Come diventare insegnante - Una guida per aspiranti docenti

Di Team editoriale di Indeed

Aggiornato in data 30 novembre 2022

Pubblicato in data 11 giugno 2021

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Se l'insegnamento è la tua passione, ti interesserà sapere come puoi intraprendere la carriera di insegnante. Questo articolo ti spiegherà quale percorso seguire per iniziare la tua carriera in questa professione. In Italia, gli aspiranti docenti devono confrontarsi con un insieme di norme e decreti in continua evoluzione.

All'enorme responsabilità dal punto di vista formativo ed educativo nei confronti degli studenti, si aggiunge il continuo aggiornamento in termini di studio, esami, corsi di formazione e concorsi per ottenere la tanto agognata “cattedra”. Ti sarà inoltre utile concentrare la tua ricerca sulle tue naturali attitudini o abilità già acquisite con il tuo percorso di studi: per esempio, la conoscenza di una lingua straniera è molto ricercata per la crescente importanza nel nostro sistema scolastico dello studio di esse.

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Come diventare insegnante: cosa ti serve

Se vi state chiedendo come diventare insegnante, oltre a essere competente e preparato nelle proprie materie, un buon docente deve possedere alcune caratteristiche umane che contribuiscano a sostenere gli alunni nel loro processo educativo e di formazione. Capacità di ascolto attivo, empatia, un buon metodo di insegnamento, abilità nel coinvolgere la classe e nel saperla gestire in un clima sereno sono peculiarità essenziali di un bravo insegnante.

Sicuramente la passione è il motore di questa carriera professionale. Un insegnante può diventare il punto di riferimento degli studenti, quindi è importante sviluppare un buon rapporto con loro.

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L'abilitazione all'insegnamento

Per conseguire tale abilitazione, l'aspirante docente deve possedere un titolo che abbia valore abilitante per la specifica classe di concorso di suo interesse. A ogni titolo di studio corrispondono infatti delle classi di concorso specifiche.

In aggiunta, occorre anche possedere il giusto numero di crediti formativi universitari che sono stati maturati durante il percorso di studi. È importante quindi valutare il proprio piano di studi: i crediti formativi, denominati CFU, vengono calcolati in base agli esami sostenuti e per verificarne la validità possono essere comparati con le tabelle fornite dal MIUR. È comunque possibile integrare il piano di studi con i CFU mancanti iscrivendosi a corsi singoli presso università pubbliche e private.

I corsi singoli mirano a far recuperare all'aspirante docente i crediti che non ha maturato durante il percorso universitario. Si tratta di esami che possono essere conseguiti a pagamento e post laurea.

Come diventare insegnante per la scuola dell'infanzia e la scuola primaria

Per quanto riguarda la scuola dell'infanzia e la scuola primaria, è possibile ottenere l'abilitazione conseguendo una laurea magistrale a ciclo unico in scienze della formazione primaria. Si tratta di un corso di laurea a numero chiuso con un numero limitato di candidati. Ogni laureato deve sostenere un test di ingresso su un programma che viene deciso su apposito decreto ministeriale.

Conseguimento dei 24 CFU

Per poter accedere alla carriera di insegnante è necessario il conseguimento di 24 crediti formativi universitari nelle discipline antro-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche. Tutti coloro che sono in possesso di una laurea magistrale o una laurea specialistica o vecchio ordinamento devono conseguire tali crediti. Le materie che rientrano nei 24 crediti sono le seguenti:

  • Pedagogia

  • Pedagogia speciale e didattica dell'inclusione

  • Psicologia

  • Antropologia

  • Metodologie e tecnologie didattiche generali

Il costo per sostenere questi esami è stato stabilito in un massimo di 500 € secondo il Decreto ministeriale 616 del 2017 che ne regolamenta le dinamiche. I 24 CFU devono essere conseguiti da aspiranti docenti che non hanno ancora maturato tre anni di servizio nelle scuole.

Se alcuni di questi crediti sono già stati sostenuti durante il corso di studi, l'università di origine che ha erogato i crediti può produrre un certificato di riconoscimento. Non basta quindi un semplice piano di studi, ma è necessario un certificato specifico dove si dichiari esattamente quali esami tra quelli proposti dai 24 crediti il corsista abbia già svolto.

Insegnante della scuola secondaria: il concorso abilitante

Negli ultimi anni le modalità relative all'abilitazione all'insegnamento sono cambiate in maniera radicale. La normativa relativa all'ottenimento dell'abitazione si è infatti evoluta notevolmente.

1. Prima dei concorsi a cattedre

A partire dal 2010, l'aspirante docente poteva conseguire l'abilitazione attraverso il TFA, ossia il tirocinio formativo attivo.

Nel 2017, il TFA è stato soppresso in favore del percorso FIT, ossia formazione iniziale e tirocinio. Tale percorso è stato soppresso anch'esso nel giro di poco tempo dalla legge di bilancio del 2019 ed è stato sostituito con un concorso abilitante che consente di accedere a un percorso annuale di formazione iniziale e di prova.

2. Concorso a cattedre

Pertanto, allo stato attuale, per la scuola secondaria di primo e di secondo grado, il decreto legislativo numero 59 del 2017 prevede che ogni aspirante docente debba superare un concorso pubblico, denominato concorso a cattedre. Teoricamente questo concorso viene bandito ogni due anni nelle regioni in cui esistono posti vuoti per le classi di concorso. A tale concorso possono partecipare sia coloro che sono già in possesso dell'abilitazione sia coloro che posseggono i requisiti giusti come la laurea magistrale a ciclo Unico e i 24 CFU.

Una volta superate tutte le prove concorsuali e conseguito i punteggi minimi, un aspirante docente può ottenere l'abilitazione all'insegnamento per la classe di concorso di riferimento. Secondo questa normativa non è più previsto un percorso di specializzazione, ma basta superare tutte le prove concorsuali con un punteggio adeguato.

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Abilitazione all'insegnamento all'estero: una scorciatoia non sempre sicura

Viste le enormi difficoltà nell'ottenere l'abilitazione all'insegnamento in Italia e considerati i continui cambiamenti della normativa vigente in materia, molti aspiranti docenti decidono di conseguire il titolo all'estero. Tale escamotage, tuttavia, non è sempre sicuro. Esistono numerose agenzie che propongono master e corsi abilitanti con costi molto elevati. Tali percorsi dovrebbero permettere ai laureati italiani di conseguire tale titolo. Tuttavia, non esiste alcun riconoscimento automatico dei titoli ottenuti all'estero e spesso questi onerosi master non vengono riconosciuti dal MIUR.

Esistono invece numerose scuole private italiane in paesi esteri che si affidano alle graduatorie del MIUR per convocare insegnanti spesso anche solo per un anno o sei mesi, che garantirebbe un punteggio più elevato in graduatoria oltre che la possibilità di un'esperienza formativa che potrebbe arricchire la tua vita. Inoltre, trattandosi di scuole italiane, non è sempre necessario conoscere la lingua del paese in cui ci si vuole trasferire.

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Che cosa si intende per classi di concorso

Per classi di concorso si intendono i requisiti accademici utili per poter accedere all'abilitazione all'insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado. II MIUR ha previsto tre tabelle per permettere all'aspirante docente di verificare i propri requisiti d'accesso.

  • Tabella A. Definisce le classi di concorso di abitazione per le scuole secondarie di primo e di secondo grado. Tali classi sono complessivamente 81.

  • Tabella A/1. Elenca l'omogeneità degli esami previsti dal piano di studi.

  • Tabella B. Definisce le classi di concorso per i posti relativi all'insegnamento teorico pratico.

Come diventare insegnante di sostegno

Un discorso a parte può essere fatto per quanto riguarda gli insegnanti di sostegno. L'insegnante di sostegno è un docente specializzato che viene assegnato in contitolarità agli altri docenti alla classe in cui si trova un soggetto con difficoltà di apprendimento. Il suo ruolo è quello di attuare forme di integrazione in favore dell'alunno e realizzare interventi in relazione alle sue esigenze.

Che cosa fa un insegnante di sostegno

Un insegnante di sostegno deve essere capace di rispondere ai bisogni educativi degli alunni con interventi mirati in base alle condizioni personali di ognuno di essi. Attraverso risorse, ausili e tutto il materiale utile per ridurre i limiti e gli ostacoli di un alunno con disabilità o difficoltà di apprendimento, il docente di sostegno svolge un ruolo attivo e di supporto. Promuove azioni di integrazione attraverso momenti a contatto diretto con l'alunno con disabilità e la classe. Per questo motivo, un docente di sostegno non è assegnato solamente a un alunno specifico, ma all'intera classe.

Come si diventa insegnante di sostegno

Per svolgere attività di sostegno nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria bisogna conseguire il titolo di specializzazione in Pedagogia didattica speciale per le attività di sostegno didattico per l'inclusione scolastica. Si tratta di un corso della durata di un anno attivato presso le università autorizzate dal MIUR. Per accedervi, bisogna superare una prova pre-selettiva.

Un altro requisito di accesso per diventare insegnante di sostegno nella scuola primaria è la laurea magistrale in Scienze della formazione primaria conseguita con almeno 60 CFU in materie relative alle didattiche dell'inclusione.

Diventare docente di sostegno nella scuola secondaria

Gli aspiranti docenti che si candidano per i posti di sostegno della scuola secondaria di primo di secondo grado devono percorrere una strada simile a quella degli aspiranti docenti che concorrono per i costi comuni. Ogni due anni viene bandito il concorso con uno specifico numero di posti riservati al sostegno. Possono concorrere a tali posti i laureati in possesso della specializzazione sul sostegno didattico. Coloro che supereranno il concorso accederanno percorsi di formazione iniziale al termine dei quali otterranno l'assunzione a tempo indeterminato.

Che cosa fa un docente di sostegno alle scuole superiori

L'insegnante di sostegno è una figura preziosa che non rappresenta solo l'insegnante di un singolo alunno disabile o con difficoltà di apprendimento, bensì un docente di sostegno e supporto dell'intera classe. L'insegnante di sostegno si occupa di realizzare un processo di integrazione che coinvolga tutti gli alunni. Tra i compiti vi è quello di consultare la documentazione relativa all'alunno di riferimento e di gestire le informazioni con colleghi, famiglia e la ASL competente del territorio.

Si occupa inoltre della parte burocratica relativa alla propria mansione e inoltre suggerisce nuove modalità di insegnamento e di apprendimento, e strategie che tengano conto delle abilità e competenze di ciascun alunno.

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