Come cambiare lavoro a 30 anni senza correre rischi

Di Indeed Editorial Team

7 marzo 2021

Cambiare lavoro a 30 anni è possibile. È del tutto normale avere paura di fallire, ma è di certo l'età giusta per rimettersi in gioco senza correre rischi eccessivi. Potrebbe trattarsi di una libera scelta o di una esigenza dovuta a cause di forza maggiore. In ogni caso, affinché non sia un salto nel vuoto, è importante che tu sappia cosa fare e come muoverti. Ecco quindi qualche consiglio su come pianificare le tue future scelte professionali ed evitare di commettere spiacevoli passi falsi.

Cambiare lavoro a 30 anni: ecco quello che devi sapere

Cambiare lavoro a 30 anni è molto comune al giorno d'oggi. Non c'è da stupirsi, viviamo in un'epoca di ampia flessibilità occupazionale, spesso così estrema da sfociare nel precariato. Sono sempre meno, infatti, le persone che iniziano un mestiere e lo mantengono fino alla pensione.

C'è chi viene licenziato. C'è chi cambia perché arrivato ai fatidici 30 si rende conto di aver sbagliato il percorso professionale. C'è chi scopre improvvisamente di desiderare altro nella vita. A volte entrano in gioco ambizioni diverse o magari sorge la voglia di mettere su famiglia. L'attuale lavoro potrebbe non consentirlo: con uno stipendio troppo basso, per esempio, non sarebbero garantite la sicurezza e la stabilità necessarie. Una cosa è certa, qualsiasi siano le motivazioni, cambiare lavoro non è mai semplice. Nemmeno a 30 anni.

Le difficoltà per i trentenni italiani

È d'obbligo fare una breve introduzione circa le particolari condizioni economiche e sociali dei trentenni italiani. Come è noto, questi vivono molto spesso ancora a casa con i genitori. Superficialmente si potrebbe pensare che la questione sia culturale. Come non pensare al vecchio luogo comune dell'italiano mammone? Purtroppo le ragioni economiche hanno invece il sopravvento.

La realtà è che i trentenni faticano a trovare un lavoro, o una qualsiasi mansione, che permetta loro di guadagnare abbastanza per andare a vivere da soli. La situazione è ben diversa nel centro e nel nord Europa, come dimostra una ricerca Eurostat del 2019. Secondo il report meno del 10% dei giovani di età compresa tra 25 e i 34 anni vive ancora con mamma e papà.

I dati ISTAT

Diametralmente opposti sono i dati relativi agli italiani. Dal rapporto ISTAT del 2016 si può vedere come il 70,1% dei ragazzi e il 54% delle ragazze di età compresa tra i 25 e i 29 anni viva ancora con i genitori. Il rapporto spiega anche le cause di questo fenomeno. Tra le principali, l'aumento della scolarizzazione e l'allungamento dei tempi formativi. Ma pesano anche gli evidenti problemi ad entrare nel mondo del lavoro, la precarietà e la difficoltà nel trovare casa.

I passi da seguire per cambiare lavoro a 30 anni

Come abbiamo visto, cambiare lavoro a 30 anni può risultare difficile, ma non preoccuparti: non è impossibile. Ecco alcuni consigli che ti aiuteranno a capire come muoverti in un mare di alternative e possibilità professionali, in favore di una occupazione che ti regali maggiori soddisfazioni. Devi solo seguire questi semplici passi:

  • fai accurate valutazioni preliminari;

  • crea una rete di contatti;

  • aggiorna il tuo curriculum;

  • metti da parte ferie e giorni di permesso.

Fai accurate valutazioni preliminari

Aver avuto esperienze lavorative già prima dei 30 anni è un bel traguardo. Questo non significa che ci si debba per forza accontentare e che si debbano sopprimere eventuali nuove aspirazioni. Migliorare la propria condizione lavorativa è sempre auspicabile e ciò non va inteso soltanto sotto il profilo economico. Si può essere disposti a guadagnare di meno pur di fare un lavoro che piace di più. Dopotutto nella vita i soldi non sono tutto (almeno fin quando non si ha una famiglia da mantenere).

Decidere di cambiare lavoro a 30 anni, pertanto, richiede quantomeno delle valutazioni preliminari. Agire d'impulso non è mai consigliabile. Bisogna tenere conto delle possibili conseguenze, ma anche della fattibilità del progetto che si ha in mente. Per dare forma al proprio futuro lavorativo occorre innanzitutto scegliere tra 3 opzioni:

  • continuare nello stesso settore;

  • fare un cambio radicale;

  • mettersi in proprio.

Continuare nello stesso settore

Passare da un lavoro da dipendente a un altro è certamente il percorso più agevole. I rischi sono minori, così come le incertezze, a cominciare dallo stipendio. Chi rimane nello stesso settore, infatti, ha già un'idea abbastanza chiara di quanto potrebbe trovare in busta paga. Ma come detto, il fattore economico, per quanto importante, potrebbe non essere determinante nella decisione di cambiare lavoro.

Inoltre, rimanere nello stesso campo professionale significa anche poter fare affidamento sull'esperienza accumulata nei precedenti lavori. Le mansioni potrebbero essere addirittura le stesse. Gli anni di pratica, poi, hanno ancora più valore se svolti presso una compagnia importante: questa può essere un ottimo trampolino di lancio.

Fare un cambio radicale

Se invece il cambio è radicale, c'è il rischio di non potersi appoggiare sulle competenze acquisite, per quanto valide. Cosa accadrebbe, ad esempio, ad un bravo e famoso barman se decidesse di cambiare carriera e diventare un DJ? In questo caso la sua abilità nel preparare i migliori drink del mondo non lo aiuterebbe di certo ad ottenere ingaggi ed avviare la sua nuova attività. Valuta sempre bene, quindi, la fattibilità dei tuoi progetti, ed evita di prendere decisioni basate solo sull'istinto o sulle passioni.

Un altro aspetto da considerare è la distanza tra casa e posto di lavoro. Chiediti se puoi raggiungere la sede dell'azienda agevolmente. È troppo lontana? Valuta se hai bisogno di cambiare casa per avvicinarti alla professione cui aspiri. Oppure, puoi sempre dare una possibilità alla vita da pendolare: fa per te?

Mettersi in proprio

L'ultima opzione è l'attività in proprio. Come già anticipato, in questo caso le incognite e le insidie sono maggiori, ma non scoraggiarti. Devi solamente fermarti e fare una profonda analisi della situazione. D'altronde, stai per lasciare uno stipendio garantito in cambio di guadagni incerti: non è una cosa da poco. Il primo passo è certamente quello di informarti sui costi da affrontare per avviare l'attività.

Preparati poi alle difficoltà dei primi tempi. Non aspettarti montagne di soldi fin da subito: durante i mesi iniziali sarà già un successo rientrare nell'investimento. Questo significa che dovrai mettere da parte un po' di denaro per la tua tranquillità economica, da utilizzare fin quando gli introiti non saranno sufficienti al sostentamento. Ti conviene parlare con un consulente, magari con un commercialista, che ti spieghi bene come affrontare gli oneri fiscali. Se a 30 anni hai una famiglia, la decisione di cambiare lavoro andrebbe discussa con i partner.

Crea una rete di contatti

Fare network è importantissimo nel mondo del lavoro. Costruirsi la propria rete di contatti in ambito professionale è una cosa che andrebbe fatta fin da subito. Molto spesso la professione che si svolge dà modo di conoscere persone, professionisti e clienti. Tieniti strette tutte queste figure, potrebbero tornare utilissime nel momento in cui deciderai di cambiare posto. Anche i social network sono di grande aiuto, perché facilitano nuovi contatti con persone e professionalità diverse. Ognuno di loro potrebbe rivelarsi una risorsa fondamentale per la tua carriera.

Aggiorna il tuo curriculum

Se stai pensando di passare da un lavoro dipendente a un altro, allora faresti bene a dare una bella spolverata e rinfrescata al tuo curriculum. Per prima cosa, aggiornalo con le competenze che hai acquisito con la tua attuale professione. Il tuo CV, poi, dovrà essere ottimizzato per essere “letto” da software come l'ATS. Sempre più selezionatori, infatti, si affidano a questo strumento che facilita loro il compito di scrematura dei potenziali candidati.

Un curriculum ottimizzato per questo tipo di software deve presentare nel testo una serie di parole chiave che coincidono con quelle utilizzate dal selezionatore nell'offerta. Ma attenzione: queste parole devono seguire un senso logico e vanno inserite all'interno delle frasi in modo naturale. Le chiavi possono essere rubate dal testo dell'annuncio di lavoro, ma questo è solo un piccolo espediente. Sii creativo. Solo quando il tuo CV sarà pronto per una eventuale selezione mediante ATS, potrà risultare interessante agli occhi dei recruiter.

Metti da parte ferie e giorni di permesso

Se hai preso la decisione di cambiare lavoro, il suggerimento è cominciare a cercarlo mentre sei ancora impiegato. Licenziarsi e poi cominciare la ricerca sarebbe alquanto rischioso. Assicurati quindi di aver messo da parte alcuni giorni di ferie o di permesso. In questo modo, se ricevi la convocazione per un colloquio, puoi facilmente liberarti senza creare tensioni. Tieni presente che potrebbe servirti più di un giorno: la sede dell'incontro potrebbe distare diverse ore da dove vivi, oppure la selezione potrebbe svolgersi nell'arco di più giorni.

Tenere da parte delle ferie ti permetterà di organizzarti con una certa flessibilità. Non pensare solo alle vacanze! I giorni liberi potrebbero tornarti utili anche nel caso in cui tu debba affrontare un concorso. Potrai sfruttarli per studiare e completare la preparazione prima della data della prova.

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