Donne e lavoro: avere tutto, senza dover scegliere tra vita e carriera, è possibile. La leadership vincente è più femminile

By Indeed Editorial Team

Nel mese di novembre, Indeed ha partecipato a due importanti eventi dedicati alle donne e al lavoro, e in particolare alla leadership femminile. Due occasioni di confronto, con decine di protagonisti nazionali e internazionali, provenienti dal mondo dell'imprenditoria, delle risorse umane, della comunicazione e della finanza, ma anche dalla politica, dall'università e dall'intrattenimento. Si è trattato soprattutto di donne, leader in diversi settori, che hanno fatto il punto della situazione e tracciato nuove prospettive, in particolare riguardanti l'equilibrio vita-lavoro. Una lezione valida per chiunque. 

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Non dovere più scegliere per le donne è possibile

A sostenerlo è Marina Fantini, Senior country marketing manager di Indeed, tra le relatrici dell'evento Elle Active. Con oltre 20 anni di esperienza in multinazionali tech, Fantini è consapevole di quanto la ricerca di un equilibrio tra vita lavorativa e personale sia da sempre una sfida soprattutto per le donne, sulle quali ancora oggi spesso gravano le maggiori incombenze familiari. Ma non dovere scegliere, esprimendo anzi al meglio le proprie potenzialità sia nel lavoro che nella vita privata, sostiene la manager, è possibile. Semplicemente lavorando meglio. Ecco come fare. 

Marina Fantini, Senior country marketing manager di Indeed

Ascoltare

La prima grande occasione fornita anche dall'altro evento a cui Indeed ha partecipato, WomenXImpact, è stata quella di poter ascoltare voci femminili autorevoli, attraverso masterclass, dibattiti, programmi di mentorship o workshop. 

Ed è da qui che si dovrebbe iniziare, dalla capacità di ascolto, un'attitudine tipicamente, ma non esclusivamente, femminile. Per ogni leader è fondamentale saperlo fare, specie in tempi post-pandemici, quando le sensibilità sembrano essersi acuite. Ma l'ascolto non è certo l'unica "attitudine" femminile da cui attingere. 

Il ritorno delle soft skill

In un mondo, che a livello lavorativo e personale, è segnato da grandi sconvolgimenti mondiali, come la pandemia e le guerre, elementi quali la fiducia, la comprensione, la cura, l'attenzione al benessere e l'empatia acquistano ancora più importanza, fino a fare la differenza anche sul luogo di lavoro. Lo stile di leadership si adegua così ai tempi, diventando più "femminile": ciò comporta una maggiore attenzione alle soft skill, più che ai titoli e ai ruoli, per guidare e motivare gruppi di lavoro, comprendendo e valorizzando al meglio le capacità di ciascuna persona.

L'attenzione alla salute mentale 

Comprendere e ascoltare significa anche intercettare difficoltà di ogni tipo, incluse quelle legate al benessere psico-fisico di collaboratori e collaboratrici. 

Uno dei pochi grandi lasciti positivi, forse, della pandemia è quello di aver sciolto il tabù legato alla salute mentale: parlarne oggi, anche sul luogo di lavoro, non è più un problema (o almeno non lo dovrebbe essere). Si tratta di un enorme cambiamento, destinato a condizionare anche la leadership. E anche in questo campo, le donne dovrebbero giocare un ruolo da pioniere: sono loro, infatti, storicamente, quelle che risentono di più dello stress da lavoro. 

Una ricerca, condotta nel Regno Unito da ricercatori italiani e inglesi, ha dimostrato il nesso di causalità tra la qualità del lavoro e la salute mentale dei lavoratori, in particolare per le donne. La loro salute mentale, infatti, sarebbe più sensibile alle variazioni della qualità del lavoro. Due i fattori principali in gioco: la flessibilità negli orari e il grado di autonomia concesso. Secondo la ricerca, miglioramenti a livello di questi due aspetti, porterebbero a grandi riduzioni della depressione e dell'ansia nelle donne e a una crescita dell'autostima e, quindi, della produttività. 

Le donne, insomma, conoscono forse più degli uomini il problema e per questo possono ancora una volta tracciare la via, non solo per ridurre le disuguaglianze sul luogo di lavoro, ma per portare a una crescita globale dell'azienda. Investire sulla salute mentale conviene, basti dire che anche la famiglia Agnelli ha scommesso su una start-up dedicata al tema. 

Come accrescere il ruolo delle donne nei luoghi di lavoro

Ma come può crescere il ruolo delle donne nei luoghi di lavoro, se l'82% dei ruoli apicali sono occupati da uomini che guadagnano l'11,5% in più delle colleghe? Le donne devono, innanzitutto saper fare rete, proprio come dimostrano gli eventi a cui Indeed ha partecipato. Rete e cassa di risonanza, affinché diventi inevitabile confrontarsi con loro e le loro capacità, dentro e fuori il mondo del lavoro. 

Per quanto in Italia ci sia ancora molta strada da fare, non mancano però i buoni segnali: nel settore privato, infatti, sono le donne che trainano e crescono di più tra i manager.

È un percorso in salita, ecco perché bisogna prestare grande attenzione fin dall'inizio, come spiegato anche in una delle masterclass di Indeed, per esempio, su come comporre un curriculum e affrontare un colloquio di lavoro. Le donne fin dall'inizio del rapporto professionale devono saper mostrare e puntare sulle competenze trasversali che possiedono, a maggior ragione di questi tempi in cui premia una leadership più femminile. 

Altro tema importantissimo, affrontato nei due eventi, è quello sull'importanza della negoziazione, come strumento chiave per ridefinire il ruolo sociale e professionale delle donne. Perché chi sa negoziare, e quindi capire il proprio valore, sa pretendere quello che desidera e si merita, definendo e determinando così le condizioni e il contesto in cui si trova.

Perché investire sulle donne

Accrescere il potere delle donne è una tendenza ormai inevitabile a livello mondiale. E se l'obiettivo 5 dell'Agenda 2030 punta a una generale uguaglianza di genere e all'emancipazione di tutte le donne e le ragazze, il sotto-obiettivo 5.5 mira a "garantire piena ed effettiva partecipazione femminile e pari opportunità di leadership ad ogni livello decisionale, politico, economico e nella vita pubblica". 

Tocca in primis alla politica intervenire. "Abbiamo bisogno delle migliori idee al livello politico per dare le giuste opportunità a tutte le donne - ha dichiarato la presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Leyen -. Dai congedi parentali, all'assistenza per l'infanzia e gli anziani". 

Ma se la politica tarda, possono essere leader visionari a promuovere misure in questo senso. Un ruolo più importante per le donne significa crescita, individuale e globale: significa costruire economie più sostenibili, di cui potranno beneficiare le singole aziende e l'intera società.

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