Come diventare elettricista

Di Team editoriale di Indeed

Aggiornato in data 5 febbraio 2023

Pubblicato in data 18 febbraio 2022

La Redazione Indeed, un team eterogeneo e di talento che include scrittori, ricercatori ed esperti del settore, dispone delle analisi e dei dati di Indeed necessari per fornire consigli utili durante il tuo percorso lavorativo.

Dal settore navale all'industria, dall'automobilismo all'ambito domestico, in una società come quella attuale, in cui praticamente tutto necessita di elettricità per muoversi o funzionare, occorre sempre rivolgersi a una persona in grado di realizzare e mantenere un impianto elettrico. Scopri come diventare elettricista, una tra le più comuni figure professionali di tipo tecnico.

Come diventare elettricista: le competenze

Indichiamo, qui di seguito, le competenze che possiede un elettricista:

  • è competente nell'ambito dei materiali e della tecnologia costruttiva di sistemi elettronici ed elettrici, nonché della generazione e trasmissione dei segnali elettrici ed elettronici

  • conosce i sistemi per la generazione, la conversione e il trasporto dell'energia elettrica e gli impianti di distribuzione

  • presta servizio nella progettazione, nella costruzione e nel collaudo di sistemi elettronici e impianti elettrici

  • ha le competenze necessarie a programmare controllori e microprocessori

  • conosce le tecniche di controllo e interfaccia con l'ausilio di software dedicati

  • sfrutta le proprie conoscenze nell'ambito dell'elettrotecnica, dell'elettronica e dell'informatica per procedere al controllo dei processi produttivi e dell'automazione industriale

  • interviene nei processi di conversione dell'energia elettrica, al fine di ottimizzare il consumo energetico e adeguare gli impianti e i dispositivi alle norme di sicurezza, anche per quanto riguarda le fonti energetiche rinnovabili e alternative.

Come diventare elettricista: le qualifiche necessarie

Il primo passo per diventare elettricista professionista è quello di frequentare una scuola che offra una formazione specifica, in primo luogo un istituto tecnico tecnologico ad indirizzo Elettronica ed elettrotecnica: l'elettronica è la branca del sapere che tratta dell'elaborazione di informazioni sotto forma di segnali elettrici e che attualmente vede una forte crescita in settori quali telecomunicazioni, informatica, robotica e telemedicina, mentre l'elettrotecnica riguarda la produzione, il trasporto e l'utilizzo dell'energia elettrica, in ambito industriale o civile.

In alternativa al conseguimento del diploma di istituto tecnico è possibile frequentare corsi professionali specifici, offerti da appositi istituti, comprendenti un corso triennale di base, con l'insegnamento di conoscenze anche teoriche, seguito da due anni di specializzazione. In alcuni casi, l'inserimento nel mondo del lavoro è possibile già durante l'ultimo anno di studio in qualità di apprendista o tirocinante. Diversamente, sarà necessario attendere il conseguimento dell'attestato di qualifica professionale.

Infine, è possibile ottenere un titolo di studio universitario in Ingegneria, Architettura o Fisica. In tali casi ti servirà un periodo di lavoro, che può variare da uno a quattro anni, come operaio specializzato alle dirette dipendenze di un'impresa attiva nel settore.

In assenza di titoli di studio, ricorda che puoi diventare elettricista anche attestando un periodo di lavoro di tre anni (escluso l'apprendistato) come operaio installatore, con specializzazione nelle attività di installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione di impianti elettrici, oppure sei anni di collaborazione tecnica continuativa per conto di imprese abilitate del settore.
Una volta soddisfatti questi requisiti, potrai svolgere l'attività di installatore di “impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell'energia elettrica, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, nonché degli impianti per l'automazione di porte, cancelli, barriere”.

Come diventare elettricista: il percorso professionale

Una volta ottenuta l'abilitazione, l'installatore di impianti elettrici può cercare lavoro come dipendente, iscrivendosi ai centri per l'impiego o inviando il CV alle ditte di impiantistica che operano nella zona geografica di riferimento. Talvolta è possibile proseguire il rapporto professionale con l'impresa presso cui si è svolto l'apprendistato o il tirocinio, che può avere interesse ad assumere stabilmente una persona che ha già avuto modo di vedere all'opera e di cui conosce competenze e capacità.

In alternativa, è possibile tentare la strada del lavoro autonomo, aprendo un'attività in proprio o con soci. Oltre al possesso dei requisiti morali e tecnico-professionali, sono necessari i seguenti adempimenti:

  • iscrizione in Camera di Commercio e nel registro artigiani

  • attribuzione della partita IVA presso l'Agenzia delle Entrate

  • iscrizione nella sezione artigiani dell'INPS

  • iscrizione all'INAIL

Per quanto riguarda il codice identificativo del tipo di attività, si tratta principalmente dei codici appartenenti alla classe 43.21 Impianti elettrici, ossia: 43.21.01, Installazione di impianti elettrici in edifici o in altre opere di costruzione (inclusa manutenzione e riparazione), 43.21.02, Installazione di impianti elettronici (inclusa manutenzione e riparazione) e 43.21.03, Installazione impianti di illuminazione stradale e dispositivi elettrici di segnalazione, illuminazione delle piste degli aeroporti (inclusa manutenzione e riparazione).

Per ottenere assistenza in merito a tutti gli adempimenti relativi all'apertura dell'attività e al conseguimento dei requisiti è possibile rivolgersi alle associazioni di categoria attive a livello nazionale o locale e specializzate nei settori dell'artigianato, tra cui Confartigianato, CNA e Unione Artigiani.

Le specializzazioni per l'elettricista in ambito Automotive: le figure previste dal Decreto legislativo 81/2008

Il Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, rubricato in Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, prevede l'istituzione delle figure di PES, PAV e PEI nei lavori elettrici: che cosa sono e come diventare elettricista con queste qualifiche?

La norma citata prevede che, per lo svolgimento dei vari tipi di lavori elettrici, sia necessario disporre di personale qualificato e informato sui pericoli derivanti dal rischio elettrico in impianti in presenza di tensione. Secondo lo standard CEI 11-27:2014 “Lavori su impianti elettrici”, a queste figure viene dato il nome di PES, PAV e PEI; ad ognuna di esse è associato un tipo di lavoro elettrico diverso, tra cui i lavori sotto tensione, eseguiti su parti attive di impianti elettrici sotto tensione (es. quadri elettrici), i lavori in prossimità di tensione, ossia entro una certa distanza dalle parti attive di impianti elettrici in tensione, e i lavori fuori tensione, eseguiti su parti di impianti elettrici non in tensione durante lo svolgimento del lavoro.

Panoramica su PES, PAV e PEI

Le figure previste dalla normativa per l'esecuzione di lavori fuori tensione o sotto tensione in ambito Automotive sono le seguenti:

  • PES (persona esperta): dotata di conoscenze teorico-tecniche, questa figura ha la capacità di analizzare e valutare i rischi derivanti dall'elettricità e può svolgere lavori fuori tensione e in prossimità di tensione.

  • PAV (persona avvertita): persona messa a conoscenza dei rischi elettrici da parte di una PES, può svolgere lavori fuori tensione e in prossimità di tensione (esclusivamente sotto la supervisione di una PES).

  • PEI (persona idonea): in possesso dell'idoneità a svolgere lavori elettrici sotto tensione, può svolgere ogni tipo di lavoro elettrico.

PES e PAV vengono designate per iscritto dal datore di lavoro, tenuto conto del loro livello relativamente ai seguenti requisiti: istruzione (conoscenza degli impianti elettrici, rischi e pericoli connessi e la relativa normativa), esperienza lavorativa e caratteristiche personali di tipo psicofisico. La PEI viene designata dal datore di lavoro, che presceglie PES o PAV ritenute idonee, sulla base di una valutazione approfondita. Esistono corsi specifici a seconda della diversa figura professionale coinvolta, la cui frequenza deve essere rinnovata con cadenza quinquennale.

Con la crescente diffusione di autoveicoli ibridi ed elettrici, la figura dell'elettricista all'interno delle autofficine si è notevolmente evoluta: poiché in queste vetture sono presenti componenti ed impianti ad alta tensione, l'impiego di personale con semplici competenze di elettrotecnica non è più sufficiente. Solo la PEI, infatti, ha la possibilità di intervenire sulle batterie per autotrazione, eventualmente sostituendone le celle, e mettere fuori tensione l'impianto ad alta tensione. Una volta certificata l'assenza di tensione, potrà quindi intervenire una PES o, sotto la sua supervisione, una PAV.

L'Automotive è un settore che offre ottime prospettive per gli elettricisti, che nel giro di pochi anni passeranno dal lavoro sui circuiti a bassa tensione delle vetture in qualità di tradizionali elettrauto a diventare figure estremamente specializzate e di fondamentale importanza in termini di sicurezza. È pertanto cruciale promuovere la formazione continua e i corsi di specializzazione e aggiornamento tecnico, in modo da consentire agli elettricisti di cogliere le interessantissime opportunità e prospettive future offerte dal settore.

Quanto guadagna un elettricista?

Secondo i dati disponibili presso Indeed, lo stipendio medio di un elettricista in Italia ammonta a € 18.873,00 all'anno.

Come abbiamo visto, quello dell'elettricista è un ruolo sempre richiesto, che trova applicazione in svariati ambiti, sia a livello industriale che domestico, e che è destinato a crescere nel futuro, di pari passo con l’aumento dell'importanza che i sistemi elettrici acquisiranno nella vita di tutti noi (si pensi all’automazione, alla robotica e ai veicoli elettrici). Offre quindi ottimi sbocchi professionali a chi si affaccia oggi al mondo del lavoro, oltre all'opportunità di guadagnare un discreto stipendio, con la possibilità di significativi incrementi in caso di particolari specializzazioni, come nel caso delle figure PES/PAV.

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