Come diventare direttore sportivo

Di Team editoriale di Indeed

Aggiornato in data 17 gennaio 2023

Pubblicato in data 11 novembre 2021

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Tante volte si sente parlare del Direttore Sportivo, una figura dirigenziale che è salita alla ribalta soprattutto nel mondo del calcio ma il cui ruolo è fondamentale in tutti gli sport. Vediamo come diventare direttore sportivo e usare le proprie competenze per lavorare nel mondo dello sport.

Chi è e come diventare direttore sportivo

Quando si parla di sport, si sa che ogni squadra è costituita da un gruppo folto di persone; molte di queste hanno un ruolo che non le pone sotto le luci dei riflettori, ma da loro dipende il funzionamento di una struttura organizzativa complessa.

Se pensiamo a sport di squadra come calcio, basket e pallavolo sappiamo che la prestazione del fine settimana, ovvero la partita, è il frutto di un lavoro continuativo da parte di tutto lo staff. Gli allenamenti settimanali devono essere svolti in condizioni ottimali per quanto riguarda strutture, attrezzature e organizzazione.

Volendo semplificare la struttura di una società sportiva, possiamo dividerla in due parti: la società, ovvero il comparto amministrativo, e l'area tecnica, ovvero allenatore e atleti.
Tra queste due parti principali della società sportiva si colloca il direttore sportivo: una figura complessa, affascinante e fondamentale.

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Il ruolo del direttore sportivo

Il ruolo del direttore sportivo è stato definito da Dave Basset come un tampone. Il direttore sportivo risponde alla dirigenza ma è lì per assistere l'allenatore. È esperto del calcio e aiuta i membri della dirigenza che non hanno questa esperienza".

Probabilmente il direttore sportivo è la figura manageriale in una squadra che vive di più il campo, sia esso in erba per il calcio o all'interno di un palazzetto per la pallamano, la pallavolo o la pallacanestro.

Andiamo per ordine. Il direttore sportivo è un membro della società che si occupa di definire assetti, strategie e obiettivi.
Il DS si interfaccia con la società per capire quali siano gli obiettivi da perseguire e, sulla base delle indicazioni, prepara una strategia e definisce le modalità organizzative e gli assetti. Consideriamo per esempio una squadra di calcio che punta alla vittoria del campionato: il direttore sportivo proporrà un allenatore in grado di costruire una squadra adatta al raggiungimento di questo obiettivo.
Ma il DS è anche il responsabile della squadra e si confronterà con l'allenatore per poter stabilire che tipo di giocatori sono necessari per raggiungere l'obiettivo o programmarlo entro un certo periodo.
Comprese le esigenze, si adopererà per tesserare i giocatori richiesti alle migliori condizioni possibili, nel rispetto del budget societario.

Ma il lavoro del DS non si esaurisce nel cercare di mediare tra le esigenze dell'allenatore e quelle della società: i DS più apprezzati sono quelli che hanno competenze specifiche, che conoscono i giocatori, che sanno interpretare le esigenze dell'allenatore e proporre giocatori visionati nel corso dei mesi precedenti. Lo scouting, quindi, è un'altra delle sue attività principali.

Tanta presenza sul campo per seguire gli allenamenti ed essere presente anche per le esigenze dei giocatori, ma anche tanti viaggi per visionare giocatori, parlare con i dirigenti di altre società sportive e creare rapporti solidi che nel tempo possono portare a scambi di atleti a condizioni più vantaggiose.
Oltre alla ricerca di giocatori adatti per la propria squadra, il direttore sportivo si occupa anche della cessione di giocatori: cerca di indirizzarli verso altre società che possano garantire un ritorno economico adeguato, nel rispetto dei desideri dell'atleta e tenendo conto del fatto che, nonostante si instaurino buoni rapporti con altre società, queste rimangono sempre concorrenti per eventuali titoli nazionali o internazionali. Pertanto, al momento delle trattative di mercato è bene comprendere quali atleti cedere, a chi cederli e a quali condizioni.

Durante i periodi in cui il mercato è fermo, il direttore sportivo continua a lavorare portando avanti attività come osservazione dal vivo o attraverso la televisione di partite e giocatori che potrebbero interessare alla propria società. Allo stesso tempo, continua a occuparsi della gestione della squadra assicurando che lo staff tecnico e i giocatori possano lavorare nelle migliori condizioni possibili. Ogni stagione sportiva vede il direttore sportivo tracciare un primo bilancio già a metà del percorso e iniziare subito a costruire l'impalcatura per il futuro, programmando i primi accordi e delineando una programmazione che a fine anno deve essere praticamente definitiva.

La trasformazione del direttore sportivo

Il direttore sportivo è sempre stato una figura cardine per le società sportive, ma il suo ruolo si è modificato nel tempo.
Fino a qualche anno fa la vita del DS era più semplice: si occupava di gestire acquisti e cessioni in funzione del budget della società; in caso di risultati al di sotto delle aspettative, era suo compito proporre alternative e gestire esoneri e mercato di metà campionato; infine, proseguiva l'attività di scouting in maniera più ristretta, in genere sul territorio nazionale con qualche viaggio per visionare particolari talenti.

La politica e lo sport sono cambiati tanto. La nascita dell'Unione europea, la possibilità di tesserare un numero illimitato di giocatori comunitari e nuove normative in tema di bilancio sono solo alcune delle nuove condizioni in cui il direttore sportivo deve operare.
Le variabili di cui deve tenere conto sono aumentate e hanno portato a una maggiore attenzione a vincoli imposti dalle norme finanziarie europee. Sono cambiati inoltre i contratti e sono state create formule di scambio di giocatori che permettono il tesseramento in condizioni meno gravose per le società.

Insomma, il direttore sportivo è passato da una attività di scouting e gestione acquisti/cessioni a un ruolo che coinvolge in modo più strutturato budget e contratti.

Competenze e caratteristiche del direttore sportivo

Abbiamo visto che il ruolo del direttore sportivo è un ruolo trasversale e di collegamento tra l'area tecnica e l'area societaria.
Sono pertanto necessarie competenze che variano tra diversi campi:

  • Competenze calcistiche: scoprire talenti, capire come possono inserirsi nella squadra e proporli all'allenatore richiedono competenze che vanno oltre il semplice ruolo dirigenziale.

  • Competenze di bilancio, fiscali e contrattuali: acquisti, cessioni, prestiti, prestiti con riscatto, prestiti con opzione di acquisto e comproprietà sono solo alcune delle alternative per poter portare un giocatore nella propria squadra o cederne uno della propria rosa. Chiaramente sono necessarie competenze specifiche per poter contrattare con le controparti e trovare la soluzione migliore. Allo stesso tempo, le normative fiscali nazionali prevedono trattamenti fiscali che sono stati adattati alla presenza di atleti che non hanno residenza permanente, per cui è necessario avere un quadro ben preciso per poter offrire a un atleta un contratto che sia conforme alla legge e, allo stesso tempo, rientri nei parametri societari.

  • Competenze gestionali e di mediazione: il DS deve gestire i rapporti con i giocatori, lo staff tecnico e una serie di altre figure da cui dipende la preparazione delle strutture e delle attrezzature affinché gli atleti possano allenarsi. Non solo: fungendo da collegamento tra società e allenatore e atleti, deve essere in grado di gestire i momenti di attrito dovuti, per esempio, a risultati non all'altezza delle aspettative.

  • Ottime capacità di comunicazione e contrattazione: la costruzione di rapporti duraturi e di fiducia è molto importante, così come saper portare a termine le trattative, soprattutto ora che tra le società e gli atleti i rapporti vengono gestiti dai procuratori.

  • Disponibilità a viaggiare: lo sport è fatto di viaggi e trasferte e il DS dovrà viaggiare molto per incontrare atleti, procuratori e colleghi di altre squadre.

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Come diventare direttore sportivo

Per diventare direttore sportivo è necessario avere il diploma di scuola superiore.
Nel mondo del calcio, la FIGC mette a disposizione dei bandi per partecipare ai corsi che daranno la possibilità di ricoprire la carica di direttore sportivo.
I corsi si tengono a Coverciano e prevedono lezioni, prove e un esame finale.
L'accesso ai corsi è concesso in base a una classifica stilata seguendo dei parametri personali e professionali, che sono requisiti necessari per la presentazione delle domande.
Al termine del percorso si ottiene un Diploma che permette l'iscrizione all'Albo.

Come diventare direttore sportivo: requisiti personali

I requisiti personali per la frequenza del corso sono:

  • età minima di 25 anni

  • diploma di scuola superiore

  • nessuna condanna penale

  • diritti civili

  • non essere stati dichiarati falliti o interdetti

Requisiti professionali per i corsi FIGC

Per il profilo tecnico-amministrativo, l'accesso ai corsi per direttore sportivo è consentito ai candidati che hanno ricoperto mansioni economiche presso società sportive.
Invece, per l'accesso al profilo sportivo, bisogna aver maturato esperienza come calciatore o allenatore e viene escluso chi ha ricoperto il ruolo di procuratore sportivo nell'anno precedente.

I direttori sportivi in ambito calcistico possono ricorrere all'ADISE (Associazione Italiana Direttori Sportivi) per attività di aggiornamento, formazione e altre utili iniziative.

Si prega di notare che nessuna delle aziende menzionate in questo articolo è associata a Indeed.

Ti interessa il mondo dello sport? Ora che sai come diventare direttore sportivo hai sicuramente una visione più chiara per lanciarti in questa carriera professionale.

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