Che cosa fa una tata?
La funzione principale della tata è occuparsi dei bambini e di tutte le loro esigenze: igiene, alimentazione, preparazione, routine quotidiana, attività ludiche, benessere psico-fisico, salute, educazione e rispetto della disciplina, oltre a qualsiasi altro incarico concordato con i genitori inerente i loro figli e, in alcuni casi, l’abitazione. Ad alcune tate, infatti, può essere richiesto di svolgere anche lavori domestici che possono essere circoscritti alla stanza dei bambini o estesi all’intera abitazione.
In buona parte dei casi le tate coabitano con la famiglia, che mette a loro disposizione una stanza autonoma e copre le spese di vitto e alloggio. L’orario di lavoro è concordabile in base alle esigenze familiari, ma di norma deve essere garantito un giorno di riposo settimanale e un periodo di ferie. Se la famiglia viaggia o va in vacanza, la tata sarà inclusa nel viaggio e continuerà a svolgere le sue mansioni quotidiane di cura dei bambini.
Tata: competenze e qualifiche
La qualità principale che deve possedere una tata è saper interagire con i bambini. Deve anche avere una propensione personale verso la loro educazione e la cura del loro benessere. Apprezzate, ma non indispensabili, certificazioni di primo soccorso o una formazione in un campo affine all’infanzia. Alcune delle competenze e dei requisiti più importanti nella scelta di una tata sono:
- amore per i bambini;
- calma e pazienza;
- saper comunicare in maniera efficace con i bambini e comprendere rapidamente le loro esigenze;
- intraprendenza e abilità organizzativa, per impostare programmi giornalieri che comprendano studio e attività ricreative;
- abilità di problem solving, per fronteggiare emergenze e imprevisti in modo efficace;
- capacità di gestione domestica;
- avere una patente di guida e un’automobile, per poter accompagnare i bambini in autonomia.
Tata: esperienza
Aver maturato un’esperienza lavorativa a diretto contatto con i bambini è un aspetto di grande rilievo nella scelta di una tata, poiché offre una prima garanzia sulla sua abilità professionale. In genere le prime esperienze si ottengono lavorando come baby sitter ma, dato il livello di responsabilità e il livello di impegno richiesti dal ruolo, una tata deve possedere capacità e competenze maggiori. Aver svolto in passato lavori da insegnanti di scuola materna, scuola primaria o asilo nido, esperienze in servizi di assistenza all’infanzia oppure anni di lavoro come balia, au pair o baby sitter, specie se abbinati a un percorso di studio in scienze dell’educazione o puericultura, migliora le probabilità che la tata svolga un lavoro all’altezza delle aspettative.
Tata: studi e formazione
Non esiste una formazione specifica per diventare tata né vengono di solito richiesti titoli di studio per poter esercitare. Esistono però certificazioni che possono dare ai candidati maggiori qualifiche. Si tratta di tutti quei percorsi formativi che educano gli studenti alla cura dei bambini o delle altre persone, come puericultura, infermieristica, scienze sociali, psicologia. La laurea in una di queste discipline sarebbe quindi ideale; in genere, si consiglia comunque di assumere come tata una persona che sia almeno in possesso di un diploma di scuola superiore, meglio ancora se in ambito pedagogico. È molto importante che i candidati siano in possesso di una patente B. Può inoltre essere utile aver conseguito degli attestati di corsi di primo soccorso.
Descrizione di professioni simili
Se pensi che il profilo appena descritto non sia del tutto affine al tipo di professionista che stai cercando, puoi provare a consultare le descrizioni di altre figure in questo ambito:
Descrizione offerta per tata: FAQ
Che differenza c’è tra tata e baby sitter?
Queste due figure professionali condividono molte responsabilità, ma i loro ruoli sono del tutto diversi. I babysitter si prendono cura dei bambini mentre i genitori sono assenti, per alcune ore al giorno (diurne o serali). Al contrario, le tate si occupano dei bambini quotidianamente, spesso coabitando con i datori di lavoro e accompagnandoli anche durante viaggi e vacanze.
Per chi lavora una tata?
Le tate possono lavorare in modo autonomo, sottoscrivendo un contratto con i genitori in cui saranno dettagliati mansioni, orari e stipendio, oppure essere assunte da agenzie specializzate o di somministrazione ed essere scelte per lavorare presso una determinata famiglia. In questo caso sarà l’agenzia a fare da tramite fra tata e genitori e a occuparsi dei pagamenti e della stesura del contratto.
Qual è l’orario di lavoro di una tata?
Le tate lavorano in genere dalle 8 alle 12 ore al giorno, per 5 o 6 giorni settimanali, in base alle esigenze di chi richiede la prestazione lavorativa. L’orario effettivo è però piuttosto elastico: quasi sempre le tate, per offrire una presenza continuativa, si trovano a coabitare con le famiglie, per cui sono sempre disponibili qualora ci sia bisogno di un loro intervento. È bene quindi esporre da subito le proprie esigenze così da concordare con i candidati le modalità e gli orari di lavoro.
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