Il welfare aziendale diventa sempre più strategico

By Indeed Editorial Team

In un momento storico in cui il benessere psico-fisico e il bilancio tra vita lavorativa e privata hanno scalato la classifica delle priorità dei lavoratori, ma anche in cui è sempre più difficile pagare le bollette, il welfare aziendale assume un significato e un’importanza del tutto nuove, e diventa uno dei fattori fondamentali per attrarre nuovi talenti e anche per rafforzare l’employer branding della tua azienda.

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I tanti aspetti del walfare aziendale

Che siano piani assicurativi e polizze per infortuni e malattia, buoni carburante, per la spesa o per lo shopping, il rimborso delle spese scolastiche e universitarie per i figli, e recentemente, la possibilità di pagare le utenze domestiche, i benefit aziendali sono alla base del welfare aziendale. Rappresentano un’opportunità di crescita e ripresa estremamente importante per il singolo e i suoi cari, ma anche per l’azienda, per l’economia del territorio e dell’intero Paese. Possono inoltre rappresentare, come vedremo, un ulteriore strumento per aderire alla necessità crescente di sostenibilità e minor impatto ambientale.

In un periodo come questo, inoltre, dove si è accentuata in tutti l’attenzione verso la salute, i premi aziendali possono anche essere pensati in chiave di servizi sanitari: visto che le liste d’attesa nel settore pubblico si fanno sempre più lunghe, potrebbero infatti rappresentare un accesso a cure e prestazioni che non tutti i dipendenti altrimenti potrebbero o sceglierebbero di permettersi. Assicurazioni e altre forme di bonus possono fare davvero la differenza per intere famiglie.

Il welfare aziendale non porta solo vantaggi ai dipendenti: come spiega questo articolo dell’Università Unicusano, i benefici per le aziende solo tangibili, a partire da un “abbassamento dei livelli di assenteismo e riduzione del turnover” ai vantaggi fiscali, ad esempio con la “conversione dei premi di produttività in servizi di welfare”.

Ma tra le lezioni principali della pandemia, c’è stata quella di prestare maggiore attenzione non solo agli aspetti materiali, ma più in generale all’equilibrio vita-lavoro, il che significa, tra le altre cose, una maggiore necessità di provvedere al benessere dei dipendenti, strettamente collegato a quello dell’impresa e quindi alla sua produttività.

Il benessere personale diventa aziendale

Andare a un concerto dal costo forse un po’ eccessivo, gustarsi una cena o un weekend romantico. Ma anche fare incetta di libri o concedere a se stessi o a qualcuno di importante una coccola in più. Quelli che prima sembravano essere soltanto benefit accessori, ora sono diventati capisaldi non solo del piano di welfare aziendale, ma dell’intera strategia d’impresa.

Il tema del benessere e, in generale, della salute mentale dei lavoratori è uscito allo scoperto e da questione privata è diventata pubblica, o per lo meno di interesse dei datori di lavoro e dei top manager. Come abbiamo visto, non è più soltanto una questione affrontata dai responsabili delle risorse umane.

Dopo la pandemia e i successivi sconvolgimenti, abbiamo imparato ad ascoltarci di più e a capire l’importanza di tutte quelle cose, forse non fondamentali, ma che possono fare la differenza nel nostro benessere. E questo ha molto a che fare anche col luogo di lavoro, inteso come un posto dove ci si vuole sentire sempre più compresi, valorizzati, sostenuti e perché no, coccolati.

Tanto che in Italia il tema dei servizi, delle iniziative e dei beni che le aziende possono riservare ai loro dipendenti, usufruendo di specifici benefici fiscali, è entrato sempre di più anche nel dibattito politico e nelle misure urgenti in materia di energia, emergenza idrica, politiche sociali e industriali, adottate per aiutare non solo le imprese, ma i lavoratori e le famiglie italiane.

Il welfare aziendale per aiutare con le bollette

Nel Decreto Aiuti bis (DL 115/2022) il governo ha introdotto una importante novità, ovvero la possibilità di utilizzare il welfare aziendale anche per pagare le utenze domestiche (acqua, luce e gas), e con il Decreto Aiuti quater (DL176/2022) il tetto dell’esenzione fiscale per i fringe benefit è stato aumentato fino a 3.000 Euro. Al momento la misura è valida solo per il 2022, ma il tema è al centro dei dibattiti politici, tanto che per la prima volta il welfare aziendale è entrato nel discorso programmatico di insediamento di un premier. Una maggiore attenzione al tema, oltre a favorire le imprese, infatti, porterebbe a una crescita dei consumi, oltre che avere significative ricadute sociali, particolarmente rilevanti in una fase di crisi.

Il welfare dei dipendenti è uno strumento di facile applicazione, utilizzabile anche dalle piccole imprese. Anche alla luce di questo, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una circolare sulle nuove regole dei fringe benefit: sono stati chiariti diversi punti sul regime di tassazione, sulla documentazione richiesta, e soprattutto sono stati forniti maggiori dettagli circa la possibilità di pagamento delle utenze private, anche in relazione ai buoni benzina. “I beni e i servizi erogati nel periodo d’imposta 2022 dal datore di lavoro a favore di ciascun lavoratore dipendente”, ha precisato l’Agenzia delle Entrate, “possono raggiungere un valore di euro 200 per uno o più buoni benzina e un valore di euro 600 per l’insieme degli altri beni e servizi (compresi eventuali ulteriori buoni benzina)”. Gli importi menzionati verranno adesso adattati al nuovo tetto di 3.000 Euro.

Il welfare sostenibile

Un piano di welfare aziendale può diventare anche uno strumento per promuovere la sostenibilità e il minore impatto ambientale, in un legame sempre più stretto col territorio e l’intero ecosistema. In alcuni casi il moderno welfare permette ai dipendenti, per esempio, di partecipare a iniziative di agricoltura biologica, riducendo così l’emissione di CO2, di sostenere le coltivazioni a chilometro zero della zona, di partecipare all’adozione (aziendale) di un alveare o di un bosco, contribuendo alla sua riforestazione.

Aziende come la Ferrero hanno creato vere e proprie oasi, che si possono monitorare anche online, dove le api, fondamentali per la sopravvivenza dell’intero ecosistema, vengono curate da un apicoltore. Queste operazioni, se ben seguite da un punto di vista comunicativo, possono dar vita a delle vere e proprie campagne di storytelling e a strategie di marketing aziendale. Una strategia green, ma non solo di facciata, per testimoniare l’impegno della società e insieme dei dipendenti.

Un welfare aziendale sostenibile è anche quello che consente di incrementare la mobilità sostenibile, attraverso, per esempio, il rimborso delle spese sostenute dai tuoi lavoratori per un abbonamento al trasporto pubblico locale.

Tutte queste strategie, oltre a migliorare la qualità della vita dei dipendenti, rappresentano un ulteriore modo per rafforzare l’employer branding della tua impresa. Infatti è fondamentale per l’employer branding la coerenza tra il dire e il fare, tra ideali e azioni concrete.

Una nuova figura: il welfare manager

Considerata la sempre maggior importanza e sofisticatezza che il piano di welfare della tua impresa deve avere, nel panorama lavorativo, specie delle grandi aziende, emerge una nuova figura: il welfare manager. Una figura che deve essere prima di tutto capace di ascoltare e intercettare i bisogni del personale, che come abbiamo visto possono cambiare anche molto velocemente, ed elaborare strategie sempre più ad personam.

L’obiettivo è migliorare la qualità di vita dei collaboratori, dentro ma anche fuori dal posto di lavoro, in coordinamento con i vertici dell’impresa e le risorse umane.

“Le organizzazioni sono in cerca di profili con competenze trasversali che sappiano dialogare con i lavoratori e le loro famiglie, coglierne le necessità e individuare le risposte più appropriate”, ha dichiarato Franca Maino, direttrice di Percorsi di secondo welfare, alla rivista online Vita, “per questo servono specifiche competenze che vanno dall’ascolto all’analisi dei bisogni, fino alla progettazione, realizzazione e valutazione dei piani di welfare aziendale territoriale”.

Conclusione

Il welfare aziendale sta diventando sempre più importante, e assume nuovi aspetti dovuti a eventi esterni, come la pandemia, ma anche a un cambiamento della scala dei valori, sia delle aziende che dei dipendenti. Mentre crescono l’importanza del benessere fisico e psicologico e dell’essere sostenibili, appaiono anche nuovi ostacoli, come la crisi energetica – e il welfare aziendale si sta adattando a queste nuove esigenze.

Riuscire a ritagliare attorno ai tuoi collaboratori, in maniera quasi sartoriale, dei programmi in grado di accrescere il loro benessere, vuole anche dire far crescere l’azienda, il suo potere di attrazione e la sua capacità di interagire con l’ambiente circostante.

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