Back to work: come rendere il ritorno al lavoro meno traumatico e più produttivo

By Indeed Editorial Team

Per molti lavoratori e molte lavoratrici, il periodo che segna il ritorno al lavoro al lavoro dopo le ferie estive può rappresentare un momento di bilanci e progettazione di nuove idee. Vediamo come affrontare il primo giorno di lavoro dopo le ferie per renderlo più produttivo e meno traumatico possibile.

Per attirare più candidati, promuovi le tue offerte di lavoro come Offerte Sponsorizzate

Saperne di più

Post vacation blues

Come molti fenomeni attuali legati all'equilibrio fra vita privata e professionale (per esempio quello della great resignation) anche lo stato d'animo legato al rientro al lavoro è definito da un'espressione inglese: post vacation blues, che in italiano può essere tradotta come sindrome post vacanze. Si tratta del malessere psicologico legato al ritorno al lavoro dopo un periodo di disconnessione abbastanza lungo. Può consistere in tristezza, ansia, scarsa concentrazione, nervosismo, apatia, stanchezza, difficoltà a dormire o alterazione dell'appetito.

Il passaggio, spesso brusco, fra due condizioni così diverse fra loro è di per sé sufficiente a determinare il disagio, che aumenta se il contesto di lavoro in cui si rientra è sgradevole. E non solo: oltre al lavoro, anche la vacanza in sé può lasciare degli strascichi che impediscono alle persone di ripresentarsi ai blocchi di partenza rilassate e con atteggiamento positivo. L'improvvisa disponibilità di tanto tempo libero, per esempio, o la gestione delle relazioni familiari in un contesto diverso dal solito possono mettere a dura prova la serenità.

Come affrontare il primo giorno di lavoro dopo le ferie

Ormai sappiamo che il benessere deve ricoprire un ruolo centrale nelle strategie aziendali. Perciò, non ci si può permettere di sottovalutare il post vacation blues, e conviene indagare su cause e possibili rimedi.

Esistono alcuni comportamenti personali che possono alleggerire la sindrome da rientro. C'è chi preferisce prendere qualche giorno-cuscinetto, tornando dai luoghi di vacanza in leggero anticipo rispetto all'inizio del lavoro. Bisogna poi cercare di affrontare le questioni lavorative con gradualità, ricordandosi che un atleta fuori allenamento non può pretendere subito di raggiungere prestazioni al top. In più, è bene non abbandonare immediatamente quelle buone abitudini che spesso si prendono durante le ferie, come ad esempio l'attività fisica e il sonno in quantità sufficiente.

Influisce anche il contesto

A influire sul ritorno al lavoro sono anche alcuni aspetti legati al contesto in cui si opera e al modo in cui è organizzato il nostro tempo.  

C'è chi, ad esempio, sostiene che il problema non sia tanto il passaggio brusco fra vacanze e lavoro, ma la qualità del lavoro in sé, introducendo il concetto di work intensification. Si tratta del processo che intensifica il lavoro aumentandone i carichi o riducendo il tempo a disposizione per portarlo a termine. È chiaro che, in presenza di una situazione di questo tipo, l'ansia è destinata ad aumentare, rischiando di esplodere soprattutto dopo un periodo di pausa.

Sul banco degli imputati c'è anche l’organizzazione delle ferie. In Italia, questo periodo di riposo si concentra, tradizionalmente, nel mese di agosto. Fermo restando che per legge le ferie devono durare almeno quattro settimane l'anno di cui almeno due consecutive, la tendenza italiana è ancora quella di concentrarle nei mesi estivi, e in particolare nel mese di agosto. Lo stress e le conseguenti inefficienze possono essere causati dalla pressione di dovere completare le attività previste prima delle ferie, così come dall'imminente ritorno al lavoro dopo un consistente periodo di riposo.

Alcuni cercano di distribuire le vacanze fra agosto e settembre, approfittando anche del clima più mite e dei prezzi più vantaggiosi. Questa scelta potrebbe però contribuire ad amplificare lo stress da rientro al lavoro, dal momento che il dipendente dovrà, per così dire, salire al volo su un'auto che è già in piena corsa.

Pause regolari

Per evitare il post vacation blues potrebbero servire soluzioni più radicali, come la possibilità di prendersi pause con regolarità. In questo senso, è interessante il dibattito sulla settimana lavorativa di quattro giorni. Una sperimentazione condotta su ampia scala nel Regno Unito da un'associazione non-profit neozelandese ha rivelato gli effetti benefici in termini di benessere e di equilibrio vita-lavoro riscontrati su dipendenti che lavorano quattro giorni a settimana. Fin qui, niente di strano, si potrebbe dire. Abbastanza ovvi anche i benefici in termini di impatto ambientale. Il dato sorprendente è, però, quello secondo cui a beneficiare di questa nuova organizzazione del tempo sono state anche le aziende, che hanno riscontrato una diminuzione dei giorni di malattia e dei licenziamenti, e un livello di produttività stabile o addirittura superiore rispetto alla classica settimana lavorativa di cinque giorni. Alla fine dell'esperimento, il 92% delle aziende partecipanti ha deciso di rendere permanente la misura.

Portarsi un pezzo di vacanza in ufficio

Fra i modi per rendere meno traumatico il ritorno al lavoro ce ne sono anche alcuni che non implicano la radicale modifica degli orari e delle abitudini.

Un articolo su Forbes individua sei fattori cruciali per migliorare il wellbeing e la produttività dei lavoratori: luce, natura, arte, food, movimento e socialità.

Fra i sei elementi citati, i primi tre hanno a che fare con la progettazione e l'arredamento dell’ufficio, un elemento a cui forse alcune aziende non danno sufficiente peso. Cresce l'interesse verso l'elemento naturale, per via della attenzione che nella nostra epoca viene destinata alla sostenibilità. Se al rientro al lavoro prevalgono ansia e noia, un aiuto può arrivare anche da una maggiore presenza di piante nei luoghi urbani, uffici compresi. Lo sostiene il noto biologo Stefano Mancuso, che spiega come l'architettura abbia finora soprattutto separato uomo e natura, mentre in futuro dovrebbe provare a connettere i due mondi, come accade in alcuni esperimenti di architettura biofilica.

La risposta è nella fluidità

In conclusione, alla domanda "come affrontare il ritorno al lavoro dopo le ferie estive?" si può rispondere consigliando un misto di soluzioni, che partono da alcuni accorgimenti individuali (gradualità nel rientro), proseguono con il miglioramento dell'ambiente lavorativo, inteso in senso sia fisico che emotivo, e arrivano fino ad alcune modifiche sistemiche (nuovi orari di lavoro, superamento della concentrazione delle ferie in agosto). Tutti questi elementi si conciliano bene con la generale tendenza in atto nel mondo del lavoro, che diventa sempre meno rigido e sempre più fluido.

Per attirare più candidati, promuovi le tue offerte di lavoro come Offerte Sponsorizzate

Saperne di più

Sei pronto a cominciare?

Pubblica annuncio

Analisi e approfondimenti sul nuovo mondo del lavoro

Presto riceverai nuovi spunti, approfondimenti e strategie di selezione e di employer branding.

Per cominciare, scopri i suggerimenti di Harvard ed Indeed sulle Strategie di recruiting per il futuro.

Invia