Come ripensare la strategia di selezione per prevalere nella caccia ai talenti

By Indeed Editorial Team

Oggi selezionare persone di talento e adatte al proprio business è diventato per le aziende più difficile che in passato. Sono diversi i fattori che concorrono a creare questa difficoltà. Il primo è di natura demografica: le giovani generazioni sono meno numerose delle precedenti e ciò, in combinazione con il mismatch fra domanda e offerta e la continua evoluzione delle esigenze lavorative fa affermare ad alcuni esperti che entro il 2030 oltre 85 milioni di posizioni nel mondo intero potrebbero rimanere vacanti a causa di una carenza di professionisti adatti a ricoprirle. La caccia ai talenti è oggi più complessa anche perché le persone non scelgono l'azienda solo sulla base dei criteri più consolidati, come il trattamento economico e la stabilità, ma aggiungono alla loro lista dei requisiti altre richieste, relative ad esempio al work-life balance, all'inclusività e più in generale alla reputazione dell'azienda.

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Gli errori da non commettere

L'attività di recruiting ha quindi bisogno di essere profondamente ripensata se si vuole risultare attraenti nei confronti delle persone più capaci e, prima ancora, se si vuole individuare con chiarezza i migliori talenti senza correre il rischio che alcuni di questi restino invisibili. 

Il primo passo per rendere più efficiente e adatta ai tempi la strategia di selezione del personale consiste nel riconsiderare l'impostazione degli annunci di lavoro. Ci sono alcuni errori che andrebbero evitati se si vuole ampliare il proprio pool di talenti:

  • Elenchi esaustivi di competenze e qualifiche preferenziali: molti vengono scoraggiati da queste lunghe liste e decidono di non candidarsi se ritengono di non possedere tutti i requisiti o la maggior parte di essi.
  • Eccessiva attenzione alla durata delle esperienze lavorative: non tutto viene spiegato dal numero di anni da cui si ricopre un certo impiego; conta, e molto, anche la qualità delle competenze.
  • Vincolo del titolo di studio: l'istruzione formale resta importante, ma porre un titolo di studio come requisito indispensabile rischia di escludere persone capaci che hanno maturato le proprie competenze sul campo.

Dichiara la retribuzione

Un altro elemento che conviene tenere in considerazione è la trasparenza per quanto riguarda i compensi. La presenza di informazioni relative alla retribuzione in un annuncio permette ai candidati di valutare immediatamente la congruità di massima di quella posizione rispetto alle proprie aspettative, favorendo così una selezione che fa risparmiare tempo ai candidati e anche ai recruiter.

In un'epoca in cui si è abituati a documentarsi e a compiere scelte online, le persone si aspettano che questi dati siano immediatamente disponibili. Gli annunci di lavoro che includono informazioni relative alla retribuzione su Indeed ottengono il 30% in più di candidature. La trasparenza retributiva è poi anche un segnale di sincerità e chiarezza da parte delle aziende e torna utile anche per smascherare il gender salary gap, cioè la differenza di salario ingiustificata fra uomini e donne. 

Coinvolgi i lavoratori da remoto

Lo smart working ha cambiato il mondo del lavoro sotto molti aspetti, compresi la selezione del personale e la ricerca del lavoro.

Se da un lato il lavoro a distanza viene spesso ritenuto indispensabile per la flessibilità, dall'altro può influire negativamente sul benessere personale. Una ricerca* della britannica Royal Society for Public Health sull'impatto che il lavoro da casa durante la pandemia ha determinato sulla salute psicofisica dei lavoratori ha rivelato che, pur se la maggior parte degli intervistati ha giudicato l'esperienza positiva per il proprio benessere, il lavoro da casa ha avuto un impatto sulla salute mentale, a fronte del quale solo una minoranza di persone ha ricevuto un'offerta di supporto psicologico dal proprio datore di lavoro.

Serve una rinnovata comunicazione, tarata sui lavoratori a distanza, che li coinvolga e li incoraggi attraverso riunioni online, sondaggi e messaggistica individuale, e al contempo tuteli il loro work-life balance facendo passare il concetto che è normale restare lontani dalla telecamera se si ha bisogno di una pausa.  

Va evitato il pregiudizio di prossimità, cioè l'idea che chi lavora in sede sia più coinvolto e impegnato, che porta a trascurare chi lavora a distanza quando si devono dare incarichi o promozioni.

La buona gestione del lavoro a distanza è inclusiva, perché consente di ampliare il bacino geografico ad aree periferiche e favorisce l'integrazione delle persone con disabilità.

Valorizza le persone con disabilità

In fase di selezione occorre tenere nella giusta considerazione le persone con disabilità. Non è solo una questione di civiltà ed equità ma anche di competitività, ed è proprio per questo che nelle aziende si diffonde sempre più il diversity management, che si occupa di valorizzare al meglio non solo le persone con disabilità ma tutti i gruppi che rischiano di non essere abbastanza rappresentati nella cultura dominante.

I vantaggi per un'azienda che assume un giusto numero di persone con disabilità sono di due tipi: il primo ha a che fare con le caratteristiche delle persone che si assumono, il secondo con il messaggio trasmesso verso gli altri collaboratori (effettivi o potenziali) e verso i consumatori.

Il talento è distribuito equamente fra tutte le persone. Ecco perché non prendere in considerazione alcune categorie di persone preclude la possibilità di scoprire una parte dei talenti disponibili. Inoltre, le persone con disabilità aiutano ad affrontare le questioni sotto nuove prospettive e spesso sono particolarmente dotate delle qualità che qualsiasi azienda apprezzerebbe in un potenziale dipendente: adattabilità, intraprendenza, tenacia e capacità di superare sfide significative.

L'assunzione di persone con disabilità dimostra poi l'impegno verso l'equità, l'inclusione e l'accessibilità, rendendo l'azienda più attraente per tutti i tipi di potenziali dipendenti e consumatori. A proposito dei consumatori, va anche considerato che assumendo persone con disabilità, un'azienda riflette meglio la sua base di consumatori e riesce quindi a intercettare con più efficacia i loro desideri e bisogni.

Una migliore esperienza del candidato

In un mercato del lavoro in continuo cambiamento e sempre più competitivo, le aziende devono quindi rivedere le proprie strategie di selezione per migliorare l'esperienza del candidato e, di conseguenza, accrescere le proprie possibilità di attrarre i talenti. Indeed ha messo a punto la guida "Una migliore strategia di recruiting e di candidate experience" per aiutarti in questo necessario e stimolante processo di crescita. Buona lettura!

*Fonte (in inglese): https://www.rsph.org.uk/about-us/news/survey-reveals-the-mental-and-physical-health-impacts-of-home-working-during-covid-19.html

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