Come diventare logopedista

Di Team editoriale di Indeed

Aggiornato in data 24 novembre 2022

Pubblicato in data 11 novembre 2021

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Non essere in grado di comunicare efficacemente rappresenta un disagio notevole e può diventare veramente invalidante se non si interviene con una terapia mirata. Il logopedista aiuta le persone a recuperare la propria libertà di comunicare. Scopriamo come diventare logopedista.

Chi è il logopedista

Logos è una parola di origine greca che significa parola, dialogo, discorso, comunicazione. Il logopedista si occupa infatti dei disturbi della comunicazione e del linguaggio, ma anche dei difetti di pronuncia delle parole.

È un professionista dell'ambito sanitario che si occupa di intervenire sulle patologie e sui disturbi di voce, abilità di linguaggio e comunicazione e dei disturbi cognitivi connessi, sia nei bambini che negli adulti.

Poiché la comunicazione comprende tutte le funzioni associate alla comprensione e all'espressione linguistica e a tutte le forme della comunicazione non verbale, il campo d'azione del logopedista è molto vasto e si tratta quindi di una professione che richiede un'accurata preparazione multidisciplinare. Può esercitare la professione come libero professionista oppure come dipendente in strutture pubbliche o private.

Di cosa si occupa il logopedista

È necessario fare un po' di chiarezza su questa professione per capire quanto sia indispensabile nell'ambito della comunicazione a tutti i livelli. Il logopedista è specializzato nei disordini della voce, del linguaggio e della comunicazione e nella prevenzione, nella riabilitazione e nel trattamento delle patologie della voce, del linguaggio (scritto e orale) e della deglutizione nei pazienti di ogni fascia d'età.

Tratta tutti quei disturbi cognitivi specifici che possono comparire durante il periodo dello sviluppo e persistere in età adulta, come i disturbi dell'apprendimento e del ragionamento logico e matematico, i cosiddetti DSA che sono: dislessia (difficoltà di apprendimento tramite la lettura), disortografia (difficoltà nell'ortografia), discalculia (difficoltà nel calcolo) e disgrafia (difficoltà nella scrittura).

Di seguito i principali disturbi.

  • Disturbi della parola e del linguaggio di origine neurologica (afasia) o dello sviluppo (disfasia).

  • Disturbi di relazione e/o disturbi pervasivi come l'autismo e l'iperattività.

  • Disturbi nella deglutizione, disfagia, spesso presente in soggetti con sindrome di Down.

  • Disturbi come la disartria e la disprassia, che inibiscono l'articolazione corretta di una o più parole insieme e creano difficoltà nell'esecuzione e nell'organizzazione di azioni intenzionali, tipica del Parkinson o della SLA e in caso di paralisi cerebrale.

  • Disturbi della fluenza dell'articolazione vocale quali balbuzie, distorsione di suoni, difetti di pronuncia, sigmatismo.

  • Alterazione dei caratteri acustici della voce che può essere debole o bassa (disfonia) in seguito a un trauma o a un'operazione alle corde vocali oppure per un eccessivo uso legato al lavoro (insegnanti, cantanti, ecc.)

  • Disturbi dell'udito, che richiedono la rieducazione del linguaggio nelle sordità acquisite.

  • Disturbi della comunicazione in situazioni di handicap, che prevedono l'adozione di mezzi comunicativi alternativi e migliorativi, come gesti, simboli, pittogrammi, sintesi vocali, ecc.

Compiti del logopedista

Le patologie legate al linguaggio, che possono comparire in tutti gli stadi della vita, sono dovute a problemi di natura fisica o a difficoltà psicologiche, conseguenti a un trauma o legati allo sviluppo, e possono essere acquisiti e/o degenerativi. Il logopedista apporta interventi specifici nei confronti del paziente per facilitarne l'integrazione sociale e, nel caso di bambini, l'integrazione scolastica.

Lavora in contesti intra ed extra disciplinari con lo scopo di mettere in atto un intervento globale concertato col paziente coinvolgendo, quando possibile, l'ambiente familiare e considerando profondamente il contesto culturale, sociale, scolastico e/o professionale in cui questi vive. Il logopedista interagisce in modo rispettoso, costruttivo e concertato così da poter prendere le migliori decisioni circa il bisogno di salute dei pazienti.

L'iter di intervento prevede:

  • Prevenzione: il logopedista ha il compito di identificare la comparsa di disturbi linguistici e comunicativi, fornendo informazioni chiare, precise e complete sui fattori di rischio legati a tali disturbi.

  • Valutazione e diagnosi dei disturbi inerenti il suo campo d'azione: dopo aver raccolto tutte le informazioni, il logopedista redige una relazione tecnica concernente sia i sintomi da cui il paziente è affetto sia l'analisi delle cause all'origine dei disturbi. Nella sua analisi, integra le informazioni relative ai fattori contestuali (ambiente e famiglia) dei pazienti.

  • Trattamento attraverso piani di intervento personalizzati: il logopedista elabora un progetto terapeutico centrato sull'analisi dei deficit e dei bisogni del paziente e dei suoi familiari basandosi sui dati evidenti e probanti derivanti dall'indagine. Mette alla prova tale progetto, ne valuta l'efficacia e lo riadatta in base alle necessità specifiche del paziente.

  • Monitoraggio del paziente nel suo percorso, dall'inizio fino al raggiungimento degli obiettivi, con interventi di rieducazione e scelta se introdurre nuovi strumenti o inviare il paziente per un consulto da un altro professionista.

  • Assistenza: il logopedista informa, consiglia, sostiene e accompagna il paziente e la sua famiglia nella gestione del quotidiano.

Come diventare lopedista: il percorso formativo

La logopedia è una branca della medicina che abbraccia molteplici aspetti della vita umana, dalla linguistica (fonologia, morfologia, sintassi, semantica) alla medicina (genetica, ortodonzia, neurologia, otorinolaringoiatria, foniatria), dalla psicologia (neuropsicologia, psicolinguistica) alla sociologia (contesto socio-familiare).

Università

Il percorso universitario per diventare logopedista parte necessariamente dalla Laurea Triennale in Logopedia, che appartiene alla Facoltà di Medicina e Chirurgia e rientra nei corsi di Laurea Triennale in Professioni Sanitarie, Infermieristiche ed Ostetriche. È un corso a numero chiuso in tutti gli atenei. I laureati in Logopedia possiedono un'adeguata preparazione nelle discipline mediche di base per comprendere i fattori all'origine dei processi patologici sui quali si focalizza il loro intervento riabilitativo e/o terapeutico.

Nel corso dei tre anni di studio è previsto un tirocinio formativo con un programma di circa 3.000 ore di pratica. La durata può variare a seconda dell'università scelta e darà accesso ai CFU utili a completare il percorso di studio e a dare la possibilità al neo laureato di praticare la professione di logopedista nel settore pubblico, privato o in proprio.
I laureati sono operatori sanitari cui competono le attribuzioni previste dal D.M. del Ministero della Sanità.

Completato il triennio universitario si potrà scegliere tra due strade:

  • Iscrizione al corso di Laurea Magistrale in Logopedia, a corsi di perfezionamento scientifico e di alta formazione (master di primo e secondo livello) o corsi di aggiornamento e approfondimento (Educazione Continua in Medicina). In questo modo si potrà continuare la formazione e avere accesso a ruoli organizzativi nelle strutture dove si presta servizio.

  • Preparazione dell'Esame di Stato superando il quale si può esercitare la professione di logopedista.

Per poter esercitare è necessaria l'iscrizione all'Albo dei logopedisti: questo è un requisito piuttosto recente, regolato dalla legge 3/2018.
Prima della creazione dell'albo, il punto di riferimento per i logopedisti era la Federazione Logopedisti Italiani, che continua ancora oggi a supportare i logopedisti italiani.

Competenze

La professione di logopedista ha a che a fare sia con la medicina che con la psicologia ed è molto importante possedere ottime capacità di ascolto attivo e una forte empatia. Per affrontare tutti i compiti sopra indicati saranno necessarie molte competenze ed inclinazioni innate come sensibilità, pazienza e capacità di relazionarsi, soprattutto se si ha a che fare con categorie fragili come bambini o anziani.

Bisogna saper infondere sicurezza e fiducia per incoraggiare il bisogno di esprimersi e di comunicare fornendo strumenti che permettano ai pazienti di adattarsi al meglio alle loro difficoltà.

Un buon logppedista deve possedere anche:

  • Una perfetta conoscenza della lingua italiana, dalle regole di pronuncia alla composizione grammaticale passando per il significato delle parole.

  • Una perfetta capacità di espressione orale e scritta.

  • Conoscenza dei principi di psicologia, terapia e consulenza psicologica.

  • Conoscenze di alto profilo nell'ambito medico, soprattutto in materia di malattie e patologie neurologiche e fisiche.

  • Capacità di apprendimento attivo e di adattabilità.

  • Capacità nell'istruire gli altri con fermezza e pazienza.

  • Capacità di gestione del tempo proprio e altrui.

  • Un ottimo senso critico, oltre che un buon orientamento al servizio.

Luoghi di lavoro

Terminato il percorso formativo, il neolaureato che ha scelto di non proseguire negli studi, può optare per il lavoro dipendente all'interno di una struttura pubblica o privata (ASL, centri di accoglienza, ospedali, scuole, cliniche di riabilitazione, istituti geriatrici).

Per inserirsi nel settore pubblico bisogna attendere la pubblicazione di un bando di concorso e prepararsi per sostenere le prove d'esame. In alternativa, si può operare come libero professionista aprendo uno studio proprio o prestando servizio in uno studio associato.

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