Qual è la differenza tra disoccupato, inoccupato e inattivo?

Di Team editoriale di Indeed

Pubblicato in data 17 giugno 2022

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Conosci la differenza tra disoccupato, inoccupato e inattivo? Queste parole sembrano sinonimi per indicare la mancanza di un lavoro stabile, ma in realtà il loro significato è completamente diverso e sta a indicare tre differenti stati lavorativi che possono caratterizzare una persona nel corso della propria vita professionale.

In questo articolo esamineremo qual è la differenza tra le varie denominazioni utilizzate per indicare le persone non attive nel mondo del lavoro e in quali occasioni è più corretto usare le parole disoccupato, inoccupato e inattivo.

Differenza tra disoccupato e inoccupato

Per dare una breve definizione della differenza tra i due termini, basti sapere che il disoccupato è colui o colei che al momento non ha lavoro ma ha lavorato in passato, mentre il termine inoccupato si riferisce a chi non ha mai avuto un contratto lavorativo.

Le diseguaglianze tra una persona disoccupata e inoccupata, quindi, sono sottili, ma fondamentali da conoscere, soprattutto se si è alla ricerca di un nuovo lavoro o di un primo impiego dopo gli studi e si vuole compilare correttamente il proprio curriculum vitae. Vediamo allora nel dettaglio quando è corretto usare l'espressione disoccupato e quando è meglio invece parlare di inoccupazione.

Cosa vuol dire "disoccupato"?

Essere disoccupati vuol dire non avere momentaneamente un lavoro retribuito disponibile perché si è perso il proprio posto di lavoro. Il decreto legislativo 150/2015 definisce i disoccupati come:

"I lavoratori senza un impiego che dichiarano telematicamente la propria immediata disponibilità (DID) a svolgere un'attività lavorativa e a partecipare alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il Centro per l'Impiego."

In Italia, quindi, per potersi definire disoccupato e mantenere lo status di disoccupazione agli occhi del Ministero del Lavoro bisogna soddisfare dei requisiti ben precisi:

  • non essere in possesso di un impiego né da lavoratore subordinato né da autonomo;

  • in alternativa, percepire un reddito annuo inferiore al reddito minimo escluso da imposizione fiscale, che per il lavoro subordinato o parasubordinato corrisponde a 8.145 € e per il lavoro autonomo (anche occasionale), 4.800 €;

  • o ancora, chi ha lavorato solo per otto mesi, che diventano quattro mesi per coloro di età inferiore a venticinque anni compiuti o di età fino a ventinove anni, se in possesso di laurea;

  • avere effettuato una dichiarazione telematica d'immediata disponibilità a svolgere un'attività lavorativa (DID) e a partecipare alle politiche attive del lavoro.

Il disoccupato ha anche un'altra caratteristica fondamentale che lo distingue dall'inoccupato e dal lavoratore inattivo: è stato, in passato, in possesso di un contratto lavorativo regolare, anche se breve, che si è poi interrotto per svariati motivi.

Coloro che hanno effettuato e/o interrotto tirocini, stage o periodi di pratica, però, non contano come disoccupati in quanto non si tratta di contratti di lavoro regolari come sono invece considerati il contratto a tempo indeterminato e determinato.

In cosa consiste la disoccupazione?

Il concetto di disoccupazione, secondo la legge italiana, si divide in due macrocategorie:

  • disoccupazione volontaria, quando il rapporto di lavoro viene interrotto volontariamente dal dipendente dando le proprie dimissioni dal posto di lavoro;

  • disoccupazione involontaria, quando il lavoratore viene licenziato a seguito di una riorganizzazione aziendale o per altre ragioni interne all'azienda, oppure il suo contratto a termine non viene rinnovato dal datore di lavoro.

È importante conoscere la differenza tra questi due stati di disoccupazione poiché solo ad alcuni tipi di disoccupati vengono riconosciuti dei vantaggi come la NASPI e la DIS-COLL. Si tratta di due tipi d'indennità di disoccupazione statale mirati a sostenere le persone tramite il versamento di un assegno mensile e il supporto necessario per ricollocarsi nel mondo del lavoro.

Questo tipo di bonus per disoccupati, però, spetta solo in presenza dei seguenti requisiti:

  • stato di disoccupazione involontario;

  • soddisfacimento del requisito contributivo, ossia ha versato i contributi per almeno tredici settimane nei quattro anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione. Al fine del riconoscimento del diritto sono idonee tutte le settimane retribuite, purché con retribuzione non inferiore ai minimali settimanali (fanno eccezione i lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari, gli operai agricoli e gli apprendisti);

  • soddisfacimento del requisito lavorativo, ovvero aver svolto almeno trenta giornate di effettivo lavoro negli ultimi dodici mesi.

Leggi anche:

  • Calcolo NASPI: come viene calcolata l'indennità di disoccupazione

  • Come richiedere la NASPI (indennità mensile di disoccupazione)

Cosa vuol dire "inoccupato"?

Una persona inoccupata, al contrario di una disoccupata, non ha mai svolto nessun tipo di attività lavorativa riconosciuta, né in forma autonoma, né come dipendente ma è attivamente in cerca della sua prima occupazione. Coloro che rientrano in questa categoria possono essere:

  • persone che cercano attivamente un'occupazione e sono iscritti a un Centro per l'impiego da più di dodici mesi o da più di sei mesi, se si tratta di giovani;

  • persone che hanno appena terminato il proprio percorso di studi e sono alla ricerca di un primo lavoro (neodiplomati e neolaureati).

A differenza della disoccupazione, lo status di inoccupazione - proprio per il fatto che chi lo possiede non ha mai lavorato in modo regolare né versato i contributi - non dà diritto a nessun tipo di sussidio di disoccupazione.

Gli unici benefici ai quali è possibile accedere in questo caso riguardano i giovani che hanno meno di trent'anni. I ventenni, infatti, possono rientrare nella categoria dei NEET (Not in Education, Employment or Training) e possono accedere ai vantaggi del programma di Garanzia Giovani.

In ogni caso, per attestare lo status di inoccupato o disoccupato così da inserire la dicitura corretta nel proprio curriculum vitae o completare il profilo professionale presso un'agenzia interinale, bisogna iscriversi a un Centro per l'Impiego o, in alternativa, auto certificare che è stata effettuata un'iscrizione.

Leggi anche:

  • Come scrivere un curriculum vitae da neodiplomato

  • Curriculum vitae da neolaureato: guida ed esempio

  • Come scrivere una lettera di presentazione da neolaureato

  • Come trovare lavoro da neolaureati ai tempi del COVID-19

Un inoccupato può vedersi riconoscere la disoccupazione?

L'unico modo per l'inoccupato di vedersi riconoscere lo stato di disoccupazione (anche se non avrà comunque diritto all'assegno) è agire in questo modo:

  • presentare la dichiarazione di immediata disponibilità presso un Centro per l'Impiego o online tramite il portale ANPAL (Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro) dichiarando così la propria disponibilità allo svolgimento di attività lavorative e formative;

  • recarsi, entro quindici giorni dalla presentazione della DID, presso un Centro per l'Impiego per firmare il patto di servizio, un progetto che prevede attività personalizzate con il fine di cercare attivamente un impiego.

Essere classificato come disoccupato permetterà alla persona inoccupata di avere un ausilio per trovare un posto di lavoro, ma non consente di accedere alle agevolazioni economiche della vera e propria disoccupazione.

Qual è il significato del termine "inattivo"?

Ora che abbiamo precisato l'importante differenza tra inoccupato e disoccupato, vediamo cosa significa essere inattivo. Il termine inattivo si riferisce a una situazione molto particolare perché sta a indicare una persona che non sta cercando nessuna forma di occupazione.

Per parlare di vera e propria inattività lavorativa un soggetto deve mostrare le seguenti caratteristiche e comportamenti:

  • non aver cercato lavoro nelle quattro settimane precedenti a quella presa di riferimento;

  • non aver intenzione di cercare un lavoro nelle due settimane successive a quella di riferimento.

Mantenere ben chiara la differenza tra i termini disoccupato, inattivo e inoccupato è una cosa fondamentale, non solo per motivi personali come può essere una corretta compilazione del curriculum vitae, ma anche perché permette di non falsare la raccolta dei dati che determinano poi i risultati statistici sui livelli di occupazione in Italia.

Si prega di notare che nessuna delle aziende, istituzioni o organizzazioni menzionate in questo articolo è associata a Indeed.

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