Come cambia l’organizzazione delle risorse umane in azienda: la trasformazione dei ruoli dopo la pandemia

By Indeed Editorial Team

Per affrontare una crisi servono spesso nuove strategie. È stato così per la pandemia, che ci ha costretto, a tutti i livelli, a introdurre risorse inedite o rivisitate per l'occasione. In momenti come questi, il top management può ispirare l'intera gestione aziendale: ciò significa saper governare e reindirizzare processi fondamentali, inclusa l'organizzazione delle risorse umane in azienda. Questo, infatti, è tra i campi più toccati e profondamente rivoluzionati dalla pandemia.

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Anticipare il futuro

Un leader è tale perché spesso sa prevedere e anticipare i cambiamenti. E se una pandemia, almeno per i non addetti ai lavori, era imprevedibile, lo sono meno le caratteristiche del lavoro futuro.

Secondo un'analisi di Indeed Hiring Lab(1), condotta insieme all'Ocse in 20 Paesi, è probabile che il lavoro da remoto diventerà più diffuso di quanto non lo fosse prima della pandemia. Se sono state le restrizioni imposte dai vari governi a dare una spinta decisiva allo smart working, si legge nell'analisi, l'allentamento delle misure non ha provocato una riduzione equivalente del lavoro da remoto, in particolare in quei Paesi dotati di buone infrastrutture digitali. Sembra quindi che il lavoro ibrido non sia destinato a scomparire e di questo i vertici di un'azienda e i manager HR devono tenerne inevitabilmente conto.

Negli Studi economici dell'Ocse: Italia 2021 dedicati all'andamento generale dell'economia italiana, si sottolinea come dopo il Covid-19 siano diventati necessari "processi di assunzione più snelli", così come è diventato doveroso "migliorare il sistema di valutazione, quello di ricompensa e di sostegno alla performance dei dipendenti pubblici". Ciò, secondo gli esperti, servirebbe per colmare "le carenze di competenze che caratterizzano i lavoratori italiani del settore pubblico". Alla luce dei cambiamenti in atto e della richiesta di sempre maggiore flessibilità e autonomia organizzativa dei dipendenti, un analogo ragionamento dovrebbe essere fatto anche per il settore privato.

I nuovi dipendenti-clienti

Che non si possa tornare più indietro è convinta anche Riccarda Zezza, imprenditrice e autrice del blog Alley Oop sul sito de Il Sole 24 ore. L'autrice sostiene che, dopo la flessibilità totale sperimentata durante la pandemia, alla quale difficilmente sarà disposto a rinunciare, il dipendente è diventato ormai più simile a un cliente. E in quanto tale, andrà convinto a comprare il suo ruolo lavorativo nell'organizzazione, confermando più volte la sua scelta nel tempo.

Una mutazione che ricade direttamente anche sui responsabili delle risorse umane in azienda, che diventerebbero a loro volta qualcosa di più simile a degli esperti di marketing. Saranno loro a vendere ai futuri dipendenti il "prodotto lavoro" e a decretare la politica di assunzione e quindi il successo dell'azienda.

In tutto questo sconvolgimento, i leader ricoprono un ruolo fondamentale: sono da sempre il primo agente di cambiamento, ma ora lo devono essere ancor di più, con la consapevolezza che il successo della società è decretato in primis dalle persone.

Osservare le assunzioni

Quanto detto finora non deve però farti pensare che l'organizzazione delle risorse umane in azienda, alla luce dei grandi cambiamenti in atto, possa essere improvvisata: la gestione HR continua ad avere bisogno di un piano di sviluppo e di una pianificazione. Semplicemente, come avviene in generale nel mondo del lavoro, la pianificazione va resa più agile e capace di adattarsi velocemente ai cambiamenti.

A tale scopo, il primo elemento da tenere in considerazione restano i dati: capire come il mercato del lavoro sta cambiando ti può permettere di correggere in corsa la tua strategia. In questo senso, le Osservazioni sulle assunzioni di Indeed potrebbero fornirti un importante spunto e angolo di osservazione in tempo reale. Scopri in questo articolo di Lead con Indeed tutti i vantaggi che questo strumento può offrirti in ognuna delle fasi che compongono l'organizzazione delle risorse umane in azienda: dal recruiting alla formazione, dall'attrazione dei talenti al loro mantenimento.

Comunicare a tutti i livelli

Le risorse di un'azienda sono prima di tutto umane e, in quanto tali, la comunicazione è il mezzo fondamentale per relazionarti con loro, anche a distanza.

A tutti i livelli, a partire dai vertici, è necessario che ci sia trasparenza e comprensione delle scelte aziendali, anche in termini di gestione del personale: se un manager deve rapportarsi con i propri collaboratori non più in presenza, ma attraverso uno schermo o un telefono, deve comprendere che ciò non riduce il suo ruolo, ma, anzi, lo amplifica, rendendolo più attento alle esigenze ormai imprescindibili dei lavoratori.

Secondo un'indagine effettuata da Gartner tra 800 leader delle risorse umane(2), al primo posto tra le cinque priorità nella gestione del personale per il 2023 ci sarebbe proprio l'efficacia dei vertici: i leader e i manager devono essere, come abbiamo visto, i primi a guidare il cambiamento. Ed è proprio il change management la seconda priorità per l'HR. Sarebbero poi l'attenzione all'esperienza dei dipendenti, il processo sempre fondamentale del recruiting e il futuro del mondo del lavoro gli altri punti cardinali dell'organizzazione delle risorse umane, secondo la citata indagine.

Ripensare l'organizzazione del personale

Il futuro è per definizione incerto ma, come sappiamo, i grandi leader in qualche modo lo sanno fiutare o addirittura indirizzare. In un momento di grandi cambiamenti come quelli in corso nel mondo del lavoro, diventa ancora più importante riuscire a farlo. Solo così è possibile conquistare un grande vantaggio competitivo che passa prima di tutto dal capitale più importante di ogni organizzazione: quello umano.

L'organizzazione del personale diventa così ancora più strategica, perché deve sapere cogliere in tempo reale i cambiamenti, rispondere a questi e anticipare le future esigenze dei talenti. Come tutto quello che riguarda le aziende in questo momento, va dunque ripensata: perché il mondo è cambiato e così anche la relazione tra dipendente e datore di lavoro.

(1) https://www.hiringlab.org/2021/12/16/will-remote-work-persist-after-the-pandemic/

(2) https://www.gartner.com.au/en/articles/what-will-hr-focus-on-in-2023

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