Rifugiati e lavoro al centro dell’evento di Indeed e UNHCR: un’occasione di crescita per aziende e lavoratori

By Indeed Editorial Team

Più di mille persone in cerca di lavoro registrate, più di cinquanta aziende italiane aderenti, oltre a organizzazioni internazionali e ONG: sono alcuni dei numeri del recruiting day per rifugiati, richiedenti asilo e migranti che Indeed ha organizzato in collaborazione con UNHCR, l'Agenzia ONU per i Rifugiati, che si è tenuto lo scorso 2 ottobre al SuperStudio di Milano. L'evento, patrocinato dal Comune di Milano, è il primo di una serie di appuntamenti previsti in Italia e altri Paesi europei come Germania, Regno Unito e Paesi Bassi. I partecipanti hanno potuto prendere parte a workshop su come scrivere il curriculum ed entrare in contatto con aziende alla ricerca di personale, fra cui Openjobmetis, Armani Hotel e Pwc. In molti casi si sono tenuti dei veri colloqui di lavoro, con il supporto di interpreti che hanno fornito assistenza in arabo, spagnolo, farsi, inglese, francese e ucraino.

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Benefici per i rifugiati e per le aziende

"La nostra missione è di aiutare le persone a trovare lavoro: help people get jobs. Chi fugge da situazioni terribili per rifarsi una vita in un nuovo paese spesso affronta barriere a cui non siamo soliti pensare", ha commentato in occasione dell'evento Ilaria Caccamo, Managing Director di Indeed Italia. "Quando si lascia un paese all'improvviso, manca la possibilità di avere accesso a elementi di base come alloggio, trasporto, assistenza ai bambini, possibilità di usare un computer o internet – condizioni essenziali per chi deve cercare un lavoro, per essere assunti e lavorare".

"Siamo lieti che Indeed sostenga i rifugiati nella ricerca di un lavoro in Italia", ha aggiunto Chiara Cardoletti, Rappresentante UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. "Lavorare insieme alle Istituzioni e al settore privato è l'unico modo per garantirne la piena inclusione nella nostra società. Avere un lavoro determina benefici per i rifugiati ma anche per le comunità in cui si inseriscono e, più in generale, per l'economia".

La diversità può migliorare quasi tutto in un'azienda: i processi decisionali, il tasso di innovatività, le relazioni fra i dipendenti e i profitti. La diversità, se ben gestita, rappresenta un vantaggio competitivo, contribuendo, fra l'altro, alla riduzione del turnover, rendendo l'offerta dell'azienda più aderente ai bisogni della clientela e rivelandosi utile anche ai fini della reputation e dell'employer branding.

Tali benefici risultano ancora più evidenti nel caso dell'assunzione di rifugiati e richiedenti asilo. "È importante non dimenticare che tra le persone che fuggono dal proprio paese ci sono professionisti con quelle skills e caratteristiche che possono fare la differenza per quei settori dove non si riescono a trovare candidati idonei", spiega Ilaria Caccamo. Assumere i rifugiati rappresenta un'opportunità reale per le aziende. Nel corso degli anni abbiamo assistito a un'evoluzione del profilo dei rifugiati in Italia, i quali in numero crescente possono vantare un'istruzione superiore, la conoscenza dell'inglese e di altre lingue ed esperienze professionali in ambito manageriale e tecnico.

Chi sono i richiedenti asilo e i rifugiati

Abbiamo quindi compreso come l'inserimento lavorativo dei rifugiati e dei richiedenti asilo, oltre a essere un atto di senso civico e solidarietà, possa rappresentare anche un'opportunità di crescita per le aziende e, più in generale, per la società del Paese ospitante. Compiamo ora un passo indietro e cerchiamo di capire con precisione cosa si intende per rifugiati e richiedenti asilo e quali iter vanno seguiti a seconda dello status e del profilo lavorativo della persona che si vuole assumere.

Il rifugiato è colui che "...temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o opinione politica, si trova fuori del Paese di cui è cittadino (o se privo di cittadinanza del paese di cui aveva la residenza abituale) e non può – o non vuole – a causa di tale timore, avvalersi della protezione di questo paese…"

Da quando una persona arriva in Italia ed esprime l'intenzione di richiedere la protezione internazionale si parla di "richiedente asilo". Questo status perdura finché non viene completato l'iter di richiesta. Se la procedura ha esito positivo, la persona può ottenere lo status di rifugiato o altre forme di protezione. Il processo di approvazione può durare molto a lungo, anche diversi anni.

Inserimento lavorativo dei rifugiati e richiedenti asilo

In Italia i richiedenti asilo possono iscriversi ai Centri per l’impiego e lavorare a partire da 60 giorni dalla formalizzazione della domanda d'asilo, cioè dalla compilazione del "modello C3".

Se la richiesta d'asilo viene respinta, si può ricorrere presso il Tribunale ordinario. Durante tutto l'iter del ricorso, il "richiedente/ricorrente" può continuare a svolgere attività lavorativa, a muoversi nel territorio nazionale e a circolare senza bisogno del visto negli altri Paesi Schengen per un massimo di tre mesi.

La richiesta di asilo, se accolta, può portare alla concessione di diversi permessi di soggiorno:

  • Permesso di soggiorno per asilo: determina lo status di rifugiato, dura cinque anni ed è rinnovabile.
  • Permesso di soggiorno per protezione sussidiaria: dura cinque anni ed è rinnovabile fin quando sussistono le esigenze di protezione.
  • Permesso di soggiorno per "protezione speciale": dura un anno ed è rinnovabile fin quando sussistono le esigenze di protezione.

I titolari dei primi due permessi di soggiorno, quello per asilo e quello per protezione sussidiaria, sono equiparati ai cittadini italiani nell'accesso ai diritti sociali, quindi hanno diritto al medesimo trattamento degli italiani anche in materia di lavoro subordinato e lavoro autonomo, di iscrizione agli albi professionali, di formazione professionale e di tirocinio sul luogo di lavoro. Solo i rifugiati, dopo cinque anni, possono presentare richiesta di cittadinanza italiana.  

Un'azione per il bene comune

"Trovare un'occupazione è fondamentale per cominciare una nuova vita e sentirsi membri attivi della comunità in cui ci si inserisce" sostiene Ilaria Caccamo. 

In questo articolo abbiamo visto come l'inserimento lavorativo dei rifugiati e dei richiedenti asilo rappresenta un arricchimento anche per la società. Ecco perché eventi come il recruiting day organizzato a Milano da Indeed sono importanti contributi al raggiungimento di un bene comune.

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