Come lavorare nel sociale: cosa c'è da sapere

Di Team editoriale di Indeed

18 novembre 2021

Per alcune persone, dedicarsi agli altri è una priorità assoluta. Lavorare nel sociale permette di sviluppare un'attività di carattere professionale al servizio della comunità. Se ti interessa questa prospettiva lavorativa, sarà utile capire le particolarità di quest'ambito: per esempio, quali requisiti sono necessari per accedervi, quali mestieri rientrano nel campo del sociale e quali sono le differenze rispetto al volontariato.

Questa guida ti aiuterà a chiarirti le idee e capire se il lavoro nel sociale fa per te. Troverai anche alcuni esempi d'impieghi nel sociale che potrebbero essere d'ispirazione per la tua carriera futura.

Lavorare nel sociale: che cosa significa

Dal momento che esistono molti pregiudizi in merito, proviamo a chiarire che cosa significhi lavorare nel sociale.
Si tratta di un campo lavorativo che comprende molti settori diversi con una finalità in comune: aiutare le persone attraverso servizi assistenziali, risorse umane, economiche e strumentali. Alla base, ci sono un intento solidaristico e un forte senso di comunità e di dedizione verso il prossimo.
Come vedi, è un settore cruciale per la società, poiché interviene:

  • in aiuto di persone vulnerabili, come bambini, anziani e persone con disabilità, mobilità limitata o in condizione di povertà ed emarginazione

  • in situazioni critiche emergenziali, per garantire l'accesso a servizi e prestazioni

Servono dei requisiti specifici per lavorare nel sociale?

I lavori nel sociale non sono preclusi a nessuno e non esistono requisiti di accesso generalizzabili. Come in tutti gli impieghi, richiedono competenze e abilità che si possono maturare sul campo o attraverso un percorso di formazione. A seconda del ruolo, può essere necessaria una preparazione specifica: per esempio, se vuoi lavorare come ginecologo o ginecologa presso un consultorio, sono necessarie la laurea in medicina, l'abilitazione professionale e la specializzazione; se intendi lavorare in un centro d'accoglienza per migranti, ti sarà utile conoscere le lingue straniere; se vuoi lavorare presso la segreteria di un'associazione o di una fondazione, dovrai maturare abilità relazionali e apprendere gli aspetti amministrativi legati alla funzione.

Il settore è molto vasto, così come la varietà delle specializzazioni ricercate. Più che di requisiti e competenze di base, si può parlare di predisposizione all'empatia, fiducia nel cambiamento e solidarietà.

Serve la laurea per lavorare nel sociale?

Le premesse sono servite a chiarire che non è possibile dare risposte generalmente valide. Per molti impieghi nel sociale, è necessaria la laurea. Certamente ciò vale per l'area medica e giuridica, così come per tutti i ruoli che richiedono un'alta specializzazione (per esempio, assistente sociale, mediatore culturale o psicoterapeuta).

Lavorare nel sociale è volontariato?

La tendenza a sovrapporre lavoro nel sociale e volontariato è dovuta al fatto che molti enti e organizzazioni del settore si basano anche sull'attività di volontari. Tuttavia, il lavoro inteso in senso stretto non va confuso con il volontariato:

  • I volontari mettono a disposizione qualche ora del proprio tempo libero per svolgere gratuitamente attività di aiuto, sostegno o servizio alla comunità.

  • I lavoratori e le lavoratrici del sociale sono dei professionisti non soltanto retribuiti, ma anche inquadrati con un contratto di lavoro. Hanno inoltre competenze, formazione e mansioni specifiche per il ruolo che ricoprono.

Le organizzazioni no profit, le onlus e le associazioni si avvalgono spesso di volontari. Tuttavia, molte hanno la necessità di poter contare anche su persone impiegate regolarmente, che con le loro competenze assicurano l'efficacia e la continuità dell'azione sociale.

Chi lavora nel sociale ha una retribuzione?

Avendo fatto la distinzione tra volontariato e lavoro sociale, abbiamo spiegato questo punto: mentre ai volontari può spettare soltanto un eventuale rimborso spese, a tutti i lavoratori nel sociale viene riconosciuto uno stipendio.

Quali sono le professioni dell'ambito sociale?

Se sei una persona che crede nel senso di comunità, nell'assistenza e nel servizio verso il prossimo, potresti mettere a frutto le tue competenze e le attitudini attraverso un lavoro nel sociale.

Quanto è pagato chi lavora nel sociale?

Dal momento che ci si riferisce a tutti i livelli di responsabilità e specializzazione, anche la remunerazione può variare di molto in funzione di questi e altri fattori.

Professioni nel sociale: alcuni esempi

Ora che abbiamo chiarito che le professioni a cui ci riferiamo non rientrano in una sola categoria e che riguardano tutti i livelli gerarchici, proviamo ad analizzare alcuni dei principali ambiti di attività. La varietà degli impieghi presi in esame sarà utile a fornirti un'idea dei tanti sbocchi lavorativi grazie ai quali potresti investirti nel campo del sociale.

1. Educazione e riabilitazione

Le strutture che offrono servizi educativi e riabilitativi possono essere enti di carattere vario: associazioni, case di cura, comunità, centri per persone con disabilità e altri.
L'ambito della riabilitazione è multiprofessionale, poiché prevede la collaborazione di operatori specializzati con vari profili. Eccone alcuni:

  • Gli educatori professionali sono figure socio-sanitarie che portano avanti interventi educativi orientati al recupero e allo sviluppo delle potenzialità dei soggetti in difficoltà per promuovere una migliore autonomia.

  • I pedagogisti si occupano di necessità legate all'apprendimento e alla formazione, lavorando con persone di tutte le età e famiglie.

  • I neuro-psicomotricisti si rivolgono principalmente a bambini che presentano disabilità congenite e disarmonie evolutive sul piano motorio, affettivo e cognitivo. Utilizzano lo strumento del gioco nella relazione terapeutica.

  • Gli psicoterapeuti trattano le turbe relazionali con l'obiettivo di migliorare l'adattamento familiare e ambientale della persona, aiutandola a trovare un equilibrio affettivo.

Tutte le figure professionali nominate presentano un alto grado di specializzazione, conseguito attraverso un percorso universitario specifico e un'abilitazione professionale.

2. Accoglienza

Un comparto dell'ambito sociale riguarda l'accoglienza e l'integrazione degli stranieri in strutture create a questo scopo oppure attraverso l'attività di associazioni e cooperative sociali.
Alcune situazioni necessitano di personale sanitario (in particolare gli hotspot, che offrono una prima accoglienza e assistenza medica ai migranti), ma anche di professionisti dell'integrazione e dell'assistenza legale. Eccone due esempi:

  • Mediatori e mediatrici culturali, che sono in grado di comunicare in una o più lingue. Queste figure favoriscono l'integrazione delle persone di origine straniera, il loro accesso ai servizi e i loro scambi con il contesto di accoglienza.

  • Operatori legali e avvocati, che forniscono assistenza nelle pratiche giuridiche, per esempio in caso di richiesta di asilo o di permesso di soggiorno.

3. Consultori

I consultori sono centri socio-sanitari al servizio delle famiglie e delle donne, di cui tutelano la salute psico-fisica e sociale. Vi operano diverse categorie di professionisti, come:

  • Specialisti in ginecologia, pediatria e ostetricia, che effettuano prestazioni di tipo medico

  • Psicologi, che offrono sostegno psicologico e terapie

  • Consulenti del campo della sessuologia e della famiglia, che si occupano di temi legati alla sfera della sessualità, di prevenzione di malattie, contraccezione e gravidanze indesiderate, ma anche di dinamiche familiari, sterilità e fertilità

  • Consulenti legali, che forniscono assistenza giuridica e mediazione

Le strutture di questo tipo hanno inoltre un importante ruolo sociale di orientamento, informazione e divulgazione. Spesso operano anche in contesti scolastici, integrando l'offerta formativa talvolta carente sui temi dell'educazione sessuale e affettiva.

4. Assistenza sanitaria e sociale

Esistono problemi di salute e d'indigenza che non comportano soltanto la necessità di cure mediche, ma hanno ricadute su molti altri aspetti dell'esistenza.

  • Gli assistenti sociali aiutano i malati e le persone in condizioni di povertà o fragilità ad affrontare le situazioni di bisogno, anche mettendoli in contatto con professionisti e strutture adeguate.

  • Gli OSS (Operatori Socio Sanitari) e gli OSA (Operatori Socio Assistenziali) accudiscono persone in stato di necessità o non autosufficienti all'interno di strutture sanitarie e a domicilio.

5. Operatori e operatrici di strada

Vogliamo includere in questa lista non esaustiva una figura ancora poco nota: gli operatori di strada.
Il compito principale degli operatori e delle operatrici di strada consiste nel portare sostegno alle persone che si trovano in situazioni di degrado, emarginazione, dipendenza o sfruttamento. L'aiuto che apportano può essere di carattere immediato, attraverso beni di necessità o conforto psicologico direttamente sulla strada (cioè dove si trovano i destinatari degli interventi). Gli operatori di strada si occupano anche di prevenzione, assistenza e recupero sociale, attivando programmi sul medio e lungo termine.

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