Nel 18 a.C., l'Imperatore Augusto introdusse per la prima volta il concetto di Feriae Augusti, per indicare un periodo di vacanza che si celebrava a partire dal 1° agosto. Sono queste le origini di quello che oggi è noto come Ferragosto e, insieme, della tendenza a concentrare nel mese di agosto la maggior parte delle ferie. Alla luce dei recenti cambiamenti nel mondo del lavoro, hanno ancora senso la chiusura aziendale e le ferie ad agosto?
Per attirare più candidati, promuovi le tue offerte di lavoro come Offerte Sponsorizzate
Saperne di piùLe ferie: un diritto e un dovere
"Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi". Recita così il terzo comma dell'articolo 36 della Costituzione, stabilendo, dunque, le ferie come un diritto del lavoratore o della lavoratrice, oltre che un dovere.
Il periodo di ferie minimo è stabilito dal decreto legislativo n. 66 dell'8 aprile 2003, ferme restando le eventuali variazioni previste nei singoli contratti collettivi nazionali, in quattro settimane l'anno, di cui due consecutive.
Lo stesso decreto stabilisce che "il periodo minimo di quattro settimane non può essere sostituito dalla relativa indennità per ferie non godute, salvo il caso di risoluzione del rapporto di lavoro".
Sono i dipendenti a sottoporre una richiesta di ferie al datore di lavoro, che può accettarla o respingerla in base alle esigenze aziendali. Nel prendere questa decisione, il datore di lavoro deve contemplare da un lato la necessità di assicurare all'azienda continuità ed efficienza produttiva, e dall'altro l'opportunità di rispettare non solo gli obblighi di legge, ma anche, per quanto possibile, le esigenze e le preferenze dei dipendenti.
Al di là delle questioni puramente normative, il tema delle ferie si colloca nel più ampio contesto del benessere organizzativo, del work-life balance e di conseguenza dell'engagement. Si tratta, innanzitutto, di non imporre scelte sgradite ai dipendenti, ostacolando la loro legittima esigenza di svago e riposo, e rischiando così di determinare risentimento e demotivazione. In questo senso, è consigliabile definire il piano ferie con largo anticipo, adottando criteri trasparenti e possibilmente coinvolgendo gli stessi dipendenti.
Chiusure aziendali e ferie forzate
Se sono i lavoratori a poter scegliere quando e come usufruire delle ferie maturate, esistono delle occasioni in cui è l'azienda che decide di sospendere l'attività, obbligando di fatto i propri collaboratori a prendersi dei giorni di riposo.
Oltre a casi specifici legati a singoli dipendenti, come può essere l'esigenza di evitare un burnout sul lavoro, l'azienda può imporre le ferie forzate anche a più dipendenti nello stesso momento. Ciò può accadere, per esempio, nel caso di ristrutturazioni o riorganizzazioni, oppure, in modo più regolare, per chiusure aziendali programmate in determinati periodi dell'anno.
Hanno davvero senso le ferie ad agosto?
Agosto è il mese tipicamente scelto per la chiusura aziendale. Se da un lato i dipendenti tendono a programmare le ferie ad agosto per unirle ai periodi di chiusura aziendale, dall'altro le aziende optano per la chiusura aziendale ad agosto perché l'alta concentrazione di dipendenti in ferie non consentirebbe, in ogni caso, l'operatività. Non mancano esempi attuali di organizzazioni che si sono discostate da questa consuetudine e hanno scelto di anticipare o posticipare il periodo di chiusura, per motivi contingenti che hanno reso questa la scelta più sensata.
Quando ci chiediamo se la chiusura aziendale e le ferie ad agosto hanno ancora senso, non possiamo aspettarci una risposta valida univoca. Bisogna considerare, caso per caso, le esigenze di ogni azienda.
Possiamo individuare degli svantaggi nella chiusura aziendale ad agosto, relativi ai costi in aumento e alla necessità di mantenere alta e costante la produttività. L'interruzione completa dell'attività può comportare picchi di lavoro e sforzi organizzativi sia prima che dopo il periodo di chiusura. Inoltre, si possono verificare delle difficoltà nell'interazione con clienti e con i fornitori stranieri, dal momento che la chiusura aziendale ad agosto è una particolarità italiana, oltre alla perdita di terreno nei confronti delle aziende concorrenti, straniere e di quelle italiane che scelgono di non chiudere. I dipendenti, dal canto loro, si trovano costretti a pianificare le vacanze nel periodo dell’anno più caldo, caro e affollato.
Un cambiamento verso la flessibilità
Esprimersi in termini assoluti sull'efficacia delle chiusure aziendali nel mese di agosto non è possibile, come abbiamo detto. Può, senz'altro, essere utile avviare una riflessione sulla progressiva caduta di alcune rigidità legate ai luoghi e ai tempi di lavoro. La diffusione del lavoro agile e i passi compiuti da alcune aziende verso una settimana corta a parità di retribuzione e altre misure simili rappresentano uno dei terreni su cui le aziende si confrontano in termini di employer branding. Infatti, fra i lavoratori, soprattutto quelli più giovani, aumenta la richiesta di flessibilità. E proprio la flessibilità può essere l'elemento che, a parità di altre condizioni, può convincere una persona di talento a scegliere un'azienda anziché un'altra. In questo senso, una politica delle ferie equa, innovativa, ben comunicata e non troppo rigida può diventare uno strumento a disposizione di un'azienda per rendersi più attraente.
Per attirare più candidati, promuovi le tue offerte di lavoro come Offerte Sponsorizzate
Saperne di più
Sei pronto a cominciare?
Analisi e approfondimenti sul nuovo mondo del lavoro
Presto riceverai nuovi spunti, approfondimenti e strategie di selezione e di employer branding.
Per cominciare, scopri i suggerimenti di Harvard ed Indeed sulle Strategie di recruiting per il futuro.
Invia