Competenze dell'operatore socio sanitario (OSS): requisiti e attitudini personali

Di Team editoriale di Indeed

Aggiornato in data 5 dicembre 2022

Pubblicato in data 11 giugno 2021

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L'OSS (Operatore Socio Sanitario) è una figura professionale specializzata, che opera nell'assistenza socio-sanitaria pubblica o privata. Per soddisfare i bisogni primari delle persone assistite, l'OSS svolge una serie di attività lavorative, fondate sui concetti di assistenza e di cura, che richiedono sia una formazione professionale specifica sia determinate doti personali e relazionali. Ecco perché, parlando delle competenze dell'operatore socio sanitario, dobbiamo innanzitutto distinguere fra quelle professionali (hard skills) e quelle trasversali (soft skills).

Quali sono le competenze dell'operatore socio sanitario?

Come anticipato, l'OSS lavora all'interno di strutture assistenziali e ospedaliere, in cui sono ricoverate e accudite, a tempo determinato o permanentemente, persone in stato di necessità e/o non autosufficienti. Il compito dell'operatore socio sanitario è quello di assistere tali persone, in sinergia con gli infermieri ed, eventualmente, con l'équipe medica.

In particolare, l'OSS si occupa del benessere della persona, dal punto di vista igienico e psicologico, senza però intervenire mai sul piano terapeutico.

Come si svolge al meglio un compito così delicato? Con una formazione mirata, ovviamente, ma anche mettendosi in gioco dal punto di vista umano: occorre sviluppare competenze relazionali e umane. In altre parole, le competenze dell'OSS sono un mix perfetto fra hard skills e soft skills.

Competenze operatore socio sanitario: soft skills

Può sembrare strano trattare prima le attitudini personali (soft skills) e non le competenze professionali (hard skills): tuttavia, se decidi di svolgere un lavoro sociale, che implica l'assistenza a persone bisognose di cure e vulnerabili, dovresti cambiare prospettiva.

Riteniamo che sia più appropriato iniziare elencando le competenze trasversali (soft skills) richieste agli operatori socio sanitari. È anche un modo pratico per svolgere un test attitudinale fai da te: definendo le soft skills impiegate dagli OSS nell'arco della propria giornata lavorativa potrai capire se hai tutte le carte in tavola per svolgere tale professione.

  1. Empatia: mettersi nei panni del più debole. Prendersi cura di chi ha bisogno è la missione svolta dall'OSS durante la sua routine lavorativa. Compito tutt'altro che banale e impossibile da portare a termine senza mettersi nei panni dell'altro e senza sforzarsi di comprendere non solo le esigenze concrete del paziente, ma anche la sua sensibilità e lo stato emotivo che sta vivendo. Ecco che, alla luce di questa analisi, la competenza numero uno degli operatori socio sanitari potrebbe essere riassunta con la frase: “vedere con gli occhi dell'altro, ascoltare con le sue orecchie e sentire con il suo cuore”.

  2. Comunicazione: mediazione verbale e non verbale. L'operatore socio sanitario è un mediatore fra il personale sanitario e la persona in stato di necessità (e viceversa). È quindi fondamentale che l'OSS capisca le esigenze del paziente interpretandone non solo le parole, ma anche i gesti e gli atteggiamenti, senza che aspetti come il background culturale e il livello di alfabetizzazione, oppure il grado di disabilità, rappresentino un ostacolo. D'altro canto, gli operatori socio sanitari devono essere in grado di relazionarsi anche con infermieri e medici, recependone le direttive.

  3. Gestione dello stress: autocontrollo e pazienza. Pensare di potere lavorare come OSS senza essere sottoposti a picchi di stress significa non avere affatto consapevolezza del tipo di professione a cui si va incontro. Lavorare a stretto, anzi strettissimo, contatto con gli altri comporta di per sé situazioni di tensione emotiva, a maggior ragione se le persone con le quali abbiamo a che fare sono individui bisognosi, nell'accezione più ampia del termine. L'operatore socio sanitario non può essere quindi in preda all'ansia da prestazione lavorativa, stato che andrebbe sicuramente a inficiare la qualità del suo servizio.

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Competenze operatore socio sanitario: hard skills

La formazione e le competenze professionali richieste all'operatore socio sanitario sono delegate alle Regioni in virtù di un apposito Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001, aggiornato al 28 aprile 2006. Sebbene possano esserci differenze anche sostanziali fra una Regione e l'altra, è tuttavia possibile individuare i requisiti di base per diventare OSS:

  • aver compiuto 17 anni (età minima richiesta);

  • essere in possesso almeno della licenza di scuola media (completamento del ciclo di istruzione secondaria di primo grado).

Con tali requisiti, è possibile iscriversi a un corso di formazione per OSS, della durata media di 18 mesi, durante il quale si apprenderanno le conoscenze teoriche e pratiche per svolgere correttamente le mansioni lavorative.

Come si diventa operatore socio sanitario?

Se possiedi i requisiti di base e ti riconosci nel profilo sopra definito, puoi iscriverti al corso di formazione professionale per diventare operatore socio sanitario. Di solito tali corsi sono organizzati dalle Regioni, oppure dagli enti territoriali da esse autorizzati a conferire una qualifica valida per l'esercizio della professione.

La durata in termini di mesi e lo svolgimento, a tempo pieno oppure part-time, sono decisi dagli enti organizzatori in conformità alle linee guida regionali. Tuttavia, i corsi hanno quasi tutti la medesima struttura, così articolata:

  • Lezioni teoriche: nozioni e basi didattiche per il lavoro di OSS.

  • Tirocinio pratico: in affiancamento a un tutor che segue il tirocinante durante le prime esperienze nel campo dell'assistenza socio-sanitaria.

  • Esame finale: suddiviso in 3 prove (orale, scritta, pratica). Una volta superato l'esame, lo studente consegue l'attestato di qualifica.

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Quali mansioni lavorative svolge un OSS?

Durante lo svolgimento del proprio lavoro, l'operatore socio sanitario può occuparsi di diverse mansioni attinenti all'assistenza alla persona. Tali mansioni devono essere specificate e messe per iscritto nella documentazione preparata dai responsabili della struttura, così da definire chiaramente gli ambiti di competenza e le responsabilità, con un sistema di verifica costante da parte dei coordinatori.

Quali sono quindi i compiti dell'operatore socio sanitario? Dipende dalla tipologia di struttura nella quale l'OSS presta servizio. L'elenco che segue è una lista piuttosto esaustiva, per quanto meramente esemplificativa:

  • aiuto per l'igiene personale;

  • somministrazione pasti;

  • cambio medicazioni e fasciature;

  • prevenzione di piaghe da decubito;

  • controllo della corretta postura;

  • rilevazione dei parametri vitali;

  • verifica dell'esatta assunzione dei medicinali previsti dal piano terapeutico;

  • supporto alle attività infermieristiche;

  • attività ricreative e sociali.

Come trovare lavoro come OSS

Ora che abbiamo definito le responsabilità e i compiti che ti spettano, nonché il percorso formativo, passiamo ai consigli su come cercare lavoro come operatore socio sanitario. Da dove iniziare? Il consiglio è quello di non precludersi nessuna opportunità: né quella di partecipare a un Concorso per Operatore Socio Sanitario in ospedali pubblici, né quella di proporsi alle strutture private o di candidarsi presso le agenzie specializzate che reclutano personale per l'assistenza domiciliare.

Nel primo caso sarà necessario attendere la pubblicazione del bando pubblico e prepararsi al concorso per titoli ed esami, mentre nel caso di strutture private e di agenzie la selezione avviene presentando il Curriculum Vitae e sostenendo uno o più colloqui conoscitivi. Le cliniche private, le cooperative sociali, le case famiglia e le case di riposo sono alcune tipologie di enti privati che ricercano OSS.

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  • Curriculum per OSS: guida ed esempio

  • Lettera di presentazione per OSS: guida ed esempio

Quanto guadagna un OSS?

Il primo fattore che incide sullo stipendio mensile di un operatore socio sanitario è la distinzione fra settore pubblico e privato.

Per quanto il CCNL (Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro), che regola il rapporto di lavoro fra datore di lavoro e dipendente, preveda una retribuzione minima a corrispettivo delle mansioni svolte in un determinato ambito, l'applicazione del medesimo CCNL non è uguale nel pubblico e nel privato.

Infatti, il Contratto Collettivo si applica in automatico a tutti i dipendenti del settore pubblico (o disciplinato), diversamente dal settore privato, dove l'applicazione del CCNL ha valore soltanto se il datore di lavoro è parte in causa del contratto, ovvero appartiene all'associazione che ha stipulato e siglato il suddetto accordo. Se sussiste tale premessa e anche il dipendente è iscritto ad uno dei sindacati che ha firmato il contratto, allora il CCNL si applica anche nella struttura del settore privato. Altrimenti la contrattazione è libera e ciò incide, nel bene e nel male, anche sulla retribuzione del dipendente.

Esempio di uno stipendio mensile di un OSS

Per rispondere quindi alla domanda iniziale, secondo quanto riportato nell'aggiornamento più recente del CCNL, l'operatore socio sanitario (categoria B dell'Accordo Stato-Regioni sopra menzionato) che opera in struttura pubblica percepisce una retribuzione minima mensile pari a 1.479 € netti. Il pari grado che lavora in una struttura privata ha una retribuzione media mensile di circa 1.430 € netti.

Nel settore privato lo stipendio di un OSS è soggetto a oscillazioni, tanto che non è difficile trovare operatori socio sanitari che guadagnano 900 € mensili e altri che arrivano a retribuzioni nette mensili superiori ai 1.500 €.

Vale la pena sottolineare che l'esperienza maturata sul campo, la qualità delle referenze e le ore di straordinario (per esempio la domenica e i festivi lavorati) incidono in modo significativo sulla busta paga di un OSS, indipendentemente dal settore.

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