Come diventare nutrizionista

Di Indeed Editorial Team

7 marzo 2021

Stai pensando a una carriera nel settore del benessere fisico e dell’alimentazione? Allora è indispensabile che tu conosca nel dettaglio quali sono le caratteristiche e i requisiti della figura professionale che si occupa in modo scientifico di questi aspetti, cioè il nutrizionista. In questa guida scoprirai come diventare nutrizionista e quali sono i possibili sbocchi lavorativi. Ci auguriamo che a fine lettura tu abbia le idee più chiare su questa professione e sia in grado di decidere consapevolmente se fa o meno al caso tuo.

Come diventare nutrizionista a norma di Legge

Il termine nutrizionista definisce lo specialista di alimentazione umana, con specifico background di studi medici e non, così come indicato nel parere tecnico 15/12/2009 del Consiglio Superiore di Sanità (CSS). Ne consegue che possono svolgere il lavoro di nutrizionista in Italia, secondo la normativa vigente, le seguenti figure professionali:

  • Biologo nutrizionista: studia ed elabora diete specifiche per persone sane, o affette da una patologia, dopo che le condizioni di salute generali sono state accertate dal medico.

  • Dietista: sulla base della prescrizione medica, mette a punto le diete per raggiungere obiettivi di aumento, di controllo, o di diminuzione del peso corporeo, con studio del rapporto fra massa grassa e massa magra (vd. art. 1, comma 2, lett. C, D.M. n. 744/1994 e art. 3 Legge 251/2000).

  • Medico: ha un’autonomia più ampia e, soprattutto, esclusiva sia per quanto riguarda la diagnosi, sia per quanto riguarda la prescrizione della dieta a soggetti sani, o con patologie (vd. parere 12/04/2011 del CSS e sentenza n. 3527/2011 del Tribunale di Roma).

Che cosa fa il biologo nutrizionista

Il biologo nutrizionista si occupa dello studio della dieta (dal greco antico dìaita = ‘stile e tenore di vita’), ovvero dell’alimentazione sana ed equilibrata, finalizzata al benessere dell’individuo. Le persone che si rivolgono a tale figura professionale cercano di migliorare il proprio stato di salute tramite un regime nutrizionale corretto.

Vale sempre la pena sottolineare che il nutrizionista può occuparsi – sia di persone prive di patologie, sia di persone malate – esclusivamente previa prescrizione medica. È il medico, infatti, che accerta lo stato di salute e che, sulla base della propria diagnosi, può richiedere analisi di approfondimento e prescrivere eventuali farmaci.

Leggi anche: Come diventare biologo

Quali sono gli studi da fare per diventare biologo nutrizionista

Per diventare biologo nutrizionista occorre conseguire la laurea magistrale in Biologia e superare l’esame di Stato che consente l’iscrizione all’Ordine Nazionale dei Biologi (Sez. A). L’esame di Stato è il titolo che conferisce l’abilitazione a svolgere la professione di biologo nutrizionista (art. 3 L. 396/67). Nello specifico accede all’esame per l’iscrizione alla sezione A chi ha conseguito la laurea specialistica in una delle seguenti classi:

  • Classe LM 6 (6/S): Biologia

  • Classe LM 7 (7/S): Biotecnologie agrarie

  • Classe LM 8 (8/S): Biotecnologie industriali

  • Classe LM 9 (9/S): Biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche

  • Classe LM 75 (82/S): Scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio

  • Classe LM 61 (69/S): Scienze della nutrizione umana

Leggi anche: Biotecnologie: sbocchi lavorativi, profili professionali e prospettive di guadagno

Come funziona l’esame per biologo nutrizionista

La sezione A dell’Ordine Nazionale dei Biologi è quella riservata alle figure professionali senior in possesso di laurea magistrale, mentre la sezione B è quella dei biologi junior, cioè in possesso di una laurea triennale. Soltanto chi ha conseguito la laurea specialistica può iscriversi all’esame di Stato, secondo le direttive del bando annuale del MIUR e del bando dell’Ateneo presso il quale si sostiene l’esame, che può anche non coincidere con l’Università presso la quale ci si è laureati.

L’iscrizione all’esame richiede il pagamento della tassa concorsuale e la consegna del dossier personale della persona che si candidata relativo ai titoli di studio.

Come è organizzato l’esame di Stato

Chi possiede i requisiti elencati nel paragrafo precedente, può sostenere l’esame di Stato, che è così organizzato:

  • 1ª prova scritta: verte sulle materie di biofisica, biochimica, biologia molecolare, biotecnologia, biomatematica e biostatistica, biomorfologia, biologia clinica e microbiologia.

  • 2ª prova scritta: contiene quesiti sull’igiene, domande tecniche sul management e sulla legislazione professionale, domande sulla certificazione e la gestione della qualità.

  • Prova orale: al candidato viene chiesto di discutere le materie oggetto delle prove scritte, nonché di rispondere a domande in merito a legislazione e deontologia professionale.

  • Prova pratica: vengono richieste valutazioni statistiche ed epidemiologiche, con valutazione dell’utilizzo di strumenti per la gestione degli standard della qualità e valutazione dei risultati sperimentali.

Una volta superato l’esame di Stato in Biologia, l’aspirante nutrizionista potrà fare domanda al Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Biologi e registrarsi all’Albo di competenza.

Che cosa fa il dietista

Il dietista, nutrizionista competente in materia di nutrizione, elabora le diete e verifica l’efficacia e la sostenibilità da parte del paziente, sia esso una persona sana, oppure affetta da patologia. In questo ultimo caso il coordinamento con un medico che segua lo stato di salute è una condicio sine qua non, dunque imprescindibile.

Il dietista è un laureato in Dietistica, laurea triennale (classe L/SNT/3) attivata in varie università italiane. L’accesso è a numero chiuso, con esame selettivo di ammissione: il numero di posti, stabilito dalla Regione e dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia, è basato sulla richiesta del mercato del lavoro. La prova finale della laurea in Dietistica vale come esame di Stato ed è perciò abilitante all’esercizio della professione.

Quali sono gli sbocchi occupazionali di un nutrizionista

A questo punto dovresti avere ben chiaro come diventare nutrizionista e, alla luce di quanto letto fino a ora, dovresti anche essere in grado di valutare qual è il percorso più adatto a te.

Per fugare ogni dubbio, però, ti manca ancora un tassello fondamentale del puzzle e cioè sapere che cosa puoi fare una volta ottenuto il titolo di nutrizionista. Noi ti suggeriamo queste possibili carriere professionali:

  • Libero professionista: puoi aprire uno tuo studio personale, oppure insieme ad altri professionisti medici e paramedici, per seguire i tuoi clienti e per attivare collaborazioni esterne con enti o istituti, una scuola o una casa per anziani, ad esempio, che necessitano una consulenza specialistica. In ogni caso dovrai considerare alcuni anni di gavetta. Lo stipendio sarà variabile e aumenterò con il progredire della tua esperienza e l’incremento della clientela.

  • Dipendente privato: nelle strutture come i centri di riabilitazione, le palestre e i centri termali la figura del nutrizionista serve a monitorare l’alimentazione e a mettere a punto una dieta consona alle caratteristiche fisiche e allo stile di vita delle persone che vi si rivolgono. Lavorando in uno scenario come questo scenario potrai entrare in contatto non solo con chi pratica sport, ma anche con persone desiderose di migliorare il proprio aspetto fisico. Lo stipendio sarà fisso, oppure in parte fisso e in parte variabile sulla base delle prestazioni.

  • Dipendente pubblico: potresti lavorare all’interno di istituti sanitari o anche scolastici, per esempio nel controllo di qualità e nella verifica dell’igiene degli alimenti, così come nella formazione didattica per la divulgazione delle buone abitudini di alimentazione. Lo stipendio sarà fisso, sulla base del livello di inquadramento del settore pubblico.

Come trovare lavoro da nutrizionista

Se decidi che la libera professione non fa per te, dovrai impegnarti a trovare un lavoro come nutrizionista dipendente. Per lavorare presso strutture private, come ad esempio centri fitness, cliniche o associazioni sportive, puoi provare con l’autocandidatura spontanea, oppure controllare periodicamente i siti specializzati in annunci di lavoro.

Per gli enti pubblici, invece, il discorso è leggermente diverso. Per lavorare in ospedali, scuole, case circondariali o cliniche di riabilitazione pubblica, infatti, dovrai passare una selezione per titoli, oppure superare un concorso. Le informazioni sulle posizioni vacanti e le ricerche di personale sono disponibili nella sezione ‘Bandi e Concorsi’ della Gazzetta Ufficiale.

Come funziona la fiscalità di un nutrizionista libero professionista

Questo ultimo capitolo è dedicato a chi ha l’intraprendenza e il coraggio di mettersi in proprio e lavorare come nutrizionista esercitando la libera professione.

Nei primi tempi di esercizio puoi svolgere l’attività in forma occasionale, versando una Ritenuta d’Acconto (R.A.) sugli importi delle notule emesse per Prestazione Occasionale. Tale forma fiscale è consentita entro un limite di compensi, variabile fra i 4.800 e i 5.000 euro all’anno. Quando l’attività diventa continuativa e abituale dovrai obbligatoriamente aprire la Partita IVA come nutrizionista.

Negli ultimi anni si è assistito a una semplificazione burocratica per tale tipo di operazione, che è gratuita al netto di bolli e di diritti di segreteria. Se cerchi una consulenza specialistica, puoi rivolgerti a un commercialista, o a un CAF (Centro Assistenza Fiscale).

Quali sono i passaggi da fare per aprire Partita IVA come nutrizionista

Di seguito, ti elenchiamo i passaggi da fare per aprire Partita IVA come nutrizionista:

  • Scelta del Codice ATECO: è quello che rappresenta la tua attività economica e che serve al Fisco per capire quale è il regime fiscale e contributivo da applicare. Per il dietista è suggerito il codice 86.90.29 (“Altre attività paramediche indipendenti n.c.a.”). Per il biologo professionista si può utilizzare il codice 72.11.00 (“Ricerca e sviluppo nel campo delle biotecnologie”).

  • Scelta del regime fiscale: il regime forfettario è quello più adatto per chi inizia una nuova attività, perché ha un’aliquota di imposizione fiscale bassa (5% per i primi 5 anni e 15% dal sesto anno), è semplificato nella fatturazione (non c’è obbligo di fattura elettronica) ed ha una soglia massima di incassi pari a 65.000 euro annui.

  • Iscrizione alla cassa previdenziale: l’iscrizione alla cassa per i versamenti previdenziali è obbligatoria, la distinzione è fra la Cassa Previdenziale ENPAB (per gli iscritti all’Ordine Nazionale dei Biologi) e la Gestione Separata INPS (per i dietisti).

Consulta le offerte di lavoro per nutrizionisti su Indeed.

Articoli correlati

Come lavorare nel sociale: cosa c'è da sapere