Cosa fa un medico patologo? Mansioni e requisiti

Di Team editoriale di Indeed

Pubblicato in data 25 agosto 2022

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Cosa fa un medico patologo? Scopriamo di cosa si occupa questo professionista del campo medico.

Spesso poco conosciuta, questa figura è in continuo sviluppo. Così come ogni altra cosa, anche le malattie sono sempre in evoluzione e subiscono mutamenti insieme all'ambiente e alle condizioni di vita.

Il medico patologo studia le malattie, la loro origine, i fattori di sviluppo e le condizioni che permettono il loro manifestarsi, ma anche i metodi preventivi. Se ti affascina l'idea di lavorare a stretto contatto con patologie di vario genere, analizzarle tramite strumenti di laboratorio e infine trovarne una diagnosi, il mestiere del patologo potrebbe fare al caso tuo.

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Cos'è e cosa studia la patologia

Siamo nel Rinascimento, a Firenze, quando nasce la scienza della patologia. Inizialmente legata all'autopsia, si distingue poi come lo studio dei sintomi e delle cause delle malattie, avvalendosi nella sua diagnosi dell'intreccio con altre scienze, quali la biologia e la chimica.

Diventa così un bacino di studio che influenza e informa molte altre branche della scienza e permette un grande sviluppo in ambito medico.

Il grande salto viene compiuto con il passaggio dalla pratica empirica alla scienza razionale, cioè il trattamento della malattia non più estemporaneo ma sistemico e organizzato in una conoscenza replicabile. Questo modifica anche la concezione della malattia stessa, che diventa quasi un evento prevedibile. Insieme alla nascita, all'invecchiamento e alla morte, la malattia è un evento certo.

Alla luce di questi studi, una patologia viene definita come un mutamento quantitativo di attività funzionali normali, cioè uno squilibrio dello stato di salute normale.

Di cosa si occupa il medico patologo?

Scendiamo nel dettaglio di questo mestiere e vediamo quali sono le sue aree di competenza e intervento.

Il medico patologo si occupa essenzialmente di due oggetti di studio: i tessuti e i liquidi. Traduce i dati che riscontra qui in informazioni sullo stato di salute del corpo. Rileva e traccia un eventuale formazione della malattia, nel caso della sua presenza.

Il medico patologo segue tendenzialmente una prassi scientifica che consiste in una serie di passaggi od operazioni consequenziali una all'altra: raccolta dati, analisi dei dati e diagnosi.

Analisi dei tessuti

Il medico patologo analizza campioni biologici dei tessuti umani.

Di fatto non entra in contatto o in relazione con il paziente, ma solo con i suoi tessuti. È, per così dire, un lettore esperto dei tessuti del corpo umano, che possono dire molto e a volte tutto su una condizione patologica preesistente o in procinto di essere.

La maggior parte degli atti di prevenzione o recupero di uno stato acuto di malattia, proviene proprio da una lettura del tessuto fatta per tempo.

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Indagine dei liquidi

Consideriamo un liquido così ricco di informazioni come il sangue. Il medico patologo sa analizzare e interpretare i dati provenienti da campioni di sangue, in cui la presenza di squilibri è presto indice di patologie. Non a caso le analisi del sangue sono il primo passo nel controllo della salute generica del corpo.

Ma il suo compito non si ferma qui. Il medico patologo indaga tutti i liquidi del corpo ed è in grado di interpretare tutti i parametri relativi alle secrezioni.

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Il lavoro del medico patologo: dall'analisi alla diagnosi

Il tipo di indagine portato avanti in un primo momento dal medico patologo è di tipo morfologico e si manifesta a due livelli: microscopico e macroscopico.

Nella valutazione microscopica vengono adoperate varie tecniche di rilevazione, quali la colorazione e l'immunofluorescenza. A livello macroscopico l'analisi viene compiuta a vista.

Il secondo passo nella prassi di indagine morfologica è costituito dall'analisi in laboratorio. Questa fase include analisi chimiche, microbiologiche e molecolari, ematologiche, batteriologiche, parassitologiche, nonché analisi circa la risposta immunitaria che il corpo è in grado di produrre.

Colture cellulari

Oltre all'analisi visiva del campione (indagine macroscopica) e all'analisi microscopica in laboratorio, esiste la variante della coltura cellulare.

Questa tecnologia consiste nel nutrire, far crescere e proliferare in ambienti controllati cellule, eucariotiche o procariotiche, per verificarne la crescita e rivelare la presenza o meno di patologie che le colpiscono.

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L'elaborazione della diagnosi

La diagnosi è il risultato delle indagini e dello studio effettuato sui campioni biologici di tessuti e liquidi.

Vista l'ampia gamma di analisi che vengono attuate dal medico patologo, è possibile rilevare un grandissimo numero di patologie.

Grazie alle analisi batteriologiche e parassitologiche, è possibile rilevare patologie di origine batterica o parassitica. Per mezzo delle analisi sulla risposta immunitaria, invece, si individuano patologie del sistema immunitario. È inoltre possibile risalire a patologie di origine infiammatoria e neoplastica.

I requisiti per diventare medico patologo

Il medico patologo, quindi, è un professionista che agisce dietro le quinte ma, come risulta evidente, svolge un ruolo estremamente fondamentale.

Per svolgere questo lavoro sono necessari alcuni requisiti importanti:

  • Attenzione al dettaglio: il medico patologo è un medico di laboratorio. Questo significa che lavora con microscopi e altri strumenti di osservazione ad alta precisione. In questo senso i dettagli non gli e non le sfuggono, visto che qualsiasi elemento posto sotto una lente di ingrandimento professionale è potenzialmente utile per elaborare la diagnosi.

  • Passione per la vita da laboratorio: è chiaro che non ci si può trovare a fare questo lavoro a caso. Tra tutte le branche della medicina, questa si distingue proprio per il fatto che non presenta un contatto diretto con il paziente. Al contrario, il medico patologo indaga in un luogo distante dal pubblico. È necessario amare l'ambiente del laboratorio! E, come per ogni altra specializzazione nell'ambito della medicina, ci vuole una vera e propria vocazione.

  • Ricerca continua: come è stato detto all'inizio dell'articolo, le malattie si evolvono e mutano nel tempo. Il medico patologo è uno studioso che non smette mai di informarsi, di sperimentare e di ampliare le proprie conoscenze, che si sottopone agli aggiornamenti continui dell'ECM (Educazione Continua in Medicina). Da questo punto di vista, è senz'altro un lavoro molto intrigante, che non lascia mai privi di stimoli.

Ora che sai in che ambito lavora e cosa fa il medico patologo, hai tutte le carte in regola per decidere se è la carriera che fa per te.

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