- I lavoratori non si accontentano del minimo indispensabile quando si tratta di benessere. Il 46% di loro afferma che le aspettative relative alla soddisfazione sul lavoro sono aumentate negli ultimi 12 mesi.
- La retribuzione è importante, ma non costituisce l'unico fattore che interessa ai lavoratori. Il 50% di loro ha menzionato lo stress o l'insoddisfazione come motivo per cui iniziare a cercare un altro lavoro.
- Quando il lavoro oltrepassa i confini del luogo a esso dedicato, ha un impatto sull'intera vita delle persone. L'86% degli intervistati segnala che il modo in cui si sente al lavoro influisce su come si sente a casa.
Gli ultimi due anni hanno modificato per sempre il modo in cui le aziende si occupano del benessere dei dipendenti. I cambiamenti nel mercato del lavoro causati dalla pandemia hanno permesso ai lavoratori di riflettere su ciò che desideravano realmente e trovare nuovi ruoli più idonei o stravolgere la propria carriera. Di conseguenza, le aspettative nei confronti del lavoro sono maggiori.
Secondo il Work Wellbeing Insights Report 2022 di Indeed, il benessere non è più un requisito preferenziale sul luogo di lavoro: oggi è fondamentale. I datori di lavoro devono pertanto considerarlo come una vera e propria strategia aziendale capace di migliorare le prestazioni, aumentare la fidelizzazione e l'attrazione di talenti e ridurre il burnout.
Per comprendere meglio il cambiamento nella percezione del benessere sul lavoro, Indeed ha incaricato Forrester Research di effettuare un sondaggio tra 5.000 professionisti negli Stati Uniti. I risultati rivelano cosa cercano le persone nel luogo di lavoro e cosa le aziende possono offrire per soddisfarne le esigenze. Approfondiamo.
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Saperne di piùI lavoratori desiderano ottenere di più dai datori di lavoro e una retribuzione equa è solo parte di ciò che richiedono
Una retribuzione equa si trova in cima alla maggior parte degli elenchi di requisiti desiderati dai dipendenti. Le aziende che danno valore ai dipendenti li retribuiscono adeguatamente per il lavoro svolto. Tuttavia, un'equa retribuzione è solo il punto di partenza; attrarrà alcune persone ma non ne assicurerà la soddisfazione o la crescita. Altri fattori, come lo stress, la mancanza di soddisfazione e il malcontento, stanno assumendo un peso sempre maggiore rispetto a prima della pandemia.
Una persona passa, in media, un terzo della propria vita nel luogo di lavoro e, secondo i dati, desidera trascorrere tali ore in modo più positivo e significativo. Se si confrontano i numeri anno su anno, il 46% degli intervistati afferma che le aspettative relative alla soddisfazione sul lavoro sono aumentate negli ultimi 12 mesi. Passando ai motivi principali per cui le persone cercano nuove opportunità, il 39% degli intervistati indica la retribuzione come fattore trainante, seguita dallo stress (26%), dall'insoddisfazione (24%) e dal malcontento (20%). I lavoratori non si accontentano più di situazioni che non offrono vantaggi e sono diventati più veloci nella ricerca di opportunità migliori.
La percezione che le persone hanno del proprio lavoro influisce sulla loro intera vita e le aziende dovrebbero tenerne conto. La maggioranza schiacciante degli intervistati (86%) crede che il lavoro dovrebbe offrire più di un mero stipendio.
Anche se può influire negativamente sul morale dei lavoratori, non tutto lo stress viene per nuocere
La cultura americana a volte interpreta il lavoro come una virtù. In America si lavora per più ore rispetto a qualsiasi altra nazione industrializzata, superando Paesi come il Giappone e la Germania. In Italia, le ore lavorate sono, in media, inferiori rispetto agli altri Paesi europei, poiché l'orario ridotto dei dipendenti pubblici influisce in maniera negativa sulla media; tuttavia, in alcuni settori si lavora di più rispetto al resto dell'Europa. Se i dipendenti sono costantemente sottoposti a stress e non vengono incoraggiati a dare priorità al loro benessere, la passione per il raggiungimento degli obiettivi viene meno. Tutte le ore trascorse a lavorare incessantemente alla tastiera, servire ai tavoli o correggere compiti, comportano un calo della motivazione che può implicare un maggior numero di errori e prestazioni insoddisfacenti. Secondo il sondaggio, il 59% dei lavoratori ritiene che lo stress "deteriori le prestazioni e la produttività".
I dipendenti costantemente stressati non sono inclini a imparare o crescere (secondo il 56% dei partecipanti al sondaggio) e questo li induce a voler lasciare l'organizzazione. Se sottoposto a stress sul posto di lavoro, il 50% dei dipendenti perde la capacità di concentrarsi, il 40% commette un numero maggiore di errori e il 33% è più propenso a esprimersi in maniera negativa, avendo reazioni impulsive nei confronti dei colleghi o parlando in modo più aggressivo.
Una precisazione: non tutti i tipi di stress sono uguali. Esiste lo stress positivo (a volte chiamato eustress) e lo stress negativo (conosciuto anche come distress). In presenza di una leadership adeguata e della giusta impostazione mentale, un lavoratore può considerare una quantità di stress non eccessiva come una sfida da affrontare, diventando tre volte più incline a concentrarsi e portare a termine un maggior numero attività in un intervallo di tempo minore. Lo stress negativo può avere origine da scarse relazioni o comunicazione con la direzione e i colleghi e il relativo impatto può rivelarsi tossico e debilitante, inducendo le persone a perdere il coinvolgimento nei confronti del proprio lavoro.
I datori di lavoro dovrebbero trattare il benessere come una metrica per il successo
I dati dimostrano come lavoratori soddisfatti si traducono in lavoratori migliori e i datori di lavoro che trattano il benessere come un aspetto secondario, lo fanno a proprio rischio e pericolo. Molte aziende, tuttavia, non lo incentivano attivamente. Solo il 49% degli intervistati ritiene che la propria organizzazione dia peso alla soddisfazione e al benessere. I dipendenti delle aziende che invece lo fanno, sono più propensi (80%) a restare anche l'anno successivo. L'insoddisfazione dei dipendenti ha un costo effettivo non solo per i lavoratori, ma anche per il successo complessivo dell'azienda. Quasi il 60% dei dipendenti sostiene che il proprio benessere è parte integrante della salute di un'azienda nel suo complesso.
Sotto la guida di esperti della soddisfazione e del benessere, noi di Indeed raccogliamo e condividiamo dati essenziali sul benessere dei dipendenti dai profili Azienda. Lo facciamo perché l'80% delle persone in cerca di un impiego cerca informazioni sul benessere dei dipendenti quando valuta un'opportunità di lavoro.
Se le aziende promuovono una cultura del benessere, ne beneficiano tutti
Da dove cominciare? È impossibile gestire ciò di cui non si tiene traccia, pertanto il primo passo da intraprendere consiste nell'iniziare a misurare il benessere dei dipendenti. Conduci periodicamente sondaggi interni per capire come si sentono i dipendenti oppure analizza su Indeed i dati della tua azienda relativi al benessere sul lavoro.
Come secondo passo, forma e mobilita i responsabili. Le azioni o la relativa assenza possono rappresentare una forza trainante per la soddisfazione dei lavoratori. Solo il 51% delle persone intervistate ha dichiarato che i propri responsabili mettono a punto piani per ridurre lo stress sul luogo di lavoro.
Infine, cerca di capire cosa promuove il benessere. Indeed utilizza quattro indicatori chiave (gratificazione, stress, soddisfazione e motivazione) e prende in considerazione anche le esigenze fondamentali (ossia aspetti come retribuzione equa, flessibilità e fiducia), le esigenze sociali (quali senso di appartenenza, inclusione, supporto, apprezzamento e buona gestione) e le esigenze di crescita (come apprendimento, senso di realizzazione e di energia generati dal proprio lavoro). Esaminandoli in maniera olistica, puoi valutare a che punto si trova la tua organizzazione.
I datori di lavoro hanno le possibilità e le risorse per ridurre lo stress e sostenere il benessere; intraprendendo in modo proattivo i passi necessari per misurare e gestire la soddisfazione dei lavoratori, possono incorporare il benessere nella loro cultura aziendale, attrarre talenti idonei e trarre vantaggio da una maggiore produttività e fidelizzazione. E questo è proprio ciò che serve per fare in modo che il lavoro soddisfi tutti.
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