Qual è la differenza tra neurologo e psichiatra?

Di Team editoriale di Indeed

Pubblicato in data 21 febbraio 2022

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Sia la neurologia che la psichiatria sono branche della medicina che studiano il cervello, ma da due punti di vista del tutto differenti. Se l'argomento ti affascina e vorresti capire in modo più approfondito la differenza tra neurologo e psichiatra in modo da poter scegliere il tuo futuro percorso di carriera, in questo articolo ti aiuteremo a definire entrambe le figure professionali, i rispettivi ambiti di lavoro e il percorso di formazione necessario a lavorare nell'uno o nell'altro settore.

Qual è la differenza tra neurologo e psichiatra?

Neurologi, psichiatri e psicologi sono tre figure che si occupano della mente dei pazienti e spesso si trovano a collaborare insieme su un caso. Lo psicologo, non essendo medico, affronta il trattamento sotto un punto di vista prettamente terapeutico, e aiuta il paziente a superare blocchi, traumi o altri disturbi psicologici che gli impediscono di condurre una vita normale. Il neurologo e lo psichiatra, invece, sono entrambi Dottori in Medicina in grado di diagnosticare e trattare delle patologie.

Per cogliere la differenza fra i due ruoli possiamo dire, in modo davvero semplificato, che il neurologo cura le malattie del cervello, mentre lo psichiatra cura le malattie della mente. Un neurologo si confronta con malattie che non sempre hanno un impatto diretto sul nostro modo di comportarci, pensare o elaborare e gestire le emozioni. L'impossibilità di muovere una parte del corpo a seguito di un ictus, ad esempio, non provoca necessariamente aggressività, sbalzi d'umore o una visione distorta della realtà, mentre una malattia mentale come il bipolarismo avrà proprio questo tipo di effetti emotivo-comportamentali sul paziente.

Neurologo e psichiatra: principali differenze

A questo punto, osserviamo più da vicino le differenze fra le due professioni:

  • I neurologi si occupano di studiare il sistema nervoso centrale e periferico, mentre gli psichiatri trattano le malattie mentali.

  • Ai neurologi si rivolgono i pazienti affetti da epilessia, sclerosi multipla, morbo di Parkinson, morbo di Alzheimer, SLA, solo per citarne alcuni, mentre agli psichiatri si rivolgono i pazienti affetti da malattie come bipolarismo, schizofrenia, ansia e depressione grave.

  • I sintomi curati dai neurologi riguardano la sfera del movimento, della tattilità e del dolore fisico, mentre quelli trattati dagli psichiatri riguardano pensieri, emozioni e comportamenti del paziente.

Neurologi e psichiatri hanno molti interessi comuni e le conversazioni fra di loro sono di certo interessanti; tuttavia, come abbiamo visto, trattano problematiche del tutto diverse fra loro. In alcuni casi gli psichiatri possono chiedere l'aiuto dei neurologi per valutare dei pazienti in cura, altre volte i neurologi possono indirizzare i pazienti verso il supporto dello psichiatra se le loro condizioni neurologiche hanno innescato anche delle malattie mentali, o se già erano esistenti.

Cosa fa il neurologo

Abbiamo detto che il neurologo tratta il sistema nervoso centrale e, in particolare, si concentra sui problemi legati a cervello e spina dorsale.

Fra i disturbi trattati dai neurologi, troviamo:

  • Vertigini, cefalee e capogiri

  • Dolore

  • Mal di testa ed emicrania

  • Intorpidimento e formicolio

  • Tremore e debolezza muscolare

  • Malattie neurodegenerative

  • Problemi al midollo spinale (incluse malattie infiammatorie e autoimmuni)

  • Infezioni al cervello e al sistema nervoso periferico (ad esempio encefalite, ascessi cerebrali e meningite)

  • Danni e tumori cerebrali

  • Disturbi del sonno

  • Disturbi del movimento

  • Convulsioni

  • Epilessia

  • Ictus

Il sistema nervoso centrale è molto importante per il corretto funzionamento dell'organismo, dato che controlla sia il comportamento che aspetti quali equilibrio, riflessi, memoria, capacità di linguaggio e di apprendimento. Pertanto, i neurologi devono avere una conoscenza davvero molto approfondita sia del corpo umano che di tutto ciò che concerne il cervello.

Leggi anche: Che cosa fa il neurologo: mansioni, competenze e formazione

Cosa fa lo psichiatra

Gli psichiatri trattano le malattie mentali e i disturbi che esse provocano. Queste patologie si manifestano con sintomi simili anche in pazienti molto diversi fra loro, e vanno ad alterare la capacità della mente di gestire in modo funzionale aspetti come, ad esempio, memoria, emozioni, percezione sensoriale, attenzione o piacere.

Fra i disturbi trattati dagli psichiatri, troviamo:

  • Dipendenza

  • Disturbi alimentari

  • Depressione

  • Ansia

  • Bipolarismo

  • Sbalzi d'umore

  • Dissociazione

  • Schizofrenia

  • Deficit dell'attenzione

  • Disturbi dello sviluppo

  • Trauma emotivo

A differenza delle malattie trattate dal neurologo, quelle trattate dallo psichiatra non creano impedimenti fisici né generano dolore, ma possono comunque impedire ai pazienti di condurre una vita normale e piena. In alcuni casi i sintomi non trattati possono essere così gravi da portare i malati all'autolesionismo e perfino alla morte. Entrambi i professionisti pertanto svolgono lavori estremamente importanti e grazie all'approccio medico possono aiutare le persone dando loro sollievo o curando condizioni che incidono pesantemente sulla loro vita.

Leggi anche:

  • Cosa fa uno psichiatra? Mansioni, competenze e specializzazioni

  • Come diventare psichiatra

Neurologo e psichiatra: mansioni a confronto

Abbiamo capito di cosa si occupano e che tipo di pazienti si rivolgono a loro, ma cosa succede nel momento in cui un paziente entra nello studio di un neurologo o di uno psichiatra? Anche se entrambi sono medici, nelle rispettive mansioni ci sono delle differenze.

Mansioni del neurologo

Che tipo di mansioni svolge il neurologo? Ovviamente dipende da caso a caso ma, in linea generale, il suo lavoro si svolge in tre fasi:

1. Anamnesi del paziente

Il primo step per un neurologo è raccogliere tutte le cartelle cliniche del paziente per fare un quadro generale della sua condizione e degli altri farmaci che sta assumendo. Poi chiederà al paziente di descrivere i sintomi che lo affliggono e determinerà quali esami prescrivere per indagare ulteriormente sulla loro origine. Due aspetti fondamentali per il neurologo sono il livello di dolore provato dal paziente e l'effetto che la condizione ha sul corpo sia a livello motorio che dal punto di vista dei riflessi.

2. Prescrizione di esami

Dopo aver eseguito l'anamnesi, il neurologo può eseguire degli esami per approfondire la diagnosi. Fra le procedure più utilizzate da questo professionista, troviamo:

  • PET (tomografia a emissione di positroni)

  • Elettromiografia

  • Elettroencefalogramma

  • Risonanza magnetica

  • TAC (tomografia assiale computerizzata)

  • Test al Tensilon

  • Puntura lombare

In base ai risultati ottenuti, il neurologo potrà stabilire se sono necessari ulteriori esami di approfondimento fino ad appurare chiaramente la patologia che dà origine ai sintomi.

3. Valutazione e follow-up

Una volta che il paziente ha completato tutto il ciclo di esami, il neurologo esamina i referti con attenzione e stabilisce se è possibile elaborare una terapia farmacologica o se sia necessario un intervento chirurgico (il quale, in questo caso, sarà eseguito dal neurochirurgo). È bene ricordare che molti pazienti arrivano da un neurologo dopo aver già consultato altri medici esperti, tra cui magari anche altri neurologi. Pertanto, non è affatto raro che il primo incontro parta proprio da quest'ultimo passaggio.

Il neurologo dovrà tenere monitorato l'andamento del paziente nel tempo e apportare le dovute modifiche alla terapia, determinando i farmaci da assumere e il loro dosaggio. Questi professionisti sono tenuti a mantenersi in costante aggiornamento e a suggerire tecniche o esami man mano che i progressi della scienza introducono novità che potrebbero avere effetti positivi sulla condizione del paziente, anche se sperimentali.

Mansioni dello psichiatra

Per quanto riguarda lo psichiatra, invece, le attività che svolge quando incontra un nuovo paziente sono:

1. Accertamento dello stato mentale

Nel momento in cui il paziente si siede per la prima volta davanti allo psichiatra, il professionista inizia a valutare la sua salute mentale tramite una serie di domande. La valutazione dello stato mentale è indispensabile per esaminare la capacità di discorso, l'espressività emotiva, il pensiero e la percezione, e le funzioni cognitive del soggetto. Oltre al dialogo diretto con il paziente, gli psichiatri possono usare test scritti di valutazione e di screening per esaminare a fondo lo stato del paziente e attestare che tipo di disturbo lo affligge e a che livello di intensità.

2. Elaborazione della terapia

Una volta inquadrato il paziente, lo psichiatra inizia a elaborare la terapia. Essendo medici, il loro approccio si baserà in primis sull'uso di farmaci (trattamento somatico) ed eventualmente anche su trattamenti psicoterapeutici, ad esempio:

  • Psicoterapia individuale, di coppia o famigliare

  • Terapia cognitivo-comportamentale

  • Ipnoterapia

Nella maggior parte dei casi l'abbinamento di entrambi gli approcci si rivela più efficace rispetto all'uso di una sola tecnica. Lo psichiatra è l'unico che può prescrivere i farmaci, ma spesso collabora strettamente con altre figure professionali che si occupano del paziente, ad esempio neurologi, psicologi, assistenti sociali e infermieri psichiatrici.

3. Monitoraggio del paziente

È estremamente importante che il paziente sia seguito nel tempo e che la terapia venga continuamente adattata allo stato corrente, in particolare quella farmacologica. Per questo, lo psichiatra fissa incontri regolari che all'inizio sono più ravvicinati fra loro e piano piano si distanziano sempre di più per permettere al paziente di convalidare i progressi nel mondo reale, nella speranza che riesca a diventare del tutto autonomo. In alcuni casi lo psichiatra non si limita a fissare incontri di colloquio con il paziente, ma ciclicamente lo sottopone di nuovo ai test di valutazione scritta per determinare in modo più accurato lo stato della malattia.

Neurologo e psichiatra: il percorso di studio

Anche in questo caso il percorso formativo è molto simile. Entrambi i professionisti devono conseguire una Laurea Magistrale in Medicina, svolgere il tirocinio obbligatorio, iscriversi all'Albo e in seguito ottenere una Laurea specialistica rispettivamente in Psichiatria o Neurologia. Per completare tutto il ciclo di studi sono necessari dai nove agli undici anni, in base alla facoltà di specializzazione. Detto ciò, tanta fatica sarà ripagata nel momento in cui si affacceranno al mondo del lavoro. Sia psichiatri che neurologi sono professionisti altamente ricercati che non avranno difficoltà a costruirsi una carriera e che potranno lavorare sia come dipendenti che come liberi professionisti.

A questo punto hai un quadro molto chiaro dei due ruoli. Hai visto che neurologi e psichiatri possono collaborare e che, sebbene entrambi si occupino del cervello, le due professioni sono completamente diverse. Speriamo che questo articolo ti abbia aiutato a capire quale percorso di studi seguire e ti auguriamo di avere una carriera di grande successo.

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