I più apprezzati benefit aziendali che fanno bene ai lavoratori e all’impresa

By Indeed Editorial Team

Alcune aziende raggiungono le posizioni più alte nelle classifiche sul gradimento e la reputazione anche grazie ai benefit aziendali che offrono ai loro collaboratori. In un mondo dove tutto viene recensito e condiviso, anche i servizi per i dipendenti acquistano un nuovo significato, da gratificazione interna a vetrina per attrarre e mantenere i talenti. Senza dimenticare i vantaggi fiscali per l’azienda. 

Per benefit aziendali si intendono tutti quei beni e servizi offerti ai dipendenti al di fuori della busta paga: non si tratta, infatti, di denaro, ma di buoni, voucher o servizi direttamente erogati nel corso dell’anno e in alcuni casi in occasione di particolari festività, come il Natale. Il beneficio va senz’altro a favore del dipendente e spesso della sua famiglia, ma ha ricadute positive anche per l’azienda, in quanto detassato e quindi meno oneroso dei premi di produzione e degli aumenti salariali. 

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I vantaggi e le novità

I benefit aziendali migliorano il benessere del lavoratore, rendendo più saldo il rapporto e l’apprezzamento dell’ambiente di lavoro, rafforzando di conseguenza anche l’employer branding, la reputazione del datore di lavoro dentro e fuori l’azienda. 

Nel tempo sono cambiati ed è interessante notare come spesso riflettano la fase storica che il Paese sta attraversando: in un periodo di crisi energetica e di rialzi del prezzo dei combustibili, per esempio, i buoni benzina possono fare davvero la differenza. Così come i congedi parentali supplementari, in un’Italia orientata verso una maggiore parità tra uomo e donna, diventano una misura più diffusa e consueta. Insomma, i tempi cambiano e con loro anche le attenzioni che, come leader, devi riservare ai tuoi collaboratori. 

La maggiore novità del 2022 in tema di welfare è contenuta nel Decreto Legge 18 novembre 2022, n.176, il cosiddetto Decreto Aiuti quater, recante Misure urgenti di sostegno nel settore energetico e di finanza pubblica. Per contrastare il caro-vita, da un lato si consente alle imprese la possibilità di rateizzare le bollette, dall’altro si estende fino a 3000 euro l’esenzione fiscale per i cosiddetti fringe benefit, con la possibilità per i lavoratori di vedersi rimborsare anche il costo delle utenze domestiche. 

Welfare aziendale sempre più diffuso

Nel 2016, la Legge di stabilità e i successivi decreti attuativi hanno dato un forte contributo alla diffusione del welfare aziendale e da allora sono molte le aziende, di tutte le dimensioni, che hanno pianificato in maniera strutturata strategie di corporate benefit. 

Secondo il Welfare index PMI 2022, relativo a 660 mila aziende italiane, per un totale di 10 milioni di addetti, il 68,4% delle PMI italiane ha raggiunto un livello almeno medio di welfare aziendale, mentre quelle di livello avanzato (alto o molto alto) sono più che raddoppiate, passando dal 10,3% nel 2016 al 24,7% nel 2022.

È dimostrato che i benefit aziendali vanno ad agire direttamente sulla produttività, qualunque sia la dimensione della società: nel periodo 2019-2021, sempre secondo il rapporto, la redditività, misurata come utile sul fatturato, è cresciuta del 19,6% in quelle con un welfare robusto, mentre del 5,7% in quelle a uno stadio iniziale.

Gli evergreen 

Sono circa tre milioni, secondo il Sole 24 ore, i lavoratori italiani che fanno uso quotidiano di quello che è probabilmente il benefit più diffuso: i buoni pasto. Nel 2019 ne sono stati emessi 500 milioni, per un valore totale di 3,2 miliardi. Un milione quelli riservati ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni. In totale, ogni giorno, ne vengono usati 13 milioni negli esercizi convenzionati. 

Apprezzatissimi e molto diffusi, specie in fasi come quella che stiamo attraversando, come abbiamo visto, sono anche i buoni benzina. 

Secondo Forbes, i buoni pasto sarebbero però solo secondi (30%) nella classifica dei benefit aziendali più apprezzati dai lavoratori italiani. La prima posizione andrebbe ai premi immediati, preferiti dal 36% degli italiani. “La radicale trasformazione in atto nel mondo del lavoro ha cambiato anche le priorità dei dipendenti più propensi a valutare con maggiore attenzione quali benefit l’azienda mette a disposizione. Riscontriamo la crescente necessità di flessibilità, non solo nella modalità lavorative, ma anche nella fruizione dei benefit”, ha spiegato a Forbes Florent Lambert, ceo di Sodexo Benefits & Rewards Services Italia. Si vuole scegliere come e quando usufruire dei servizi, insomma, in un’offerta che diventa sempre più su misura, chiedendo uno sforzo ulteriore a HR e welfare manager.  

Welfare e territorio

Tra i premi più gettonati ci sono anche le assicurazioni (sanitarie o sulla vita) per sé e i propri familiari. A dimostrare il valore sempre più importante che il welfare aziendale si trova a ricoprire, in un concetto di welfare allargato, in cui le imprese contribuiscono attivamente alle esigenze dei propri dipendenti insieme a istituzioni, privati e associazioni, per lo sviluppo della comunità e del territorio.   

Si inseriscono in questo filone i servizi come i bonus bebè, le borse di studio o i contributi per la formazione dei figli, gli asili nido aziendali, ma anche i prestiti agevolati o i congedi parentali extra. 

Sempre più diffusi anche i voucher per baby-sitter, badanti o collaboratrici domestiche. Insomma, tutto quello che può supportare i tuoi collaboratori nella gestione della loro vita privata.

Per il benessere fisico e psicofisico

In un’ottica di maggior attenzione alla propria salute fisica e mentale, acquistano una rinnovata importanza anche i benefit che favoriscono la cura di sé in senso lato. Si va così da voucher per frequentare una palestra o affidarsi a un personal trainer (se non addirittura a palestre dentro l’azienda), a buoni per trascorrere il tempo libero, fino alla possibilità di rivolgersi a un nutrizionista o uno psicologo.

Come abbiamo visto in questo articolo pubblicato dal nostro sito Lead with Indeed, uno dei compiti a cui è chiamato un leader, dopo il Covid-19, è quello di consentire la creazione di uno spazio di dibattito e di confronto interno all’azienda anche su temi come la salute mentale. 

Continuano a piacere, infine, benefit più tradizionali come auto, telefono e computer aziendali.  

Conclusioni 

Che si tratti di buoni pasto o allenamenti personalizzati, quello a cui sei chiamato, insieme ai tuoi collaboratori, è riuscire a interpretare i bisogni dei tuoi dipendenti e in un certo senso anche i tempi che cambiano. Come spesso succede, in quanto leader, ti viene chiesto di indicare il futuro e tacciare la via: prestando attenzione a quello che succede intorno a te, dentro e fuori l’azienda, puoi farti interprete del cambiamento e anticipare i desideri di chi lavora con te o vorrebbe farlo.

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