C’erano una volta i boomers o baby boomers: una definizione semplice per descrivere la generazione figlia del boom economico, cioè i nati tra il 1946 e il 1964. Poi sono cominciate le sigle ed è diventato un po’ meno facile orientarsi tra generazione x y z millennials. Vediamo insieme quali sono le ultime generazioni, specie quelle entrate nel mondo del lavoro, dal momento che si tratta dei tuoi collaboratori e dei futuri leader come te.
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Saperne di piùCaratteristiche della generazione x y z millennials
Ancora una volta è stata la pandemia a fare da spartiacque: tra le conseguenze e trasformazioni scatenate nel mondo del lavoro, come abbiamo visto in questo articolo sulle Grandi Dimissioni, si è cominciato a parlare sempre più spesso dei millennials e della generazione z. Secondo la Repubblica sarebbero loro, in particolare, ad essersi dimessi, con un aumento dall’inizio della pandemia del 26%. Soprattutto, sarebbero loro i più attenti al benessere personale e al work-live balance, l’equilibrio tra il tempo dedicato al lavoro e quello per la vita privata, tanto da essere definiti anche generazione yolo, da "you only live once - si vive una volta sola".
La generazione x
La generazione x è quella che comprende i nati tra il 1965 e il 1980. La definizione viene dall’omonimo romanzo dello scrittore canadese Douglas Coupland: la x sarebbe stata scelta proprio per indicare la mancanza di un’identità sociale definita, a differenza di quella dei genitori boomers.
Una generazione nata in un periodo storico di grande transizione, terminato con la caduta del muro di Berlino, che è stata definita anche invisibile o generazione nessuno, come ricorda la Treccani.
Donne e uomini che per primi hanno cominciato ad avere a che fare con la precarietà, ma anche una generazione molto portata per l’imprenditorialità.
La generazione y: i millennials
La generazione successiva alla x è tornata ad avere una connotazione forte, tanto che alla y, per definirli, viene preferito il termine millennials. Sono nati tra il 1980 e il 2000 e sono caratterizzati da una grande familiarità con tutto quello che riguarda la comunicazione e la tecnologia, in particolare digitale, tanto che vengono chiamati anche generation next o net generation.
A parlare per primi di loro, come racconta il Corriere della sera in questo articolo sulle generazioni, sono stati gli storici William Strauss e Neil Howe, alla fine degli anni ’80.
È la generazione della precarietà, della crisi economica e dei livelli elevati di disoccupazione giovanile.
La generazione z
Tra la generazione x y z millenials, la z è forse quella che sta destando più interesse: sono i veri nativi digitali, venuti al mondo tra il 2000 e il 2010.
È la prima generazione "nata con uno smartphone in mano": la tecnologia digitale è comparsa nella loro vita fin dai primi momenti e Internet, gli schermi touch, i selfie e i social fanno quasi parte del loro DNA.
Secondo uno studio globale, citato dall’Ansa in un approfondimentodd sulla generazione z, e svolto su 205.000 persone di 47 Paesi diversi, le ragazze e i ragazzi della generazione z guardano la TV soprattutto online, tra i social amano Tik Tok e sono appassionati di gaming. Sono curiosi e aperti, senza preconcetti o rigide definizioni: ai canoni tradizionali (anche di genere) preferiscono la diversità e l’inclusione.
Vogliono imparare nuove abilità dai coetanei (63%), esplorare il mondo (55%), conoscere nuove culture (49%), sapere cosa succede nel mondo (46%) ed essere i primi a testare le novità (39%).
La cosa che li preoccupa di più è l’ambiente (44%), più del debito (24%) e della sicurezza del lavoro (28%). Sono la generazione della sostenibilità: hanno una coscienza ecologica anche in chiave politica e di consumo molto definita.
Quattro su dieci lavorano e si dicono ambiziosi. Avere successo ed essere economicamente sicuri rientrano tra i loro valori più alti. Sono molto attivi finanziariamente, anche in maniera non troppo corretta, rivela lo studio. Dalla fine del 2020 è aumentata la quota di chi investe e di chi possiede titoli di risparmio o diverse forme di investimenti (+27%): si tratta soprattutto di fondi, azioni, ma anche di criptovalute.
La metà di loro lavora a chiamata, nella cosiddetta gig economy, in particolare come rider nella consegna di cibo o vendita di articoli online.
Cosa c'è dopo la generazione z
I nati a partire dal 2011 rientrano in quella che è stata già battezzata come generazione alpha. È la generazione che ha provato la scuola a distanza (Dad), spesso seguita attraverso i propri smartphone e tablet. Gli appartenenti a questa generazione sono ottimisti, inclusivi, green e sanno informarsi: è quanto emerge da una ricerca dell’Università Cattolica e Credem, citata da Il Sole 24 ore e svolta su un campione di 600 ragazzi.
La generazione alpha è disinvolta nelle tecnologie sin dall’infanzia (il 41% tra i 2 e i 7 anni utilizza app; le smart tv sono irrinunciabili per il 51%, il tablet per il 29% e lo smartphone per il 35%). Questa generazione consiste di persone duttili e con una grande capacità adattativa; usano diversi strumenti e linguaggi; sono attratti dalla natura, dalla scienza e dal futuro e sono loro a introdurre in famiglia la tecnologia, molto spesso.
Conclusioni
Orientarsi tra le generazioni x y z millennials e le loro definizioni non è semplice. Per questo le abbiamo ripercorse, cercando di tracciarne le caratteristiche principali e di offrirti uno strumento utile, per comprenderle e relazionarti al meglio con loro.
Dai millennials in avanti il rapporto con la tecnologia è sempre più stretto: il digitale e le nuove forme di comunicazione fanno parte di loro e questo non può che rappresentare un vantaggio per il mondo del lavoro.
Hanno una forma mentis aperta e ascoltarli può essere già un primo passo utile interessante.
Il confronto generazionale sul lavoro è un fattore molto importante e spesso sinonimo di successo: sta a un leader, come te, favorirlo e incentivarlo.
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