Come diventare embriologo in 5 passi

Di Team editoriale di Indeed

Pubblicato in data 21 settembre 2022

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Scopri come diventare embriologo, una delle numerose figure specializzate in ambito medico-scientifico. In questo articolo approfondiremo il percorso di studi necessario per diventare embriologo, il suo ruolo nella Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), scopriremo in cosa consiste il suo lavoro, quali requisiti deve avere chi desidera intraprendere questa straordinaria carriera che aiuta le persone ad avere figli quando incontrano il problema sempre più diffuso dell'infertilità.

Come e perché diventare embriologo

Il tema dell'infertilità è, purtroppo, un problema che tocca sempre più persone. Quella dell'embriologo è per questo una professione che sta diventando sempre più necessaria e richiesta.

Di recente Shanna Swan, scienziata pluripremiata per il suo lavoro che esamina l'impatto delle esposizioni ambientali sulla salute riproduttiva di uomini e donne, docente di Medicina ambientale della Mount Sinai School of Medicine di New York, attraverso i suoi studi ha potuto stimare che, entro il 2045, la maggior parte delle coppie sarà costretta a ricorrere alla fecondazione in vitro. Questo a causa dell'inquinamento da plastiche, le quali danneggiano la qualità degli spermatozoi.

Sono, poi, sempre più le coppie che ritardano la decisione di metter su famiglia a causa, ad esempio, della propria situazione socioeconomica. Problemi di infertilità possono insorgere anche dopo particolari trattamenti terapeutici, come alcune terapie oncologiche, che possono compromettere le cellule sessuali (gameti).

La fecondazione in vitro si rende necessaria anche nei casi in cui, pur non sussistendo infertilità, esiste il rischio di trasmettere, da parte dei genitori, malattie genetiche ereditabili ai propri figli.

Un quadro ampio e complesso che rappresenta una grande sfida per chi fa ricerca nell'ambito della fertilità, come, appunto, l'embriologo.

Sulla base di questi dati, possiamo affermare che, sicuramente, quella dell'embriologo è una professione con un futuro davanti.

Cosa fa l'embriologo

L'embriologo è un biologo o un biotecnologo specializzato in fertilità che aiuta le coppie nel percorso della procreazione assistita. Lavora in laboratorio dove si prende cura dei gameti maschili e femminili e degli embrioni che si formano dalla loro unione.

Il suo ruolo è fornire consulenza, consigli e le diverse potenziali opzioni di trattamento alla persona o alla coppia che sta cercando di concepire. Inizialmente, ad esempio, l'embriologo o l'embriologa può raccomandare trattamenti semplici, come individuare i periodi di maggiore fertilità, per favorire il concepimento.

Quando queste soluzioni non sono sufficienti, si occupa di condurre test di fertilità per determinare quale sia l'origine del problema. Cause che possono essere diverse; il concepimento è il frutto di una serie complessa di eventi che devono andare a buon fine affinché il feto si possa sviluppare e crescere.

Con i risultati del test di fertilità e una volta stabilità la causa del problema, l'embriologo o l'embriologa raccomanda i trattamenti più adatti, come la somministrazione di farmaci, l'inseminazione artificiale o la fecondazione in vitro (IVF).

Quando la coppia sceglie la fecondazione in vitro, l'embriologo o l'embriologa è responsabile della raccolta dello sperma e dell'ovulo che vengono combinati in laboratorio e monitorati. In caso di fecondazione, si ottiene un embrione che può essere successivamente trasferito nell'utero. Il processo di fecondazione in vitro è molto delicato e richiede un lavoro dettagliato con un'attenzione speciale.

Quella dell'embriologo è davvero una professione straordinaria!

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Vediamo quali sono i 5 passi per poter diventare embriologo:

1. Iscriversi a un corso di Laurea in Biologia o Biotecnologie

Il titolo di studio richiesto è la Laurea in Biologia o in Biotecnologie. Per accedervi, però, è necessario superare un test di ingresso, spesso a numero programmato, chiamato, per i corsi di studio dell'area di biologia e delle scienze della vita, TOLC-B e organizzato da CISIA (Consorzio Interuniversitario Sistemi Integrati per l'Accesso).

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2. Superare il test di ingresso

Come abbiamo visto, per potersi immatricolare nella facoltà di Biologia o di Biotecnologie è necessario sostenere un esame di ingresso, il TOLC-B. TOLC è l'acronimo di Test OnLine CISIA, mentre B indica l'area dei corsi di studio. Il test di valutazione è strutturato in 50 quesiti suddivisi in quattro sezioni, a cui se ne aggiunge una quinta per valutare la conoscenza della lingua inglese.

L'aspirante matricola ha 110 minuti a disposizione, più 15 minuti per la quinta sezione, per un totale di 125 minuti.

I quesiti sono divisi in:

  • 20 di matematica di base con 50 minuti a disposizione

  • 10 di biologia con 20 minuti a disposizione

  • 10 di fisica con 20 minuti a disposizione

  • 10 di chimica con 20 minuti a disposizione

  • 30 di inglese con 15 minuti a disposizione

Ad ogni risposta è assegnato un punteggio secondo i seguenti criteri:

  • risposta corretta: 1 punto

  • risposta sbagliata: -0,25 punti

  • risposta non data: 0 punti

Per la prova di conoscenza della lingua Inglese non è prevista alcuna penalizzazione in caso di risposta sbagliata, per cui il punteggio è determinato dall’assegnazione di 1 punto per le risposte esatte e 0 punti per le risposte sbagliate o non date.

Non tutte le facoltà adottano il test di ingresso con numero programmato. In alcune, ad esempio, esiste una prova di ingresso non vincolante per l'accesso alla facoltà e il cui valore è puramente orientativo. Ha, cioè, la funzione di valutare il livello di preparazione delle future matricole e, in caso di punteggio insufficiente, queste avranno l'obbligo di sanare le lacune durante l'anno accademico attraverso gli Obblighi Formativi Attivi (O.F.A.) per raggiungere i requisiti minimi di conoscenza delle principali materie dell'indirizzo scelto.

3. Conseguire la Laurea e iscriversi all'Albo

Il terzo passo è, ovviamente, superare di tutti gli esami e conseguire la Laurea Magistrale in Biologia (LM-6) o lauree equiparate e, dopo aver superato l'esame di stato, iscriversi all'Albo dell'Ordine dei Biologi.

4. Frequentare un Master di primo o di secondo livello in Embriologia Umana

In Italia non esiste ancora la specializzazione in embriologia clinica, per cui è necessario frequentare corsi di perfezionamento o master universitari per il training scientifico e pratico. Una volta conseguita la Laurea Magistrale in Biologia (LM-6) o lauree equiparate, con il Master il futuro embriologo o la futura embriologa potrà acquisire le conoscenze che riguardano lo sviluppo umano normale e patologico, le procedure cliniche per i problemi di infertilità, nonché le normative vigenti in Italia e in altri Paesi, in merito alle pratiche di PMA (Procreazione Medicalmente Assistita), all'uso di cellule staminali, ecc.

5. Partecipare ai concorsi pubblici o candidarsi nel settore privato

Infine, dopo aver terminato il percorso formativo, esistono opportunità per praticare questa promettente professione sia nel settore pubblico che in quello privato.

Nel caso dei concorsi pubblici è necessario che il laureato o la laureata magistrale in Biologia (LM-6) e lauree equiparate possa dimostrare attraverso certificazioni adeguate un training di almeno due anni in un Laboratorio di PMA. Riuscire a vincere il concorso vuol dire intraprendere la professione di embriologo clinico con contratto a tempo indeterminato e con possibilità di crescita in termini di responsabilità (tra cui anche il rapporto coi pazienti e il pubblico), carriera e salario. Nel settore privato, sono, invece, più frequenti le collaborazioni come liberi professionisti all'interno dei laboratori.

Con chi collabora l'embriologo

Il programma di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) coinvolge diverse figure professionali, ciascuna con la propria specializzazione. L'embriologo, in particolare, si confronta con:

  • Il ginecologo, la prima figura che le coppie incontrano fin dalla prima visita in ambulatorio e che formula la diagnosi di infertilità.

  • L'urologo o l'andrologo, medici biologi o medici andrologi che approfondiscono lo stato di salute del partner maschile.

  • L'endocrinologo, il medico che si occupa principalmente della cura dei disordini del sistema di organi che producono ormoni.

  • Il genetista, il o la professionista che indaga le possibilità di trasmettere una malattia genetica alla prole.

Altre figure professionali che prendono parte al programma di PMA, che non necessariamente si interfacciano con l'embriologo sono:

  • Lo psicologo aiuta le coppie con consulenza psicologica a supporto all'inizio, durante e dopo il trattamento.

  • L'ostetrica o l'infermiera rappresentano un importante punto di riferimento per le coppie, già dalla prenotazione della prima visita fino all'esito del trattamento intrapreso.

Per lavorare come embriologo ci vuole quindi passione e determinazione. Come tutte le carriere in campo medico e scientifico, gli anni di preparazione non sono pochi, ma accedendo alla specializzazione, avrai l'opportunità di intraprendere una professione gratificante e appagante che saprà ripagarti dei tanti sforzi.

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