepitosa cifra di 1,4 miliardi di dollari, assicurando a se stesso e alla sua agenzia ben 142,3 milioni di dollari di commissioni.
Forbes ha inserito nella lista anche un italiano, Mino Raiola (il quarto in classifica tra i più pagati in assoluto). Basti sapere che Raiola gestisce un giro di affari di circa 847 milioni di dollari, corrispondente al valore dei calciatori che rappresenta per procura. Secondo Forbes, la percentuale di commissioni trattenuta nel 2020 da Raiola è stata di 84,7 milioni di dollari, dunque ben il 10% delle cifre dei contratti stipulati in un anno gestendo una settantina di giocatori.

Le variabili sui guadagni del procuratore sportivo

Barnett e Raiola sono ovviamente dei top player, dei fuoriclasse della loro categoria.
Per i loro colleghi "fuori classifica" è meno scontato fornire dati salariali certi, poiché le variabili sono molteplici:

  • Per gestire un gran numero di giocatori e squadre sportive, gli agenti talvolta si associano o si organizzano in agenzie; gli accordi interni delle agenzie possono a loro volta rimescolare le carte, per esempio garantendo un fisso a ciascun agente.

  • Se consideriamo come scala gli stipendi milionari di alcuni calciatori di serie A, certamente anche le piccole percentuali corrisposte all'agente possono risultare cifre astronomiche; tuttavia, i procuratori sportivi non sottoscrivono contratti di mandato solo con i campioni, ma anche con atleti di serie minori.

  • Le spese sostenute dagli agenti nell'ambito delle loro funzioni, per esempio per coprire trasferte, tasse, aggiornamenti professionali, eventuali consulenze giuridiche o altro, possono essere notevoli e vanno sottratte dal ricavo lordo per ottenere il netto.

Le nostre stime

In sostanza, lo stipendio di un procuratore sportivo dipende da tantissimi aspetti.
Specialmente a inizio carriera, può trattarsi di un'attività poco sostenibile. Alcuni lo svolgono come secondo lavoro, o come dipendenti di un'agenzia. Diverso è il caso di chi ha sempre lavorato a livelli alti nel mondo del calcio (come allenatori e calciatori di serie A) e che, reinventandosi come agente, può contare su una solida rete di contatti per iniziare a rappresentare gli atleti.

A fronte di quanto detto, le cifre di riferimento sono molto basse a inizio carriera e talvolta sono insufficienti per coprire uno stipendio.
Un procuratore alle prime armi, con pochi calciatori da gestire e tutti appartenenti alle serie giovanili, può arrivare a malapena a 20.000 € l'anno.
Chi invece ha alle spalle una buona carriera e rappresenta un paio di decine di giocatori di serie A, può facilmente raggiungere e superare 300.000 € di stipendio annuo.

Le retribuzioni indicate riflettono i dati riportati sui siti citati nel momento in cui questo articolo è stato redatto. Le cifre possono variare in base all’azienda, alla zona, all’esperienza e alla formazione dei candidati.

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