Quanto guadagna una puericultrice in Italia?

Di Team editoriale di Indeed

24 giugno 2022

Lavorare occupandosi dei bisogni dei più piccoli può rivelarsi estremamente appagante dal punto di vista personale, ma lo è anche a livello economico? Se stai pensando di perseguire questa carriera, ti interesserà certamente scoprire quanto guadagna una puericultrice o un puericultore e quali sono le prospettive di impiego di questa figura socio-assistenziale altamente specializzata che può lavorare in molti contesti diversi.

A rispondere a tutte le tue domande ci penserà questa guida dedicata. Oltre a capire che tipo di retribuzione spetta a chi lavora in puericultura, cercheremo di capire gli ambiti di impiego, le prospettive di carriera, le mansioni da svolgere e il percorso formativo necessario per poter ambire a questo ruolo.

Quanto guadagna una puericultrice?

Puericultrici e puericultori possono percepire cifre molto differenti a seconda del tipo di lavoro che svolgono. Dato che possono operare sia come dipendenti (aziende pubbliche e private) che come liberi professionisti con contratti part-time, full-time e perfino h24, in modalità di coabitazione con la famiglia che supportano, è difficile fare una media precisa dei loro guadagni, soprattutto per chi opera con partita IVA.

In questa prima sezione proveremo a capire lo stipendio di puericultrici e puericultori che lavorano come dipendenti del settore pubblico e privato.

Stipendio puericultrice impiegata nel settore pubblico

Per la sanità pubblica, le puericultrici sono inquadrate nella categoria BS del CCNL. La categoria B super (BS) include tutti quei lavoratori che svolgono mansioni di coordinazione o che hanno una particolare specializzazione.

Osservando i dati indicati nello stipendio tabellare notiamo che la categoria BS comprende sei livelli totali che prevedono la seguente retribuzione mensile lorda:

BS: 1.638,43 euro
BS1: 1.688,43 euro
BS2: 1.735,55 euro
BS3: 1.769,53 euro
BS4: 1.825,52 euro
BS5: 1.883,40 euro

Inizialmente, quindi, si sarà inquadrati in un livello base BS e poi, man mano che si guadagna esperienza avanzando di livello, aumenteranno anche i compensi.

Stipendio puericultrice impiegata nel settore privato

Per quando riguarda i professionisti della puericultura dipendenti nel settore privato, gli stipendi sono tendenzialmente più bassi rispetto al pubblico. In base ai dati presenti nel sito di Indeed, in Italia lo stipendio di una puericultrice è di 1.238 euro al mese, inclusi tredicesima e quattordicesima.

A questo punto però dobbiamo chiederci: cosa si intende, di preciso, per “stipendio da dipendente”? Chi può assumere una puericultrice o un puericultore? Vediamolo insieme:

Dove può lavorare la puericultrice

Sebbene non si senta parlare spesso di “puericultrici” o "puericultori", queste figure sono molto diffuse e possono trovare occupazione praticamente in ogni struttura che operi con i bambini da 0 a 6 anni, ma in particolare con quelli da 0 a 3 anni. Nello specifico:

  • cliniche private

  • ospedali pubblici (reparti di neonatologia, pediatria e chirurgia infantile)

  • ASL

  • enti locali

  • case di cura

  • consultori

  • scuole materne

  • asili nido

  • cooperative sociali per minori

  • centri di recupero

Per trovare lavoro nel settore privato, ad esempio in un asilo nido, ti basterà tenere d'occhio le offerte pubblicate online o inviare la tua candidatura spontanea nei luoghi di tuo interesse. Ma come si fa a lavorare come puericultrice in ospedale? Per entrare nel settore pubblico dovrai iscriverti al bando di concorso nazionale e superarlo.

Di solito tutte le informazioni sono pubblicate sul sito del Ministero della Salute nel momento in cui vengono pubblicate le date del bando ma, in linea di massima, oltre a dover soddisfare i requisiti di base, per poterti iscrivere dovrai essere in possesso di un diploma di scuola secondaria di primo grado e dell'attestato di abilitazione all'esercizio della professione di puericultrice o puericultore, che potrai ottenere dopo aver completato con successo un corso specialistico.

Possibilità di carriera con la libera professione

Buona parte delle persone impegnate in puericultura sceglie la libera professione e lavora per clienti privati. Sono previste sia assunzioni occasionali come consulenti, per affiancare i genitori al bisogno, oppure con contratti part-time e full-time.

Nello specifico, questa figura autonoma potrebbe essere assunta da centri privati che forniscono servizi di tate, o direttamente da strutture o famiglie in cerca di collaboratori specializzati nella prima infanzia. Ci sono poi due percorsi alternativi, potenzialmente molto remunerativi, che possono rappresentare un'ottima fonte di reddito per i professionisti del settore più intraprendenti e competenti: è infatti possibile lavorare come tagesmutter e come tata convivente.

Tagesmutter: l'asilo famiglia

L'asilo famiglia permette alle puericultrici con dei bambini propri di lavorare direttamente da casa.

Quanto può guadagnare una Tagesmutter che dirige un asilo famiglia? Questo dipenderà dalla sua capacità imprenditoriale e dalla sua esperienza. Come parametro possiamo prendere in considerazione la retta degli asili nido comunali che, in media, è di circa 270 euro mensili.

Ovviamente, parlando di asili famiglia e quindi di un contesto privato e molto più personalizzato, la tariffa mensile o giornaliera a bambino può essere di gran lunga superiore e dovrà essere calcolata tenendo conto dei costi che dovrai affrontare per prenderti cura delle esigenze quotidiane come cibo, materiale ludico, prodotti per l'igiene personale.

Tata convivente

Un'altra possibilità interessante e potenzialmente molto remunerativa, anche se richiede una dedizione di alto livello e non pochi sacrifici, è quella della tata convivente. Anche chiamate “Nanny”, queste figure professionali vengono assunte da famiglie facoltose per prendersi cura di ogni esigenza dei bambini ed essere a disposizione per fornire consigli e supporto nelle sue varie fasi di crescita, vivendo direttamente nella stessa casa.

Oltre a vitto e alloggio, spesso le puericultrici e i puericultori conviventi hanno spese di viaggio pagate (ad esempio per seguire la famiglia in vacanza) e godono di una retribuzione elevata, che tiene conto del grande impegno che questa vita prevede.

Come si diventa puericultrici

Hai la passione per i bambini e hai visto che è una carriera che può regalarti soddisfazioni anche dal profilo economico. A questo punto ti starai chiedendo: “Come si diventa puericultrice?” Al contrario di quello che potresti pensare, non serve una laurea ma basta un diploma specialistico, simile a quello per ASA e OSS.

Il corso ha una durata di 1 anno e comprende un totale di 320 ore di lezione, in parte teoriche e in parte caratterizzate da attività di laboratorio e di simulazione. All'interno dello stesso anno di corso è previsto anche un periodo di tirocinio presso strutture convenzionate con l'ente o la scuola organizzatrice. Ricorda che per ottenere l'attestato dovrai completare con successo il tirocinio e sostenere un esame finale composto da una prova orale e una pratica dove dovrai dimostrare di saper svolgere le principali attività da puericultrice applicando le giuste tecniche in modo corretto.

Cosa fa la puericultrice

La puericultrice è una figura sanitaria ed educativa la cui professione è regolamentata dalla legge n. 1098 del 19 luglio 1940. Non è né medico né insegnante, né tanto meno è una collaboratrice domestica qualora lavorasse stabilmente all'interno della dimora famigliare.

Il compito della puericultrice e del puericultore è assistere i genitori di bambini dai 0 ai 6 anni a gestire in modo corretto tutte le tappe dello sviluppo psico-fisico del figlio. Supporta la madre nelle prime fasi dopo la nascita, ad esempio insegnando come dare una poppata, cambiare il pannolino, sorreggere correttamente il neonato, interpretare il pianto del bambino.

A seconda dell'ambiente in cui opera, le sue responsabilità possono essere leggermente diverse ma in qualsiasi caso la sua priorità è assicurarsi che il bambino riceva le cure necessarie e cresca in modo sano, che sia ben nutrito, lavato, vestito, amato, stimolato dal profilo intellettivo e che i suoi bisogni primari siano soddisfatti.

Competenze chiave di una puericultrice

Occuparsi di neonati e bambini molto piccoli guidando i genitori nella direzione giusta è una grandissima responsabilità. Per poter assolvere i suoi compiti, la puericultrice o il puericultore deve essere in possesso di un'ottima formazione tecnica e avere una serie di abilità trasversali (le cosiddette soft skills) adeguate alla particolare delicatezza del lavoro.

Le competenze tecniche indispensabili comprendono tutte le materie apprese durante il corso specialistico:

  • primo soccorso

  • neonatologia

  • psicologia

  • fisiologia

  • auxologia

  • nutrizione infantile

  • profilassi medica

  • cenni di patologia neonatale e pediatrica

  • elementi di legislazione sanitaria

  • diritto del bambino e della famiglia

  • organizzazione del sistema socio-assistenziale

Mantenersi in costante aggiornamento chiaramente è fondamentale per offrire sempre un servizio di alto livello. Per questo motivo, in questo lavoro bisogna avere una forte passione per il proprio lavoro e interesse a frequentare corsi, espandere le proprie conoscenze, leggere e sperimentare.

Ora che sai veramente tutto del lavoro della puericultrice e della sua retribuzione, puoi scegliere se dedicarti a una carriera indipendente o se preferisci lavorare in un contesto più organizzato, che sia nel privato o al servizio del sistema pubblico. Qualunque strada tu scelga siamo sicuri che, mettendoci impegno, riuscirai a ottenere l'abilitazione professionale e a fare la differenza nella vita di tante neo-famiglie.

Le retribuzioni indicate riflettono i dati riportati sui siti citati nel momento in cui questo articolo è stato redatto. Le cifre possono variare in base all'azienda, alla zona, all'esperienza e alla formazione dei candidati.

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