Che cosa fa un ingegnere biomedico

Di Team editoriale di Indeed

Aggiornato in data 17 novembre 2022

Pubblicato in data 3 gennaio 2022

La Redazione Indeed, un team eterogeneo e di talento che include scrittori, ricercatori ed esperti del settore, dispone delle analisi e dei dati di Indeed necessari per fornire consigli utili durante il tuo percorso lavorativo.

Per darti un'idea di che cosa fa un ingegnere biomedico, possiamo evocare strumenti tecnologici d'innovazione, in grado di effettuare operazioni ad altissima precisione, impiegati da medici, chirurghi e altri professionisti sanitari.

L'ingegneria biomedica è parte della quotidianità di migliaia di persone, la cui qualità della vita è migliorata grazie a dispositivi come protesi, pacemaker, impianti sottocutanei, sistemi per monitorare la glicemia.

Appartengono al settore dell'ingegneria anche le procedure mediche più all'avanguardia, impensabili fino a poco tempo fa, rese possibili dall'impiego di tecnologie, software concepiti su misura, programmi di elaborazione dati e altro ancora.

Queste sono solo alcune delle applicazioni dell'ingegneria biomedica, che è, di fatto, un campo di ricerca molto vasto. In questo articolo, proviamo a comprendere meglio di cosa si occupa l'ingegnere specializzato in discipline biomediche, quali sono le competenze in gioco e il percorso formativo per svolgere questa professione in Italia.

Cos'è l'ingegneria biomedica

Grazie al ritrovamento di una protesi di alluce in legno e cuoio risalente a quasi 3000 anni fa, sappiamo che gli antichi Egizi mettevano già in atto pratiche d'ingegneria biomedica.

Questo esempio, così lontano nel tempo, ci è utile per comprendere che cosa fa un ingegnere biomedico anche al giorno d'oggi: applica le scienze ingegneristiche e le tecnologie al sapere medico con il fine ultimo di trovare soluzioni per migliorare la ricerca, l'assistenza sanitaria, la salute e il benessere delle persone.

L'ingegnere biomedico si differenzia dai colleghi specializzati per un aspetto in particolare: possiede, infatti, approfondite competenze in materie mediche e biologiche. Vediamo quindi nel dettaglio le competenze richieste per svolgere questa professione.

Cosa fa l'ingegnere biomedico

Per poter proporre strumenti e soluzioni a problemi di carattere biomedico, l'ingegnere specializzato deve avere conoscenze che abbracciano due macrodiscipline: ingegneria e scienze della vita.

Nel campo dell'ingegneria, la preparazione comprende materie quali:

  • Matematica

  • Fisica

  • Meccanica

  • Elettronica

  • Informatica

  • Progettazione

  • Scienze dei materiali

Sul fronte delle conoscenze mediche, l'ingegnere biomedico si confronta con:

  • Anatomia e fisiologia

  • Biologia

  • Patologia

  • Biochimica e biofisica

  • Neurofisiologia

  • Farmacologia

Come vedi, si tratta di una professione altamente interdisciplinare, che richiede un forte interesse per le scienze biologiche, oltre che per quelle matematiche.

Gli ambiti di lavoro

Come puoi immaginare, i settori applicativi dell'ingegneria biomedica sono vari. Possiamo citare il campo delle micro e nanotecnologie, lo studio di modelli matematici per la comprensione di fenomeni fisiologici e patologici, le apparecchiature per le neuroscienze, e molto altro; d'altronde, è un campo in continua evoluzione.

I principali ambiti sui quali ci soffermiamo sono quello della strumentazione biomedica, dell'informatica biomedica, della biomeccanica e dello sviluppo dei materiali.

1. Strumentazione biomedica. Sia per la ricerca biomedica che per l'applicazione in ambito clinico vengono progettate, sviluppate e realizzate apparecchiature altamente tecnologiche. Gli strumenti elaborati dagli ingegneri possono trovare impiego nelle fasi di diagnostica, nella terapia e nella riabilitazione.
Una particolare branca di questo settore è la robotica chirurgica, ovvero l'applicazione delle tecniche robotiche alla chirurgia, con lo sviluppo di apparati di ausilio chirurgico. Esempi di queste applicazioni sono i macchinari per l'ecografia e per la dialisi.

2. Informatica biomedica. L'informatica in campo medico si intreccia con aspetti legali e di diritto alla privacy quando si tratta della gestione dei fascicoli sanitari in formato digitale; in Italia, il Sistema Sanitario Nazionale dà la possibilità a chiunque di accedere ai propri dati sanitari grazie a software definiti da ingegneri biomedici, informatici, ed esperti in campo giuridico.
Un altro frangente dell'informatica affrontato dagli ingegneri biomedici riguarda l'acquisizione ed elaborazione di dati ottenuti con apparecchiature biomediche. Anche la trasmissione e archiviazione di tali dati e immagini sono questioni alle quali risponde l'ingegneria informatica biomedica. Pensa, per esempio, alle immagini radiografiche, alle TAC, e alla risonanza magnetica.

3. Biomeccanica e sviluppo di biomateriali. L'ingegneria biomedica trova applicazione nella progettazione di protesi e di dispositivi biomeccanici con utilizzo in campo medico. Anche la messa a punto di materiali biocompatibili, tessuti e organi artificiali è prerogativa di questo settore ingegneristico.

Alcuni esempi di queste ricerche sono la realizzazione di valvole cardiache artificiali, di materiali per otturazioni dentarie, la rigenerazione di tessuto epiteliale e la creazione di arti protesici.

Come si diventa ingegnere biomedico

Il settore professionale dell'ingegneria biomedica è molto affascinante, ideale per le persone che amano le scienze, hanno una grande attitudine al problem solving e una propensione al ragionamento logico-matematico. Come puoi immaginare, per accedere a questa professione di elevato livello concettuale sono necessari diversi anni di formazione, nonché continui aggiornamenti nel corso dell'intera carriera.

Ingegnere biomedico: il percorso di studi

Forse non sono molte le persone che alla fine delle scuole medie hanno già chiara l'ambizione di diventare ingegnere o ingegnera con specializzazione in biomedicina. Tuttavia, se sei molto giovane e hai un forte interesse verso il campo delle scienze mediche e ingegneristiche, sappi che puoi scegliere l'orientamento giusto fin dalle scuole superiori.

In molti licei italiani è stato di recente attivato un indirizzo di studi detto Liceo con curvatura biomedica: si tratta di un percorso che agevola gli studenti nella preparazione all'accesso universitario in facoltà scientifiche.

Chi si iscrive a questo percorso può beneficiare di un potenziamento delle ore di didattica nelle materie scientifiche e delle ore laboratoriali. Sono previste inoltre sedute di orientamento tenute da professionisti dei diversi campi scientifici.

A prescindere dal tipo di diploma di scuole superiori, per diventare ingegnere biomedico è necessario un percorso universitario specifico.

La laurea triennale e/o magistrale

Il primo livello di studi per aspiranti ingegneri in biomedicina è la laurea triennale in Ingegneria biomedica o in Ingegneria clinica (appartenenti alle classi di laurea in Ingegneria dell'informazione, L-8, e Ingegneria industriale, L-9). Alcuni corsi triennali prevedono una verifica iniziale delle competenze di base, oppure un test d'ingresso, principalmente in materie scientifiche e matematiche.

Il corso triennale consente di acquisire conoscenze di base nelle materie comuni ai corsi d'ingegneria (fisica, chimica, matematica, statistica, informatica), e competenze disciplinari specifiche applicate alle scienze mediche e biologiche. La laurea triennale fornisce di per sé molteplici sbocchi lavorativi nel campo dell'ingegneria biomedica.

Se decidi di specializzarti ulteriormente, puoi proseguire gli studi con un master di I livello, o iscriverti a un corso di laurea magistrale in Ingegneria biomedica o clinica (classe di laurea LM-21). Concluso il percorso magistrale, della durata di due anni, potrai ambire a occupare posizioni di responsabilità nel tuo campo di specializzazione.

Il sito della community italiana degli ingegneri biomedici riporta tutti gli atenei che prevedono il percorso d'ingegneria biomedica nell'offerta formativa.

Disciplina normativa professionale: l'Esame di Stato

In Italia, l'esercizio della professione è regolato dalla legge (DPR n. 328 del 2001), che individua così l'ingegneria biomedica:

Ingegneria industriale: la pianificazione, la progettazione, lo sviluppo, la direzione lavori, la stima, il collaudo, la gestione, la valutazione di impatto ambientale (…) di apparati e di strumentazioni per la diagnostica e per la terapia medico-chirurgica.

Per ottenere l'abilitazione alla professione, la laurea non è sufficiente: dopo il conseguimento del titolo occorre superare l'Esame di Stato. La prova, il cui superamento dà la possibilità d'iscriversi all'Ordine degli ingegneri, si svolge due volte l'anno presso tutti gli atenei che erogano un corso di studio in Ingegneria.

Praticare questa professione

Terminato il percorso di studi e ottenuta l'abilitazione professionale, come ingegnere biomedico hai una vasta gamma di opportunità professionali, poiché possiedi competenze molto ricercate nel mondo del lavoro. Grazie alla tua formazione, conosci le tecnologie e i materiali più moderni: dal punto di vista delle aziende, queste sono le chiavi dell'innovazione e dello sviluppo.

Quadro lavorativo

L'ingegnere biomedico può trovare impiego sia nel settore pubblico (per esempio sanitario e universitario) che nel settore privato (industriale, clinico, servizi). I professionisti con questa specializzazione possono ottenere un contratto di lavoro dipendente presso aziende ed enti, oppure proporsi come consulenti esterni, collaboratori freelance.

Sul piano della carriera, in genere si accede al mondo del lavoro con posizioni junior, ma ci sono buone prospettive di crescita. Acquisendo esperienza, puoi ambire a diventare coordinatore o responsabile di progetto, gestire équipes interdisciplinari di ricerca e sviluppo, dirigere comparti produttivi industriali.

Leggi anche: Quanto guadagna un ingegnere in Italia?

Prospettive di lavoro per ingegneri biomedici

La vastità del settore biomedico consente agli ingegneri di approfondire la specializzazione assecondando il proprio campo d'interesse.

Chi decide di dedicarsi alla progettazione di strumentazioni mediche, per esempio, può specializzarsi in un'area anatomica, in una specifica funzione fisiologica o in una particolare tipologia di macchinario.

Alcuni ingegneri si orientano su attività di assistenza e manutenzione di apparecchiature sofisticate presso cliniche e strutture sanitarie; altri ancora sviluppano e gestiscono gli aspetti informatici, cibernetici e digitali della medicina, lavorando con team di ricercatori e di tecnici.

La carriera universitaria, che inizia con il contratto di dottorato, consente di proseguire nell'attività di ricerca e insegnare le discipline ingegneristiche agli studenti dell'università.

Ora che sai come diventare ingegnere biomedico, quale ruolo svolge, in che contesto opera e quali competenze deve possedere questa figura professionale, puoi decidere se questa professione fa per te.

Per altre idee e spunti interessanti sull'inserimento nel mondo del lavoro, puoi consultare la Guida alla carriera di Indeed che, fra le altre, offre sezioni dedicate a Trovare lavoroCV e lettere di presentazione e Crescita professionale.

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