Come diventare perito agrario

Di Team editoriale di Indeed

Pubblicato in data 22 febbraio 2022

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Il perito agrario si occupa di consulenze aziendali ed è una figura professionale dalle competenze ampie e multisfaccettate, in grado di ricoprire diverse mansioni nell'ambito dell'agricoltura e della zootecnia. Il suo compito principale consiste nel realizzare un ammodernamento e una maggiore efficienza delle risorse impiegate, razionalizzando le procedure produttive e introducendo tecniche e tecnologie innovative. Scopriamo in questo articolo come diventare perito agrario.

Chi è il perito agrario

Il perito agrario si occupa di misurare, stimare e dividere i fondi rustici, oltre che di pianificare, dirigere e collaudare opere di miglioramento fondiario. Progetta gli interventi di cura, valutando gli eventuali danni alle colture causati da eventi meteorologici o parassiti. È una figura prettamente tecnica, flessibile e polivalente, in grado di prestare la propria attività nell'ambito di tutto il comparto agricolo e zootecnico, collaborando con altri professionisti quali agronomi e agrotecnici.

Il percorso di carriera del perito agrario può essere intrapreso da chiunque abbia interesse a svolgere un lavoro nel settore agroalimentare da svolgersi principalmente all'aria aperta e in un ambiente naturale. È una professione che può riservare molte soddisfazioni, soprattutto in relazione all'introduzione di tecniche innovative e in grado di promuovere la produttività delle aziende agricole. In particolare, attualmente, la sfida principale consiste nel rendere più sostenibile l'intera filiera di produzione di generi alimentari.

Il perito agrario, che opera nell'ambito dell'agronomia, delle tecnologie di produzione vegetale e della zootecnia, del disegno tecnico e della progettazione, della tecnologia rurale e della topografia, può ricoprire il ruolo di consulente per conto di aziende agricole, zootecniche e vivaistiche, svolgere perizie e stime, dirigere aziende agricole e zootecniche o anche parchi pubblici e privati. Iscrivendosi all'albo dei Consulenti Tecnici, può infine formulare perizie e pareri su richiesta dell'autorità giudiziaria.

Tra i suoi compiti rientrano le seguenti attività:

  • gestione di aziende agricole

  • gestione della rotazione delle colture

  • progettazione e direzione di interventi di ottimizzazione della produzione

  • promozione della sostenibilità della filiera

  • supervisione e gestione della manutenzione del verde urbano

  • esecuzione di lavori catastali per conto di aziende agrarie

  • consulenza su vari aspetti del settore agrario

L'esame di abilitazione come perito agrario

Per l'esercizio della professione di perito agrario è necessario sostenere un esame di abilitazione, previo tirocinio (che può non essere richiesto in presenza di altre qualifiche specifiche) e con i seguenti titoli di studio:

  • Diploma di perito, ora sostituito dal diploma rilasciato dagli Istituti Tecnici – “Agraria, agroalimentare e agroindustria” - di cui al DPR n. 88/2010

  • Diploma universitario triennale in:
    Biotecnologie Agro-industriali
    Economia ed Amministrazione delle Imprese Agricole
    Economia del Sistema Agroalimentare e dell'Ambiente
    Gestione Tecnica ed Amministrativa in Agricoltura
    Produzioni Animali
    Produzioni Vegetali
    Tecniche Forestali e Tecnologie del Legno
    Viticoltura ed Enologia

  • Laurea triennale in:
    L-2 - Biotecnologie
    L-21 - Scienze della Pianificazione Territoriale, Urbanistica, Paesaggistica e Ambientale
    L-7 - Ingegneria Civile ed Ambientale
    L-18 - Scienze dell'Economia e della Gestione Aziendale
    L-25 - Scienze e Tecnologie Agrarie e Forestali
    L-26 - Scienze e Tecnologie Agro-alimentari
    L-32 - Scienze e Tecnologie per l'Ambiente e la Natura
    L-38 - Scienze Zootecniche e Tecnologie delle Produzioni Animali

La formazione continua del perito agrario

Una volta superato l'esame di abilitazione, è possibile procedere all'iscrizione al Collegio Nazionale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati (CNPA) e iniziare a lavorare. Un requisito fondamentale per esercitare la professione è costituito dalla formazione professionale continua, come avviene nel caso di altri ordini di professionisti.

I periti agrari devono infatti prendere parte a seminari, convegni, eventi specifici o corsi di formazione e aggiornamento che erogano i CFP, o crediti formativi professionali (120 crediti cumulabili in un triennio). In caso di violazione dell'obbligo di formazione, l'Ordine può comminare sanzioni e decidere eventuali provvedimenti a carico dei professionisti inadempienti. In molti casi, i corsi di formazione vengono offerti in modalità di Formazione a Distanza o FAD, ossia tramite Internet; possono così essere fruiti on demand, in qualsiasi momento della giornata e sul dispositivo scelto dagli studenti.

Corso anziché tirocinio: l'iniziativa del Collegio dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati di Milano

Come abbiamo già visto, per poter accedere all'esame di abilitazione alla professione, che consiste in due prove scritte (agronomia ed estimo) più un colloquio orale, se non si dispone di un diploma IST/IFTS (con maturità tecnica agraria) o di Enologia (VI anno), oppure di una laurea breve o magistrale, è necessario svolgere un tirocinio della durata di 18 mesi presso professionisti o enti convenzionati. In alternativa, si può chiedere il riconoscimento di un periodo di attività lavorativa (3 anni da titolare o dipendente di impresa/azienda agricola, zootecnica o agroindustria).

Un'ulteriore alternativa è costituita dai corsi specializzati di 800 ore offerti da enti come il Collegio dei Periti Agrari di Milano (6° anno abilitante), che consentono di accedere direttamente all'esame di Stato senza effettuare il tirocinio.

L'agricoltura di precisione e il nuovo ruolo del perito agrario

A partire dalla meccanizzazione dell'agricoltura e dall'introduzione delle tecniche di fertilizzazione chimica della metà del XX secolo, il settore agricolo è stato contraddistinto da un livello di innovazione relativamente basso. Negli ultimi anni, però, la situazione è radicalmente cambiata, e la professione di perito agrario, che in passato aveva una connotazione essenzialmente tradizionale, si trova oggi inserita in uno scenario completamente nuovo: le nuove tecnologie informatiche, infatti, consentono di ottimizzare sempre più l'uso dei fattori produttivi a favore di un maggiore rendimento di terreni, risorse e colture. Esiste infatti la forte probabilità che, all'interno di uno stesso appezzamento, la produzione non sia omogenea a causa di diversi fattori, alcuni legati, ad esempio, alle attività di concimazione e semina e altri di natura oggettiva, correlati, ad esempio, alla diversa composizione del terreno.

L'agricoltura di precisione (o Precision Farming, in lingua inglese) si propone di mettere in atto soluzioni in grado di ovviare a queste problematiche, o, in alternativa, adattare il processo produttivo per massimizzare la resa e ridurre gli sprechi, attraverso l'utilizzo di tecniche e tecnologie avanzate che prevedono la mappatura delle disomogeneità intrinseche e un'ottimizzazione mirata dei mezzi di produzione. Spesso, queste tecniche prevedono l'uso di dispositivi satellitari e droni per la georeferenziazione (sistemi GIS, Geographic Information System) e l'impiego di specifici software che consentono di analizzare e applicare i dati ottenuti.

Anche il settore della produzione di cibo non è immune dalla rivoluzione tecnologica che riguarda tutta la società: oggi si parla infatti di Agricoltura 4.0, un'espressione utilizzata per analogia con altri ambiti, come, ad esempio, quello dell'Industria 4.0. L'attuale scenario impone sfide di portata globale, correlate alla crescita della popolazione mondiale, ai danni alle colture e alla riduzione delle superfici coltivabili causati dai cambiamenti climatici e all'obiettivo di ridurre l'uso massiccio di fertilizzanti e pesticidi chimici nell'ottica di una migliore gestione delle risorse petrolifere (da cui molte di queste sostanze vengono ricavate) e, soprattutto, dell'abbattimento dei tassi di inquinamento del suolo.

Il perito agrario è una delle figure professionali più competenti per l'utilizzo e l'applicazione delle tecniche che abbiamo appena descritto. Risulta quindi di fondamentale importanza per lo sviluppo futuro dell'agricoltura e per poter soddisfare il fabbisogno alimentare mondiale con un'impronta ecologica quanto più ridotta e sostenibile possibile. Per poter seguire l'evoluzione di queste tendenze, i professionisti dovranno naturalmente mantenersi costantemente aggiornati sulle più recenti innovazioni tecnologiche, anche seguendo specifici corsi di aggiornamento e di specializzazione professionale.

Quanto guadagna un perito agrario?

Secondo le stime disponibili, un perito agrario in Italia guadagna in media 17.840 € all'anno. Oltre agli aspetti strettamente economici, questa professione deve essere valutata anche alla luce delle grandi soddisfazioni personali che comporta un lavoro svolto all'aria aperta e nel verde, che allo stesso tempo richiede uno stretto rapporto con lo studio e la tecnologia. Ora che sai come diventare perito agrario potrai unire la tua passione per la vita all'aria aperta con una professione stimolante e appagante.

Le retribuzioni indicate riflettono i dati riportati su Indeed Stipendi nel momento in cui questo articolo è stato redatto. Le cifre possono variare in base all'azienda, alla zona, all'esperienza e alla formazione dei candidati.

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