Quale è lo stipendio di un ingegnere chimico?

Di Team editoriale di Indeed

Aggiornato in data 19 settembre 2022 | Pubblicato in data 28 ottobre 2021

Aggiornato in data 19 settembre 2022

Pubblicato in data 28 ottobre 2021

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L'ingegneria è una disciplina tecnico-scientifica che applica le scienze matematiche, fisiche e naturali per produrre sistemi e soluzioni capaci di soddisfare le esigenze tecniche della società. In questo articolo vedremo quali sono le mansioni e lo stipendio di un ingegnere chimico.

Chi è l'ingegnere chimico

Nel 1880 George E. Davis scrisse che Un ingegnere chimico è una persona che possiede conoscenze chimiche e meccaniche e che applica tali conoscenze per l'utilizzo di un'azione chimica in scala industriale. Nel 1924, l'Institution of Chemical Engineers adottò la definizione: Un ingegnere chimico è un professionista esperto nella progettazione, costruzione e gestione di impianti e opere nei quali la materia subisce un cambiamento di stato e composizione.

L'ingegnere chimico è colui che permette, grazie alle sue competenze e alle sue conoscenze, che siano realizzati processi chimici su scala industriale. Molti dei prodotti realizzati trovano poi applicazione in altri settori, come per esempio in ambito spaziale, biomedico, elettronico, ambientale e militare. Alcuni esempi di prodotti sono le fibre ultra-resistenti e i materiali per le protesi.

Mansioni dell'ingegnere chimico

Il campo dell'ingegneria chimica è ampio e riguarda tutti i processi e le trasformazioni ottenuti attraverso processi chimici. Un ingegnere chimico si occupa quindi di:

  • Gestire e migliorare i processi produttivi a partire dalle materie prime

  • Ideare ed elaborare nuovi prodotti

  • Simulare in laboratorio e al computer il processo produttivo e il prodotto

  • Verificare l'economia della produzione

  • Gestire le emissioni dovute ai processi industriali

  • Testare il prodotto una volta terminato il ciclo produttivo

Formazione per diventare ingegnere chimico

Per poter lavorare come ingegnere chimico è necessaria una laurea triennale o magistrale.

  • Le Lauree triennali in Ingegneria chimica (o Ingegneria chimica e biochimica) afferiscono alla classe di laurea L09, \Ingegneria industriale. Il percorso triennale fornisce la qualificazione professionale necessaria per poter accedere all'Esame di Stato dell'Albo Ingegneri, Sezione B (ingegnere industriale junior), nonché i crediti formativi necessari per accedere alla Laurea Magistrale in Ingegneria chimica.

  • La Laurea Magistrale in Ingegneria chimica costituisce invece la classe di laurea LM22. La Laurea Magistrale offre una preparazione teorica e pratica adatta a ricoprire ruoli tecnico-organizzativi, progettuali o scientifici, e fornisce la qualificazione necessaria per poter accedere all'Esame di Stato dell'Albo Ingegneri, Sezione A (ingegnere industriale).

Durante questo percorso, lo studio degli aspetti della matematica e della fisica rilevanti per la professione contribuisce a una formazione mirata, che fornisce le competenze necessarie per lo sviluppo di materiali e sistemi innovativi e la progettazione di nuovi prodotti.

Tenendo conto del fatto che l'ingegneria chimica si sviluppa in diversi settori (sanitario, edile, farmaceutico, manifatturiero, alimentare, biotecnologico, tra i tanti), dopo la laurea si potrà scegliere tra diversi corsi di specializzazione post-laurea, così da approfondire le conoscenze nel settore scelto.

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Competenze dell'ingegnere chimico

Nell'ambito del lavoro come ingegnere chimico sono necessarie alcune competenze specifiche:

  • Conoscenza di reazioni e processi chimici

  • Progettazione e funzionamento di impianti chimici

  • Strumenti e metodologie di analisi di laboratorio

  • Simulazione dei processi chimici

  • Funzionamento della strumentazione di laboratorio e dei software specifici

Oltre alle competenze tecniche, un ingegnere chimico deve possedere ottime capacità relazionali e organizzative, spesso è infatti sua responsabilità creare, organizzare e gestire i team di lavoro. Inoltre è spesso necessario confrontarsi con altre figure di altri dipartimenti per poter condividere risultati e osservazioni utili all'oggetto di studio. L'ambito chimico, che si basa su esperimenti e prove, può essere soggetto a imprevisti. Di conseguenza, è di fondamentale importanza far fronte a eventuali problematiche o eventi inattesi con tempestività, per poter continuare il lavoro iniziato senza pregiudicarne l'esito. Non sono di minore importanza le conoscenze linguistiche. Molte pubblicazioni del settore sono in lingua inglese e l'ottima conoscenza di questa lingua permette di poter seguire quanto avviene nel resto del mondo, così da poter essere sempre aggiornati. Inoltre è un requisito fondamentale nel caso di voglia lavorare all'estero. La conoscenza di altre lingue costituisce sicuramente un titolo preferenziale in fase di selezione come primo lavoro o nel caso si voglia cambiare luogo di lavoro.

Prospettive di lavoro per un ingegnere chimico

Il lavoro di ingegnere chimico può essere svolto presso qualsiasi stabilimento in cui si sviluppano processi di progettazione, creazione, produzione e trasformazione di materiali. Esiste quindi una vastissima scelta di settori di specializzazione: nanotecnologie, polimeri, case farmaceutiche, alimentare, tessile, produzione energetica, materie plastiche, per citarne alcuni.

L'ingegnere chimico può lavorare per laboratori di ricerca pubblici e privati e studi di consulenza ingegneristica. Come consulente, l'ingegnere chimico ha le competenze necessarie per valutare la fattibilità di un progetto, evidenziandone i rischi, i costi e le tempistiche di realizzazione.

Leggi anche: Ingegneria energetica: sbocchi lavorativi e formazione

Prospettive di carriera

L'ingresso nel mondo del lavoro inizia con le posizioni junior e grazie all'esperienza si possono raggiungere posizioni senior. Nel caso si lavori nel campo industriale si può ambire a diventare plant manager, ovvero a occuparsi della gestione della produzione, dei macchinari e del personale che opera all'interno dell'impianto stesso. La posizione di Project Manager rappresenta un'altra opportunità di carriera. In base al ruolo occupato o alle proprie aspirazioni professionali, l'ingegnere chimico può essere coinvolto in progetti internazionali, per i quali è necessario essere disponibili a trasferirsi per lunghi periodi.

Retribuzione dell'ingegnere chimico

Come abbiamo visto, la professione di ingegnere chimico può essere svolta in diversi campi, con diverse responsabilità e ruoli. La retribuzione è influenzata da diversi fattori:

  • percorso formativo: specializzazioni, master e altri titoli post-laurea possono influenzare il livello retributivo iniziale.

  • luogo di lavoro: esistono alcune differenze, sebbene non molto marcate, tra diverse zone di lavoro.

  • esperienza: lo stipendio di un ingegnere chimico senior può essere oltre il doppio di un ingegnere chimico junior.

  • settore di occupazione: il settore di specializzazione e quindi dell'industria in cui si desidera lavorare può influenzare lo stipendio. Tali oscillazioni salariali non sono eccessivamente marcate nel settore pubblico, mentre nel settore privato ogni azienda può investire liberamente nei salari del personale, e questo vale maggiormente per quanto riguarda il personale qualificato.

All'ingresso nel mondo del lavoro, il livello junior può offrire uno stipendio intorno ai 16.000 € annuali, per raggiungere circa 38.000 € dopo avere maturato esperienza. La posizione di Responsabile R&D può portare a una retribuzione annuale media di 38.000 €, e in base all'esperienza maturata si possono raggiungere stipendi superiori. Nel caso di un Process Engineer, la retribuzione media annuale è di circa 43.000 €.

Le retribuzioni indicate riflettono i dati riportati su Indeed Stipendi nel momento in cui questo articolo è stato redatto. I salari possono variare in base all'azienda, all'esperienza del candidato, ai titoli di studio e alla città.

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