Differenza tra OSS e infermiere: studi, mansioni, stipendio

Di Team editoriale di Indeed

Pubblicato in data 19 ottobre 2022

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Nonostante oggi, a oltre vent'anni dall'introduzione della figura dell'operatore socio-sanitario (OSS), si faccia spesso ancora confusione fra le due professioni, la differenza fra OSS e infermiere è netta sotto più punti di vista.

Se stai pensando di orientarti verso una di queste due carriere, prima di effettuare una scelta è bene che tu abbia ben presente cosa comporta, dal punto di vista dell'impegno personale e ovviamente anche del riscontro economico, intraprendere uno o l'altro percorso.

Infermiere e OSS: quali sono le differenze?

La principale differenza tra OSS e infermiere consiste nella natura tecnica della prima e sanitaria della seconda professione, oltre che nel grado di autonomia riconosciuto alle due figure. In aggiunta, i due percorsi di carriera divergono sostanzialmente per quel che riguarda gli studi necessari, le mansioni svolte e lo stipendio percepito.

Per capire in che modo si distinguono, è opportuno prima chiarire in cosa consistono esattamente questi due mestieri.

Infermiere: chi è e cosa fa

Come da Decreto Ministeriale 14 settembre 1994, n. 739 art. 1, comma 1, l'infermiere, in possesso di diploma universitario e iscritto ad apposito Albo, è l'operatore sanitario responsabile dell'assistenza infermieristica dei pazienti.

Quali studi per diventare infermiere?

L'articolo 2 del Decreto Ministeriale in oggetto stabilisce che "il diploma universitario di infermiere abilita all'esercizio della professione"; pertanto, per diventare infermieri è necessario avere completato il relativo Corso di Laurea in Scienze infermieristiche.

La laurea in Scienze infermieristiche ha durata triennale. Vi si può accedere con qualsiasi diploma di scuola secondaria superiore, ma il corso è ad accesso programmato nazionale con graduatoria locale: per accedere è quindi necessario superare un test d'ammissione.

Conseguita la laurea triennale, è poi possibile proseguire gli studi e affinare le proprie competenze frequentando un Corso di Laurea magistrale, che sarà utile soprattutto se si aspira a ruoli di maggiore responsabilità all'interno del team di infermieri, come quello di infermiere caposala.

Leggi anche: Come diventare infermiere

Titoli di studio conseguiti all'estero

Per potere esercitare la professione in Italia, gli infermieri e le infermiere con titolo di studio conseguito all'estero devono richiederne il riconoscimento al Ministero della Sanità.

Albo professionale

Sempre l'articolo 2 del Decreto summenzionato specifica anche che è possibile esercitare la professione "previa iscrizione al relativo albo professionale", ovvero la FNOPI (Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche).

La FNOPI si occupa di tutelare e rappresentare la professione infermieristica, tanto nell'interesse dei suoi iscritti, quanto dei cittadini che si troveranno a usufruire delle loro prestazioni.

Quali sono le mansioni dell'infermiere?

Il D.M. 14 settembre 1994, n. 739 contribuisce a identificare le mansioni dell'infermiere o infermiera.

Tra queste troviamo:

  • assistenza ai malati e disabili di tutte le età

  • prevenzione delle malattie

  • educazione sanitaria

  • pianificazione e gestione dell'assistenza infermieristica

  • preparazione e somministrazione della terapia farmacologica

  • garanzia della corretta applicazione delle prescrizioni diagnostico-terapeutiche.

Come si può notare, i compiti dell'infermiere sono molteplici, di diversa natura e di notevole complessità.

L'autonomia della professione infermieristica

Il Decreto Ministeriale si premura anche d'inquadrare le modalità con cui devono essere espletate queste mansioni, specificando che l'infermiere o l'infermiera:

  • agisce sia individualmente, sia in collaborazione con gli altri operatori sanitari e sociali;

  • può avvalersi dell'opera di personale di supporto;

  • svolge la sua attività professionale in strutture sanitarie pubbliche o private, nel territorio e nell'assistenza domiciliare, in regime di dipendenza o di libera professione.

L'articolo 1 della Legge 10 agosto 2000, n. 251 recita: "gli operatori delle professioni sanitarie dell'area delle scienze infermieristiche e della professione sanitaria ostetrica svolgono con autonomia professionale attività dirette alla prevenzione, alla cura e salvaguardia della salute individuale e collettiva".

Si tratta di un passaggio significativo, perché sancisce l'autonomia lavorativa degli infermieri, che non possono quindi essere inquadrati come "semplici" figure ausiliarie.

Leggi anche: Lettera di presentazione per infermiere: consigli ed esempi

Lo stipendio medio dell'infermiere

Secondo i dati di Indeed Stipendi, la paga mensile media per un infermiere in Italia corrisponde a 1709 €.

Le città italiane in cui si guadagna in media di più come infermiere sono Milano (2173 € al mese), Torino (2003 € al mese) e Verona (1826 € al mese).

OSS: cosa c'è da sapere

OSS è l'acronimo di Operatore Socio Sanitario. Questa figura professionale si occupa dell'assistenza a persone in stato di necessità o non autosufficienti all'interno di strutture sia pubbliche che private.

Quali studi per diventare OSS?

La formazione e le competenze professionali richieste all'operatore socio sanitario sono delegate alle Regioni, come previsto dall'Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001, aggiornato il 28 aprile 2006.

Per diventare OSS non è necessario conseguire la laurea, ma bisogna comunque frequentare un apposito corso di formazione professionale, costituito da una serie di lezioni teoriche, un tirocinio pratico e un esame finale.

Leggi anche: Come diventare operatore socio-sanitario

Le mansioni dell'OSS

Tra i compiti di assistenza demandati agli OSS troviamo:

  • verifica della corretta applicazione del piano terapeutico

  • supporto alle attività infermieristiche

  • cambio medicazioni e fasciature

  • somministrazione pasti

  • cura dell'igiene dei pazienti

  • rilevazione dei parametri vitali

  • cura della socialità del paziente.

Come è possibile notare, nonostante ci sia una qualche sovrapposizione di mansioni fra infermieri e OSS, ai primi sono affidati una serie di compiti specialistici che non competono invece agli operatori socio-sanitari.

Per fare un esempio, l'OSS non può pianificare, preparare o somministrare terapia farmacologica ai pazienti. Può tutt'al più supportare l'infermiere o l'infermiera nel farlo.

Leggi anche: Competenze OSS: requisiti e attitudini personali

Lo stipendio medio dell'OSS

Secondo i dati di Indeed Stipendi, la paga mensile media per un OSS in Italia corrisponde a 1238 €.

Le città italiane in cui si guadagna di più in media come OSS sono Como (2027 € al mese), Brescia (1409 € al mese) e Roma (1331 € al mese).

Differenza tra OSS e infermiere: conclusioni

La principale differenza tra OSS e infermiere o infermiera, come si evince da quanto visto finora, sta nel maggiore grado di specializzazione dell'attività infermieristica.

Quella dell'OSS è comunque una professione importante, poiché svolge fondamentali funzioni di assistenza ai pazienti e di supporto ai professionisti sanitari. L'infermiere, invece, come stabilito dalla già citata Legge 10 agosto 2000, n. 251, può operare in piena autonomia professionale.

Lo spettro più ampio di mansioni svolte dall'infermiere e le maggiori responsabilità a esse connesse si riflettono, da un lato, nel percorso di studi più lungo e approfondito e, dall'altro, nello stipendio medio più alto di quello dell'OSS.

A seconda di quali siano le tue prospettive di studio e le tue aspettative di carriera, puoi quindi decidere se cercare di diventare infermiere oppure OSS. Quale che sia la tua scelta, in entrambi i casi ti ritroverai a svolgere un'importante funzione di supporto alle persone in stato di necessità, con tutte le responsabilità, ma anche le soddisfazioni del caso.

Le retribuzioni indicate riflettono i dati riportati su Indeed Stipendi nel momento in cui questo articolo è stato redatto. Le cifre possono variare in base all'azienda, alla zona, all'esperienza e alla formazione dei candidati.

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