Come diventare chef a domicilio

Di Team editoriale di Indeed

Pubblicato in data 18 febbraio 2022

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Complice la dilagante passione per il food e le nuove abitudini orientate all'ambiente domestico, la figura dello chef a domicilio sta spopolando. Se sei un professionista della ristorazione e vuoi metterti in gioco con una tua attività, probabilmente stai vagliando anche questa modalità di lavoro. Qui di seguito troverai moltissime informazioni e consigli su come diventare chef a domicilio: quali sono gli aspetti burocratici e gli adempimenti di legge, di che strumentazione dotarti, come organizzare il lavoro e come promuovere i tuoi servizi per allargare la clientela.

Come diventare chef a domicilio

Anche se negli Stati Uniti e in Francia esiste da molto tempo, la figura dello chef a domicilio si è diffusa anche in Italia, ed è diventata di gran moda negli ultimi anni. Complici le restrizioni dovute alla pandemia e la riscoperta del piacere di godersi il calore casalingo, molti italiani apprezzano questo genere di servizio. Se ti occupi di ristorazione e cerchi un modo per lavorare in autonomia e a diretto contatto con i clienti, diventare chef a domicilio potrebbe essere la tua prossima avventura professionale. Ecco quello che c'è da sapere.

Cosa fa lo chef a domicilio (le differenze con personal chef e home restaurant)

L'opzione perfetta per mangiare qualcosa di buono senza andare in ristorante né ricorrere al delivery! Ecco cosa fa lo chef a domicilio:

  • Prende accordi coi clienti e padroni di casa sul menù e sul tipo di servizio

  • Prepara le portate del pasto direttamente a casa del cliente

  • Serve in tavola, presentando i piatti ai commensali

  • Sistema gli spazi utilizzati e lascia la cucina pulita e in ordine

Chiarito in via generale che cosa fa, la seconda cosa da sapere è che lo chef a domicilio è un libero professionista; oltre agli aspetti burocratici, che tratteremo di seguito, questo statuto comporta anche molta autonomia nel proporre i servizi.

La caratteristica principale di un cuoco o una cuoca a domicilio è proprio il fatto di cucinare presso l'abitazione del cliente, un po' come fa anche il personal chef. Tuttavia, mentre quest'ultimo presta un servizio continuativo presso la stessa casa, lo chef a domicilio svolge un lavoro occasionale, o quantomeno saltuario. Per esempio, lo chef a domicilio viene chiamato in occasioni particolari, cene con molti invitati, feste e celebrazioni.

Le due professioni – chef a domicilio e personal chef - non vanno confuse con l'home restaurant: una pratica che prevede che il cuoco o la cuoca apra la propria abitazione a un numero contenuto di clienti paganti, e li serva nella propria sala da pranzo, come se fosse un piccolo ristorante.

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Chef a domicilio: cosa c'è da sapere prima di cominciare

Se ti piace la prospettiva di cucinare ogni volta in un ambiente diverso, proporre menu in linea con i gusti dei clienti e portare avanti un'attività molto varia e dinamica, il mestiere dello chef a domicilio potrebbe fare per te. Nei prossimi paragrafi troverai le informazioni utili per prepararti e avviare questo lavoro.

Requisiti, documentazione e adempimenti legali per fare lo chef a domicilio

Se ti occupi di ristorazione, sai bene che per poter svolgere servizi di questo tipo è importante verificare quanto previsto dalla legge, ed effettuare tutti gli adempimenti.

Se si vuole svolgere l'attività di chef a domicilio, esistono dei requisiti precisi da rispettare.

Formazione ed esperienza

Per quanto riguarda la preparazione specializzata di chi vuole iniziare a lavorare come cuoco a domicilio, ecco cosa serve:

  • almeno 2 anni di esperienza nel campo della ristorazione e della somministrazione di cibi e bevande nei 5 anni precedenti l'inizio dell'attività di chef a domicilio

  • possesso dell'attestato HACCP per la manipolazione e conservazione di alimenti e conoscenza delle norme di igiene

  • non obbligatorio, ma fortemente consigliato, avere una formazione specializzata in cucina e ristorazione.

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Autorizzazioni

Quello dello chef a domicilio è in genere un lavoro autonomo, prestato dunque come libero professionista. Per esercitare la professione con questo statuto serve:

  • aprire la partita IVA, selezionando il codice Ateco 56.21.00 (catering per eventi e banqueting)

  • comunicare l'attività al Registro delle Imprese, all'Agenzia delle Entrate, all'INPS e all'INAIL (in genere è il commercialista a cui ti affidi a occuparsi di queste cose per conto tuo)

  • la SCIA, cioè la dichiarazione d'inizio attività, da presentare al comune

È inoltre consigliato informarsi presso il comune di riferimento e l'azienda sanitaria locale perché potrebbero essere necessarie delle autorizzazioni ulteriori, a seconda delle norme regionali.

Assicurazione

Non è necessaria per legge, ma i professionisti del settore consigliano di stipulare un'assicurazione di responsabilità civile verso terzi (RCT). Questo per tutelarsi nel caso di piccoli incidenti, che possono capitare nelle cucine in ambito domestico.

Strumentazione

Come ben saprai, per cucinare in maniera professionale in una cucina domestica, dovrai premunirti della strumentazione adeguata, scelta da te in base alle tue abitudini lavorative. Certamente dovrai usare i fornelli, il forno e il piano di lavoro delle case dove ti rechi, ma non è detto che il resto dell'attrezzatura disponibile vada bene per te. È quindi opportuno prevedere un investimento iniziale per comporre un buon kit da cuoco a domicilio, che contenga almeno:

  • l'abbigliamento professionale da chef (giacca o blusa, pantaloni, copricapo ed eventualmente calzature comode)

  • uno o più trolley da viaggio, all'interno dei quali trasportare l'equipaggiamento

  • padelle, risottiera, casseruole

  • coltelli e taglieri

  • pinze, leccapentole, palette, coppapasta

  • guanti monouso

  • termometri alimentari e timer

Questa è una lista di base, da ampliare a seconda delle tue necessità: nessuno sa meglio di te cosa ti servirà per cucinare!

Organizzazione del lavoro dello chef a domicilio

Entriamo nel clou della questione e vediamo come si svolge, nella pratica, il lavoro dello chef a domicilio.
Anche se ciascuno stabilisce il proprio modus operandi, ci sono delle costanti, o quantomeno degli elementi ricorrenti nel lavoro di chef a domicilio.

In genere, come molti altri liberi professionisti, lo chef sarà chiamato a preparare dei preventivi in base alle richieste dei clienti. Questo comporta stabilire le tariffe tenendo conto di molteplici aspetti: il numero di commensali e di portate, l'orario in cui si tiene il pasto, l'eventuale trasferta fuori comune, chi fa la spesa tra lo chef e il cliente.

Il confronto con il cliente gioca un ruolo preliminare fondamentale. È infatti in questa fase che, concordato il preventivo, si definisce il menù. Lo chef terrà conto dei gusti, delle intolleranze e di eventuali astensioni da parte dei commensali, per esempio per motivi religiosi.
Molti cuochi preferiscono organizzare il proprio lavoro preparando un programma dettagliato, per essere certi di avere una scaletta da seguire e non dimenticare alcun passaggio. Nella fase di programmazione, il cuoco saprà quantificare con buona approssimazione il tempo di preparazione, di cottura e di servizio delle portate.

Le sfide del mestiere

Come abbiamo visto, per esercitare questo lavoro a domicilio bisogna avere una certa esperienza come cuochi. Saper cucinare in maniera professionale non è però sufficiente; ecco altri aspetti da tenere in conto se vuoi avere successo come chef a domicilio:

  1. Il tuo repertorio di ricette e preparazioni dovrà essere sufficientemente ampio, in modo da poter andare incontro alle richieste della clientela, a fare proposte che vanno incontro alle necessità dei padroni di casa e dei loro commensali.

  2. Cucinare in casa è ben diverso da cucinare in ristorante. Lavorando a domicilio, dovrai confrontarti ogni volta con una cucina diversa, e saperti adattare agli strumenti a tua disposizione. Forni e fornelli domestici sono meno precisi e potenti rispetto a quelli professionali dei ristoranti, quindi dovrai tenere conto anche di questa variabile.

  3. Date le specificità di questo mestiere, dovrai dare prova di discrezione e profondo rispetto per gli spazi privati nei quali andrai a operare. Mentre in un ristorante lo chef è nel proprio regno, quando cucina a casa d'altri dovrà tenere conto della sensibilità dei padroni di casa.

  4. Il rapporto con la clientela è molto più diretto rispetto a quello che si ha lavorando nella cucina del ristorante. Lo chef a domicilio infatti si interfaccia direttamente con i destinatari della propria attività e deve dar prova capacità relazionali e comunicative.

  5. Non basta sapersi relazionare in prima persona con i clienti, ma servono anche competenze di marketing per promuovere il servizio e creatività per distinguersi dalla concorrenza. Se ti stai chiedendo come fare, continua la lettura nel prossimo paragrafo.

Marketing, promozione, personal branding dello chef a domicilio

Per quanto la figura dello chef a domicilio sia ancora emergente in Italia, la concorrenza non manca. È fondamentale puntare quindi sulla comunicazione e sul personal branding per far conoscere i servizi che offri e assicurarti nuovi clienti.

Come molti liberi professionisti e artigiani, lo chef a domicilio trova clienti anche grazie al passaparola. Tuttavia, almeno per i primi tempi di avvio dell'attività il passaparola non può essere sufficiente, poiché si tratta di trovare i primi clienti (che idealmente poi parleranno di te a nuovi potenziali clienti).

  1. Rifletti sui servizi che intendi proporre, sulla clientela ideale alla quale ti rivolgi, sul tuo territorio di riferimento.

  2. Una volta messi a fuoco questi aspetti, potrai delineare il tuo brand personale, ovvero ciò che ti distingue dagli altri, quello che intendi comunicare e che vuoi si dica di te.

  3. Investi in un corso di marketing e personal branding, per conoscere e imparare a utilizzare gli strumenti di comunicazione più efficaci al tuo business. In alternativa, puoi rivolgerti a un professionista che gestisca questi aspetti al tuo posto: costa di più, ma in compenso ti permette di occuparti esclusivamente della parte operativa, cioè la cucina.

  4. Adatta la strategia in base al feedback che ricevi. A seconda del tuo target, potrebbero funzionare idee diverse: un blog di ricette, una forte presenza sui social media, dei gadget da distribuire ai commensali che servi…

Anche in questi frangenti, la creatività e la competenza sono la chiave del successo.

Specializzarsi o saper fare tutto?

Per definire la tua strategia commerciale, dovrai basarti sul mercato di riferimento: operi in una grande città o in un piccolo territorio? Infatti, la presenza di una grande concorrenza e di una forte richiesta potrebbe rendere necessaria una maggiore specializzazione da parte tua, al fine di ritagliarti una nicchia di mercato. Per esempio, potresti specializzarti in:

  • cucina vegetariana o vegana

  • menu per bambini

  • cucina senza glutine

  • cene a tema

  • cucina tradizionale locale

Una forte specializzazione ti porterà anche a elevare la qualità del tuo lavoro, un vero valore aggiunto nel settore.
Un altro modo per andare incontro alla clientela è proporre dei servizi aggiuntivi a quello di preparazione del pasto: scelta dei vini, pasticceria e cake design, decorazione della sala o altro.

Si tratta di proposte che richiedono competenze aggiuntive e più tempo a disposizione, ma nulla impedisce di avvalersi di collaboratori e assistenti.

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Con questa panoramica, hai un'idea di quello che comporta il lavoro di chef a domicilio. È una professione appassionante per chi ama la cucina e il contatto diretto con le persone. La passione e l'abilità culinaria però non sono sufficienti: per svolgere quest'attività, è necessario possedere ottime capacità organizzative e abilità nell'auto-promozione.

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