Cosa fa un infettivologo e come diventarlo

Di Team editoriale di Indeed

Pubblicato in data 26 maggio 2022

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Nel corso della pandemia da Covid-19, la figura dell'infettivologo ha acquisito un'importanza sempre maggiore. Forse, però, non tutti sanno cosa fa un infettivologo nello specifico, che procedure segue e in che modo svolge il suo lavoro. Gli infettivologi lavorano in una branca della medicina, l'infettivologia, che studia le malattie infettive e ricerca possibili cure o prevenzioni. Si tratta di una specializzazione essenziale per il settore sanitario, che può offrire sbocchi professionali interessanti.

Se ti interessa la medicina e stai pensando di intraprendere una carriera in questo campo, avere un'idea più precisa delle mansioni e delle competenze di un infettivologo può aiutarti a capire se è la specializzazione giusta per te. In questo articolo vedremo più nel dettaglio in cosa consiste l'infettivologia e analizzeremo le mansioni principali di chi lavora in questo campo. Accenneremo anche al percorso formativo e alle competenze necessarie in questa professione, e proveremo a dare una risposta alla domanda "cosa fa un infettivologo".

Cos'è l'infettivologia

Prima del febbraio 2020, l'infettivologia era un settore poco noto della medicina. Ma da quando la pandemia di Covid-19 ha stravolto le nostre vite, abbiamo scoperto che lo studio delle malattie infettive ha un'importanza cruciale per la salute di tutti.

Cos'è quindi, nello specifico, l'infettivologia?

La branca della medicina chiamata infettivologia si occupa dello studio e dell'osservazione delle malattie infettive, con particolare attenzione alle modalità di diffusione, contagio e trasmissione all'essere umano.

Le malattie infettive possono essere provocate da diversi fattori, quali virus, batteri, parassiti o funghi. In tutti i casi, si tratta di patologie contagiose, che possono interessare diversi organi del corpo umano.

Brevi cenni di storia

A partire dal 1800, grazie a numerose innovazioni nella medicina, le malattie infettive sono state oggetto di studi approfonditi, partendo dall'analisi delle grandi epidemie come la peste e il colera.

In seguito, gli studi medici in questo settore hanno continuato a progredire. Dopo la Seconda guerra mondiale sono stati sviluppati farmaci efficaci per la cura di alcune patologie infettive in precedenza letali (come la tubercolosi) che, insieme ai vaccini e alla maggiore attenzione alle condizioni igieniche, hanno apportato notevoli miglioramenti nella salute collettiva.

Quali sono le patologie di cui si occupa l'infettivologia?

Come abbiamo accennato, la cura delle malattie infettive ha fatto enormi passi avanti negli ultimi secoli, ma gli agenti patogeni mutano e diventano più resistenti. Per questo la ricerca e lo studio dell'infettivologia continuano a essere così importanti.

Attualmente sono moltissime le malattie infettive di cui si occupa questa disciplina, tra cui:

  • Colera

  • Ebola

  • Epatite A,B,C

  • Meningite

  • Tetano

  • AIDS

  • Infezioni delle vie urinarie

  • Covid 19

Questo è solo un breve elenco di alcune delle patologie di cui si occupa l'infettivologia. Puoi trovare l'elenco completo alla sezione Malattie Infettive del sito del Ministero della Salute.

Di cosa si occupa l'infettivologo

Come abbiamo visto, lo scopo dell'infettivologia è sempre stato quello di comprendere le modalità di trasmissione di una malattia infettiva e individuare trattamenti e cure, oltre a studiare eventuali procedure di prevenzione per evitare il contagio, come per esempio i vaccini.

Cosa fa l'infettivologo, quindi? All'interno di questa branca, gli specialisti delle malattie infettive si occupano di diagnosticare, trattare e, possibilmente, prevenire patologie infettive di ogni genere.

Oltre alle patologie più comuni, gli specialisti infettivologi si occupano anche di malattie come l'epatite, la malaria e altre malattie tropicali.

Quali procedure applica l'infettivologo?

Per diagnosticare un'infezione e comprenderne la causa, gli infettivologi seguono procedure consolidate, che possono variare in base alla situazione dei pazienti. Vediamo in cosa consistono queste procedure.

  1. Anamnesi del paziente: l'infettivologo o l'infettivologa si informano sulla storia clinica del paziente, sulle sue abitudini e stili di vita e su eventuali malattie precedenti o ereditarie.

  2. Visita obiettiva: l'infettivologo esamina attentamente il paziente e raccoglie i dati obiettivi che ricava dalla visita.

A questo punto, in base all'esito di anamnesi e visita, gli specialisti possono decidere se è il caso di procedere con alcune analisi mediche specifiche, tra cui:

  • analisi di laboratorio

  • colture batteriologiche

  • ecografie

  • elastografia

  • test sierologici

Una volta raccolti i dati necessari, può formulare una diagnosi e stabilire quale trattamento è più adatto per curare il o la paziente. Successivamente, continuerà a monitorare l'andamento della malattia per accertarsi che la cura sia davvero efficace.

Leggi anche: Cosa fa un medico patologo? Mansioni e requisiti

Che differenza c'è tra infettivologo, virologo ed epidemiologo?

Da quando è scoppiata la pandemia di Covid 19 abbiamo iniziato a sentire sempre più spesso parlare di infettivologi, virologi ed epidemiologi, ma che cosa li distingue nel lavoro che fanno?

Proviamo a vederlo brevemente:

  • Infettivologo: l'infettivologo diagnostica e cura, con i necessari trattamenti, le malattie infettive, qualunque sia l'agente patogeno che le ha provocate (virus, batteri, funghi o parassiti).

  • Virologo: il virologo studia le caratteristiche biologiche e molecolari dei virus che provocano malattie nell'essere umano.

  • Epidemiologo: l'epidemiologo studia il modo e la frequenza con cui malattie ed eventi di rilevanza medica si diffondono nella popolazione.

È evidente quindi che, benché si tratti di professioni tra loro correlate, le mansioni e le competenze necessarie sono molto diverse tra loro.

Leggi anche: Come diventare virologo: formazione, competenze, sbocchi lavorativi

Come si diventa infettivologo

Abbiamo visto quali sono le aree coperte dall'infettivologia, che mansioni svolge e cosa fa un infettivologo e cosa lo distingue dall'epidemiologo e dal virologo.

Dopo questa carrellata, e dopo che da mesi senti parlare tanto di infettivologia, forse stai pensando di farne una professione. Innanzitutto, se stai valutando cosa fare nella vita, può esserti utile avere qualche idea su come scegliere il lavoro giusto. Se pensi che l'infettivologia sia la tua strada e vuoi diventare specialista in malattie infettive, vediamo di seguito che percorso seguire.

Percorso formativo

Come abbiamo detto, l'infettivologia è una branca della medicina, quindi per poter accedere a questa carriera bisogna come prima cosa ottenere una laurea in medicina. Una volta conseguita la laurea, è necessaria una specializzazione in infettivologia.

  • Conseguimento della Laurea: la laurea in medicina e chirurgia dura in tutto sei anni, di cui i primi cinque sono di corso e prevedono 360 CFU (crediti formativi universitari), mentre il sesto consiste in un tirocinio formativo (60 CFU), di solito svolto presso policlinici universitari, ospedali, aziende ASL o studi medici.

  • Conseguimento della specializzazione: la specializzazione in malattie infettive e tropicali ha in genere una durata complessiva di quattro anni e prevede 240 CFU.

La laurea in medicina e la specializzazione in infettivologia si possono conseguire presso una delle tante università pubbliche o private in Italia o all'estero.

Caratteristiche personali

Il percorso di studi è essenziale per un infettivologo, ma non è la sola cosa importante. Come tutti i lavori, richiede delle caratteristiche personali e delle competenze trasversali (le cosiddette soft skills) che non si acquisiscono all'università, ma che sono innate o possono essere approfondite in altri modi, per esempio con l'aiuto di corsi specifici.

Nel nostro caso, l'infettivologo è un medico, e come ogni medico dovrà avere sviluppato alcune competenze essenziali per svolgere il proprio lavoro. Vediamo quali.

  • Doti comunicative: l'infettivologo ha a che fare con i pazienti, per cui deve sapere come comunicare con loro e creare la giusta interazione.

  • Doti di ascolto: soprattutto nella fase di anamnesi, lo specialista deve sapere ascoltare il paziente, riconoscendo anche il linguaggio non verbale.

  • Precisione e capacità di analisi: in un lavoro come quello dell'infettivologo, essere in grado di analizzare con precisione ogni informazione è un aspetto essenziale.

Le soft skills sono essenziali in ogni lavoro, ed è importante conoscerle e sapere quali abbiamo e quali dobbiamo invece sviluppare ulteriormente per poter dare il meglio nella nostra professione.

L'infettivologia è una disciplina complessa e affascinante che ci ha aiutato nei secoli a sconfiggere o rendere innocue malattie altamente pericolose o letali. In questo periodo abbiamo avuto modo di scoprire come ancora oggi studiare, conoscere e curare le malattie infettive sia un lavoro di fondamentale importanza.

A questo punto hai un'idea un po' più chiara di cosa fa un infettivologo e puoi decidere se intraprendere la carriera di specialista in malattie infettive è quello che fa per te.

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