Cosa fa e quanto guadagna un professore universitario in Italia?

Di Team editoriale di Indeed

Aggiornato in data 19 novembre 2022 | Pubblicato in data 11 giugno 2021

Aggiornato in data 19 novembre 2022

Pubblicato in data 11 giugno 2021

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Quella dei professori universitari è una professione ambiziosa, interessante e dinamica. Non esiste una sola tipologia di docente universitario: il ruolo, infatti, cambia a seconda del contratto stipulato e dell'esperienza maturata. Proprio per questo anche gli stipendi possono variare, mantenendo però sempre una corrispondenza bilanciata con il background e le ore di lavoro. Continua a leggere per scoprire quanto guadagna un professore universitario in Italia.

Cosa fa e quanto guadagna un professore universitario

Lavorare come professore universitario è un impiego di grande rilievo e importanza. Chi insegna all'università ricopre infatti una carica accademica e questo vuol dire poter raggiungere importanti soddisfazioni, ma anche caricarsi di responsabilità. Giunti all'ultima fase del percorso formativo, prima di entrare nel mondo del lavoro, gli studenti devono essere in grado di relazionarsi con persone che abbiano le massime competenze in una determinata disciplina e che possano fungere anche da mentore. Infatti, gli universitari spesso ricercano nel docente una figura alla quale ispirarsi, stabilendo così un confronto professionale e umano.

Per questo diventare professore richiede impegno, passione e pazienza. È un percorso lungo e bisogna essere costanti. Ma se questa è la strada che sei deciso a intraprendere, ci sono buone possibilità che non ti accorgerai neanche di star lavorando. C'è poi un altro aspetto da considerare in quanto particolarmente attrattivo, ovvero la retribuzione. Lavorare come professore all'università consente infatti di raggiungere uno stipendio elevato rispetto alla media italiana per le professioni analoghe, indipendentemente dagli anni di esperienza.

Come vedremo a seguire in maniera più approfondita, il compenso medio annuo lordo di un docente universitario a metà della sua carriera, quindi con circa 10/15 anni di esperienza, si aggira intorno ai 55.000 €. Può invece superare gli 80.000 € per un ordinario a fine carriera o scendere a 27.000 € per un professore a contratto. Ma scopriamo meglio cosa vuol dire insegnare all'università, quali sono gli altri benefici, i requisiti e le possibilità di fare carriera.

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Quanto guadagna un professore universitario: le mansioni del docente tra ricerca e insegnamento

Partiamo specificando che il lavoro di professore universitario interessa due ambiti caratterizzati dallo stesso livello di importanza: quello dell'insegnamento e quello della ricerca, entrambi declinabili a loro volta in molteplici mansioni svolte in parallelo. L'insegnamento, ad esempio, include preparare il materiale per i corsi, tenere le lezioni, valutare le competenze acquisite dagli studenti e seguire i tesisti, se richiesto. Nella seconda categoria, invece, rientrano incarichi come la partecipazione a progetti di ricerca, la scrittura di articoli accademici e scientifici, la presenza a conferenze, giornate di studio e manifestazioni culturali di rilievo nazionale e internazionale.

Più nello specifico potremmo così riassumere le diverse funzioni svolte da un professore universitario:

  • Fare ricerca. Per aggiornarsi e contribuire ad arricchire il suo ambito di interesse. È un'attività che può essere portata avanti in diverso modo. Un docente, o aspirante tale, scrive articoli scientifici da pubblicare su riviste accademiche, segue progetti editoriali, partecipa a progetti di ricerca con altri membri del dipartimento, segue conferenze ed eventi culturali.

  • Tenere le lezioni. Questo prevede sia la preparazione del corso, con la ricerca della documentazione e la creazione di materiale didattico, dalle slide a una bibliografia di riferimento, che lo svolgimento delle lezioni in aula o da remoto.

  • Seguire gli studenti. Insegnare non vuol dire solo trasmettere le proprie conoscenze. Il confronto con gli studenti è altrettanto importante, come lo è accertarsi che stiano comprendendo correttamente i contenuti delle lezioni. Per questo è necessario che il docente sia disponibile durante un orario di ricevimento e via email per rispondere a domande o approfondire determinati argomenti.

  • Esaminare. L'esame finale è solo una parte di questa mansione. Infatti, a sua discrezione, il docente può organizzare una o più prove intercorso per valutare il livello di preparazione degli allievi.

A questo vanno ad aggiungersi altri compiti di carattere amministrativo e gestionale da svolgere all'interno dell'ateneo al fine di rendere l'offerta formativa eccellente e competitiva, come partecipare a riunioni, comitati o consigli di dipartimento.

Come insegnare nelle università: il percorso accademico

Se ti stai domandando quanti anni occorrono per diventare professore universitario, sappi che non esiste una cifra esatta. Come indicato all'inizio, non sono pochi, proprio perché si ritiene necessario che arrivino a ricoprire questo ruolo solo le persone propriamente formate. Può quindi dipendere da diversi fattori, tra cui il tempo in cui si riesce a finire il percorso di studi, la possibilità di accedere a un dottorato di ricerca immediatamente dopo la laurea, la frequenza con cui sono indetti i concorsi per l'assegnazione degli assegni di ricerca o quelli di docenza.

In sintesi, se desideri svolgere questa professione, il percorso da seguire prevede i seguenti passaggi:

  • Prendere una laurea magistrale nel settore in cui si desidera specializzarsi;

  • Conseguire un dottorato di ricerca per approfondire uno specifico ambito di studio;

  • Seguire il percorso di assegnista di ricerca per diventare ricercatore;

  • Lavorare come assistente affiancando un professore ordinario o associato;

  • Conseguire il titolo di professore associato o di seconda fascia;

  • Conseguire il titolo di professore ordinario o di prima fascia.

Riguardo al dottorato di ricerca, è utile sapere che si può accedere a questo livello di formazione in diversi modi. Ogni anno, infatti, il Ministero dell'Istruzione eroga dei finanziamenti che ogni università può convertire in borse di studio da assegnare mediante un concorso di merito. Similmente, però, anche Centri di ricerca esterni e imprese possono finanziare borse di studio dedicate a campi di particolare interesse: questa formula è denominata “Dottorato in azienda” e presenta il vantaggio di facilitare l'inserimento dei giovani ricercatori nel mondo del lavoro.

Quello appena descritto non è che il percorso tradizionale da seguire per diventare professore universitario; ci sono, infatti, altre strade che possono portare a ricoprire i ruoli di professore straordinario o di professore a contratto. Si tratta delle nomine temporanee attraverso le quali possono essere convocate persone esterne per ricoprire la carica di insegnamento durante un arco di tempo solitamente corrispondente a 3 anni. La convocazione può avvenire attraverso bandi pubblici, nei quali sono valutate pubblicazioni scientifiche e titoli accademici, oppure per chiamata diretta, in quanto esperti in un determinato settore.

Quanto guadagna un professore universitario

Lo stipendio di un professore universitario varia in base a molti fattori: ad esempio, in media le donne guadagnano meno degli uomini; ci sono poi le disparità dovute alla tipologia di contratto, a loro volta legate all'esperienza del docente. Tra gli stipendi più bassi figurano quelli dei professori a contratto, circa 27.000 € lordi annui, mentre quelli dei professori ordinari possono arrivare a essere tre volte più alti.

Se sei determinato nel continuare per questa strada, sappi che i tuoi sacrifici saranno ripagati. Lo stipendio medio di un professore universitario ordinario alla fine della sua carriera, ovvero con oltre 20 anni di esperienza, si aggira tra i 67.000 e gli 80.000 € lordi all'anno. Dall'altra parte, un docente con meno di 3 anni di esperienza può aspirare a uno stipendio di circa 36.000 € lordi all'anno, che aumentano fino a raggiungere compensi dai 49.000 ai 63.400 € lordi all'anno quando si maturano tra i 10 e i 20 anni di esperienza.

Per dare un'idea del livello di stipendio per questa professione, può essere utile paragonarla a lavori analoghi come il ricercatore, l'insegnante o il dirigente scolastico. Un ricercatore impiegato all'interno di un centro di ricerca o un'impresa guadagna in media tra 25.300 e 31.800 € lordi all'anno. Lo stipendio di un dirigente va da un minimo di 51.000 a un massimo di 63.400 €, mentre quello di un insegnante oscilla tra una paga media di base di 29.500 e un massimo di 30.600 € annui a seconda che si tratti di scuole medie o superiori.

Leggi anche: Come diventare ricercatore universitario

Professori e professioni

Un'ultima precisazione da fare riguarda sia la tipologia di lavoro svolto da un professore universitario che lo stipendio di riferimento per questa professione. È possibile insegnare all'università full-time o part-time. Ci sono infatti docenti che si dedicano solamente a questo, svolgendo tutte le mansioni precedentemente descritte, mentre altri portano avanti in parallelo diverse attività. Solo per fare alcuni esempi, un docente di architettura può portare avanti allo stesso tempo il suo studio professionale, oppure un medico può svolgere la sua attività e contemporaneamente accettare un incarico di professore straordinario o a contratto.

In media, un docente con un ruolo part-time lavora 100 ore in meno rispetto a un full-time, con delle differenze nella retribuzione stabilite in base alla riduzione delle ore e ai criteri sopra descritti. In ogni caso questo non comporta alcuna differenza nella qualità dell'insegnamento, anzi, sempre di più si cerca di dare al professore universitario una formazione che non sia solo teorica ma anche pratica, in modo che possa assistere in maniera ancora più idonea gli studenti durante la transizione dal mondo dello studio a quello del lavoro.

Adesso che sai, approssimativamente, quanto guadagna un professore universitario, potrai decidere più facilmente se questa carriera fa al caso tuo.

Le retribuzioni indicate riflettono i dati riportati sui siti citati nel momento in cui questo articolo è stato redatto. Le cifre possono variare in base all’azienda, alla zona, all’esperienza e alla formazione dei candidati.

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